giovedì 4 ottobre 2012

MOSTRE: Body Worlds


Io amo tutto ciò che è strano e fuori dal "normale", ma questo è troppo anche per me. Al di là della discussione se si tratti di arte o meno, ci sarebbe piuttosto da domandarsi se questa forma d'arte sia bella, gradevole allo sguardo dello spettatore oppure no. A giudicare dal numero dei visitatori che questa mostra ha raccolto in giro per tutto il globo terrestre (qui in Italia è già stata a Roma e Napoli) si direbbe che il macabro attira e che anche nei più restii il gusto dell'orrido esercita un qualche fascino.


La mostra dedicata al corpo umano, sbarcata in questi giorni a Milano (Fabbrica del Vapore, fino al 17 febbraio 2013)  fa discutere non tanto per quello che mostra (l'anatomia del corpo umano, il suo funzionamento, il suo deterioramento) o per il messaggio che lancia (i temi della salute e di un corretto stile di vita) quanto per la realizzazione dei "modelli" in esposizione, corpi umani imbalsamati grazie alla rivoluzionaria tecnica della plastinazione, creata dall'anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens. La tecnica consiste nel sostituire tutti i liquidi corporei con del silicone e quindi quelli esposti nella mostra non sono corpi realizzati da un abile scultore come quelli di un banale museo delle cere, ma veri e propri cadaveri che il dottor von Hagens, moderno Frankestein, "crea" grazie al supporto di donatori volontari (e mica quattro pazzoidi, si parla di circa 13.000 persone di ogni sesso e nazionalità che hanno scelto di donare il proprio corpo alla scienza).













Tempo fa vidi un documentario su questa tecnica e vi assicuro che per andare fino in fondo alla visione ho dovuto fare appello a tutta la mia forza di volontà. La mostra non l'ho ancora vista e non credo che la vedrò, e sinceramente non capisco perché abbia avuto tutto questo successo: non ho problemi con l'orrido, il macabro e sanguinolento nell'arte, quando si tratta di una semplice rappresentazione, ma in questo caso si tratta di qualcosa di diverso. In Body Worlds i corpi sono veri, reali e forse il segreto del successo di questa esposizione è che il pubblico non ha capito bene che quella che osserva è gente morta. Vi lascio con un video trovato su You Tube, naturalmente solo per stomaci forti.

8 commenti:

  1. Risposte
    1. mi accodo, neanche io...è già tanto aver visto il video e le foto..

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  2. Di questa mostra non so, ma dire se una forma d'arte sia bella e (peggio ancora!) gradevole allo sguardo mi sembra altamente ingiusto perché così si escludono quelle forme d'arte "scomode quelle che puntano a provocarti, ma non alla provocazione fine a se stessa bensì quella che ti spoglia letteralmente (e molto di più di questi manichini)di tante convenzioni che vengono costruite.

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    1. sono d'accordo con te fino ad un certo punto: la mia premessa è che nell'arte tutto è lecito, a patto che sia il frutto dell'immaginazione e dell'ingegno dell'artista. Mai come nel caso dell'arte è vero il detto che non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace e ho anche ribadito di "amare" un certo tipo d'arte che la maggior parte delle persone di solito trovano "inquietante". Questo caso è diverso. Quelli che tu chiami manichini, in realtà sono esseri umani!!!! Non sono sculture, non sono plastici creati dal nulla, sono persone, cazzo, che un tempo hanno vissuto, amato e sofferto, sono persone "liofilizzate" per permettere a questo furbone di anatomopatologo tedesco di fare soldi a palate nascondendosi dietro il pretesto della scienza. Non è né arte né scienza a parer mio, e poi va bene la provocazione, lo sconquasso delle convenzioni, ma un limite, quello del buon gusto e del rispetto, ci deve essere.

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    2. infatti il mio discorso era nato da quelle tue parole che non trovavo giuste. Come ho detto non so di questa mostra, non so cosa voglia rappresentare l'artista. Il mio giudizio sarebbe a priori e diciamo che sono incerta sul cosa dire.

      P.S.: Sì ammetto che la parola "manichino" è scorretta in questo caso perché appunto non si tratta di plastica, ma non sapevo proprio cosa scrivere.

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  3. Stavo proprio adesso guardando il sito per vedere quanto costa. Io sarò strana ma voglio andare a vederla questa mostra, mi affascina l'idea che un corpo possa diventare arte.

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    1. legittima la tua curiosità, ci mancherebbe, e spero di poter soddisfare la mia tramite te: se ci vai fammi sapere com'è e le tue impressioni, ma ti prego, non ti dimenticare che quelle che sembrano statue sono state persone "vere"

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  4. Io ci sono stata, ed erano anni che aspettavo di vederla.

    A dire la verità, pensavo che in Italia non sarebbe mai arrivata (la Chiesa rompe le balle sotto molti aspetti), quindi, appena ho saputo che Roma l'avrebbe ospitata, non ho esitato a spendere pure gli euro del Frecciarossa per andarci da Milano - salvo poi, ecco, sapere che avrebbe replicato anche qui, ma vaffanbagno :D (meno male che almeno il viaggio di ritorno l'ho fatto in macchina...)

    Comunque: i corpi esposti sono di donatori ovviamente consapevoli della "fine" che avrebbero fatto, quindi non vedo il problema "etico", né definirei "furbo" l'ideatore.
    Ti dirò che forse ci sono dubbi sull'origine e la provenienza dei primi corpi, ma in tutta sincerità la cosa non mi tocca: potrei trovare il tutto disdicevole se sapessi che lui avesse ucciso le sue prime vittime, ma lo trovo alquanto improbabile e assurdo, e comunque, in assenza di prove, è inutile e stupido pensarlo.

    Il fatto è che, a dire il vero, la mostra è pubblicizzata più come di tipo scientifico che artistico, e io sono d'accordo: l'arte la vedo solo nella tecnica che hanno saputo sviluppare e nel "gusto" che hanno impiegato nel mettere i corpi in posa (nella mostra che ho visto io c'era una donna in posa di "ballerina" davvero bellissima, che reggeva in mano la sua pelle).

    Può piacere o no, ma eticamente non c'è nulla di sbagliato ed io non ci trovo niente di male nella curiosità di voler vedere come siamo fatti dentro, oltre che fuori; non trovo il corpo umano "sacro" al punto che ci sia un limite, o meglio: il limite lo decide il "proprietario" di quel corpo e se quel proprietario ha voluto che lo vedessimo così, io lo ringrazio pure!

    Non capita molte volte di poterci scrutare così direttamente in un modo, a mio parere, decisamente soft e interessante: non c'è scorrimento di sangue, non ci sono video traumatizzanti, e la mostra è sempre piena anche di bambini, anche piccoli, che ascoltano i genitori spiegar loro le cose.

    Insomma, io non mi sento "strana", né bizzarra o, peggio, di dovermi sentire in colpa per il solo fatto di voler vedere com'è realmente l'aspetto di un muscolo, di un organo o chissà che altro: consultare un atlante anatomico non è la stessa cosa e io posso avere questa curiosità anche senza necessariamente desiderare di fare il chirurgo - perchè sono convinta che se uno studente di medicina ti dicesse che vuole operare perchè ama il corpo umano e i suoi meccanismi, non avresti niente da ridire :>

    Anche io ne sono affascinata, ma, allo stesso modo in cui amo il meccanismo della visione, per esempio, posso voler amare la forma dell'occhio e le sue strutture che operano quel meccanismo, ed è bello poterle ammirare così chiaramente senza troppi filtri, se non quello della plastinazione stessa, che mi permette di ammirare un vero corpo umano senza dover ricorrere, che so, alla visione di un'autopsia.

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