venerdì 22 giugno 2012

Letto e commentato: Solar di Ian McEwan

Titolo: Solar
Autore: Ian McEwan
Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2010
Dove e Quando: Inghilterra, anni 2000-2009


L'Incipit
Apparteneva a quella categoria di uomini - tendenzialmente spiacevoli, quasi sempre calvi, bassi, grassi, intelligenti - che, per ragioni misteriose, attraggono certe belle donne. O così credeva, e pensarlo pareva bastare. Aiutava inoltre il fatto che alcune lo considerassero un genio bisognoso di redenzione. Ma l'attuale Michael Beard era un soggetto in condizioni mentali limitate, anedonico, monotematico, sofferente. Il suo quinto matrimonio si andava disgregando e lui avrebbe dovuto sapere come comportarsi, assumere una prospettiva lungimirante, riconoscere la propria colpa. I matrimoni, i suoi perlomeno, non si susseguivano forse l'uno all'altro al pari di fenomeni ondosi, o di maree?

Cosa ne penso
Con questo suo romanzo uscito nel 2010 per la Einaudi McEwan si conferma uno dei miei scrittori preferiti e tra i migliori autori viventi; Solar, come il titolo stesso suggerisce, affronta un tema molto attuale e delicato, quello del riscaldamento globale e della ricerca di nuove fonti energetiche, in modo piuttosto dettagliato, anche se la sensazione avuta a pelle durante la lettura è che la ricerca scientifica e l'ambizione di salvare il pianeta altro non siano che un pretesto per introdurre e contestualizzare questo personaggio fastidioso che è Michael Beard. 

Il Professor Beard, Premio Nobel per la fisica, è uno di quegli uomini che immediatamente ispirano una feroce antipatia. E' basso, grasso e calvo, patologicamente infedele e bugiardo, meschino, egoista e anche sudicio. Ossessionato dalla gelosia per la sua ultima moglie Patrice, che pure ha ripetutamente tradito a sua volta, arriva ad incolpare uno degli amanti di lei per la morte accidentale di un giovanotto suo sottoposto presso il centro di ricerca di Reading (di cui Beard è presidente). Beard uscirà indenne dallo scandalo e non proverà neanche l'ombra di un rimorso per aver ingiustamente mandato in carcere un innocente, né tanto meno si farà scrupolo di appropriarsi indebitamente del progetto di ricerca del giovane dottorando morto. Ogni suo gesto, ogni sua parola trasudano disinteresse per il prossimo, ma la vita di quest'uomo privo di qualità umane proseguirà placida dietro una parvenza di rispettabilità e autorevolezza garantitegli dal Premio Nobel fino a quanto il castello di carte costruito a suon di menzogne non verrà spazzato via dall'inevitabile resa dei conti.
L'unico aspetto a rendere questo personaggio un filo più accettabile agli occhi del lettore è il profondo disprezzo che nutre per sé stesso, la consapevolezza di non aver meritato l'amore di nessuna delle sue cinque moglie (e amanti) e del fatto di aver vissuto di rendita fin dai tempi del Nobel, senza aver prodotto da allora in poi nessuna vera idea rivoluzionaria. Verrà smascherato nel momento in cui avrebbe dovuto consacrare il suo successo, ormai vecchio e malato di cancro, abbandonato da amici, collaboratori e donne, confortato in extremis solamente dall'amore puro ed incondizionato della figlioletta di tre anni che gli viene incontro tendendo le braccia, la cui nascita aveva peraltro ostacolato con ogni fibra del suo essere.

Il romanzo, diviso in tre parti che descrivono tre fasi diverse della vita di Beard (2000, 2005, 2009), offre al lettore passaggi ed episodi genuinamente esilaranti in cui McEwan ridicolizza all'estremo la figura dell'eminente scienziato (su tutti, l'episodio della motoslitta durante il viaggio al Polo nord e quello delle patatine in treno), ma nonostante le risate che strappa di tanto in tanto Beard resta un personaggio che si odia senza mezze misure. Su Anobii ho dato 5 stelle perché il romanzo è scritto magistralmente bene, però non è il mio preferito di McEwan.

Opere ed autori citati
127 ore intrappolato dalla montagna di Aron Ralston, Newton di Eduardo Paolozzi, Newton di William Blake, Paradiso perduto, Comus, Lycidas, Sansone Agonista, Penseroso, Areopagitica di John Milton, Douglas Adams, Jeffrey Archer, Roald Dahl, Henry Moore (e tantissimo altro che mi sono dimenticata di appuntare!!!)

Perle di saggezza
La fine del mondo non cadeva mai nel presente, dove sarebbe stato possibile smascherarla per la fanfaluca che era, ma sempre nell'immediato futuro e, al suo non verificarsi, si provvedeva a far emergere una nuova istanza, a fissare una data ulteriore. 

La prima essenziale caratteristica del fanatico è quella di ritenere che tutti i mali del mondo possano ridursi a un unico problema, e che quel problema possa essere risolto. La seconda è quella di insistere sul punto in continuazione.

La trama
Michael Beard, Premio Nobel per la Fisica e uomo dal fascino inspiegabile, con cinque matrimoni falliti, appetiti sessuali incontenibili e un girovita in continua espansione, è ormai un genio sul viale del tramonto. Almeno fino all'incontro con un giovane e ingenuo ricercatore che ha scoperto come «salvare il mondo». Tra provvidenziali incidenti e profezie apocalittiche, Solar mescola sapientemente tragedia e farsa, mettendo in scena l'umanissima battaglia tra cinismo e ideale, salvezza e catastrofe. QUI un estratto.

L'autore

Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershott e vive a Londra. È autore di due raccolte di racconti: Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola; un libro per ragazzi: L'inventore di sogni; un libretto d'opera: For You. Ha pubblicato il saggio Blues della fine del mondo e i romanzi: Il giardino di cemento, Cortesie per gli ospiti, Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri, L'amore fatale, L'inventore di sogni, Amsterdam, Espiazione, Sabato, Chesil Beach e Solar. Tutti i suoi libri sono stati pubblicati in Italia da Einaudi.

Ho cinquantadue anni e mi dedico seriamente alla scrittura da quando ne avevo ventuno. Spesso mi capita di domandarmi se scrivere stia diventando piú facile. Temo che la risposta sia no. A quanto pare scrivere non è un'attività che si semplifica con l'andare del tempo; non è possibile «buttare giú» un romanzo solo perché fai questo mestiere da qualche decennio. Certe volte mi pare che la questione si riduca a un problema di forma fisica: scrivere richiede un'enorme quantità di energia. Invecchiare non aiuta. È fondamentale convincersi di avere tra le mani qualcosa di nuovo, di fresco, qualcosa che sia decisamente diverso da tutto ciò che l'ha preceduto, anche se può trattarsi solo di un'illusione. Poi naturalmente occorrerà scavare piú a fondo ogni volta e compiere ricerche accurate per arrivare a un materiale che non assomigli a quello già utilizzato. Con il passare degli anni sai sempre qualcosa di piú sulle tue abitudini mentali, sulla struttura dei tuoi pensieri. Diventi molto scettico e vuoi evitare il piú possibile di ripeterti. Continuo a credere che tra un romanzo e l'altro sia necessario inserire un pezzo di vita; mi pare che ogni romanzo debba essere scritto da una persona leggermente diversa.

4 commenti:

  1. McEwan è anche uno di miei autori preferiti...questo però, non so perché, non ho ancora voglia di leggerlo...dalla tua recensione, direi che merita...intanto è in wish list...:-)

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    Risposte
    1. straw come scrivevo sopra, questo non è il mio romanzo preferito di McEwan (per intenderci, non raggiunge le vette di Atonement) però ci puoi ritrovare alcuni temi ricorrenti della sua narrativa. E' sicuramente un romanzo diverso dai precedenti, meno drammatico e passionale, più cinico e spietato, però al di là della trama quello che mi piace è la sua incredibile capacità di scandagliare l'animo umano nei suoi aspetti più oscuri

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  2. L'ho trovato davvero privo di consistenza.
    Un libro non può ridursi ad una trama.
    Di buono ci sono un paio di trovate davvero esilaranti ;-)

    Cheers

    Gio

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    Risposte
    1. gio purtroppo io sono molto ignorante in materia di scienza e tecnologia, quindi mi sono dovuta concentrare sul personaggio, l'ho trovato sì sgradevole, ma non privo di consistenza

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