martedì 27 gennaio 2015

Libri: Un alieno a Hollywood, di Toby Young

Titolo: Un alieno a Hollywood
Titolo originale: The sounds of no hands clapping
Autore: Toby Young
Casa editrice: Piemme
Anno di pubblicazione: 2006
Codice ISBN: 978 88 384 8895 5
Dove e quando: Usa e Inghilterra, anni '90-'2000


L'Incipit
Di sicuro, dalle'sterno, l'edificio dentro cui mi trovavo non pareva poi granché. Faceva parte di un grappolo di prefabbricati eretti in maniera frettolosa in quello che, a tutti i riguardi, era un complesso industriale. L'interno era un pochino più d'effetto. La parete opposta al punto in cui mi trovavo era decorata con una collezione di poster che pubblicizzavano numerosi successi hollywoodiani dimenticati da tempo, e proprio di fronte al muro c'era un tavolo su cavalletti su cui era impilato un bric-à-brac di oggetti promozionali: penne, tazze, cappellini da baseball.

Cosa ne penso.
Insomma, non lo definirei divertente come fa il Daily Mail, ma si è rivelata una lettura piuttosto gradevole e disimpegnata. Non si tratta di un romanzo e neanche di un'autobiografia, forse lo si potrebbe definire come un articolo di giornale lungo, una cronaca scanzonata sì, ma non certo divertente. L'autore è il giornalista inglese Toby Young, già autore di Un alieno a Vanity Fair da cui è stato tratto anche un film (ricordo vagamente una scena in cui un povero chihuahua vola dalla finestra di un grattacelo di New York) e in effetti questa "memoria" racconta proprio della realizzazione del film, ma soprattutto delle tribolazioni dell'autore per scriverne la sceneggiatura. A movimentare un po' la narrazione, aneddoti sparsi qua e là riguardanti conoscenti, colleghi, amici e perfino la moglie la cui gravidanza viene raccontata con dovizia di particolari. A tratti ho trovato quest'ometto vagamente fastidioso, con quel suo fingersi un perdente quando in realtà si evince che frequenta la gente che conta, e poi questa sua ambizione, questo suo cercare pubblicità, contatti e quant'altro l'ho trovato ai limiti dell'ossessivo compulsivo. Per fortuna alla fine si redime e dichiara di amare, più che la carriera, la famiglia sopra ogni altra cosa. Speriamo per lui che sia davvero così. Comunque il libro lo consiglio, soprattutto agli aspiranti giornalisti/scrittori/sceneggiatori in attesa della grande occasione e desiderosi di scoprire come funziona davvero il business.

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