mercoledì 8 agosto 2012

Letto e commentato: Jezabel, di Irène Némirovsky

Titolo: Jezabel
Autore: Irène Némirovsky
Casa editrice: Adelphi
Anno di pubblicazione: 1936
Dove e quando: Parigi, anni '30

L'Incipit
Una donna entrò nella gabbia degli imputati. Nonostante il pallore, nonostante l'aria stanca e stravolta, era ancora bella; solo le palpebre, di forma squisita, erano sciupate dalle lacrime e la bocca aveva una piega amara, ma la donna sembrava giovane. I capelli erano nascosti dal cappello nero. Con un gesto automatico si portò le mani al collo, cercando, probabilmente, le perle del lungo sautoir che lo ornavano un tempo, ma il collo era nudo: le mani esitarono; con un movimento lento e desolato lei si torse le dita e dal pubblico trepidante che seguiva con lo sguardo ogni suo minimo gesto si levò un sordo mormorio.

Cosa ne penso
Non so perché ma prima d'ora non avevo mai letto nulla della Nemirovsky. Imperdonabile da parte mia, perché la Nemirovsky è una scrittrice sublime e forse non ho cominciato neanche con il suo romanzo migliore, comunque, complice la permanenza forzata in città, mi sono finalmente decisa a leggere qualcosa di suo.

Jezabel narra la storia di una donna dell'alta società francese, Gladys Eysenach, ossessionata dalla bellezza e dalla giovinezza. Una femme fatale come solo nei romanzi se ne incontrano, avida di piacere e di attenzioni che arriva ad uccidere pur di mantenere il segreto che custodisce da una vita intera: la sua vera età.

Dotata di una bellezza travolgente, Gladys non sopporta di vedere il suo corpo invecchiare, ma più di ogni altra cosa non sopporta che le sfuggano le attenzioni degli uomini. Non è tanto l'amore che cerca disperatamente, ma la certezza di essere sempre al centro delle attenzioni: venerata come una dea, vive la sua intera esistenza all'insegna del piacere, tra balli sontuosi, amanti facoltosi e viaggi all'estero.

Quando la sua unica figlia (ormai diciannovenne, anche se lei continua a spacciarla per adolescente) le dichiarerà di essere incinta Gladys farà di tutto per non farle tenere il bambino, non tanto per paura dello scandalo, ma per il terrore di diventare nonna, cosa che svelerebbe al bel mondo la sua vera età, ma Marie-Therese (la figlia) morirà di parto e la donna, capolavoro d'egoismo e cinismo, potrà continuare a mantenere il segreto affidando il bambino appena nato ad una famiglia rispettabile che lo crescerà al posto suo.

Incurante del legame di sangue, negli anni a venire Gladys si disinteresserà completamente del nipote, proseguirà la sua vita di donna frivola come se niente fosse, come se quel bambino non fosse mai nato, fino a quando, divenuta ormai sessantenne, incontrerà un giovanotto di nome Bernard Martin che comincerà a seguirla ed infine a ricattarla.

Martin altro non è che il nipote abbandonato, desideroso non tanto di ottenere da lei del denaro quanto di vendicarsi della donna, svergognandola di fronte agli amici e all'amante di Gladys, molto più giovane di lei, che sicuramente la lascerebbe una volta scoperta la sua vera età. Il finale è tragico: Gladys invece di fare ammenda per gli errori del passato preferisce macchiarsi di un terribile delitto, facendo credere a tutti che il nipote è uno dei suoi giovani amanti e che lo ha ucciso per gelosia. In pratica preferisce andare in carcere piuttosto che rivelare a tutti quanti anni ha.

Gladys ricorre alla falsificazione dei documenti, decisa a godersi fino all'ultimo quel poco di bellezza che le rimane ed infine all'omicidio, pur di non essere schernita ed abbandonata da coloro che in lei vedono solamente un bel volto e una bella silhouette. Ma a che serve la bellezza esteriore se dentro si è completamente marci e totalmente incapaci di provare vere emozioni? C'è di che riflettere e anche se il romanzo è ambientato negli anni '30, la storia di Jezabel è sempre molto attuale, soprattutto se pensiamo a cosa sono disposte a fare certe donne pur di non mostrare i segni del tempo che avanza. Oggi viene in soccorso la chirurgia estetica, allora si poteva contare solo sul belletto e l'inganno, ma non ci sono grosse differenze. Consigliato a chi ha paura d'invecchiare. Su Anobii 5 stelle

Opere ed autori citati
Athalie di Racine, Bibbia, La vedova allegra di Franz Lehar

Perle di saggezza
Non avrebbe mai dimenticato quella breve stagione. Mai avrebbe ritrovato esattamente quel genere di piacere. Ci resta sempre in fondo al cuore il rimpianto di un'ora, di un'estate, di un fuggevole istante in cui la giovinezza si schiude come una gemma. Per diverse settimane o diversi mesi, raramente più a lungo, una ragazza molto bella non vive una vita normale. E' come ubriaca. Le è concessa la sensazione di essere fuori dal tempo, fuori dalle sue leggi, di non percepire la monotona successione dei giorni ma di assaporare soltanto alcuni attimi di felicità intensa e quasi disperata.

Occorre saper abbandonare il piacere prima che sia lui ad abbandonarci.

Gli unici due momenti che contano solo l'inizio e la fine di ogni cosa, la nascita e il declino.

Pensava che una donna non è mai sazia, che è un piccolo animale infaticabile, che un ambizioso può stancarsi degli onori e un avaro dell'oro, ma una donna non rinuncerà mai al suo mestiere di donna.

Un amore tenuto segreto a lungo, a lungo chiuso nel cuore, invecchiando diventa amaro, si corrompe e si trasforma in acre risentimento.

C'è una sola cosa al mondo che vale la pena di essere vissuta, ed è lo sbocciare dell'amore, l'amore nascente, ancora timido, il desiderio, l'impazienza, l'attesa.

Tutti uguali, i vecchi. Gli resta poco tempo per godersi la vita, e allora si vendicano su di noi. [...] Credono di essere affettuosi, previdenti, saggi e carichi di esperienza. In realtà sono gelosi della vita. Non vogliono dividerla con i figli. Maledicono la vita, ma vogliono tenersela tutta per loro.

Voglio una vita che valga la pena di essere vissuta, perché vivere se no?

E' stata questa la sola cosa che ho amato, il loro desiderio, la loro sottomissione, la loro frenesia, il mio potere e il piacere. Ma tante donne sono come me. E soffrono anche loro quanto me? Tutte quelle che non sono tranquille borghesi, bravi madri di famiglia. Sì, certo, certo. E' spaventoso aver fatto del piacere l'unica ragione di vita e vedere il piacere allontanarsi, ma cos'altro c'è al mondo? Sono solo una donna, una fragile donna.

Alla fine, tutte le passioni sono tragiche, tutti i desideri maledetti, perché si ottiene sempre meno di quel che si è sognato.

La Trama
Quando entra nell’aula di tribunale in cui verrà giudicata per l’omicidio del suo giovanissimo amante, Gladys Eysenach viene accolta dai mormorii di un pubblico sovreccitato, impaziente di conoscere ogni sordido dettaglio di quella che promette di essere l’affaire più succulenta di quante il bel mondo parigino abbia visto da anni. Nel suo pallore spettrale, Gladys evoca davvero l’ombra di Jezabel, l’ombra che nell’Athalie di Racine compare in sogno alla figlia. La condanna sarà lieve, poiché la difesa invoca il movente passionale. Ma qual è la verità – quella verità che Gladys ha cercato in ogni modo di occultare limitandosi a chiedere ai giudici di infliggerle la pena che merita?

L'autore

Irene Nemirovsky nasce a Kiev nel 1903, ma con la famiglia si trasferisce in Francia nel 1919 per sfuggire alla rivoluzione bolscevica. La sua infanzia fu difficile e i genitori non si occuparono molto di lei. Il padre era un banchiere ebreo che si dedicava esclusivamente agli affari, mentre la madre Fanny (figura che ritorna prepotentemente in tutta la sua produzione letteraria) era una donna bella ed egocentrica che passava da un ricevimento mondano all'altro. In Francia si laureò presso la Sorbana e subito manifestò un grande talento letterario con il romanzo David Golder, che ha per protagonista un finanziere ebreo. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne arrestata e deportata ad Auschwitz, dove morì di tifo nel 1942.

Le altre sue opere:
Il malinteso (1923)
Un bambino prodigio (1926)
David Golder (1929)
Il ballo (1930)
Come le mosche d'autunno (1931)
L'affare Kurilov (1933)
Il vino della solitudine (1935)
Il signore delle anime (1939)
Giorno d'estate (1935)
Jezabel (1936)
Due (1936)
La moglie di don Giovanni (1938)
Notte in treno (1939)
I cani e i lupi (1940)
I doni della vita (1941)
Suite francese (pubblicato postumo, 2004)
Il calore del sangue (pubblicato postumo, 2007)
I falò dell'autunno (pubblicato postumo, 2012)

Da leggere assolutamente anche il libro-intervista della figlia della scrittrice, Denise Epstein (Survivre e vivre) e la biografia scritta da Olivier Philipponnat e Patrick Lienhardt (La Vita di Irène Némirovsky)



5 commenti:

  1. mi hai fatto venire la curiosità...
    intanto beccati questa, tanto per rimanere in tema :)
    http://www.youtube.com/watch?v=iMtz1d0ruAk

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    1. Grazie Who is!!! mi ha fatto scoprire una voce pazzesca! e la canzone ci sta dentro tutta!

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    2. Wow, allora sono contento!

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  2. ciao Hobina, questo romanzo è sconvolgente e mi hai incuriosita con la tua recensione, purtroppo non ho letto niente della Nemirovsky
    ma è una scrittrice da scoprire.
    aggiungerò questo libro in wishlist

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    1. ciao Ivanalessia, la nemirovsky è una grande autrice da leggere se ami la Vera Letteratura: questo è il primo romanzo che leggo e non è neanche il più importante (pare lo sia suite française), credo che cercherò di leggere tutti i suoi romanzi.

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