domenica 26 agosto 2012

Letto e commentato: La voce del maestro di Kahlil Gibran

Titolo originale: The voice of the master
Autore: Kahlil Gibran
Casa editrice: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 1958

Perle di saggezza
La commiserazione è da rivolgere ai deboli, mentre io sono ancora forte pur nelle mie afflizioni.

La vita è quella che continuamente sperimentiamo attraverso il nostro spirito: ma il mondo intono a noi veniamo a conoscerlo attraverso la nostra capacità d'intendere e di ragionare.

Vi sono vasti spazi di vita che lo spirito percorre senza che sia in grado di misurarli col tempo, che è solo un'invenzione dell'uomo.

Noi non siamo che fragili atomi nel cielo dell'infinito; e non possiamo che obbedire e conformarci al volere della Provvidenza


Se amiamo, il nostro amore non viene da noi e non è per noi. Se siamo lieti, la nostra letizia non è in noi, ma nella Vita stessa. Se soffriamo, la nostra sofferenza non è nelle nostre ferite, ma nel cuore stesso della Natura.

Colui che si lamenta dubita della vita, ed io credo, invece, fermamente. Io credo nel valore dell'amore che è in ogni sorso che io sorseggio dalla coppa della vita. Io credo nella bellezza del dolore che mi penetra il cuore. Io credo nell'estrema misericordia di queste dita d'acciaio che intanto schiacciano la mia anima. 

Chi vuol cercare la verità e proclamarla davanti all'intera umanità è destinato a soffrire. le mie afflizioni mi hanno insegnato a comprendere le afflizioni dei miei simili; né la persecuzione, né l'esilio hanno mai oscurato dentro di me la mia visione.

Al genio non dovete nulla dare, dal genio dovete solo prendere! Solo così l'onorerete.

Oh, meglio sarebbe che io fossi un albero che non fiorisce e non porta frutti; giacché la pena della fertilità è più dura dell'amarezza della sterilità, e la pena del ricco generoso è più terribile della miseria del poveraccio.

L'uomo è come la spuma del mare, che galleggia sulla superficie dell'acqua. Quando il vento soffia, essa si dissolve, come non fosse mai esistita. Così sono le nostre vite, che la morte soffia via...

Così è l'umanità divisa in due lunghe file, una composta di gente avanti negli anni, incurvata dall'età, che si sostiene sui bastoni e che ansima, mentre cammina sul sentiero della vita, come arrampicandosi verso una cima di monte, mentre discende, in realtà, sempre più verso l'abisso. E la seconda fila è composta di giovani, che corrono come se avessero le ali ai piedi, e cantano come se nelle loro gole si tendessero corde d'argento, e s'arrampicano verso la cima del monte come sospinti da un'irresistibile magica forza.

La Vita: è un'isola in un oceano di solitudine, un'isola le cui rocce sono speranze, i cui alberi sono sogni, i cui fiori sono solitudine, i cui ruscelli sono sete.

La tua vita, fratello, è una casa solitaria, separata dalle dimore degli altri uomini. E' un'abitazione nel cui interno nessun occhio di vicino può penetrare.

Sei un infelice e la tua infelicità è il frutto dell'iniquità dei forti e dell'ingiustizia dei tiranni, della brutalità del ricco e dell'egoismo del libertino e dell'ingordo.

Voi siete simili al nudo albero piegato dalla neve dell'inverno; ma verrà Primavera e stenderà anche su di voi il verde delle sue vesti; e la Verità lacererà il velo di lacrime che copre il vostro riso.

La Libertà ci invita alla sua tavola, dove ci è permesso di gustare i suoi cibi saporosi e i suoi vini deliziosi; ma quando sediamo alla sua mensa, mangiamo voracemente, fino a gonfiarci e appesantirci.

La Natura si tende verso di noi con braccia benevole e ci invita a godere delle sue bellezze; ma noi abbiamo timore del suo silenzio e corriamo verso città affollate, per ammucchiarci là come pecore che fuggono lontano da un lupo feroce.

Il cuore umano invoca aiuto; l'anima umana implora da noi la sua liberazione; ma noi non prestiamo alcuna attenzione alle loro voci, giacché noi né udiamo né comprendiamo. E l'uomo che sa udire e comprendere lo giudichiamo un folle, e fuggiamo via da lui.

Come il primo sguardo è come un seme che la dea ha lanciato nel campo del cuore umano, così il primo bacio è il primo fiore all'estremità del ramo dell'Albero della Vita.

E compresi che la terra è come una bellissima sposa che non ha bisogno di gioielli fatti dall'uomo per esaltare la sua grazia, ma che è contenta del verde dei suoi campi e delle sabbie dorate delle sue spiagge, e delle pietre preziose dentro le sue montagne.

Ragione e sapere sono come corpo e anima. Privata del corpo, l'anima non è che vuoto vento. Privato dell'anima, il corpo non è che un'insensibile struttura.

Lo sciocco non vede altro che stravaganze; e il folle non vede altro che follie. MA ieri chiesi a un burlone di contare quanti fossero tra noi gli sciocchi. Quello rise e disse Questa è una cosa assai difficile da fare e ci vorrebbe molto tempo. Non sarebbe meglio contare solo i savi?

Conoscete quale sia il vostro vero valore, e non vi perderete.

Se non distinguete il granello nel vostro occhio, non potrete certo scorgerlo nell'occhio del vostro vicino.

Tenete un occhio vigile su voi stessi come se foste voi il vostro nemico; giacché non potrete imparare a governare voi stessi se prima non imparerete a governare le vostre passioni e ad obbedire ai dettami della coscienza.

Ogni male ha il suo rimedio, tranne la stoltezza. Rimproverare uno stolto ostinato o predicare a uno stupido è come scrivere sull'acqua.

Chi cerca di afferrare un'occasione dopo che gli è passata daccanto è come uno che la vede avvicinarsi e non le va incontro.

Il sapere è il solo bene che i tiranni non possono alienare. Solo la morte può oscurare la luce della conoscenza che è dentro di te. la vera ricchezza di una nazione non è nel suo oro e argento, ma nel sapere, nella saggezza e nella rettitudine dei suoi figli.

L'amicizia con l'ignorante è cosa non meno sciocca che il ragionare con un ubriaco.

Ricordati: un giusto provoca nel diavolo maggior dispiacere che un milione di ciechi credenti.

Se la conoscenza che tu possiedi non t'insegna nulla del valore delle cose, e non ti libera dalla schiavitù della materia, mai ti accosterai al trono della Verità. Se la conoscenza che tu possiedi non t'insegna a sollevarti al di sopra dell'umana miseria e fragilità e a condurre sul retto sentiero un altro uomo, tu resti, in verità, un uomo dappoco e tale resterai fino al Giorno del Giudizio.

Colui che ripete quel che non comprende non è migliore di un asino che porti un carico di libri.

Chi è forte è troppo ansioso di potere e di gloria per attenersi alla diritta via della verità.

Il dolore è un anello d'oro tra sottomissione al presente e promessa speranza di un futuro.

Se Dolore e Povertà fossero eliminati, lo spirito dell'uomo sarebbe simile a una tavoletta vuota, senza alcun altra iscrizione che non siano i segni dell'egoismo e della cupidigia.

Non aspettatevi nessun buon consiglio da un tiranno o da un malfattore, o da un presuntuoso, o da uno che abbia perso ogni onore. 

Non rinunciare alla speranza, non abbandonarti alla disperazione a causa di ciò che è passato, giacché rimpiangere l'irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze.

L'Autore

Kahlil Gibran nacque nel 1883 a Bisharri, nel Libano settentrionale, e morì nel 1931 a New York. Fu poeta, filosofo, pittore. La sua fama si diffuse ben al di là del vicino Oriente: le sue poesie furono tradotte in più di venti lingue e le sue opere furono esposte nelle più importanti gallerie di tutto il mondo. Trascorse gli ultimi vent’anni di vita in America, dove ben presto divenne un maestro e un mito per i milioni di giovani che ne leggevano gli scritti. I suoi libri, considerati un vero “breviario mistico”, continuano a entusiasmare un vasto pubblico, alimentando una sorta di “culto” che non accenna a spegnersi. Di Gibran la Newton Compton ha pubblicato, oltre a Tutte le poesie e i racconti, anche La Voce del Maestro, Il Profeta – Il Giardino del Profeta, I segreti del cuore e Gesù figlio dell’uomo in volumi singoli.

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