giovedì 10 aprile 2014

Libri: Cinquanta sfumature di grigio, di E. L. James

Titolo originale: Fifty shades of grey
Autore: E. L. James
Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2011
Codice ISBN: 978-88-04-63253-5
Dove e quando: Seattle, giorni nostri


L'Incipit
Mi guardo allo specchio, arrabbiata e delusa. Al diavolo i miei capelli, che non vogliono saperne di stare a posto, e al diavolo Katherine Kavanagh, che si è ammalata e mi sottopone a questa prova. Dovrei studiare per gli ultimi esami, che saranno la settimana prossima, e invece eccomi qui a cercare di domare questa chioma ribelle.

Cosa ne penso
Ebbene sì, lo confesso, anch'io ho ceduto alla tentazione! Di solito, quando sento parlare di bestseller o di casi editoriali "clamorosi" parto prevenuta e sento subito la puzza di sola, però in questo caso il successo è meritato perché il prodotto è ben confezionato e si fa leggere e inoltre io sono da sempre un'amante del genere erotico/libertino quindi alla fine non potevo non leggerlo. Onestamente? Pensavo peggio. Certo, non un capolavoro, ma si legge scorrevolmente e rispetta tutti i canoni del genere. La protagonista femminile è ovviamente una fanciulla in fiore, innocente, ingenua e un po' imbranata mentre il protagonista maschile manco a dirlo è il classico bello e dannato, ricco sfondato, capace di fare qualsiasi cosa gli frulli per la testa, se poi aggiungiamo quel pizzico di mistero che aleggia sui primi anni della sua infanzia e che sarebbe alla base delle sue perversioni, il gioco è fatto e subito viene voglia di correre al supermercato a comprare il secondo romanzo della trilogia per capire che gli è successo (rigorosamente in edizione economica, però!). Peccato per l'abuso di alcune espressioni che compaiono un po' ovunque nel testo (tipo che lui è un maniaco del controllo, che la dea interiore di lei esulta etc) e che rendono veramente troppo ripetitivo il racconto (vedi anche palloso), mentre passerà alla storia la frase <<Io non faccio l'amore, io fotto senza pietà>>. La parte delle email è perfino divertente e la descrizione degli amplessi è efficace; ci sono continui riferimenti musicali (soprattutto i classici Chopin, Verdi, Pachelbel, Delibes ma anche più terra terra, come Britney Spears e i Kings of Leon ) e letterari (su tutti la Tess of the D'Ubervilles di Thomas Hardy, che non ho letto e La signora delle Camelie di Alexandre Dumas).

Nel complesso, questo primo capitolo mi è piaciuto e finalmente ho capito perché l'anno scorso vedevo ovunque gente con in mano 'sto libro. All'autrice si deve dare atto di aver sdoganato il genere erotico e di aver tolto alla pratica del bondage quella patina di squallore che normalmente le viene attribuita. Per la cronaca nel 2015 uscirà il film tratto dal libro, la cui regia è affidata a Sam Taylor-Johnson, Christian Grey verrà interpretato da quel bocconcino niente male di Jamie Dornan, mentre il ruolo di Anastasia Steele è stato dato a Dakota Johnson (figlia di Melanie Griffith e Don Johnson): da quel che ho potuto vedere, anche il film promette bene.

Perle di saggezza
Un uomo che acquisisce la capacità di prendere pieno possesso della propria mente è in grado di prendere possesso di qualsiasi altra cosa a cui abbia diritto. Andrew Carnegie

8 commenti:

  1. pure tu sei caduta nel tunnel delle 50 sfumature?
    io continuo a sentire puzza di sola... :D

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    1. eh sì, ci sono cascata pure io!!! ripeto, non un capolavoro, ma nemmeno una sola, se lo leggi con lo spirito giusto! pur con tutti i difetti che ha si fa leggere..

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  2. Fino ad ora ho resistito alla tentazione. Ne ho sentite così tante su questo libro che non ho neanche più voglia di leggerlo per avere una mia idea in proposito, ma so che quando lo troverò in edizione super economica e magari anche scontato un'occasione gliela darò :)

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    1. io l'ho preso al supermercato a 5 euro, però si trova facilmente anche in biblioteca se non hai voglia di spenderci neanche quelli!

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  3. Letto, per lo stesso motivo che scrivi tu [volevo capire come mai, per un certo periodo, non ho visto un cristo senza questo libro in mano... e il periodo non era quello in cui usciva in economica...] e... non mi ha convinta, come mi aspettavo.
    Una sola è quel qualcosa che, dopo esserti fatto tante aspettative, ti delude... io la ritengo, invece, semplicemente una schifezza perché non mi aspettavo nulla di nulla. Sapevo non mi avrebbe fatto rizzare mezzo pelo e così è stato.
    L'ho trovato, come dici anche tu, molto ripetitivo e si capisce che le varie ripetizioni avrebbero dovuto enfatizzare dei concetti per rendere più incisivo il racconto... rendendolo invece una semplice caricatura di se stesso.

    E' sesso che non esiste, quello che si racconta. Non c'è intensità, realtà, non c'è un crescendo, c'è solo una scena raccontata in modo scarno per dire almeno che lui la frusta o la sculaccia e lei, di conseguenza, viene.
    Un grande e perplesso BAAAAH.
    Non sono riuscita ad apprezzarlo.
    Mi è parso un insulto all'intelligenza dei lettori, di qualsiasi persona si ponga davanti alla storia per leggerla anche con umiltà e disposizione ad entrare nella vicenda.
    Lo lessi e stroncai ad ogni frase ridicola che lessi... e fu un lavoraccio lungo, perché è raro non trovarci ridondanze, dentro.

    Chiarisco che non giudico perché credo di saper scrivere meglio, ma se un libro viene pubblicato si presuppone che non segua uno stile sconclusionato come quello di un qualsiasi scrittore dilettante.
    Conosco, invece, scrittori non professionisti che sanno fare di meglio. Più concreti ed emozionanti, più capaci di far diventare emozione le loro parole messe nero su bianco.
    Il proposito di raccontare il sesso sadomaso e di sdoganarlo non è attaccabile, è che questo libro non può esserne ritenuto il manifesto.

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  4. kisal, lungi da me dal considerarlo un manifesto, figurati...però notavo che c'è di peggio in giro. Non sono d'accordo sul fatto che la scrittrice sia una dilettante: non è questione di essere o meno professionisti, ma semplicemente di avere un buon editor.

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    1. A volte parto dalle parole delle persone e ci ricamo sopra, ma non volevo far diventare la tua recensione un'esaltazione del libro :D
      Diciamo che non lo hai stroncato a mille come hanno fatto tanti altri, io stessa, e questo è molto chiaro e non fraintendibile.
      Ho detto dilettante a sproposito, forse, ma intendo dire che non ritengo l'autrice adatta a parlare di un argomento così particolare, dato che lo mette nel romanzo ma non ci entra a fondo con delicatezza e forza, conoscenza ed esperienza.
      E' come se guardasse la storia che racconta da dentro il suo recinto senza mai metterci dentro uno spicchio di cuore che potrebbe rendere la lettura tanto più coinvolgente.
      Certo, ciò che narra - in sé - è particolare e toccante, ma non certo perché usa un linguaggio e un modo particolari.
      Non so se mi sono spiegata.
      Ormai non c'è nessuno che racconta storie nuove e mai sentite, ma se ci si distingue usando fantasia e profondità, per me ogni remake o plagio o 'liberamente ispirato da' è accettabile.
      Buon editor? Che cosa brutta pensare che, laddove non arrivi tu scrivendo, c'è una seconda mano che ricuce gli strappi o mette lustrini dove tu hai fatto un ricamo troppo scialbo.
      Buh.
      A parte la foga che ho messo nel criticare il libro, direi che più che trovarlo brutto lo trovo scialbo.

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    2. kisal, la tua è un'analisi interessante e profonda, anche troppo per un libro d'"intrattenimento. Non credo ci siano altre parole da spendere, insomma lo considero semplicemente per quello che è, non letteratura con la L maiuscola, ma un "buon prodotto". A proposito di editor, sai quanti scrittori non avremmo letto senza un buon editor dietro??? Ti sei mai chiesta come mai oggi giorno, le storie sono tutte un po' simili? Perché dei libri che fan cagare invece finiscono subito in libreria?

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