mercoledì 4 luglio 2012

Libri: L'anno del diluvio, di Margaret Atwood

Autore: Margaret Atwood
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Anno di pubblicazione: 2009
Dove e Quando:  nel futuro, Nord America
L'Incipit
Di buon mattino Toby sale sul tetto a guardare l'alba. Per tenersi in equilibrio usa un manico di scopa: l'ascensore ha smesso di funzionare da tempo, le scale sul retro sono umidicce e scivolose, se cade nessuno la tirerà su. Quando inizia a far caldo la foschia si alza dalla fila di alberi che la divide dalla città in abbandono. Nell'aria c'è un vago odore di bruciato, di caramello e catrame e griglie irrancidite, e la puzza di cenere e grasso di mucchi di rifiuti bruciati, fradici di pioggia. Da lontano, i grattacieli deserti sembrano il corallo di una barriera antica: pallido e sbiadito, senza vita. Invece c'è ancora vita.

Cosa ne penso
Tempo fa avevo inserito un romanzo della Atwood nella lista dei libri da leggere per la Sfida della Distopia (epic fail di clamorosa portata, lo so), ma non avendo ancora recuperato Il racconto dell'ancella ho ripiegato su questo recentissimo L'anno del Diluvio. Si tratta naturalmente di un romanzo di genere distopico e l'ho semplicemente divorato, visto gli argomenti trattati.

Siamo in un ipotetico futuro (non troppo ipotetico, purtroppo) e in un ipotetico Stato (macché, è evidente che sono gli Usa) governato dalle Aziende, potentissime corporazioni e multinazionali che controllano ogni aspetto della vita umana, soprattutto la medicina e l'alimentazione. 

Lo scenario è apocalittico e desolante: tutti i grandi mammiferi si sono estinti, ma in compenso sono stati messi in circolazione degli ibridi di animali (il leonello, un mix tra pecora e leone, le Mo'hair, pecore modificate geneticamente o ancora  i porcopalloni, enormi maiali che "coltivano" al loro interno organi umani); esistono dei ristoranti lussuosi chiamati Rarity, dove i manicaretti sono a base di carne di animali in via d'estinzione e i nostri MacDonald e Burger King sono stati sostituiti da una catena di fast food chiamata Secret Burger per via del fatto che al loro interno vengono venduti hamburger della cui carne non si conosce la provenienza (di solito è carne di gatto, ma nella poltiglia ci finisce anche carne umana).

La sicurezza delle strade è affidata ad una milizia privata chiamata CorpSeCorps che ovviamente è pagata dalle Aziende per sedare ogni accenno di protesta e la popolazione è divisa in due sole classi sociali: gli abitanti dei Complessi (le famiglie di coloro che lavorano per le Aziende) e le pleboteppe, che vivono nei bassifondi (la Laguna dei Liquami) tirando a campare come meglio possono. Ai margini di questa società del futuro sorgono sette di ogni genere che vanno predicando la fine del mondo. 

In particolare il romanzo narra le vicende dei Giardinieri di Dio, un gruppo di ambientalisti vegani che si rifanno alla Bibbia, il cui leader, chiamato non a caso Adamo 1 come il primo uomo, predica un ritorno alle origini della creazione come nella Genesi e prepara gli adepti all'avvento del Diluvio senza Acqua che spazzerà via l'umanità salvando solo chi si atterrà ai dettami della setta.

La narrazione comincia dall'anno 25, l'anno del Diluvio, e prosegue a ritroso; le voci narranti sono due: Toby, che diverrà all'interno dei Giardinieri di Dio una delle Eve, e Ren, una bambina che uscita dalla setta finirà con il prostituirsi in un bordello. Il racconto si snoda in numerosi capitoli ognuno dei quali è preceduto da un discorso di Adamo 1, seguiti da una canzone a tema (la figata di questo romanzo è che è interattivo e la Atwood ha messo a disposizione  le tracce delle canzoni su un sito dedicato). 

Attorno alle due voci narranti ruotano naturalmente una moltitudine di altri personaggi, come Amanda, Zeb, Pilar, Rebecca, Jimmy, il misterioso Glenn (che alla fine della storia darà vita ad un'altra aberrazione genetica creando l'uomo perfetto, bellissimo ed immortale), o il cattivissimo Blanco, aguzzino di Toby prima di entrare a far parte dei Giardinieri ed ex galeotto delle PainBall, una sorta di bosco recintato dove venivano rinchiusi i criminali, veri o presunti, affinché si uccidessero tra loro (dettaglio questo che ricorda vagamente The Hunger Games). Molti di questi personaggi erano già apparsi in un romanzo precedente della Atwood intitolato Oryx e Crake, che anticipa molte delle tematiche de L'anno del Diluvio.

Si tratta di un romanzo corale, a più voci, dove in realtà non c'è un vero e proprio protagonista, perché nelle intenzioni dell'autrice l'attenzione del lettore deve focalizzarsi sul messaggio ambientalista, ovvero salvare il pianeta dalla sua creatura più pericolosa: l'uomo.

Buona parte del romanzo è dedicata alla descrizione dello stile di vita dei Giardinieri, dei loro rituali, delle pratiche di autoproduzione e automedicazione all'interno del Giardino Pensile Edencliff (l'uso delle larve per disinfettare le ferite e quello del papavero come antidolorifico o dei funghi per l'eutanasia), della gerarchia interna (gli Adami e le Eve che detengono il sapere e lo trasmettono ai più giovani), delle festività (i santi non sono quelli classici della fede cristiana, ma biologi e ambientalisti) e naturalmente delle dinamiche tra i vari membri della comunità, mentre le Aziende assomigliano in modo paurosamente realistico alle grandi multinazionali che noi tutti conosciamo: nel romanzo si fa riferimento soprattutto alle aziende alimentari (Monsanto?) e a quelle farmaceutiche, che poi sono le principali responsabili dell'estinzione del genere umano.

Non vi tolgo il piacere di scoprire come va a finire, ma piuttosto vi invito a leggerlo con estrema  attenzione perché anche se si tratta di fiction i temi sono tutti paurosamente attuali. Su Anobii 5 stelle, senza se e senza ma.

Perle di saggezza
Ci insegnavano a contare sulla memoria, perché la parola scritta è sempre inattendibile. Lo Spirito viaggia di bocca in bocca, non di cosa in cosa: i libri possono andare a fuoco, la carta sbriciolarsi, i computer vengono distrutti. Soltanto lo Spirito vive in eterno, e lo Spirito non è una cosa.

A quale comandamento abbiamo disobbedito? Al comandamento di vivere la vita degli Animali in tutta semplicità, senza vestiti, per così dire. Invece noi bramavamo la conoscenza del bene e del male: ebbene quella conoscenza l'abbiamo ottenuta, e chi semina vento raccoglie tempesta. Nello sforzo di superare noi stessi siamo caduti in basso, e stiamo ancora cadendo, perché al pari della Creazione, la Caduta è interminabile. la nostra è una caduta nell'avidità: perché crediamo che tutto ciò che è terreno ci appartenga, quando in realtà siamo noi ad appartenere al Tutto?

I Giardinieri, infatti, non volevano saperne dei certificati di matrimonio. Approvavano la fedeltà fintanto che esisteva il legame di coppia, ma dato che non v'era memoria del fatto che il primo Adamo e la prima Eva si fossero mai sposati, ai loro occhi né il ministro di un'altra religione né un ufficiale laico aveva il potere di unire due persone. [...] Fra i Giardinieri, le nozze erano una faccenda semplice. Entrambe le parti dovevano affermare in presenza di testimoni che si amavano. Si scambiavano foglie verdi simbolo della crescita e della fertilità e scavalcavano con un salto un falò, simbolo dell'energia dell'universo; poi si dichiaravano marito e moglie e andavano a letto. per i divorzi ripetevano tutto al contrario: un'affermazione pubblica di non-amore e separazione, lo scambio di ramoscelli secchi e un saltello veloce su un mucchietto di ceneri spente.

Secondo Adamo 1, la Caduta dell'uomo fu multidimensionale. Gli ancestrali primati caddero dagli alberi; poi caddero dall'essere vegetariani all'essere carnivori. Poi dall'istinto caddero nella ragione, e di là nella tecnologia; da un insieme di semplici segnali in una grammatica complessa, e da questa nella natura umana; dal non conoscere il fuoco al fuoco, e da questo alle armi; dall'accoppiarsi stagionalmente a un incessante contorcimento sessuale. Poi, da una vita che gioiva del presente caddero nell'ansiosa contemplazione di un passato svanito e di un futuro distante. la Caduta era infinita, e la sua traiettoria sempre più ripida. Una volta risucchiati nel pozzo della conoscenza potevi solo precipitare: sapere sempre di più, ma non diventare più felici.

Quando ami qualcuno, non è detto che il tuo amore venga corrisposto come ti aspetteresti, però è comunque un bene, perché l'amore si propaga come un'onda di energia e può aiutare qualcuno che nemmeno conosci.

Opere e autori citati
Tra le opere citate principalmente la Bibbia: Genesi, 8:21; Genesi 9:2, Giobbe 12, Salmo 91, Matteo 10:16; Isaia 34 (se come me non siete avvezzi alla parola del signore vi consiglio questo sito); tra gli studiosi e gli ambientalisti sono citati Euell Gibbons, Aleksander ZawadzkiSuryamani Bhagat, Odigha Odigha, Farley Mowat, Ikhwan al-safa, Dian Fossey, Karen Silkwood, Anil Agarwal, Nganeko Minhinnick, Wen Bo, Mahatma Gandhi, Jean-Henri Fabre, Anna Atkins, Tim Flannery, Ichida San, David Suzuki, Peter Matthiessen, Chico Mendes, Rachel Carson, Terry Fox, Sojourner Truth, Jacques Cousteau


La Trama
In un mondo pericolosamente vicino al nostro, la Creatura si è sostituita al suo Creatore e, grazie all’ingegneria genetica, ha stravolto la Natura. La fede nella scienza è ormai un credo assoluto, integralista, fanatico. Tutto si vende, tutto si compra – l’identità, il sesso, la giovinezza – ma a che prezzo? Eppure c’è chi ha deciso di sottrarsi a questa logica perversa e distruttiva: è la setta dei Giardinieri di Dio. Novelli Adami e Eve, vivono nel sacro rispetto delle Specie animali e vegetali del pianeta sfuggite all’estinzione, cercando di convertire gli altri esseri umani in vista dell’imminente catastrofe. Anno venticinque del calendario dei Giardinieri di Dio: la profezia si è avverata, un Diluvio Senz’Acqua si è abbattuto sul pianeta, l’umanità è decimata. Un quadro desolante, in cui però si apre un flebile spiraglio: due voci, quelle di Toby e Ren. Un tempo adepte dei Giardinieri di Dio, si ritrovano catapultate in un mondo stravolto e scoprono che la lotta per la sopravvivenza è appena iniziata. Armate unicamente dell’amicizia che le unisce e animate dal desiderio di ritrovare i compagni di un tempo, si avventurano in un coraggioso viaggio, costellato di pericoli a ogni angolo. Che ne sarà di loro? Faranno sorgere una nuova alba per la specie umana, oppure ogni speranza di vita è ormai perduta per sempre? 

L'autrice 

Margaret Atwood, una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese, è nata a Ottawa nel 1939. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Scrittrice estremamente prolifica, ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Ha scritto, inoltre, sceneggiature per la radio e la televisione canadese. Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L'assassino cieco e nel 2008 il premio Principe delle Asturie.

12 commenti:

  1. Risposte
    1. allora leggilo se non l'hai già fatto e famm sapere cosa ne pensi :))

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  2. Questo sì che sembra un libro super interessante :D La Atwood è un'autrice che vorrei leggere da un po', mi ispira molto anche "L'Altra Grace". Tu l'hai letto? :)

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    1. purtroppo non l'ho letto, i suoi libri in biblioteca sono abbastanza difficili da reperire, però questo L'anno del diluvio mi è piaciuto così tanto che ho deciso di leggere l'opera omnia

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    2. Ti capisco, anche io ho degli autori di cui vorrei completare la bibliografia! :)

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    3. purtroppo per leggere tutto quello che vorremmo non basterebbero tre vite!!! Bisogna scegliere :)

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  3. interessante, da mettere nella wishlist! Della Atwood ho letto solo L'assassino cieco che ho adorato e divorato :)

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    1. per me è il primo romanzo della atwood, ma come scrivevo a Camilla ho intenzione di recuperare tutta la sua opera

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  4. Avevo letto molte recensioni negative su questo romanzo e, nonostante appena uscito lo avevo messo in WL, mi avevano scoraggiato un po'... la tua recensione positivissima mi mette davvero in testa il tarlo del dubbio... adesso sono proprio curiosa!

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    1. i giudizi in fatto di letteratura e narrativa sono sempre soggettivi, ma non capisco come si possa dare un giudizio negativo a questo romanzo: può piacere o meno, ma è un ottimo romanzo. Per intenderci, non la solita narrativa per semi-analfabeti che trovi sugli scaffali delle librerie da qualche anno a questa parte, questa è letteratura con la L maiuscola

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    2. Forse allora è proprio per questo che non è piaciuto a molta gente. Ormai i lettori tipo sono semi-analfabeti, basta loro una trama scarsa, scontata, e uno stile di scrittura elementare (che si ama definire "scorrevole") che i lettori lo apprezzeranno entustiasti (vedi "50 sfumature di grigio" che è scritto in maniera talmente scarna che più che un romanzo sembra una bozza).
      Io ultimamente ho letto dei romanzi che venivano stroncati da commenti del tipo "che palle", "che noia", "non sono riuscita a superare le 100 pagine", mentre io mi sono trovata davanti uno stile di scrittura ricco e corposo, e mi sono detta "ah.. finalmente qualcuno che è capace a scrivere".
      Tornando al libro in questione, ora che mi hai confermato che si tratta di letteratura VERA non posso più esimermi dal leggerlo! Appena riesco lo compro!

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    3. ultimamente in rete ho sentito molto parlare di 50 sfumature di grigio ed ho pensato proprio la stessa cosa: ecco il classico romanzo furbo che viene pompato all'inverosimile e poi non vale una cicca...non mi alletta, eppure l'averne sentito parlare così tanto mi ha fatto nascere una certa curiosità. magari più in là lo leggerò e ti farò sapere cosa ne penso. Per quanto riguarda i giudizi sui romanzi, come dicevo prima sono soggettivi, come è giusto che sia, perché certe storie fanno leva su di noi e ci riportano al nostro vissuto e sistema di valori, ma un buon libro è un buon libro e se non sei semi-analfabeta non puoi non riconoscerlo.

      io non mi baso più sulle quarte di copertina, non mi baso sulle fascette, non mi baso sugli articoli dei critici e neanche delle recensioni in rete: conta solo il mio istinto. Prendi un libro, aprilo a caso, scorri veloce qualche riga e se arrivi alla pagina successiva forse val la pena di leggerlo. Questo ormai è il mio metodo

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