giovedì 9 agosto 2012

Letto e commentato: Il fine settimana, di Bernhard Schlink

Autore: Bernhard Schlink
Casa editrice: Garzanti
Anno di pubblicazione: 2008
Dove e quando: Germania, anni 2000

L'Incipit
Poco prima delle sette era sul posto. Essendo mattina presto si era immaginata di poter arrivare prima e più in fretta, ma incontrando un cantiere dopo l'altro si era innervosita. Lui sarebbe arrivato fino al portone e l'avrebbe cercata invano, restando deluso e scoraggiato proprio in quel primo momento? Nello specchietto retrovisore il sole stava sorgendo: avrebbe preferito andargli incontro piuttosto che tenerlo alle spalle, anche se in quel modo ne sarebbe rimasta abbagliata.

Cosa ne penso
Un gruppo di amici si riunisce in campagna per celebrare la scarcerazione di Jorg, un ex terrorista della Raf che ha appena ottenuto la grazia dal presidente tedesco. Ad occuparsi di tutto è la sorella di Jorg, Christiane, che spera di reintrodurre alla vita il fratello facendogli incontrare gli amici di un tempo. Ma le cose non andranno come previsto e quella che sarebbe dovuta essere un'allegra rimpatriata si trasformerà in un'occasione di scontro tra i vecchi compagni di un tempo che, dopo l'arresto di Jorg, hanno abbandonato la lotta politica per dedicarsi a vite più borghesi e regolari. Il tuffo nel passato non è indolore per nessuno di loro e in soli tre giorni emergeranno verità che sono rimaste sepolte per trent'anni.

Di Schlink avevo già letto A voce alta, amandolo moltissimo, e anche questo romanzo conferma il grande talento di questo magistrato reinventatosi scrittore. Non conosco molto bene la storia della Raf, meglio conosciuta come Banda Baader.Meinhof, ma il terrorismo è lo stesso dappertutto e in ogni tempo, incomprensibile ed ingiustificabile, e lo stesso personaggio di Jorg, che pure di tempo per riflettere sulle sue azioni ne ha avuto parecchio, pare incapace di spiegare razionalmente se le persone innocenti da lui uccise meritavano di morire in nome di un ideale. Il romanzo si suddivide in tre parti che corrispondono ai tre giorni trascorsi dagli amici in questa sperduta casetta di campagna alle porte di Berlino, tutte ben equilibrate tra di loro e stilisticamente perfette, ed in effetti Il fine settimana si legge come se stessimo assistendo alla più classica delle pièce teatrale. Interessante è il romanzo nel romanzo che una delle protagoniste femminili, Ilse, tenta di scrivere, in cui viene raccontata la fuga rocambolesca di un loro ex compagno terrorista creduto morto, Jan, che nella finzione letteraria finirà sulle torri gemelle durante l'attentato dell'11 settembre 2001. Un romanzo ben scritto, anche se troppo politicamente corretto. Su anobii 4 stelle

Opere ed autori citati
Lolita di Vladimir Nabokov, Sartre, Simone de Beauvoir

Perle di saggezza
Come siamo indifesi nelle notti insonni! Siamo in balia dei pensieri più stupidi, che la nostra intelligenza non esiterebbe a liquidare; della disperazione, contro la quale di giorno aiutano i piccoli successi del tran-tran: lavare i panni, parcheggiare l'auto, confortare gli amici; oppure della tristezza, che di solito superiamo giocando a tennis, facendo jogging o sollevando pesi. Nelle notti insonni accendiamo la televisione o prendiamo un libro, non con la speranza di poter dormire, ma perché gli occhi possano cadere sulle loro immagini e sulle loro pagine e noi diventiamo di nuovo vittime dei pensieri più stupidi, della disperazione e della tristezza.

E' sempre stato così. Ci sono sempre stati quelli che sono voluti rimanere e quelli che se ne sono voluti andare, ma anche quelli che hanno vissuto parte della loro vita in città e parte in campagna. Si è sempre trattato di rassegnarsi o allontanarsi e ad alcuni che potevano permetterselo è successo di godere della malinconia senza diventarne schiavi.

Non conosco nessuno che abbia realizzato la propria vita così come l'aveva sognata.

Tutto può avere un valore, anche se non corrisponde a ciò che si era sognato.

Anche quando pensiamo di poter trovare ciò che abbiamo cercato, in verità si tratta di qualcosa di diverso.

Quando le verità sono troppo dolorose e non siamo alla loro altezza, noi tutti abbiamo le nostre menzogne di vita e varrebbe la pena guardare e rispettare nell'altro la verità del dolore che le sue menzogne di vita manifestano. In ogni caso le menzogne della vita non manifestano solo il dolore, ma lo creano anche. Come ci impediscono di vedere noi stessi, così possono impedirci anche di vedere l'altro e che l'altro veda noi.

La Trama
Manca poco alle sette del mattino e un pallido sole sta sorgendo sul vecchio carcere di arenaria. Christiane è già davanti al portone e aspetta il prossimo rintocco delle campane della vicina chiesa. Dopo più di vent'anni passati dietro le sbarre, suo fratello Jörg è stato infine graziato dal presidente della repubblica tedesca e sta per uscire di prigione. Per il suo primo fine settimana di libertà, Christiane ha organizzato una rimpatriata con i vecchi amici e compagni di lotta in una grande casa di campagna vicino Berlino. Perché Jörg è un vecchio terrorista della RAF, l'organizzazione clandestina armata di stampo leninista, e adesso ha bisogno d'aiuto per reinserirsi nella società. Per tutti gli altri la vita è andata avanti, c'è chi è diventato giornalista, chi avvocato, chi vescovo di una chiesa locale, chi insegnante, ma l'eco dei giorni passati è ancora persistente. E la breve vacanza, che Christiane aveva sperato potesse essere riappacificatrice e catartica, risulterà una dura prova per ognuno di loro. Cosa resta del passato? Solo paure, sogni e menzogne? Riusciranno a dominarli? O non saranno nemmeno capaci di parlarne? Dopo il grande successo di A voce alta, per settimane nelle classifiche dei bestseller del mondo intero, tradotto in trentasette lingue, e da cui è stato tratto il film The Reader, Bernhard Schlink riprende con grande talento gli interrogativi che caratterizzano la sua opera. Dopo l'Olocausto, indaga un altro lato oscuro della storia tedesca, quello del terrorismo, riuscendo a coglierne nuovi aspetti e contraddizioni. Un romanzo sull'amicizia, sul passato, sul tempo perduto e ritrovato. 

L'autore

Bernhard Schlink (Bielefeld, 1944) magistrato e scrittore, vive attualmente tra Bonn e Berlino. Il suo romanzo A voce alta (Garzanti, 1996), tradotto in 25 lingue e a lungo ai vertici delle classifiche di vendita nel mondo intero, ha vinto numerosi premi: Hans-Fallada Preis e «Welt»-Literaturpreis in Germania, Premio Grinzane-Cavour in Italia, Prix Laure Bataillon in Francia; A voce alta sta per diventare un film con la regia di Anthony Minghella. È anche autore di diversi romanzi polizieschi, tra i quali Die gordischer Schleife (1989, Premio Glauser), Selbst Betrug (1992, Deutschen Krimi-Preis) e – a quattro mani con Walter Popp – I conti del passato (Garzanti, 1999).

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