giovedì 30 ottobre 2014

Libri: Super-Cannes, di J.G. Ballard

Titolo: Super-Cannes
Autore: James Graham Ballard
Casa editrice: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2000
Codice ISBN: 978 88 07 88565 5
Dove e quando: anni 2000

L'Incipit
La prima persona che incontrai ad Eden-Olympia fu uno psichiatra, e forse  il fatto che sia stato proprio uno specialista in malattie mentali a farmi da guida in questa "città intelligente" sulle colline sopra Cannes non fu affatto un caso. Adesso mi rendo conto che sui palazzi di uffici del parco tecnologico incombeva una specie di follia, come uno stato di guerra non dichiarata. Certo è che per la maggior parte di noi il dottor Wilder Penrose si rivelò un amabile Prospero, lo psicopompo capace di portare i nostri sogni più tenebrosi alla luce del giorno.

Cosa ne penso.
Ballard è uno di quegli scrittori che mi ripromettevo di leggere un giorno o l'altro, ma che per qualche misteriosa ragione non avevo mai avvicinato prima d'ora. Finalmente il ghiaccio è rotto e posso dire di essere, tardivamente, diventata una sua fan. Attirata dalla copertina e dal titolo, che mi ha riportato indietro nel tempo ad un'estate di 20 anni trascorsa in Costa Azzurra, mi sono immersa in quest'avventura dell'aberrazione umana che è Super Cannes. Una coppia di neosposi si trasferisce in un complesso residenziale alle porte di Cannes che ospita succursali delle maggiori multinazionali. Il complesso è stato teatro di una carneficina e adesso spetta a Paul Sinclair ripercorrere le tracce di questa strage per capire cosa ha portato David Greenwood, ex collega della moglie, ad uccidere alcuni dei più importanti manager di Eden-Olympia. A metà strada tra il poliziesco e il distopico, Ballard ci accompagna in questo viaggio verso l'abisso dove le peggiori inclinazioni umane trovano sfogo in un crescendo di violenza: stupri, pedofilia, torture, pestaggi, rapine e omicidi non sono mai abbastanza per un ristretto pugno di privilegiati che ha riscoperto il piacere del proprio istinto animale. Sullo sfondo la bellissima città del Festival del Cinema, quasi trasfigurata, eppure sempre riconoscibile. 

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