domenica 29 luglio 2012

Ultima visione: Contraband di Baltasar Kormakur


Contraband (2012) di Baltasar Kormákur. Con Mark Wahlberg, Kate Beckinsale, Ben Foster, Giovanni Ribisi, Lukas Haas, Caleb Landry Jones, Diego Luna, J. K. Simmons, Robert Wahlberg, Adrian Martinez, Juliette Enright, Michael Beasley, Ned Yousef, Kirk Bovill, Deneen Tyler, Jay Amor, Jeff Galpin, J. Omar Castro, Douglas M. Griffin, Jackson Beals, Russell M. Haeuser, Monica Acosta, Jaqueline Fleming, Connor Hill, Randy Austin.

Indecisa tra Biancaneve e il cacciatore e La leggenda del cacciatore di vampiri, alla fine ho optato per un bel film action con Mark Wahlberg e Giovanni Ribisi. Marky Mark fa sempre la sua porca figura, anzi migliora con il passare degli anni (ormai credo di aver visto la sua filmografia completa) e nel genere poliziesco dà sempre il meglio di sé. La trama è ben congegnata, anche se non originalissima, il ritmo è buono, la colonna sonora è pazzesca.

Nel cast c'è anche la Beckinsale (non pervenuta) e un interessante Ben Foster (Alphadog, X-Men, Pandorum) che  prossimamente vedremo nell'attesissimo nuovo film di Ridley Scott, Prometheus. Mi è piaciuto abbastanza. Voto: 7

venerdì 27 luglio 2012

CineLibri: Cosmopolis, di Don DeLillo

Titolo: Cosmopolis
Autore: Don DeLillo
Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2003
Dove e Quando: New York, aprile 2000

L'Incipit
Ora il sonno lo abbandonava più spesso, non una o due bensì quattro, cinque volte la settimana. Che cosa faceva in quei momenti? Non passeggiava a lungo dentro gli arabeschi dell'alba. Non aveva un amico tanto intimo da sopportare il tormento di una telefonata. Cosa dirgli? Era una questione di silenzi, non di parole. Cercava di leggere fino ad addormentarsi, ma riusciva solo a sentirsi più sveglio. Leggeva scienza e poesia. Gli piacevano le poesie scarne collocate minuziosamente nello spazio bianco, file di tratti alfabetici impressi a fuoco nella carta. Le poesie lo rendevano cosciente del proprio respiro. L'essenzialità della poesia gli rivelava in un attimo cose che normalmente non notava. Questa era la sfumatura di ogni poesia, almeno per lui, di notte, in quelle lunghe settimane, un respiro dopo l'altro, nella stanza ruotante in cima all'appartamento a tre piani.

Cosa ne penso
Confesso di aver letto il romanzo di DeLillo solo dopo aver visto il film di Cronenberg (che per la cronaca mi ha annoiata a morte, nonostante le premesse per piacermi ci fossero tutte) e di averlo trovato decisamente più interessante e gradevole del film. La lettura è stata scorrevole perché DeLillo è un grande romanziere, capace come pochi autori moderni di dipingere con crudezza e asetticismo la società americana, però Cosmopolis non mi ha conquistata del tutto.

Il personaggio principale, Eric Packer, è la personificazione del capitalismo: è un uomo smodatamente ricco, giovane, ambizioso, un self-made man se vogliamo, uno che si è fatto da sé sgusciando via dai bassifondi di New York per entrare nel gota della finanza solo grazie alla sua intelligenza e alla sua assenza di scrupoli (cosa che di per sé sarebbe anche ammirevole, se non fosse per quella sua totale mancanza di anima, di pathos ed empatia con il resto dell'umanità), ma è difficile capire con certezza chi egli sia davvero perché anche nel momento di maggior disperazione, nel momento in cui sa di aver perso tutto a causa di un'operazione finanziaria azzardata, Packer resta glaciale, distaccato, avulso da ciò che lo circonda, rinchiuso com'è nella sua limousine insonorizzata, preoccupato esclusivamente della sua prostata asimmetrica. L'effetto è certamente voluto dall'autore, ma questo particolare non aiuta il lettore a restare emotivamente coinvolto nella sua parabola discendente, al punto che la sua morte annunciata sembra quasi un atto dovuto.

Tutto avviene nell'arco di 24 ore in un giorno qualsiasi dell'aprile del 2000. Siamo a New York e il World Trade Center è ancora il cuore pulsante della city, lo skyline è quello che abbiamo conosciuto con le torri gemelle e l'America è sempre la più grande potenza economica del mondo. Lo scenario è dunque quello che precede l'attentato dell'11 settembre e il crollo della Leman Brothers, ma in un certo senso il romanzo anticipa la disastrosa crisi finanziaria degli anni a venire.

Packer è un enfant prodige della finanza e a soli 28 anni è riuscito a creare un enorme impero dal nulla giocando in borsa. Di lui non ci viene detto molto, solo che viene da Hell's Kitchen, che è dotato di una mente brillante, che è ipocondriaco, paranoico, annoiato. 

Comincia la giornata con l''irrefrenabile desiderio di aggiustarsi il taglio di capelli nel suo vecchio quartiere, nonostante il traffico sia paralizzato a causa della visita del presidente e nonostante ci sia una concreta minaccia di morte nei suoi confronti. Consapevole o meno di andare incontro alla rovina (continuerà a giocare in borsa anche dopo aver perso tutto il suo patrimonio) tutto procede secondo i suoi desideri, perché un uomo che già ha tutto può solo inseguire i suoi capricci ed è quello che Packer ha intenzione di fare, fino alla fine. La scena si svolge quasi interamente dentro una limousine dalla quale Packer entra ed esce, accompagnato dalla fedele guardia del corpo Torval (che alla fine ucciderà senza un preciso perché) che tenta inutilmente di dissuaderlo dall'andarsene in giro proprio quando è stato minacciato di morte.

Lo vediamo incontrare la sua giovane e bellissima moglie Elise Shifrin, ereditiera di un immenso patrimonio ed aspirante poetessa, che sembra a malapena conoscere al punto che il loro matrimonio viene descritto "come uno di quei grandi matrimoni combinati del vecchio impero europeo", poi la sua mercante d'arte e amante Didi Fancher che cerca di vendergli un Rothko (ma Packer vuole l'intera cappella Rothko, che naturalmente non è in vendita), i suoi analisti finanziari ed esperti d'informatica, il medico per l'accurato checkup quotidiano, il manager di un rapper famoso di cui si sta celebrando il funerale e personaggio sopra le righe qualw il terrorista pasticcere Andrei Petrescu. L'unico incontro davvero significativo tuttavia è quello con Benno Levin, ex dipendente della Packer Capital, licenziato senza troppi complimenti e finito ai margini della società, con cui Packer avrà un confronto illuminante e risolutivo.

Il romanzo mi è piaciuto molto, anche se non sono rimasta folgarata, mentre il film che ne è stato tratto mi ha profondamente delusa: sebbene Cronenberg sia rimasto fedele al testo di DeLillo in modo quasi maniacale (l'unica differenza da me riscontrata sta nella scena di sesso tra Pattinson/Packer e Binoche/Didi-nel film lo fanno in limousine, nel romanzo nell'appartamento di lei), il suo adattamento perde qualcosa rispetto al testo di DeLillo: il ritmo è troppo lento e i dialoghi sono di una noia esasperante. Il cast è ottimo (convincente Pattinson, sensualissima la Binoche, schizzato quel tanto che basta Giamatti nella parte di Benno Levin), il regista è un grande, ma forse di questa trasposizione se ne poteva fare a meno. Su anobii 4 stelle

Opere ed autori citati
Rothko, Satie, Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx

Perle di saggezza
Il talento è più erotico quando sprecato

Quello che gli altri credono di vedere in una persona finisce col diventare la sua realtà.

Con gli scarti della gente si potrebbe costruire una nazione.

Pensò all'accumulo, al brulicare di materia, giorni e notti di auto in fila indiana, semaforo rosso, semaforo verde, alla fissità delle cose, all'obsolescenza, cose che passavano per lo più inosservate.

La cultura del mercato è totale. Questi uomini e queste donne sono un suo prodotto. E sono necessari al sistema che disprezzano. Gli forniscono energia e definizione. Sono manovrati dal mercato. Vengono scambiati sui mercati mondiali. E' per questo che esistono, per rinforzare e perpetuare il sistema.


L'importanza dell'asimmetria, delle cose leggermente sghembe. Tu cercavi l'equilibrio, la bellezza dell'equilibrio, parti uguali, lati uguali. Io lo so. Ti conosco. Ma avresti dovuto star dietro allo yen nei suoi tic e nei suoi capricci. Il piccolo capriccio. L'imperfezione.


Tu devi morire per come pensi e agisci. Per il tuo appartamento e per la cifra che hai speso per comprarlo. Per i tuoi checkup quotidiani. Basterebbe questo. Un checkup al giorno. Per quello che possedevi e per quello che hai perso, ugualmente. Per averlo perso non meno che per averlo guadagnato. Per quella limousine che sposta l'aria vitale per la gente del bangladesh. Basterebbe questo.


Aveva qualche desiderio che non fosse postumo?

Leggi on line Cosmopolis

La trama
Aprile 2000. Mattina, sull'Est River. Il giovane miliardario Eric Packer esce dal suo lussuoso attico a tre piani e sale sulla limousine bianca per andare a tagliarsi i capelli a Hell's Kitchen. È l'inizio di un viaggio lungo un giorno che lo porterà ad attraversare Manhattan per andare incontro al proprio destino. Durante il tragitto Packer, ossessionato da una folle scommessa finanziaria contro lo yen e da un'oscura «minaccia attendibile» alla propria incolumità, incontra gli uomini e le donne della sua vita sullo sfondo di scenari erotici, o tragici, o enigmatici. Mentre precipita in un'oscura spirale autodistruttiva e distruttiva si imbatte via via nel funerale di un famoso rapper, in un rave party all'interno di un teatro abbandonato, in una protesta antiglobalizzazione violentemente repressa dalla polizia. Con un vivace alternarsi di situazioni metafisiche e comiche, dove il tempo subisce un'accelerazione e il presente finisce per confondersi con il futuro, Don DeLillo dimostra ancora una volta di sapere descrivere il mondo contemporaneo con una profondità che sfiora la premonizione.

L'autore


Don DeLillo è nato nel 1936 nel Bronx da una famiglia di origine italiana. Nella sua lunga carriera ha vinto il National Book Award, il PEN/Faulkner Award e il Jerusalem Prize ed è considerato il grande maestro della narrativa postmoderna americana. Presso Einaudi ha pubblicato: Underworld, Libra, Body Art, Valparaiso, Cosmopolis, Mao II, La stanza bianca, Giocatori, Running Dog, Rumore bianco, Love-Lies-Bleeding, I nomi, L'uomo che cade, Americana, Contrappunto, Great Jones Street, Punto omega, La stella di Ratner.

Il Film


Cosmopolis (2012) di David Cronenberg. Con Robert Pattinson, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Jay Baruchel, Kevin Durand, K'naan, Emily Hampshire, Samantha Morton, Paul Giamatti, Anna Hardwick, Patricia McKenzie, George Touliatos, Maria Juan Garcias, Saad Siddiqui, Philip Nozuka, Jadyn Wong, Milton Barnes Titolo originale Cosmopolis.

David Cronenberg è uno di quei registi per cui vale sempre la pena di andare al cinema, ma questa volta mi ha deluso. Questa sua ultima opera è lenta e ripiegata su se stessa. Non m'importa che molti in rete abbiano gridato al capolavoro (principalmente in virtù del fatto che il film parla di speculazioni finanziarie, tema più che mai attuale dopo la caduta delle banche in America), io ho trovato questo Cosmopolis noioso e deprimente.


Robert Pattinson, che pure mi piace e trovo promettente, qui alla sua prima vera prova attoriale, sembra uscito dal museo di Madame Thussaud: il suo volto è una maschera di cera che non trasmette nulla se non un grande vuoto esistenziale. Certo, il personaggio è quello (un giovanissimo miliardario paranoico ed ipocondriaco che ha tutto e che tutto rischia di perdere per un'unica operazione sbagliata), ma non si va troppo a fondo. 

Come dicevo, il ritmo è lento e tutto il film o quasi si svolge all'interno di una limousime (mi sono chiesta, ne uscirà mai? succederà mai qualcosa?), con personaggi vari che salgono e scendono come farebbero i bambini dall'ottovolante in un parco divertimenti.



I dialoghi sono al limite del surreale, per lo più incomprensibili (per lo meno, lo sono stati per me che non m'intendo di finanza né tanto meno di filosofia), ma i più assurdi su tutti sono quelli che Parker intrattiene con la sua giovane e bellissima moglie che sembra a malapena conoscere. Nel film succede tutto eppure non succede nulla: Packer parla, analizza dati, scopa, si fa fare il quotidiano controllo al cuore e alla prostata (sì, avete capito bene, a 28 anni!!), mangia, beve, costringe autista e guardie del corpo a scortarlo in giro per la città solo per farsi dare un'aggiustatina ai capelli in un barber's shop di Hell's Kitchen, fino ad andare incontro di sua sponte all'uomo che ha minacciato di ucciderlo (Paul Giamatti, la sua è una parte gigionesca, la migliore del film, forse) con sempre in testa questo fastidioso interrogativo che fa di lui un moderno Holden  (ma forse il riferimento è un po forzato): dove vanno a stare di notte tutte le limousine?


Il finale è ambiguo (si capisce solo se è già letto il romanzo) e lascia perplessi come il resto del film, amareggiati dalla vaga sensazione di aver buttato via due ore della propria vita. Insomma, non mi è piaciuto. Per nulla. Ma magari sono io che l'ho capito.


giovedì 26 luglio 2012

Sfida della Distopia: The Giver di Lois Lowry


Titolo: The Giver
Autore: Lois Lowry
Casa editrice: Giunti Y
Anno di pubblicazione: 1993
Dove e quando: nella Comunità, in un ipotetico futuro.

L'Incipit
Era quasi dicembre e Jonas aveva paura. No, si corresse tra sé, non era quello il termine esatto. Paura indicava l'angosciosa sensazione che stesse per accadere qualcosa di terribile. Paura era l'emozione provata un anno prima, quando, per ben due volte, un aereo non identificato aveva sorvolato la Comunità. Una rapida occhiata al cielo e Jonas aveva visto sfrecciare un aereo elegante, quasi una sagoma indistinta data l'alta velocità, seguita un istante dopo da un boato; poi di nuovo, in un attimo, dalla direzione opposta, ecco ripassare lo stesso aereo.

Cosa ne penso
Scritto nel 1993 da Lois Lowry, prolifica autrice di romanzi per l'infanzia, The Giver è il primo romanzo di una trilogia cui faranno seguito Gathering Blue e Messenger, tutti pubblicati dalla Giunti Y. The Giver può essere considerato a tutti gli effetti un classico del genere distopico, ma è al contempo anche un romanzo di formazione nel senso classico del termine.

Il protagonista è Jonas, un ragazzino che attende di compiere i suoi Dodici anni per scoprire quale sarà la sua assegnazione in quella che viene semplicemente chiamata "la Comunità", un'ipotetica società del futuro in cui tutti gli aspetti della vita sono rigidamente regolamentati e in cui l'uniformità è il bene supremo da perseguire. In questa società apparentemente perfetta le malattie sono state debellate e il dolore non esiste, tutto è gradevole e organizzato fino all'ultimo dettaglio (i pasti, il lavoro, le attività ricreative), ma i sentimenti e le emozioni troppo forti sono messe a tacere per non compromettere la serenità dei cittadini. Nella Comunità il sesso non è più necessario ed è addirittura considerato dannoso e controproducente: le normali pulsioni sessuali vengono semplicemente messe a tacere con una pillola che tutti gli individui, a cominciare dalla pubertà, dovranno assumere per il resto della loro vita. La riproduzione viene affidata a donne denominate Partorienti che "producono" tre bambini in tre anni, bambini che poi saranno assegnati con una cerimonia ad una "unità familiare" adatta a riceverli. Ogni unità (che consiste in un coppia che non si è scelta spontaneamente, ma è stata formata sulla base di precise caratteristiche intellettuali e caratteriali) riceverà non più di due bambini (un maschio e una femmina), mentre i bambini considerati non idonei all'assegnazione vengono "congedati", così come vengono congedati i vecchi e i trasgressori della legge. In questo mondo senza possibilità di scelta individuale tutto è deciso dal Comitato degli Anziani attraverso una serie di Cerimonie, la più importante delle quali è quella dei Dodici: al compimento del dodicesimo anno di età ogni ragazzino esce definitivamente dall'infanzia per entrare  a far parte del mondo degli adulti ricevendo l'Assegnazione che determinerà il resto della vita. Quando il romanzo comincia Jonas attende con impazienza di scoprire quale futuro compito gli Anziani hanno scelto per lui e grande sarà il suo stupore nell'apprendere che egli, per la prima volta in dieci anni, è stato designato come Accoglitore di Memorie, un lavoro di cui non aveva mai sentito parlare prima, ma che da tutti è considerato di grande responsabilità.

Compito dell'Accoglitore di Memorie è assorbire tutte le memorie dell'umanità che il Donatore, un uomo vecchissimo, solitario e misterioso, vorrà trasmettergli nel poco tempo che ha a disposizione. Le caratteristiche per assolvere al meglio questo compito sono l'intelligenza, l'integrità, il coraggio e la capacità di vedere oltre, tutte doti che ovviamente Jonas non pensa di possedere e che invece scoprirà di avere già dentro di sé. Sfortunatamente il compito dell'Accoglitore è gravoso: costretto a tacere su quello che gli viene rivelato, deve portare da solo il fardello della conoscenza, senza poter confidare le sue angosce agli amici di sempre o ai famigliari. Giorno dopo giorno per un lungo anno, il Donatore trasmetterà a Jonas memorie ormai dimenticate dagli uomini e le donne della comunità, a volte gradevoli come la scoperta dei colori o del calore del sole, ma più spesso terribili come la sofferenza fisica, la fame, la paura e la guerra. In particolare Jonas capirà finalmente in cosa consiste il congedo quando vedrà il padre fare un'iniezione letale ad un neobimbo che non era stato considerato idoneo e da lì, con l'aiuto del Donatore, deciderà di scappare dalla Comunità, per raggiungere l'ignoto Altrove.

Per lo stile semplice usato dall'autrice, The Giver si presenta come un romanzo per ragazzi, ma solo un adulto può cogliere i riferimenti impliciti ad opere più mature quali 1984 di George Orwell (in entrambi i romanzi gli altoparlanti scandiscono la vita delle persone con annunci che ricordano a tutti quali sono le regole e ammoniscono chi le trasgredisce e in entrambi si cerca di cancellare la storia affinché gli uomini vivano in uno stato di muta obbedienza), Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (nelle case degli abitanti devono esserci solo un dizionario, una guida e il Libro delle Regole, di tutti gli altri libri nemmeno si sospetta l'esistenza) o La città e le stelle di Arthur C. Clarke (il giovane Jonas abbandona la sicurezza della comunità per avventurarsi nell'ignoto rappresentato dall'Altrove, di cui nessuno sa nulla) da cui sicuramente l'autrice ha attinto a man bassa. Un bel romanzo che non dovrebbe assolutamente mancare nella biblioteca di un giovane lettore, al pari de Il giovane Holden o Il Signore delle Mosche. Attendo con ansia di leggere i successivi due volumetti della trilogia. Su Anobii 5 stelle.

La trama
Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. nella sua Comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando. 

L'autrice

Lois Lowry è nata nel 1937 alle Hawaii. Vincitrice due volte del Newbery Medal, il più importante riconoscimento letterario nell'ambito della letteratura per ragazzi, ha al suo attivo oltre trenta romanzi. Da qualche anno vive nel west Cambridge, con il suo cane Bandit. Prima di dedicarsi alla letteratura per ragazzi è stata una fotografa e giornalista freelance. Si laurea in Letteratura Inglese nel 1972, e nel 1977 pubblica il suo primo libro. Come autrice è famosa per trattare, nei suoi libri, temi complessi e "delicati", come razzismo, malattia terminale, sessualità, infanticidio, eutanasia. Temi che le sono valsi numerosissime censure o addirittura, nel caso di The Giver, la proibizione del titolo in molte scuole americane. "Il Messaggero-Messenger" è il terzo libro della trilogia di Lois Lowry, di cui fanno parte "The Giver-Il Donatore" e "La rivincita-Gathering Blue" primo e secondo capitolo della trilogia entrambi già pubblicati nella Y.

martedì 24 luglio 2012

Painting of the day: The golden stairs di Edward Burne-Jones

The golden stairs (1880) di Edward Burne-Jones (1833-1898)

Instrumental: Manon Lescaut, Intermezzo, di Giacomo Puccini

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Letto e commentato: Angelology, di Danielle Trussoni

Titolo: Angelology
Autore: Danielle Trussoni
Casa editrice: Nord
Anno di pubblicazione: 2011
Dove e Quando: New York, 1999; Parigi, 1939-1944

L'Incipit
Evangeline si alzò molto prima del sorgere del sole, mentre il terzo piano era ancora avvolto nell'oscurità e nel silenzio. Senza far rumore, per non svegliare le sorelle che avevano pregato tutta la notte, raccolse le scarpe, calze e indumenti vari, se li appoggiò sul braccio e a piedi nudi si avviò verso il lavatoio comune. Da una fessura della finestra del bagno, scrutò i terreni del convento, su cui aleggiava una foschia antelucana. Un ampio giardino innevato si stendeva fino al bordo dell'acqua, dove una una filigrana di alberi nudi miniava il corso dell'Hudson. Il convento di St. Rose era praticamente appollaiato sulla riva del fiume, tanto vicino a esso che, alla luce del giorno, i conventi sembravano due: uno sulla terraferma e uno che vibrava nell'acqua, il primo che si sviluppava nel secondo; un'illusione rotta in estate dalle chiatte e in inverno dal ghiaccio. Evangeline osservò il corso lento del fiume, il largo nastro nero fra la neve bianca e pura. Di lì a qualche ora il mattino avrebbe indorato di sole quei flutti.

Cosa ne penso
Un romanzo ambizioso, quello della Trussoni, articolato, colto, ben strutturato, anche se non privo di qualche difetto. Avevo paura fosse il solito romanzetto urban fantasy con gli angeli al posto dei vampiri ed invece mi sono trovata per le mani un racconto molto interessante, pieno di citazioni e riferimenti letterari, a metà strada tra il romanzo storico e quello d'avventura (alla Dan Brown, per intenderci), con una buona componente fantasy, ma non preponderante, uno stile elegante e curato e un ritmo mai noioso.

In Angelology si parla di angeli, i Nefilim per l'esattezza, che sono il frutto degenerato dell'accoppiamento tra donne umane e i primi angeli cacciati dal paradiso con la Caduta e che non sono per nulla le creature beate a cui immediatamente pensiamo. Bellissimi e potenti, ma anche spietati, letali, privi di ogni forma di emozione o sentimento umano, condizionano da secoli le sorti dell'umanità. Il loro potere va diminuendo a causa della mescolanza tra il sangue angelico e quello umano e molti di loro sono malati. L'unico modo per ritrovare il potere e la forza è recuperare un antico reperto andato perduto (la lira che la tradizione vuole suonata da Orfeo durante la sua discesa nell'Ade) e sconfiggere i nemici di sempre, gli Angelologi, che naturalmente hanno il compito d'impedire che ciò avvenga. 

Dal punto di vista narrativo, il romanzo si divide in tre parti. Nella prima parte, ambientata a New York nel 1999, viene presentata la protagonista della storia, Suor Evangeline, che riceve da parte del giovane storico dell'arte Verlaine una richiesta d'informazioni su uno scambio epistolare intercorso negli anni '40 tra un'anziana suora del convento St. Rose e la famosa mecenate d'arte Abigail Rockfeller. Questo sarà il punto di partenza per una serie di incredibili scoperte sul passato della famiglia di Evangeline e sul destino che la attende, molto diverso da quello che si era immaginata al sicuro tra le spesse mura del convento.

Nella seconda parte si fa un salto all'indietro: siamo a Parigi, alla vigilia della seconda guerra mondiale. In questa parte centrale del romanzo viene presentata la società di Angelologia e i principi che fondano questa branca delle teologia, inoltre vengono introdotti due nuovi personaggi cui in precedenza si era solo accennato, le due giovani studentesse Gabriella (nonna di suor Evangeline) e Celestine (altra suora del convento dell'Adorazione Perpetua), entrambe molto promettenti, ambiziose e dedite alla causa, anche se i loro metodi saranno molto differenti. La prima si dedicherà al controspionaggio diventando l'amante di Percival Grigori (un affascinante e pericolosissimo Nefilim che comparirà dall'inizio alla fine del romanzo), mentre la seconda parteciperà ad una spedizione sui monti Rodopi in Bulgaria per recuperare del misterioso reperto da cui dipendono le sorti dell'umanità. 

Nella terza parte del romanzo siamo di nuovo a New York nel 1999: tutti i personaggi principali si rincontrano (Gabriella, Celestine, Evangeline, Verlaine, Percival), la potentissima lira che può creare o distruggere viene finalmente recuperata dopo essere rimasta nascosta grazie all'astuzia di Mrs Rockfeller per quasi cinquant'anni ed Evangeline scoprirà finalmente come è morta la madre, perché è stata messa in convento dal padre all'età di 12 anni e che ruolo è destinata ad avere nell'eterna lotta tra il bene e il male. 

Il romanzo mi è piaciuto molto perché racchiude in sé molti elementi diversi: abbiamo il mistero e l'avventura (la ricerca della lira sui monti Rodopi, il ritrovamento della stessa in quattro punti diversi di New York), gli elementi simbolici (sator-rotas) i cenni storici (lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, l'occupazione di Parigi da parte dei Nazisti), svariati riferimenti al mondo dell'arte (Abigail Rockfeller e il Moma), alle leggende dell'antica Grecia (il mito di Orfeo e quello di Prometeo) e naturalmente al libro per eccellenza, la Bibbia (la Genesi, in particolare); c'è l'elemento soprannaturale (i Vigilanti, i Nefilim e gli Anakim), un pizzico di romanticismo (la storia tra Gabriella e Percival, l'attrazione di Verlaine per suor Evangeline), il mistero, la violenza, la passione, l'ambizione, il sacrificio. Insomma, nonostante le quasi 500 pagine, ho letto Angelology in meno di due giorni. Come dicevo all'inizio, c'è qualche incongruenza nella trama e qualche piccolo difettuccio qua e là, ma tutto sommato ci si può passare sopra. Si tratta fondamentalmente di un bel romanzo d'intrattenimento da leggere tutto d'un fiato, primo di una trilogia dedicata agli angeli, di cui la Columbia ha acquisito i diritti cinematografici. Lo consiglio assolutamente agli appassionati del genere fantasy e naturalmente se vi è piaciuto Il codice da Vinci. Su anobii 5 stelle.

Opere ed autori citati
Abigail RockfellerEdward Burne-Jones, Bibbia (Genesi 6, Genesi 1:1-5, Genesi 32:24-30, Genesi 28:12, Ezechiele 1:1-14, Luca 1:26-38, Giobbe 33:23-24), Paradiso Perduto di John Milton, Il giardino delle delizie di Hieronimous Bosch, San Tommaso d'Aquino, Manon Lescaut di Giacomo Puccini, Colette, Douze Etudes di Debussy, Chanson de Roland, Arthur de Gobineau, Friedrich Nietzsche, Arthur Schopenauer, Scala di Giacobbe, di William Blake, Sonia Delaunay, Picasso, Braque, Kandinski, Wilkie Collins, Prometheus di Paul Manship, Caccia all'unicorno

Perle di saggezza
La mente e lo spirito maturano secondo tempi e modi propri: per quanto sia bella la musica, non basta avere orecchie per sentirla.

C'è sempre qualcuno disposto a indossare l'armatura e a gettarsi in battaglia. Ma il vero genio sa trovare il modo per ottenere ciò che desidera anche senza doversi sacrificare.

La Trama
Quando il padre l'aveva affidata alle suore francescane del convento di St. Rose, vicino a New York, Evangeline aveva soltanto dodici anni. In quella pace operosa, la bambina è diventata donna e ha poi scelto di prendere i voti. Adesso si occupa della biblioteca del convento, che ospita un'eccezionale collezione d'immagini angeliche. Ma, proprio in quel luogo apparentemente così lontano dai turbamenti del mondo, Evangeline scopre alcune lettere, spedite negli anni '40 dall'ereditiera Abigail Rockefeller a una suora del St. Rose: in esse vengono citati una misteriosa spedizione nella Gola del Diavolo, in Bulgaria, e il ritrovamento di un cadavere perfettamente conservato. Il cadavere di un angelo. Per Evangeline, quelle lettere sono il primo tassello di una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi: la storia degli angeli che hanno tradito Dio e della malvagità che è scesa sulla Terra con un battito d'ali; la storia dei Nefilim, le creature generate dall'unione tra gli angeli ribelli e i mortali; la storia degli angelologi, un gruppo di studiosi che, da generazioni, si tramandano il segreto dell'esistenza dei Nefilim e combattono contro di loro. E, soprattutto, la storia di uno strumento musicale di origine divina e dai poteri straordinari, uno strumento andato perduto e che ora Evangeline ha il compito di recuperare, prima che lo facciano i Nefilim. Perché la storia degli angelologi è anche la sua storia, e la loro missione è la sua missione. Perché il destino dell'umanità è nelle sue mani. 

L'autrice


Danielle Trussoni è nata a La Crosse (Wisconsin) e si è laureata in Storia e Letteratura Inglese presso l’'University of Wisconsin-Madison. Da tempo si è trasferita in Europa, nel sud della Francia, con il marito, lo scrittore Nikolai Grozni, e i due figli. Fin da piccolissima, ha desiderato raccontare sia ciò che la circondava sia ciò che la sua straordinaria immaginazione le suggeriva: un sogno che si è avverato nel 2006, con la pubblicazione di Falling Through the Earth, un memoir sulla vita del padre, che è stato acclamato dal New York Times come uno dei migliori libri dell’anno. E lo stesso riconoscimento è stato attribuito ad Angelology, il suo primo romanzo, che è subito diventato un fenomeno editoriale: prima ancora che fosse pubblicato, la Columbia Pictures e la società di produzione di Will Smith si sono aggiudicate i diritti cinematografici, mentre i diritti di traduzione sono stati venduti in 32 Paesi.

Letto e commentato: Il club dei suicidi, di Albert Borris

Autore: Albert Borris
Casa editrice: Giunti Y
Anno di pubblicazione: 2009
Dove e quando: Stati Uniti on the road, giorni nostri

L'Incipit
La terza volta che ho cercato di ammazzarmi ho usato una corda. L'ho presa dalla cantina, una di quelle che si usano per stendere il bucato. Non dovevo impiccarmi a un ponte né a un albero, per cui ho pensato che non ne servisse una particolarmente robusta. Doveva esserlo quanto bastava per uccidermi. Ho cercato di suicidarmi sei volte, sette se consideriamo quella in cui ho camminato in mezzo alle corsie dell'autostrada vicino ai camion, pronto a saltare. Ma forse non conta.

Cosa ne penso
Frank, Audrey, Owen e Jin-Ae sono i quattro protagonisti di questo romanzo che affronta il tema del suicidio. Per ragioni molto diverse, tutti e quattro hanno in comune il desiderio di farla finita: Frank perché non riesce a soddisfare le aspettative di un padre troppo esigente, Jin-Ae perché non riesce a confessare la propria omosessualità alla rigida famiglia di origine orientale, Owen perché si porta dentro un senso di colpa lacerante e Audrey semplicemente perché infelice. Il loro desiderio di suicidarsi è talmente forte che arrivano a fondare un club di cui sono i membri esclusivi (il club del suicidio, come suggerisce il titolo) e pianificano fino all'ultimo dettaglio il giorno della loro fine. Per portare a termine indisturbati il proposito di togliersi lavita organizzeranno un viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti che li porterà da Boston fino alla Death Valley, facendo tappa nei luoghi significativi in cui sono sepolti celebri personaggi che si sono suicidati (solo per citarne alcuni Ernest Hemingway e Anne Sexton), ma durante il viaggio capiranno che quello che desiderano davvero non è la morte, ma solo la fine del dolore che accompagna le loro giovani vite. Insieme scopriranno il senso dell'amicizia e dell'amore e che la vita per quanto dura merita di essere vissuta fino all'ultimo istante, esperienza dopo esperienza. 

Nonostante il tema affrontato sia di quelli serissimi, il romanzo (scritto da un terapista) in certi punti è molto divertente e si capisce subito che questi quattro adolescenti non hanno nessuna reale intenzione di ammazzarsi: tutto quello che vogliono in realtà è amare ed essere amati, essere accettati per quello che sono e trovare un posto nel mondo. Molti i riferimenti e le citazioni letterarie, buono lo stile semplice e scorrevole, ma non banale, carina l'idea delle liste (tour dei suicidi famosi, i 10 modi più bizzarri per ammazzarsi, le 10 cose da ricordare di New York, i 10 atleti che secondo Frank dovrebbero ammazzarsi, i 10 luoghi di morte più famosi, i 10 casi di non-suicidi, i 10 posti più belli da visitare che non siano tombe, le 10 canzoni sul suicidio preferite da Audrey, le 10 leggende sul suicidio preferite da Jin-Ae) , mentre personalmente non ho apprezzato le trascrizioni delle chat tra i quattro (espediente narrativo purtroppo sempre più diffuso). Il target sono i giovani, ma la lettura è adatta anche agli adulti. Su anobii 4 stelle.

Opere ed autori citati
La morte di Silvia, Vivi o muori di Anne Sexton, Ernest Hemingway, Hunter S. Thompson, Kurt Cobain, Jacqueline Carey, Sylvia Plath, Somewhere over the raimbow, di Judy Garland, Il mago di Oz,  Sid Vicious, Nancy Spungen, In signore degli anelli, 28 giorni dopo, Titanic, Madama Butterfly, Beowolf, Lo hobbit, 

Perle di saggezza
La bellezza è quanto mai struggente se la fredda mano della morte è sul punto di farla avvizzire (Jacqueline Carey)

Dicono che se vuoi ucciderti sul serio, nessuno può impedirtelo. Ci sono troppi modi per farlo. Puoi buttarti giù da un ponte o da un palazzo. Puoi impiccarti. Puoi andarti a schiantare con la macchina o tagliarti le vene dei polsi o nuotare lontanissimo nell'oceano finché non anneghi. A volte mi chiedo perché, se volevo ammazzarmi sul serio, non ci sono riuscito.

All'autostima è attribuita troppo importanza. Chiunque può convincersi di essere fico se gli altri glielo dicono. E' una conquista artificiale. Nel profondo i complimenti non significano niente.

Quando ti ammazzi, non devi preoccuparti del futuro. E' quando sei vivo, dopo che hai cercato di ammazzarti, che devi pensare al domani e al giorno dopo ancora.

La Trama
Owen ha tentato sette volte di uccidersi, Audrey ci ha provato tirandosi una padellata in fronte, Jin-Ae ha unghie affilate per ferirsi e Frank vuole solo stare meglio. Sono i Suicide Dogs e sono legati da un patto di morte. I quattro giovanissimi aspiranti suicidi si conoscono online e decidono di attraversare l’America in uno strampalato pellegrinaggio on the road che li porterà sulle tombe dei loro idoli, da Hemingway a Kurt Cobain. Ultima fermata la Death Valley, un degno scenario per onorare il loro estremo drammatico giuramento. Durante il percorso però i ragazzi condivideranno non solo le avventure di viaggio ma anche segreti inconfessabili e desideri mai realizzati. Il loro legame crescerà e si rafforzerà a ogni chilometro. Fino a far nascere sentimenti che metteranno in discussione la loro scelta. 

I dieci modi peggiori e più stupidi per suicidarsi 
10. Fare finta di avere una pistola e puntarla contro la polizia 
9. Soffocarsi con un sacchetto di plastica 
8. Arruolarsi 
7. Saltare giù dal tetto di una casa 
6. Leccare una presa elettrica 
5. Tagliarsi i polsi con un coltello di plastica 
4. Fumare e aspettare che ti venga il cancro 
3. Starsene in piedi su una collina sotto la pioggia con una gruccia di metallo in mano e aspettare un fulmine
2. Overdose di lassativi! (dovrebbe essere al primo posto) 
1. Ascoltare i Nirvana in macchina finché il cervello non ti va in pappa 

L'autore

Albert Borris vive nel New Jersey, è un affermato teen counselor e ama il trekking estremo. Ha seguito le tracce del leopardo delle nevi sull'Himalaya e ha girato l'Islanda a piedi, ma definisce il suo lavoro quotidiano, che ama immensamente, come la più entusiasmante avventura della sua vita. "Il club dei suicidi" è il suo primo romanzo.

Where in the world: Zabriskie Point, Death Valley, California















Per nulla al mondo mi ci vorrei perdere, ma la Death Valley e il suo famosissimo Zabriskie Point, cui il nostro Antonioni dedicò uno splendido film, è uno di quei posti da vedere prima di morire. Per una "toccata e fuga",  ma con abbondante scorta d'acqua...

Inspiration: Amelia Earhart (1897-1937)



Il doodle di oggi Google lo dedica all'anniversario di nascita della prima donna aviatrice della storia, Amelia Earhart, misteriosamente scomparsa nel 1937 mentre sorvolava l'oceano Pacifico. Vera pioniera dei cieli, la Earhart, detta anche Lady Lindy, ha collezionato un record dopo l'altro: è stata la prima donna ad attraversare l'Atlantico su un biplano, ha stabilito il record mondiale di altitudine, è stata la prima donna ad attraversare l'Atlantico in solitaria (seconda solo a Lindberg), è stata la prima donna ad attraversare gli Stati Uniti senza mai fare scalo ed è stata la prima ad attraversare il Pacifico. Il suo progetto più ambizioso, fare il giro del mondo seguendo una rotta di 47.000 km, purtroppo fu anche la sua ultima missione: nel 1937, infatti si perse ogni comunicazione con l'aereo della Earhart, l'Electra, e dopo estenuanti ricerche da parte della marina americana, l'aviatrice fu definitivamente considerata dispersa.

























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