venerdì 31 agosto 2012

I Fotografi

Source
Abelardo Morell
Alain Delorme
Alex Praguer
Berenice Abbott
Bettina Rheims
Cara Barer
David Blazquez
David Bellemère
Dick Boot
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Sindrome da rientro


La vacanza più o meno è finita così come è iniziata. Tanta ansia, tanta stanchezza, qualche rinuncia, qualche momento di rabbia e di tristezza, qualche raro istante di pura felicità, un attimo di coraggio, insomma venti giorni sono volati senza gloria e senza infamia. Stessa spiaggia, stesso mare, per intenderci. E adesso ricomincia il solito tran-tran, ma a differenza di tante persone che non vedono l'ora di tornare alla propria comfort zone, alle proprie care vecchie abitudini, io ci penso con orrore. L'unica cosa che mi fa aprire gli occhi il mattino è il pensiero che un giorno o l'altro troverò il coraggio di darci un taglio e mollare tutto e tutti. L'affitto da pagare, le bollette che mi aspettano implacabili, la parcella del veterinario, la spesa al supermercato, la casa da pulire, il giardino da annaffiare, le partite di calcio, il mio merdoso lavoro, le solite futili discussioni, i soliti vecchi meccanismi ormai logori: a volte mi sembra di rimpicciolirmi sotto il peso del quotidiano e la forza (non quella fisica, che richiede i muscoli, ma piuttosto quella della mente) mi viene meno. L'estate, che di solito serve per rigenerarsi, è stata faticosa e l'autunno è più che mai incerto. Avrei bisogno di una bella "spaccata".

giovedì 30 agosto 2012

Che s'ha da fa pe' campà: Simone Rugiati


Sarà lo spauracchio della super tassa sulle le bibite gassate, ma la Coca Cola ha deciso di avvalersi di un cuoco televisivo come testimonial d'eccezione. Non è Gordon Ramsay, non è Jamie Oliver, è solo Simone Rugiati. Ora, Simone ha tutta la mia simpatia (seguo spesso Cuochi e fiamme e mi piacerebbe perfino partecipare), ma per tirare a campare non bastava la sua disastrosa partecipazione all'Isola dei Famosi (dove peraltro fu ignominiosamente accusato di aver avvelenato i naufraghi)? No. Quindi, evvai con lo spot marchetta. Vabbé, lo perdono perché è simpatico...

L'artista di oggi: Justine Ashbee




















Che dire delle opere di Justine Ashbee? Sono di una semplicità disarmante, eppure a guardarle meglio si entra come in un vortice. Le linee prendono direzioni diverse, improvvise, inattese, si inseguono, si ripiegano su se stesse, si riuniscono per poi allontanarsi di nuovo e ad un certo punto, dopo averle osservate a lungo, sembrano quasi prendere vita, come fossero esseri viventi che fluttuano nell'aria o nell'acqua, e quella che sembrava semplicità diventa frenesia. I suoi sono lavori grafici puri e semplici, sono solo linee tratteggiate a penna (colore predominante il nero, con qualche piccolo tratto di colore) eppure viventi, vibranti, ipnotiche. Stupende

I libri


2012





25. Cronaca di una morte annunciata, di Gabriel Garcia Marquez
24. Il marinaio di Gibilterra, di Marguerite Duras
23. Il mago, di William Somerset Maugham
22. Massime spirituali, di Kahlil Gibran
21. La voce del Maestro, di Kahlil Gibran
20. Felicità, di Katherine Mansfield
19. Bambini nel tempo, di Ian McEwan
18. La lettrice bugiarda, di Brunonia Barry
17. Il fine settimana, di Bernhard Schlink
16. Jezabel, di Irene Nemirovsky
15. Abissi d'acciaio, di Isaac Asimov
14. The Giver, di Lois Lowry
13. Angelology, di Danielle Trussoni
12. Il club dei suicidi, Albert Borris 
11. L'estate dei fantasmi, di Saundra Mitchell
10. Cosmopolis, di Don DeLillo
9. L'amante della Cina del Nord, di Marguerite Duras
8. L'anno del diluvio, di Margaret Atwood
7. Coq au vin, di Charlotte Carter
6. Un altro mare, di Claudio Magris
5. Solar, di Ian McEwan
4. Starcrossed, di Josephine Angelini
3. Matched, di Ally Condie
1. Una fantasia del dottor Ox, di Jules Verne
2011
46. Il dio del massacro di Yasmina Reza
45. L'amante di Marguerite Duras
44. Il sole nudo di Isaac Asimov
43. La linea d'ombra di Joseph Conrad
42. Le braci, di Sandor Marai
41. Un bacio prima di morire, di Ira Levin
40. Quattrocento, di Susanna Fortes
39. La perla, di John Steinbeck
38. Apri gli occhi, di Chiara Vitetta
37. Le avventure di Lilly, di Mariacristina Speltoni
36. Colazione da Tiffany, di Truman Capote
35. Il gabbiano Jonathan Livingston, di Richard Bach
34. Lettera a Berlino, di Ian McEwan
33. Les chausseurs, di Claire Messud
32. Seta, di Alessandro Baricco
31. La dame pale, di Alexandre Dumas
30. Angel, di L. A. Weatherly
29. Soulless, di Gail Carriger
28. Il diario del vampiro. La messa nera, di Lisa Jane Smith
27. Novecento, di Alessandro Baricco
26  Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra, di Roald Dahl.
25. Pianoforte vendesi, di Andrea Vitali
24. Il diario del vampiro. La Furia, di Lisa Jane Smit
23. Wings, di Aprilynne Pike
24. Il signore di Barcellona, di José Llorens
23. Il passato è una terra straniera, di Gianrico Carofiglio
22. Il cerchio del male, di Yrsa Sigurdardottir
21. La breve seconda vita di Bree Tanner, di Stephenie Meyer
20. Il Divoratore, di Lorenza Ghinelli
19. Quando cadrà la pioggia tornerò, di Takuji Ichikawa
18. Paranorlmalmente, di Kiersten White
17. La famiglia Moskat, di Isaac B. Singer
16. Dentro Jenna, di Mary E. Pearson
15. Break. Ossa rotte, di Hannah Moskovitz
14. Un uomo solo, di Christopher Isherwood
13. Non lasciarmi, di Kazuo Ishiguro
12. Il flaneur, di Edmund White
11. Il sangue dell'altra, di Tess Gerritsen
10. Dark Love, di Kresley Cole
09. Le ore, di Michael Cunningham
08. L'isola scolpita, di Donato Altomare
07. L'orribile karma della formica, di David Safier
06. Manga, fast food e samurai, di Peter Carey
05. I sogni fanno rima, di Pierdavide Carone
04. La strada, di Cormac McCarthy
03. Il mondo deve sapere, di Michla Murgia
02. Barcellona l'incantatrice, di Robert Hughes
01. Acqua agli elefanti, di Sara Gruen

LIBRI 2010
56. L'Aleph, di Jorge Luis Borges
55. Dopo il banchetto, di Yukio Mishima
54. Spacecake, di Madam
53. L'Oracolo della Sibilla, di Anonimo
52. La metà di niente, di Catherine Dunne
51. La serie di Oxford, di Guillermo Martinez
50. Muori per me, di Karen Rose
49. Evernight, di Claudia Gray
48. La fabbrica delle mogli, di Ira Levin
47. Il progettto Atreus, di Andrew James Hartley
46. Cercando Alaska, di John Green
45. Gridare amore dal centro del mondo, di Kyoichi Katayama
44. Beastly, di Alex Flinn
43. Dorian, di Will Self
42. Dio su una Harley, di Joan Brady
41. Principianti assoluti, di Colin McInnes
40. Accabadora, di Michela Murgia
39. Il palazzo della mezzanotte, di Carlos Ruiz Zafon
38. I diari della mezzanotte, di Scott Westerfeld
37. Espiazione, di Ian McEwan
36. La cattedrale del mare
35. Il bacio di mezzanotte
34. La corporazione dei maghi
33. Paranoid Park
32. Nodo di sangue
31. L'ospite
30. Le figlie del libro perduto
29. L'ombra del vento
28. Marina
27. Ragazze lupo
26. Il viaggio d'inverno
25. Il dardo e la rosa
24. Il diavolo nella cattedrale
23. Wicked lovely
22. Vampirus
21. La farfalla tatuata
20. Il diario del vampiro. La lotta
19. Il diario del vampiro. Il risveglio
18. Il ritratto di Dorian Gray
17. La voce segreta
16. Legionario
15. La rabbia e l'orgoglio
14. Il piccolo principe
13. Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare
12. Un cantico per Leibowitz
11. Il gioco dell'angelo
10. La solitudine dei numeri primi
09. A voce alta, di Bernhard Schlink
08. Amori infernali
07. Mattatoio n. 5
06. Con le peggiori intenzioni
05. Se fossi una strega
04. Il viaggio della strega bambina
03. Wondrous strange-Arcane meraviglie
02. Vita di Pi
01. 2666

2009
01. Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar

mercoledì 29 agosto 2012

Mi dichiaro a favore della clonazione umana






Clono il cast completo del nuovo film di Steven Soderbergh (Magic Mike), con Alex Pettyfer, Channing Tatum, Matt Bomer, Joe Manganiello e Matthew McConaughey. Esticazzi...

La canzone di oggi: Sail, Awolnation

Letto e commentato: Il marinaio di Gibilterra, di Marguerite Duras


Titolo: Il marinaio di Gibilterra
Titolo originale: Le marin de Gibraltar
Autore: Marguerite Duras
Casa editrice: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 1952
Dove e quando: Italia, Francia, Africa, 1947


L'Incipit
Avevamo già visitato Milano e Genova. Eravamo a Pisa da due giorni, quando decisi di partire per Firenze. Jacqueline era d'accordo, come sempre del resto. Era il secondo anno di pace. Sui treni non c'era posto. Erano pieni a tutte le ore su qualsiasi percorso. Viaggiare era diventato uno sport come un altro e noi lo praticavamo sempre meglio. Ma questa volta, quando arrivammo alla stazione di Pisa, la biglietteria era chiusa e non vendeva più biglietti per nessuno dei treni in partenza. Pensammo ai pullman, ma non c'erano più biglietti neppure per i pullman. Malgrado questi contrattempi, giurai a me stesso di raggiungere Firenze in giornata. Quando viaggiavo, lo facevo con accanimento, dovevo viaggiare sempre di più e quel giorno non potevo sopportare l'idea di aspettare l'indomani per vedere Firenze. Probabilmente non avrei saputo dire perché, che cosa aspettavo da quella città, quale tregua, quale rivelazione. Infatti, anche se ormai erano le uniche impazienze che avevo, non le chiarivo. Dopo il tentativo fallito dei pullman, chiesi altre informazioni. Qualcuno mi disse che c'erano delle squadre di operai che tornavano a Firenze ogni sabato, verso le sei, avevano i camioncini parcheggiati sulla piazza della stazione, e a volte davano un passaggio a qualcuno. Andammo dunque nella piazza della stazione: erano le cinque, dovevamo aspettare un'ora. Ci sedemmo, io sulla mia valigia, Jacqueline sulla sua. La piazza era stata bombardata e attraverso la stazione demolita vedevamo arrivare e partire i treni. Centinaia di viaggiatori ci passavano davanti, sfiniti, sudati. Immaginavo che venissero da Firenze o ci andassero e li guardavo con invidia. Faceva già caldo, i pochi alberi rimasti sulla piazza, avevano il fogliame bruciato dal sole e dal fumo dei treni e facevano ben poca ombra. Ma io pensavo solo ai camioncini e non mi importava del caldo.

Cosa ne penso
Un impiegato francese è in vacanza in Italia con la fidanzata Jacqueline. Dopo aver visitato Milano e Pisa, la coppia decide di recarsi a Firenze. Sono passati due anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e si lavora febbrilmente per ricostruire le città distrutte dai bombardamenti. Fa caldo, anzi l'estate è la più torrida di cui si abbia memoria. I pesci nell'Arno muoiono, ma questo non impedisce ai turisti di visitare le meraviglie della città: Jacqueline appartiene a questa categoria di persone e nonostante l'afa passa di monumento in monumento cinguettando allegramente. L'impiegato francese invece trascorre tutto il suo tempo al bar, a bere. E' stufo della sua vita, del suo lavoro all'anagrafe, dove per otto anni ha ricopiato certificati di nascita e di morte, ed è stufo di questa donna donna con cui si accompagna che lo schiaccia con il suo inalterabile ottimismo. Decidono di lasciare Firenze per recarsi in un paesino vicino a Sarzana (Rocca), dove si mormora che una bellissima americana abbia fatto tappa con il suo yacht. La donna è ricca ed è avvolta da un alone di mistero: si dice che navighi i mari alla costante ricerca di un marinaio che ha amato alla follia (il marinaio di Gibilterra del titolo), inseguendolo da un capo all'altro del mondo. L'impiegatuccio francese molla senza tanti complimenti la donna che non ama, per salire a bordo dello yacht con la donna americana (Anna) e partire con lei alla ricerca del marinaio che un tempo ha amato. Sono cinque anni che lo cerca e chissà per quanto altro tempo ancora lo cercherà. L'identità del marinaio è dubbia, a volte lo chiamano Pierrot, a volte Gegé, per alcuni è un assassino, per altri un benzinaio, per altri ancora un mercante, l'unica cosa certa è che non vuole essere trovato. Anna trascinerà con sé l'impiegato francese nella sua ricerca e nel frattempo lo amerà, così come ha amato i marinai che di tanto in tanto scendono e salgono dal suo yacht. Insieme faranno tappa a Sète, poi vireranno verso Gibilterra, diretti in Africa, verso Cotonou in Benin, e poi ancora più a sud, in Congo, fino nell'entroterra. Non lo troveranno neanche a Léopoldville, dove il marinaio è stata avvistato l'ultima volta e dovranno riprendere il mare, questa volta diretti ai Caraibi. Una rocambolesca avventura che non si sa bene come andrà a finire, ma che affascina dalla prima all'ultima pagina. La Duras mantiene il mistero fino all'ultimo ed è proprio questo il segreto del romanzo. Su anobii 5 stelle.

La curiosità
La Duras in un passo del romanzo accenna al fatto che nel 1935 tutte le donne italiane iscritte al partito fascista donarono la propria fede nuziale al Duce per rimpinguare le casse dello stato.

Opere ed autori citati
Giotto, Balzac, Hegel, Hemingway

Perle di saggezza
L'amore è come tutto il resto, non può durare per sempre.

Su queste persone facevo ragionamenti interminabili: è tipico degli ottimisti estenuarci. In genere godono ottima salute, non si perdono mai di coraggio. Vanno matti per l'umanità, la amano, la trovano grande, è il principale oggetto delle loro preoccupazioni.

Gli uomini che contano sulle donne per trarsi d'impaccio sono dei mascalzoni.

Credere nelle ferie è come credere in Dio.

Quando si induce qualcuno a dubitare della fondatezza della propria morale, non si è vissuti inutilmente.  

Siamo sempre in cerca di qualcosa, di qualcosa che emerga dal mondo e ci venga incontro.

Per un uomo il modo migliore di nascondersi è quello di confondersi il più possibile con coloro che lo cercano.

Quando uno non ha famiglia, né vestiti, né documenti, né domicilio, perché non saprebbe che farsene di queste sicurezze tanto apprezzate dalla gente per bene, e trova persino difficile portare in giro se stesso, non è vicino al mare che si sente più a suo agio? O sul mare?

Talvolta, si vorrebbe non ciò che più si desidera, ma l'opposto, la privazione di ciò che più si desidera.

Si deve sempre poter scegliere di non vergognarsi.

Quando ci si allontana da un posto, ci si avvicina per forza a un altro e che quando non si ha una casa, non c'è niente di meglio che trovarsi su una terra rotonda.

Per cercare bene, come per tutto il resto, bisogna occuparsi esclusivamente di questo senza rimorsi per nessuna altra attività, senza mai mettere in dubbio che un uomo possa dedicare tutta la sua vita alla ricerca di un altro uomo.

Un brano
Per quattro giorni la città fu in preda a un silenzioso incendio, senza fiamme, senza grida. Angosciata come per la peste o la guerra, la popolazione, per quattro giorni, pensò solo a resistere. non solo non era una temperatura da uomini ma non era neppure una temperatura da animali. Allo zoo, morì uno scimpanzé, persino i pesci morirono asfissiati, impuzzolentendo l'Arno, come dicevano i giornali, l'asfalto delle strade si scioglieva, l'amore, immagino, era bandito dalla città e probabilmente durante quei giorni non fu concepito neppure un bambino e non fu scritta neppure una riga, a parte i giornali che non parlavano d'altro. i cani aspettarono giorni più clementi per accoppiarsi, gli assassini indietreggiarono davanti al delitto, gli innamorati si ignorarono. L'intelligenza, non si sapeva più cosa fosse; la ragione, annientata, aveva smesso di funzionare, la personalità diventò una nozione molto relativa di cui sfuggiva il significato. era un caldo ancor più insopportabile del servizio militare e Dio stesso non aveva mai sperato tanto. Il vocabolario della città si uniformò e si ridusse all'estremo, per cinque giorni fu uguale per tutti. Ho sete, non può durare. Non durò, non poteva durare, non era mai successo che durasse più di qualche giorno. Nella notte del quarto giorno ci fu un temporale. era ora. E ognuno, in città, riprese la sua attività. Io, no: ero ancora in vacanza.

martedì 28 agosto 2012

DIY: chi fa da sé fa per tre!


Era da tempo che pensavo di inserire nel blog una rubrica dedicata al fai da té e al riciclo creativo, ma per svariate ragioni  non ero ancora riuscita a pubblicare nulla in proposito. Ogni tanto mi cimento in prima persona in qualche "strambo esperimento" e spesso per trovare l'ispirazione mi rivolgo ai blog americani che si occupano di DIY, sempre ricchi di idee e tutorials, quindi da oggi in poi darò uno spazio maggiore a questo mio interesse con una serie di post che spero possano tornare utili a chi come me non ama buttare senza prima aver provato a riciclare. 

Bando alle ciance, il primo progetto di cui voglio parlarvi l'ho trovato sul blog americano Brit (fucina di idee, lei ne sa una più del diavolo!), in cui viene spiegato passo passo come riciclare i vecchi floppy disc (chi non ne ha la casa piena???) per creare dei simpatici vasetti porta piante. 

Ormai i vecchi, cari floppy sono stati sostituiti da altri strumenti di archiviazione, ma per una strana, incomprensibile ragione finora sono stata restia a sbarazzarmene. Nello specifico in casa ho intere scatole di cartone piene di dischetti contenenti le mie vecchie relazioni e tesine e un corso completo di alfabetizzazione informatica che i miei vollero fare non appena acquistato il primo pc. Ora, dei miei saggi non frega nulla a nessuno e il computer  i miei più o meno hanno imparato ad usarlo quindi che fare dei vecchi floppy???? Quella che segue mi pare l'idea più simpatica per evitare di buttarli.











Che ne dite? Sono funzionali, coloratissimi e piuttosto semplici da realizzare se si hanno a disposizione una pistola a caldo, qualche etichetta e tante belle piantine con cui riempirli! Il tutorial completo lo trovate qui


Dal sito Craftzine invece viene un'idea carina per realizzare uno specchio da borsetta, mentre dal mitico Instructables ci arrivano ottimi suggerimenti per realizzare dei simpatici orecchini o una comodissima borsa a tracolla.



Infine, c'è sempre la possibilità di realizzare qualcosa di più artistico come ha fatto Nick Gentry oppure farvi venire in mente qualcosa di completamente nuovo e folle! Per ora vi saluto e buon D.I.Y. a tutti

Control X (2012), by Nick Gentry

Instrumental: Sophisticated Lady, di Duke Ellington

L'artista di oggi: Midori Yamada



















Ancora una volta mi trova a pubblicare opere di un'artista giapponese, ancora una volta domina il colore rosso: bamboline innocenti e maliziose abbracciano con tenerezza grossi pesci rossi (il goldfish!!!) oppure si tuffano con voluttà in frutti maturi (fichi o melagrane). I disegni sono davvero molto raffinati e i colori scelti da questa artista (rosso, nero e bianco) si armonizzano perfettamente. E' stata una gradevole scoperta e sono sicura che il suo portfolio riserverà altre sorprese. Il suo sito QUI

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