mercoledì 11 giugno 2014

Libri: Inferno, di Dan Brown

Titolo: Inferno
Titolo originale: Inferno
Autore: Dan Brown
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2013
Codice ISBN: 978-88-04-64069-1
Dove e quando: Firenze, Venezia, Istambul

L'Incipit
Io sono l'Ombra
Attraverso la città dolente, io fuggo.
Attraverso l'eterno dolore, io prendo il volo.
Lungo la riva dell'Arno, corro arrancando senza fiato, volto a sinistra in via dei Castellani, e mi dirigo verso nord, rannicchiandomi nell'ombra degli Uffizi. E loro continuano ad inseguirmi.

Cosa ne penso
Quarto episodio della saga incentrata sulla figura del Professor Robert Langdon, dopo Angeli e Demoni, Dan Brown torna ad ambientare il suo romanzo in Italia che, neanche ci fosse bisogno di dirlo, con la sua storia millenaria è ricca di spunti e sollecitazioni per un thriller di ambientazione storica. Questa volta siamo a Firenze (la mia bellissima, adorata Firenze), per poi passare a Venezia dopo una fuga rocambolesca e terminare ad Istambul. Ancora una volta tutto si svolge nell'arco di pochissime ore, ma l'azione è talmente concitata che sembrano passare dei giorni. Il ritmo è serrato, gli eventi si susseguono alla velocità della luce, ma non si fa fatica a seguire il dipanarsi della trama, io per lo meno l'ho divorato anche perché come ormai ci ha abituati l'autore da Il Codice Da Vinci in poi, la storia è ricca di spunti letterari, storici ed artistici: si comincia con l'epica opera di Dante, la Divina Commedia, in particolar modo l'Inferno, da cui il titolo del romanzo, citando Botticelli , Michelangelo e Vasari, per descrivere con dovizia di particolari le meraviglie di Boboli, Palazzo Vecchio e Santa Maria del Fiore. Non meno accurato quando si tratta di descrivere la Venezia dei Dogi, o Istambul, Dan Brown scrive bene e lo sa, sa come si scrive un romanzo di successo, sa come accattivarsi il lettore, anche se questo, va detto, a volte va a discapito dell'emozione, del sentimento e dello stupore. Quando si legge un suo romanzo, che abbia Langdon per protagonista o meno, sappiamo esattamente cosa aspettarci, cosa che dal mio punto di vista è rassicurante, ma anche limitativo. Non manca anche in Inferno una figura femminile che accompagna Langdon nella sua ricerca, ma questa volta si tratta di un personaggio oscuro, ambivalente, non del tutto positivo, rappresentato dalla dottoressa Sienna Brooks. La missione questa volta è scongiurare una terribile epidemia scatenata dallo scienziato folle Bernard Zobrist, intenzionato ad epurare il pianeta dal sovraffollamento ed il finale è aperto, anche se non esattamente nella direzione che mi sarei aspettata ed è forse questa la parte più debole di tutta la storia. Comunque, un buon romanzo che riesce a fondere l'intrattenimento allo stato puro con la cultura. 

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