domenica 30 settembre 2012

Cult: Eva contro Eva, di Joseph L. Mankiewicz


Eva contro Eva (1950) di Joseph L. Mankiewicz. Con Bette Davis, Anne Baxter, George Sanders, Celeste Holm, Gary Merrill. Titolo originale All About Eve.

I film in bianco e nero mi piacciono da morire ed Eva contro Eva è uno di quelli che cerco di rivedere quando li passano in tv. La protagonista incontrastata è una straordinaria diva d'altri tempi, Bette Davis, che interpreta un'attrice di Broadway, Margo Channing, ormai giunta alla soglia dei 40. 



La sua carriera comincia a vacillare e va definitivamente in crisi quando nella sua vita irrompe Eva (Anne Baxter), una ragazzetta di provincia apparentemente ingenua e servizievole che lentamente le ruberà la scena con sotterfugi, astuzie e bugie. 


Il film è di quelli stra-cult, vincitore di ben 6 premi oscar, impossibile ed imperdonabile per ogni cinefilo o cinemaniaco non averlo visto almeno una volta: il cast è pazzesco (basterebbe la Davis da sola, ma la Baxter è sublime nell'interpretare l'ambiziosa e subdola Eva), la sceneggiatura è scritta benissimo (spicca soprattutto il gusto per il dialogo e la battuta tagliente), i temi sono sempre attuali al punto che la storia potrebbe tranquillamente essere ambientata ai giorni nostri. Nel film fa una comparsata anche una giovanissima Marilyn Monroe nei panni di un'aspirante attrice oca. Straconsigliato anche se è un po' lungo. Voto: 9


venerdì 28 settembre 2012

Io non c'ero...


In pratica sono l'unica demente rincoglionita di Firenze che non sapeva del concerto - gratis - di Iggy Pop. Sono completamente fuori dal mondo...

domenica 23 settembre 2012

Altre forme d'arte: Zac Freeman











Qualche tempo fa vi avevo mostrato il lavoro di Vik Muniz nelle discariche brasiliane, oggi invece vi parlo di un artista americano che più o meno lavora nello stesso modo, ovvero utilizzando i rifiuti urbani o domestici per creare arte. Nello specifico Zac Freeman incolla dei piccoli oggetti di scarto su grandi pannelli di legno per realizzare dei ritratti incredibilmente verosimili. La cosa che più mi diverte quando guardo opere di questo tipo è cercare di individuare gli oggetti riutilizzati dall'artista: in questi ritratti ho "scovato" tappi di bottiglia (come già aveva fatto per il suo ritratto Mary Ellen Croteau), bottoni, pezzi di lego, spille da balia, graffette, addirittura un vecchio telefono, insomma di tutto un po' (che tanto il materiale non verrà mai a mancare considerando quanta monnezza produce l'essere umano). Zac ha iniziato ad assemblare le sue opere nel 1999 e il suo lavoro di ricerca prosegue tutt'ora. Le opere sono veramente imponenti e i ritratti possono essere visti solo se guardati a debita distanza. Per ovvie ragioni vi propongo solo una piccola selezione di opere, ma se volete vedere le altre le troverete tutte QUI


Io sono sinceramente convinta che la junk art sia l'arte del futuro e che tutti noi dovremmo iniziare a riciclare "autonomamente" la monnezza che produciamo laddove possibile. In un certo senso artisti come Zac possono essere considerati benefattori dell'umanità perché rendono il nostro pianeta un po' più leggero e ci liberano dell'ingombro dei nostri scarti restituendoci qualcosa di bello. Voi che ne dite?

sabato 22 settembre 2012

FOTOGRAFIA: Pol Ubeda Hervas







Questa serie di scatti del fotografo spagnolo Pol Ubeda Hervas è intitolata I'm not there e mostra un uomo invisibile intento a guardare la sua ombra.

giovedì 20 settembre 2012

Lo sapevo...


...che sarebbe andata a finire così: mi è bastato chiedere l'amicizia ad una singola persona per ritrovarmi 17 richieste di amicizia inevase. Naturalmente con quasi tutte le 17 persone in questione al tempo del liceo ci sfanculavamo un giorno sì e l'altro pure, ma ora la cosa sembra non avere più importanza. Bah, sarà che siamo cresciuti eppure non fremo dalla voglia di riallacciare i rapporti. Di alcune proprio non mi ricordo, neanche spremendomi le meningi fortissimamente, di altre invece sono ragionevolmente convinta fossero ex professori, ma una in particolare per nulla al mondo la vorrei rincontrare nella mia vita. Confesso di aver dato una sbirciatina al suo profilo e nel giro di un nanosecondo il mio umore è passato da mediamente buono a notevolmente pessimo. Forse quella che non è cresciuta per nulla sono io visto che sono capace di provare rancore a distanza di tutti questi anni, ma trascende ogni mio controllo. No, decisamente facebook non è il social network che preferisco...

martedì 18 settembre 2012

Riepilogo cinematografico


L'onda (2008) Un film di Dennis Gansel. Con Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Jacob Matschenz, Cristina do Rego, Elyas M'Barek, Maximilian Vollmar, Max Mauff, Ferdinand Schmidt-Modrow, Tim Oliver Schultz, Amelie Kiefer, Fabian Preger, Odine Johne Titolo originale Die Welle.

Non male, questo film tedesco: un professore di liceo giovane e moderno propone ai suoi alunni  un esperimento per spiegare loro come nasce una dittatura. All'inizio funziona, gli alunni partecipano con entusiasmo e sembrano divertirsi, ma quello che doveva essere solo un gioco dopo appena una settimana degenera in tragedia. Il cast è quasi del tutto sconosciuto, a parte Elyas M'Barek visto nella serie tv Kebab for breakfast. Consigliato a chi non crede che una roba aberrante come il nazismo possa accadere di nuovo. Voto: 8




Somewhere (2010) di Sofia Coppola. Con Stephen Dorff, Elle Fanning, Chris Pontius, Karissa Shannon, Kristina Shannon, Jo Champa, Alexander Nevsky, Laura Chiatti, Simona Ventura, Philip Pavel, Julia Melim, Brian Gattas, Nino Frassica, Alexandra Williams, Rich Delia, Susanna Musotto, Paul Greene, Valeria Marini, Paul Vasquez, Laura Ramsey, Angela Lindvall, Caitlin Keats, Benicio Del Toro, Michelle Monaghan.

Piccola perla cinematografica presentata a Venezia nel 2010, Somewhere è la definitiva consacrazione della Coppola. Stephen Dorff è un attore di Hollywood sfatto che vive in albergo (mica uno qualsiasi, lo Chateau Marmont dove morì John Belushi) e passa da una scopata all'altra senza neanche sapere il nome della tizia di turno. Nessun progetto lavorativo importante all'orizzonte, se non quello di ritirare un tristissimo premio in Italia, nessuno scopo nella vita. L'unica personcina a dare un senso alla sua vita è la figlia Cleo, interpretata dalla deliziosa Elle Fanning, con la quale trascorre qualche settimana prima che lei vada al campo estivo. Non c'è un grande dispiegamento di mezzi in questo film, ma vale la pena di vederlo. Nel cast c'è anche la Ventura, la Marini e la Chiatti. Voto: 8



Professione inventore (2010) di Trent Cooper. Con Kevin Spacey, Camilla Belle, Anna Anissimova, Heather Graham, Virginia Madsen, Michael Rosenbaum, John Stamos, Johnny Knoxville, Craig Robinson, Jack McGee Titolo originale Father of Invention.

In se e per se il filmetto è carino e godibile, ma non mi capacito che un attore come Kevin Spacey accetti ruoli di questo genere. Voto: 6



Penelope (2006) di Mark Palansky. Con Christina Ricci, James McAvoy, Reese Witherspoon, Russell Brand.

Che ve lo dico a fare? Amo James McAvoy e qualsiasi filmaccio faccia io me lo guardo, quindi anche questo. La storia di Penelope è carina e romantica e ricorda tanto una bella favola d'altri tempi (Cristina Ricci è colpita da una maledizione che l'ha fatta nascere con un naso da maiale e solo il vero amore potrà liberarla), ma nel complesso ho trovato il tutto troppo banale. Voto: 6


Tutti pazzi per l'oro (2008)  di Andy Tennant. Con Matthew McConaughey, Kate Hudson, Donald Sutherland, Ewen Bremner, Alexis Dziena, Kevin Hart, Ray Winstone Titolo originale Fool's Gold.

Da guardare solo perché è ambientato in Florida e perché McConaughey sta a petto nudo per la maggior parte del tempo. Divertente. Voto: 7


Codice Genesi (2010) di Albert Hughes, Allen Hughes. Con Denzel Washington, Gary Oldman, Mila Kunis, Ray Stevenson, Jennifer Beals, Frances de la Tour, Michael Gambon, Tom Waits, Lateef Crowder, Malcolm McDowell, Chris Browning, Evan Jones, Joe Pingue, Lora Cunningham, Scott Michael Morgan, Don Tai, Luis Bordonada, Richard Cetrone, Keith Davis Titolo originale The Book of Eli.

Film di fantascienza di genere apocalittico in cui Denzel Washington è cieco e deve proteggere con tutte le sue forze un libro misterioso e potentissimo che si rivela essere la Bibbia. Nulla di nuovo sotto il sole, tutto visto e rivisto in centinaia di altri film di fantascienza. Non so come va a finire perché mi sono addormentata. Voto: 5


Hitman (2007) di Xavier Gens. Con Timothy Olyphant, Dougray Scott, Olga Kurylenko, Robert Knepper, Ulrich Thomsen, Henry Ian Cusick, Michael Offei, Christian Erickson, Eriq Ebouaney, Joe Sheridan, James Faulkner, Jean-Marc Bellu, Nicky Naude, Abdou Sagna, Ilya Nikitenko Titolo originale Hitman. 

Versione cinematografica del celebre videogame: l'agente 47 qui è interpretato da Timothy Oliphant (attore che ho imparato ad amare anche in altri film, ma che per qualche oscura ragione non ha il successo che merita) e il suo personaggio tutto sommato è abbastanza fedele all'originale. Voto: 6


Max Payne (2008) di John Moore. Con Mark Wahlberg, Mila Kunis, Beau Bridges, Donal Logue, Ludacris, Chris O'Donnell, Joel Gordon, Kate Burton, Amaury Nolasco, Olga Kurylenko, Rothaford Gray, Jamie Hector, Andrew Friedman, Marianthi Evans, Nelly Furtado.

Altro film tratto da un videogioco, questa volta con Mark Wahlberg per protagonista. A Max Payne non ci ho mai giocato quindi non saprei dire se il film rende giustizia o meno, comunque è godibile. Nel cast c'è anche Nelly Furtado.



E venne il giorno (2008) M. Night Shyamalan. Con Mark Wahlberg, Zooey Deschanel, John Leguizamo, Betty Buckley, Frank Collison, Ashlyn Sanchez, Spencer Breslin, Robert Bailey Jr., Jeremy Strong, Alan Ruck, Victoria Clark, M. Night Shyamalan, Alison Folland, Kristen Connolly, Cornell Womack Titolo originale The Happening. 

Film di fantascienza non troppo riuscito di M. Night Shymalan (sempre più lontani i tempi di The village, purtroppo). Ancora una volta il protagonista è Mark Wahlberg (ormai credo di aver visto tutti i suoi film) affiancato dalla sempre deliziosa Zooey Deschanel, che una volta tanto non ha il ruolo della sciocchina che fa innamorare tutti con i suoi occhioni azzurri e le sue stranezze. Mi è piaciuto, ma mi aspettavo molto di più. Voto: 5

Jennifer's Body (2009) di Karyn Kusama. Con Megan Fox, Amanda Seyfried, Johnny Simmons, Adam Brody, J. K. Simmons, Amy Sedaris, Chris Pratt, Juno Ruddell, Kyle Gallner, Sal Cortez, Ryan Levine, Juan Riedinger, Colin Askey, Josh Emerson, Cynthia Stevenson.

Con un corpo come quello di Megan Fox non potevano che intitolare il film in questo modo: la povera Jennifer viene posseduta dal demonio perché vergine ed inizia ad ammazzare tutti quelli che se la vorrebbero fare. Si tratta di un horror che non fa paura, ma si fa guardare. Nel cast anche quella biondina sciapetta di Amanda Seyfried che ormai è diventata come il prezzemolo nel caffellatte. Non è il mio genere, ma mi ha tenuta sveglia. Voto: 6


La pianista (2001) Un film di Michael Haneke. Con Isabelle Huppert, Annie Girardot, Susanne Lothar, Benoît Magimel, Anna Sigalevitch, Udo Samel, Cornelia Köndgen, Thomas Weinhappel, Georg Friedrich, Philipp Heiss, William Mang, Rudolf Melichar, Michael Schottenberg, Gabriele Schuchter, Dieter Berner Titolo originale La pianiste

Tratto dall'omonimo romanzo di Elfriede Jelinek (premio Nobel per la letteratura nel 2004), La  pianista di Haneke ha stravinto al festival di Cannes del 2001, ma è un film terribile, quasi inguardabile. La protagonista Erika, interpretata da una rigida ed austera Isabelle Huppert, è una donna che ha dato tutto alla musica e che vive  controllata a vista dalla mamma reprimendo ogni entusiasmo e pulsione sessuale. Erika alimenta in segreto le più allucinanti perversioni assistendo a spettacoli hard e collezionando fruste e manette e solo con un suo alunno accondiscendente riuscirà a realizzare in parte le sue fantasie più oscure, ma anche questo rapporto è destinato a fallire miseramente. Il film si chiude in modo inquietante con l'immagine di lei che si autoinfligge una pugnalata prima di un concerto. Durissimo, eppure non lo si può non vedere. Voto: 9

lunedì 17 settembre 2012

L'artista di oggi: Guim Tió Zarraluki























Non ci sono vie di mezzo: l'arte di Guim Tió Zarraluki o piace o non piace. Già lo so, penserete che i suoi volti sono inquietanti, con quegli occhietti minuscoli, tondi e fissi, con quelle bocche che sono appena socchiuse e tutti quei denti, e che, sì, in queste facce c'è qualcosa di strano, di inquietante ed alieno. Le sue sono figure umane che dopo qualche pennellata di colore si trasformano in qualcos'altro: qualche dettaglio rimane, qualche ciuffo di capelli, a volte un naso, altre volte le labbra, però è praticamente impossibile risalire all'immagine originale. La cosa più affascinante del suo lavoro è il fatto che Gui usa come supporto prevalentemente immagini prese da famose riviste patinate e quindi la sua arte è al tempo stesso di riciclo e di creazione ex novo. Solo guardando le gif dei suoi work in progress si capisce fino a che punto i suoi soggetti subiscano una radicale trasformazione. Ripeto, o piace o non piace. Io ovviamente lo trovo geniale altrimenti non ne parlerei e devo dire che i suoi ultimi lavori sono ancora più interessanti di quelli che me l'hanno fatto conoscere un annetto fa circa, ma ovviamente è un mio personalissimo parere. Come al solito, per maggiori  info vi rimando al blog o alla sua pagina Facebook.

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