domenica 3 giugno 2012

Mantra



Continua la mia riflessione sulla decrescita: forse devo imparare ancora molte cose su queste tematiche, ma da quello che leggo in giro sul web e da quello che sento per strada ho come l'impressione che ci siano troppe contraddizioni e un pizzico di ipocrisia più o meno consapevole. C'è chi riduce i consumi per necessità e chi lo fa per scelta, ma c'è anche chi lo fa per moda, perché fa tanto figo e poi di nascosto corre a comprarsi l'ultimo Iphone.

Io onestamente riesco ancora a far senza e vivo benissimo lo stesso (mi va bene il mio samsung pagato 20 euro al discount) e preferisco spendere i miei (pochi) soldi per fare qualche gitarella piuttosto che comprare aggeggi tecnologici che dopo poco saranno obsoleti. Certo, mi piacerebbe comprarmi una nuova macchina fotografica e avere più spiccioli a disposizione per i miei hobby, e visto che ci sono mi piacerebbe anche rinnovare l'armadio con qualche nuovo vestito e cambiare la biancheria di casa, ma fondamentalmente non ne faccio una malattia. Mi accontento di quello che c'è, e non sto a rimuginare troppo sulle cose che non posso comprare.

Quello che non accetto è di sentirmi dire che la mia è una decrescita forzata perché sono una povera precaria che a stento riesce a pagarsi l'affitto. Anche se avessi soldi da buttare, l'Iphone non me lo comprerei lo stesso, e non per fare quella controcorrente, ma semplicemente perché non mi serve. 

4 commenti:

  1. Ho sempre pensato che la vera ricchezza sia il tempo di fare ciò che ci piace e da dedicare a ciò che ci fa vivere. Quindi ho sempre ridotto al massimo le mie necessità proprio per lavorare il meno possibile in modo tale da guadagnare abbastanza da stare sulla sopravvivenza, ma avere quanto più possibile tempo libero. Ciò che mi disturba nel mio 'precariato' non è l'assenza di lavoro fisso, ma di continuità (anche discontinua) di incarich,i in modo tale da stare un po' serena. Così come ciò che combatto, nel mio lavoro, sono retribuzioni da fame che rifiuto e prendo a sprangate sui denti chi invece ci sta dentro perché alimenta la perversione di lavoro=schiavismo.
    Inoltre, per me è sempre stata importante la qualità della vita, e non la quantità delle cose. Sono un'anticonsumista proprio perché non me ne importa nulla di 'comprare roba', anzi: tanto posso spendere per cibo, concerti e viaggi, tanto non spenderei mai per comprare cose nuove perché per me sono inutili. Preferisco un vestito usato che poi mi personalizzo dopo averlo barattato con qualcosa che non uso più piuttosto che uno nuovo.
    Non sono in decrescita forzata: non ho mai voluto saperne di crescita e consumismo perché questi non danno senso alla mia vita e non ne aumentano la qualità. Sex is like software: the best is free. E molto altro che dà piacere parimenti lo è ;-)
    E' proprio un'altra prospettiva ;-)

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    1. Hai centrato il punto: il tempo ha più valore di una cosa, per me e per te, evidentemente, ma non per tutti.

      Il tutto nasce da una discussione che ho avuto qualche giorno fa: si trattava di andare a mangiare una pizza fuori (alla fine, tra coperto, pizza e birra abbiamo speso sui 20 euro, non poco, ma ancora ce lo possiamo permettere, ogni tanto) e mi sono sentita dire da una persona che avevo invitato che aveva deciso di "tagliare" tutte le spese superflue, salvo poi tirare fuori dalla borsa il suo nuovo giocattolo (l'Iphone appunto). Siccome prima non ce l'aveva, ho ingenuamente chiesto "ma non avevi deciso di ridurre le spese? E questa persona candidamente mi ha risposto che aveva avuto dei soldi extra e si era voluta "fare un regalo". Fammi capire: una pizza in compagnia no, però un cellulare sì? E sai cosa mi ha detto questa persona? "Se avessi potuto te lo saresti comprato pure tu visto che era in offerta". E invece no, non me lo sarei comprato, perché per me ci sono altre priorità (mangiare bene, viaggiare un pochino se riesco, uscire, dedicarmi alle mie passioni) perché evidentemente queste "cose" non mi rendono felice, ma c'è chi a differenza mia e tua soffre nel non potersele comprare perché ancora ci illudiamo di poter vivere al di sopra delle nostre possibilità.

      A proposito di quello che scrivi sul perverso meccanismo lavoro=schiavismo, purtroppo non posso permettermi di fare l'idealista. Neanche a me piace l'idea di alimentare questo sistema, ma si deve pur campare, e anche poco è meglio di nulla.

      Mi trovo nella surreale situazione d'invidiare chi ha la dissocupazione perché significa che ha lavorato con una certa continuità, io invece da ormai un anno lavoro di rinnovo in rinnovo (1 mese alla volta!) con un co.co.pro, guadagno una miseria, a stento pago le spese, ma mi rifiuto di vivere come una zucchina, tappata in casa, senza vedere nessuno perché uscire significa spendere, rinunciando a tutti i miei interessi uno dopo l'altro. Ho ridotto molto le mie spese, ho fatto qualche rinuncia (cinema, teatro, riviste, vestiario e accessori perché riesco a trovare alternative), ma una birra in compagnia ogni tanto non me la nego. Prima uscivo 2/3 volte a settimana, ora se va bene 1/2 al mese e consideranto la crisi che c'è va bene così, verranno tempi migliori. Avrei preferito che quella persona mi dicesse che non ne aveva voglia o che aveva un impegno precedente, una scusa insomma, piuttosto che un ipocrita "non posso spendere nulla". Non so se ti è capitato mai di sentire discorsi del genere...

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    2. A me è capitato e non sai quanto mi disgustano le persone che fingono di essere ciò che non sono.
      Ovviamente condivido parola per parola questo post (e pure ciò che ha detto la bella Minerva)

      Io ho un cellulare pagato 14.99 e funziona che è una meraviglia, pensa posso fare e ricevere telefonate! ;)
      Se avessi un po' più di soldi, li userei soprattutto per viaggiare e andare più spesso al cinema e ristoranti di ogni tipo (a parte naturalmente comprare quantità industriali di colore per dipingere).
      Sicuramente non li userei per comprare "oggetti" giusto per stare a passo coi tempi e non sembrare "antica", me ne frego del giudizio degli altri, sinceramente sono io a provare una gran pena per questi schiavi inconsapevoli.

      Un saluto solidale ;)

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    3. cavolo, mi hai battuto con i tuoi 14.99!!!! il mio l'ho pagato 19,99...comunque, io te e minerva ancora una volta ci troviamo. Anch'io comprerei tantissimo colore, e anche qualche tela...ma costano troppo. Le mie palette me le faccio poco alla volta, ogni mese compro due colori nuovi: non mi posso permettere di più, ma va bene così. Ogni tubetto è sudato quindi me lo godo

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