sabato 25 agosto 2012

On holidays


Oggi, dopo secoli, mi sono tuffata da una famosa roccia che c'è qua in zona: da ragazzina lo facevo con nonchalance (tuffarsi da lì era ed è considerato ancora oggi una specie di rito d'iniziazione, indipendentemente dal sesso e dall'età), ma una volta giunta in cima ho esitato una buona decina di minuti prima di trovare il coraggio. Guardando giù verso la pozza circondata di scogli un po' di magone mi è venuto, anche se in passato l'ho fatto migliaia di volte. C'era anche un papà con la figlia quindicenne: lei ovviamente terrorizzata, lui invece la esortava, ma senza agitarsi. Con calma la invitava a concentrarsi, a prendere bene le misure (se si sbaglia si finisce sfracellati nelle rocce), a non avere paura. Alla fine lei si è tuffata, fiduciosa che il padre non potesse mai suggerirle qualcosa che le avrebbe arrecato danno e io un po' l'ho invidiata, benevolmente, perché a quindici anni vorrei aver avuto qualcuno che mi dicesse di non aver paura e pure oggi vorrei avere accanto qualcuno in grado di infondermi una tale sicurezza. La verità è che per trovare la forza di fare qualsiasi cosa posso fare appello solo a me stessa, ma  il più delle volte la mia volontà vacilla. Questa volta ho resistito alla vocina interiore che mi invitava a lasciar perdere, che non ho più l'età per queste cose, e sono andata. Quando sono riemersa, mi sono sentita incredibilmente bene.

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