sabato 7 luglio 2012

Letto e commentato: L'amante della Cina del Nord, di Marguerite Duras


Autore: Marguerite Duras
Casa editrice: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 1991
Dove e Quando: Indocina, anni '30

L'Incipit
Una casa in mezzo al cortile di una scuola, con porte e finestre spalancate, come se ci fosse una festa. Si sentono valzer di Strauss e di Franz Lehar, e anche Ramona e Notti cinesi, uscire dalle finestre e dalle porte. L'acqua inonda tutto, dentro e fuori. Si lava la casa con grandi secchiate d'acqua, si fa così due o tre volte all'anno. Boys, amici e bambini del vicinato sono venuti a vedere, aiutano con getti d'acqua a lavare i vetri, le pareti, i tavoli. E lavando ballano al ritmo della musica europea: ridono, cantano. E' una festa animata, gioiosa. La musica è la madre, una signora francese che suona il piano nella stanza accanto. Tra coloro che ballano c'è un ragazzo francese, bello, che balla con una ragazzina, anche lei francese. Si assomigliano. Lei è quella che non ha nome nel primo libro, nè in quello precedente, né in questo. Lui è Paulo, il fratellino adorato della sorella, quella che non ha nome. Un altro giovane viene alla festa: è Pierre, il fratello maggiore. Si piazza a qualche metro e la guarda. A lungo guarda la festa. E poi lo fa: scosta i piccoli boys che scappano spaventati e viene avanti. Raggiunge la coppia del fratello piccolo e della sorella. E poi lo fa: prende il fratello per le spalle e lo spinge fino alla finestra spalancata dell'ammezzato e, come costretto da un dovere crudele, lo butta fuori come farebbe con un cane. Il bambino si rialza e scappa lontano, grida senza una parola. La sorella lo segue: salta dalla finestra e lo raggiunge. Si è sdraiato accanto alla siepe del cortile, piange, trema, dice che preferisce morire piuttosto che...che cosa? Non lo sa, ha già dimenticato, non ha detto che si trattava del fratello. La madre ha ripreso a suonare il piano, ma i bambini del vicinato non erano tornati e i boys avevano abbandonato la casa disertata dai bambini. E' calata la notte. Lo scenario non è cambiato. La madre è ancora dove c'era la "festa" del pomeriggio. I locali sono stati riordinati, i mobili sono al loro posto. La madre non aspetta niente, è al centro del suo regno, quella famiglia che abbiamo intravisto. La madre non impedisce più niente, non impedirà più niente. Lascerà realizzarsi ciò che deve accadere.


Cosa ne penso
Il romanzo è preceduto da una breve introduzione della autrice in cui vengono spiegate le ragioni che l'hanno spinta a riscrivere la storia della bambina e del cinese, quindi L'amante della Cina del Nord altro non è che una riscrittura de L'amante. La Duras ha appena appreso che il cinese è morto e questo la riporta con la mente a quel periodo della sua vita trascorso in Indocina con la madre e i due fratelli Paulo e Pierre. Rispetto a L'amante, in questo romanzo viene analizzato meglio il rapporto tra la bambina e il cinese; il denaro gioca sempre un ruolo fondamentale nella storia (il cinese è il ricco rampollo di una famiglia in vista, mentre la bambina è una poveraccia) e anche in questa versione il cinese provvederà a saldare i debiti della madre e del fratello drogato, ma qui c'è un'atmosfera più intima, più confidenziale, vengono fuori delle dinamiche che nel precedente romanzo non c'erano e si percepisce finalmente il sentimento autentico nato tra i due amanti. C'è un accenno qua e là ad un rapporto incestuoso tra la bambina e il fratellino minore, mentre nulla viene detto sulle aspirazioni letterarie della Duras, che anzi descrive se stessa come una studentessa mediocre. La narrazione assume la forma di una specie di conto alla rovescia che porterà la bambina, la madre e i fratelli a lasciare l'Indocina per la Francia e coinciderà con la fine della storia con il cinese. Il ritmo della scrittura è molto sincopato, a tratti quasi stridente, con passaggi estremamente difficili da leggere e la trama non aggiunge niente di nuovo a quanto scritto in precedenza, se non per qualche sfumatura. Da leggere se si è già letto L'amante e si vuole semplicemente avere una prospettiva diversa. Su Anobii 4 stelle

Perle di saggezza
Non vorrei mai una cosa simile, un diamante. Non si riesce mai a vendere un diamante, quando si è poveri. Appena ci vedono, quelli credono che l'abbiamo rubato.


Dovrebbe saperlo, anche l'amore per un cane è sacro. E si ha il diritto, sacrosanto come il diritto di vivere, di non renderne conto a nessuno.


Opere ed autori citati
Louise Labé, Strauss, Franz Lehar, Duke Ellington, L'angelo azzurro di Josef von Sternberg

Trama
I protagonisti sono gli stessi dell'Amante: l'uomo cinese e la quindicenne bianca. Uguale lo sfondo: l'Indocina degli anni trenta, con i suoi pomeriggi estenuanti, l'odore di pioggia e gelsomino, le strade brulicanti di cani, mendicanti, pazzi, le note del jazz. Ma la storia viene rivissuta, scavata, sviluppata, ingrandita, poiché in fondo essa costituisce la matrice di tutta l'opera della Duras. L'infanzia in Cocincina è riguardata con l'accanimento di chi vuol dire tutto: l'orgoglio, la povertà, l'avarizia, la crudeltà della vita coloniale per i degradati. Non c'è più spazio per tenerezza o nostalgia. Le passioni sono primarie, violente: un fratello pronto ad ammazzare per droga, una madre tentata di prostituire la figlia, un cinese molto ricco venuto dal Nord a fronte di una famiglia rovinata. E tutto è raccontato in modo immediato, diretto, sensuale. "Non avevo mai immaginato che il Cinese sarebbe morto, e con lui il suo corpo, la sua pelle, il suo sesso, le sue mani. Per un anno ho ritrovato l'età dell'attraversamento del Mekong, sul traghetto di Vinh Long... Sono tornata a scrivere romanzi."

L'autrice

Marguerite Duras (1914-1996) ha vissuto in Vietnam fino a diciotto anni. Rientrata in Francia nel 1932, ha preso parte alla Resistenza e ha militato nel dopoguerra tra le fila del Pcf da cui è stata esplulsa come dissidente nel 1950. Oltre alla sua ricca attività di narratrice, la Duras ha scritto sceneggiature per il cinema e ha diretto diversi film, tra cui India song (1974) e Les enfants (1984)

2 commenti:

  1. Très intellectuel que tout cela. Avez-vous lu les analyses de Dominique Noguez à son propos?
    Belle semaine à vous!

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    1. malheureusement, je ne les ai pas lu, mais merci pour le renseignement, ça pourrait etre une lecture significative

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