sabato 31 maggio 2014

Cinema: Il Monaco, di Dominik Moll


Il monaco (2011) di Dominik Moll. Con Vincent Cassel, Geraldine Chaplin, Déborah François, Sergi López, Roxane Duran, Pep Tosar, Jordi Dauder, Rosa Renom, Ernst Umhauer, Jean-Charles Dumay, Pierre-Félix Gravière Titolo originale Le moine. 

Come avrò forse già dichiarato in altri post, Vincent Cassel è uno dei miei attori preferiti; certamente non bello, ma dal fascino magnetico, è un attore piuttosto versatile qui nel ruolo inedito di monaco predicatore. Ambientato nella Spagna del 17° secolo, Il monaco ha per protagonista il monaco cappuccino Ambrosio, il cui fervore religioso attira folle da ogni dove. Ambrosio si crede al sicuro dalla tentazione fino a quando nel convento non arriva un misterioso novizio celato da una maschera. Cupo e allucinato. Voto: 7


venerdì 30 maggio 2014

Libri: Il traghettatore, di William Peter Blatty

Titolo originale: Elsewhere
Autore: William Peter Blatty
Casa editrice: Fazi
Anno di pubblicazione: 2011
Codice ISBN: 978-88-6411-194-0
Dove e Quando: New York, 1993-1997

L'Incipit
La cornetta di un telefono rosa pallido incastrata sotto il mento, Joan Freeboard, nervosa, era in piedi davanti alla sua scrivania. Con una mano faceva frusciare le pagine dei suoi appunti, impaziente e accigliata, quasi stesse cercando il foglio che le avrebbe rivelato perché era venuta al mondo.

Cosa ne penso
Il romanzo non è male, si legge agevolmente, ma considerando che l'autore è Blatty mi aspettavo qualcosa di molto più terrificante. Certo, i fantasmi ci sono, ci sono anche gli esorcisti, c'è una terrificante casa infestata su un'isola dell'Hudson non lontana da Manhattan e un gruppetto di coraggiosi ospiti decisi a dimostrare che i fenomeni paranormali sono una bufala, però alla storia manca qualcosa di davvero emozionante. E poi, capisco che l'argomento sia tra i più sfruttati sia letterariamente che cinematograficamente, ma ho avuto davvero troppi dejà vu e dejà lu, come se l'autore durante la stesura si sia sparato la serie completa di American Horror Story, con un pizzico di The Others e Haunting. Mah, c'è di meglio.

giovedì 29 maggio 2014

Serie Tv: Vikings

Finalmente in chiaro una delle serie tv più belle ed accurate viste negli ultimi anni. Targata History Channel, la serie è ambientata nell'alto medioevo scandinavo ed ha per protagonista Ragnar, una sorta di Alessandro Magno dei vichinghi. I paesaggi sono mozzafiato e gli intrecci tra i personaggi molto interessanti. Ad attirarmi è stato lo spirito di conquista e la curiosità di questi leggendari navigatori, ma anche la loro mitologia. In realtà ho già visto la prima stagione in lingua originale, ma ora sono curiosa di vederla doppiata in italiano. Nel cast da citare ovviamente Travis Fimmel, il veterano Gabriel Byrne e Jessalyn Gilsig (vista in Heroes).

mercoledì 28 maggio 2014

Cinema: Prison escape, di Rupert Wyatt


Prison Escape (2008) di Rupert Wyatt. Con Brian Cox, Joseph Fiennes, Liam Cunningham, Seu Jorge, Dominic Cooper, Steven MacKintosh, Damian Lewis, Vinnie McCabe, Ned Dennehy, Jack Walsh, Frank O'Sullivan, Sheamus O'Shaunessy, Domhnall O'Donoghue, George Seremba, Eleanor McLynn Titolo originale The escapist. 

Il genere mi è sempre piaciuto (Fuga da Alcatraz è uno dei miei film preferiti e Prison Break forse una delle poche serie tv che sono riuscita a vedere per intero) ed in generale il concetto stesso di "fuga" cattura la mia attenzione. Il film è interessante, ben girato e ben interpretato. All'inizio quasi non avevo riconosciuto Joseph Fiennes. Nel cast anche Liam Cunningham (Games of Thrones) e Damian Lewis (Life, Homeland) e naturalmente Brian Cox. Voto: 7

lunedì 26 maggio 2014

Appunti di viaggio

Destinazione: Francoforte sul Meno/ Frankfurt am Main
  1. Lode a Ryanair che offre sempre le tariffe più convenienti per le destinazioni europee, ma è da sapere che se si sceglie questa compagnia aerea per raggiungere Francoforte si atterra all'aeroporto Frankfurt- Hahn, che dista la bellezza di 120 km dalla città quindi bisogna spararsi 1 ora e 45 di shuttle prima di arrivare. 
  2. Se si arriva la domenica sera si resta un po' delusi perché è tutto chiuso. L'idea era quella di prendere qualcosa da mangiare in un supermercato, ma data la vicinanza del nostro albergo al quartiere Sachsenhausen , ricco di pub e birrerie, nonché di kebabbari zozzoni, non se n'è sentita la mancanza. Poi ci ha detto bene perché i prezzi sono assurdamente bassi e il cibo, tutto sommato, buono.
  3. La prima cosa che colpisce arrivando a Francoforte (già in fase di atterraggio dell'aereo, a dire il vero) è il verde. Mai visti così tanti alberi e così tanti prati tutti insieme! Il lungofiume è spettacolare e curatissimo ed ispira assoluto e totale relax (i tedeschi non pensano solo a lavorare, si godono la vita!). 
  4. La cosa che colpisce subito dopo il verde è lo skyline di Francoforte, con i suoi grattaceli tra i più altri d'Europa. In pratica la città è un cantiere aperto, ma i tedeschi sono così efficienti da non far pesare la cosa alla cittadinanza.
  5. Un'altra cosa sorprendente di questa bella città tedesca è la sua offerta museale, anzi c'è un'intera riva del fiume Main in cui si susseguono uno dietro l'altro: in totale sono ben 34!!! Il biglietto costa in media 12 euro, ma è possibile fare una carta speciale che consente di vederli tutti in due giorni, ammesso e non concesso che qualcuno riesca a trottare così tanto in 48 ore!!! Per farvi capire quanto siano importanti i musei nella vita cittadina i tedeschi gli hanno dedicato anche una festa che si svolge nel mese di agosto!
  6. Per questioni di tempo (e budget) ho visitato solamente lo Stadel Museum che attualmente ospita una retrospettiva sul famoso pittore Emil Nolde. Il museo vale tutti i 12 euro del biglietto perché ci sono grandi capolavori dei maestri italiani (su tutti Botticelli e Canaletto) e degli Impressionisti francesi (Degas, Monet, Manet) e molti  pittori tedeschi, ma la parte che più ho apprezzato è situata nel piano sotterraneo dedicato all'arte contemporanea e alla fotografia, con opere di Warhol e Fontana. Insomma, un museo straordinario.
  7. Francoforte è la città che ha dato i natali ad uno dei più importanti scrittori di tutti i tempi, e se almeno una volta nella vita avete letto I dolori del giovane Werther e Faust non dovete perdervi la casa museo di Goethe.
  8. Altra attrazione imperdibile (lo riconosco, è del tutto soggettivo, ma a me piace visitarli) è lo zoo di Francoforte situato in pieno centro storico, recentemente passato agli onori della cronaca per l'uccisione di alcuni fenicotteri. Il biglietto costa solo (!!!) 10 euro e sinceramente per quanto è bello e curato il parco, ne avrei spesi volentieri almeno il doppio.
  9. Se si è in città è doveroso farsi un giretto nella via dello shopping, la Zeil Strasse, dove si può ammirare l'opera realizzata dall'architetto italiano Massimiliano Fuksas, dal caratteristico "vortice" che lascia a bocca aperta, e comunque anche da dentro il MyZeil offre uno vista spettacolare, soprattutto se si sale con la scala mobile più lunga.
  10. Le chiese a Francoforte non sono niente di che, ma questo probabilmente dipende dal fatto che la maggior parte di esse non sono cattoliche, quindi niente sfarzo, niente ori, niente fiori, solo preghiera! Fondamentalmente quelle due o tre che ho visto sono tutte uguali 
  11. Il centro storico vero e proprio di Francoforte è molto piccolo ed qui che si deve venire per vedere gli edifici più antichi della citta, in particolar modo quelli della piazza del comune (il Romer); da vedere anche l'Alte Oper: risalente al 1880, distrutta nel 1944, l'Opera di Francoforte è stata ricostruita e riaperta nel 1981.
  12. Un altra cosa particolare della città è il gigantesco simbolo dell'euro situato di fronte alla Banca Centrale Europea, dove è impossibile resistere alla tentazione di farsi immortalare.
  13. Altra attrazione molto apprezzata dai turisti è il Palmengarten, l'orto botanico, che purtroppo io non ho visto per via del pochissimo tempo a disposizione: mi è dispiaciuto davvero tantissimo non essere riuscita a visitarlo perché amo molto gli orti e i parchi in generale, ma almeno avrò una scusa per tornare!!! 
  14. I tedeschi a quanto pare amano tutto ciò che è giapponese, e la città è disseminata non solo di ristoranti, ma anche di sale da thé e pasticcerie: su tutte consiglio quella dove ho fatto colazione io, in Braubachstrasse, che è carinissima e particolare, una via di mezzo tra un negozio di antiquariato e uno di altissima pasticceria (Iimori). Quei dolcetti al the verde sono la fine del mondo!!!
  15. Da assaggiare assolutamente è l'apfelwein, una bevanda a base di mela leggermente frizzante ed alcolica, dal gusto appena appena acidognolo, molto apprezzato dai tedeschi al pari della birra. Ideale per un aperitivo, lo vendono ovunque, io l'ho assaggiato all'Eschenheimer turm, un café situato in un'antica torre, perfetto per fare una pausa e rilassarsi un attimo dopo una giornata passata a camminare. A me è piaciuto.
  16. Sul cibo non saprei dire niente di particolare perché ho mangiato international! Una volta arabo, un'altra giapponese, poi messicano e infine gli hamburgheroni e le famosissime alette di pollo fritto di Hooters. In compenso ho fatto delle colazioni pantagrueliche alla tedesca con cui ho tirato avanti fino alle 3/4 del pomeriggio. Il mio consiglio è che se avete la colazione inclusa in albergo è doveroso approfittarne il più possibile. Ho sempre sentito dire che i tedeschi mangiavano male, ma in realtà da quello che ho potuto constatare di persona sono molto attenti alla qualità del cibo e molto interessati a tutto ciò che è ecologico e biologico.
  17. Sullo stile di vita tedesco: diciamo che c'è di tutto un po', da una parte vedi gli uomini d'affari in giacca e cravatta che guidano porsche o ferrari (tantissime macchine di lusso a giro), poi giri l'angolo e vedi i patiti della Harley Davidson, con giubbotti di pelle, tatuaggi e baffoni, per terra i punkabbestia, i figli dei fiori, le classiche famigliole con due/tre/quattro bambini, manco a dirlo tutti biondi, e tanti, tantissimi extracomunitari provenienti soprattutto dai paesi arabi. La città mi è sembrata molto tranquilla, per lo meno il centro, ma c'è anche da dire che a giro c'era tantissima polizia, sempre vigile e in allerta, quindi non saprei se considerarlo un fatto positivo o negativo. I tedeschi lavorano, in tanti e bene, in modo efficiente e cortese, ma non mi sono sembrati stressati: finiscono di lavorare e vanno tutti, indistintamente, a farsi la passeggiata lungo il fiume o bere un aperitivo con gli amici o i colleghi. Sono maniaci della bici e sfrecciano come saette ovunque schivando i poveri pedoni ignari (noi). Il traffico c'è ma non si sente, niente ingorghi, clacsonate isteriche e soprattutto ho avvertito pochissimo smog e comunque quel poco che sicuramente c'era viene assorbito dalla vegetazione.
  18. Il costo della vita, considerando che i tedeschi guadagnano il doppio degli italiani, è bassissimo. I prezzi di molte cose che ci sono anche da noi sono uguali all'Italia, se non addirittura inferiori. Meditate gente, meditate.
  19. Che altro aggiungere? Come al solito è stata una vacanza troppo breve e mi sono persa qualcosa, ma la città è fantastica, con quel suo miscuglio di moderno e antico e la sua attenzione per l'ambiente e la cultura. Forse è una città in cui potrei vivere senza problemi ed anche per questo ho deciso di rimettermi a studiare il tedesco, che non si sa mai nella vita. Alla prossima, gente!

domenica 25 maggio 2014

Libri: Il giardino delle farfalle notturne

Titolo originale: The garden of last days
Autore: Andre Dubus III
Casa editrice: Piemme
Anno di pubblicazione: 2008
Codice ISBN: 978-88-566-0274-6
Dove e quando: Florida, 2001

L'Incipit
April guidava in direzione nord su Washington Boulevard nella calura del tardo pomeriggio. Superò una serie di complessi residenziali nascosti da acacie e cedri, da cui i rami ondeggiavano nastri di muschio simili a ragni morti. Stringeva tra le gambe il bicchiere di caffé che aveva comprato alla stazione di servizio Mobil uscendo dalla città, ancora troppo bollente per essere bevuto. Il sole che splendeva sul golfo del Messico la colpì di lato abbagliandola, una cosa prevedibile, come il fatto che Jean era stata ricoverata e ora non c'era nessuno che badasse a Franny e nessuna possibilità di telefonare al Puma Club per darsi malata. 

Cosa ne penso
Un aspirante kamikaze, una spogliarellista, un marito violento, una donna ipocondriaca e un buttafuori sono i protagonisti di questo romanzo di Andre Dubus III, già autore de La casa di sabbia e nebbia, romanzo che io ho particolarmente amato. Siamo in Florida, nel 2001 e questi personaggi che apparentemente non hanno niente in comune, si incrociano alla vigilia della più grande strage degli Stati Uniti, l'attentato alle Torri Gemelle. Solo alla fine si capisce che si tratta proprio di quella tragedia, perché per tutto il romanzo siamo focalizzati sulla storia di April in arte Spring, madre single che si spoglia per dare alla figlioletta una vita migliore. Anche qui abbiamo una figura di donna fragile eppure forte, costretta a tirar fuori le unghie per sopravvivere in un mondo che pare non dare scampo ai più deboli. Anche qui torna il tema dello scontro tra Occidente e Oriente, la velata, ma non troppo, critica dell'autore al capitalismo sfrenato e al sistema di valori americano contrapposto alla cultura araba/musulmana e alla difficoltà di integrazione degli immigrati. Difficile prendere partito, decidere chi a torto e chi no: la questione sembra irrisolvibile e rimane irrisolta. Bellissimo romanzo anche questo.

martedì 13 maggio 2014

Painting of the day

Georges Seurat (1859-1891)
Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande Jatte (1886)

lunedì 12 maggio 2014

Sto ascoltando: The very best of Macy Gray


I Try  
Do Something 
Still - 4:15 
Why Didn't You Call Me  
I've Committed Murder 
Sexual Revolution 
Sweet Baby  
Boo
When I See You  
It Ain't the Money 
She Ain't Right for You 
Love Is Gonna Get You 
Walk this Way
Demons 
When I See You
I've Committed Murder 
Sexual Revolution 

giovedì 8 maggio 2014

Promemoria

Dall'8 al 15 maggio, il cinema a 3 euro.

martedì 6 maggio 2014

Libri: Il Circo maledetto, di Ann Featherstone

Titolo originale: Walking in Pimlico
Autore: Ann Featherstone
Casa editrice: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2010
Codice ISBN: 978-88-541-2223-9
Dove e quando: Londra, Inghilterra, fine '800

L'Incipit
Permettetemi di presentarvi un omicidio. E permettetemi di presentarvi il sinceramente vostro Corney Sage, cantante e attore comico, ballerino di clog dance, personaggio assai divertente e intrattenitore a tutto tondo.
In verità, non assistetti all'omicidio, conoscevo a malapena la persona che lo commise (anche se le cose non stanno proprio così) e non avevo scambiato che poche parole con la poveretta che venne fatta fuori, e tuttavia io c'ero: ero lì al principio e anche alla fine, sebbene tutto ciò mi sa costato il senno e la salute e sebbene, ancora oggi, di tanto in tanto mi capiti di svegliarmi la notte in preda agli incubi.

Cosa ne penso
All'inizio non mi aveva preso granché: l'autrice ci presenta il personaggio principale, Corney Sage attore e ballerino nella Londra della regina Vittoria, testimone dell'assassinio della povera Bessie, attrice e donna di facili costumi, fatta fuori da un giovanotto elegante. Poi però la storia prende una piega inaspettata e lo scenario cambia completamente: scopriamo che il giovanotto in questione, nonché assassino, James Yates in realtà è una donna di nome Phyllida Marweather dalle molte identità, un giorno prostituta, un altro amica e dama di compagnia, poi ancora madre in pericolo, nonché lesbica non corrisposta. Insomma, un personaggio affascinante e sfaccettato, che colpisce il lettore con la sua grande voglia di vivere, la sua fame d'amore e la sua capacità di adattarsi alle circostanze per sopravvivenza, ma anche per la tenacia con cui è riuscita a tirarsi fuori dalla miseria per realizzare il sogno di una vita migliore. Se non fosse una serial killer, sarebbe davvero un personaggio ammirevole e in ogni caso si tende a chiudere un occhio per via della sua infanzia "difficile". L'autrice è docente di storia del teatro e questo suo background viene fuori ad ogni pagina del romanzo, ed infatti non credo sia casuale la scelta di ambientare il suo primo romanzo nel mondo degli spettacoli itineranti, o come spesso viene definito, dell'intrattenimento al costo di uno scellino: i personaggi si muovono da un teatro all'altro in cerca di ingaggi sempre migliori e meglio retribuiti, circondati da loschi figuri sempre pronti a guadagnare qualche soldo in più, gente del circo, imbonitori, sfruttatori di bambini, prostitute e tutto quella fauna che ci si aspetterebbe di incontrare in un romanzo ambientato ai tempi della regina Vittoria. Devo dire che l'autrice non ci ha risparmiato i dettagli e da questo punto di vista la sua prima prova da narratrice è veramente ben riuscita. Spero di poter leggere qualcos'altro di suo prima o poi. Lo consiglio soprattutto a chi ama i romanzi d'epoca e agli studenti di letteratura inglese.

venerdì 2 maggio 2014

Sto ascoltando: Safari, di Lorenzo Jovanotti Cherubini


Fango (con Ben Harper) – 4:34 
Mezzogiorno – 4:22 A te – 4:25 
Dove ho visto te – 4:30 
In orbita – 4:33 
Safari (con Giuliano Sangiorgi) – 4:25 
Temporale (con Sly & Robbie) – 5:54 
Come musica – 3:50 
Innamorato – 2:38 
Punto (con Sergio Mendes) – 4:11 
Antidolorificomagnifico – 4:26 
Mani libere 2008 (con Michael Franti) – 4:25

giovedì 1 maggio 2014

Cinema: Killer in viaggio, di Ben Wheatley

Killer in viaggio (2013) di Ben Wheatley. Con Alice Lowe, Steve Oram, Eileen Davies, Seamus O'Neill, Tony Way,  Roger Michael, Jonathan Aris, Kenneth Hadley, Monica Dolan, Aymen Hamdouchi, Kali Peacock, Tom Meetan, Stephanie Jacob, Christine Talbot, Richard Lumsden, Dominic Applewhite Titolo originale Sightseers.

A vederli, i protagonisti di questa commedia inglese, non si direbbe che sono dei killer eppure questi due sfigati in appena una settimana di vacanza riescono a far fuori ben 4 persone. I paesaggi sono stupendi (ma è merito della campagna inglese), il cagnolino super tenero e i personaggi agghiaccianti. Il finale è a sorpresa.

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