martedì 31 gennaio 2012

Ultima visione: Shame, di Steve McQueen

Trailer
Shame (2011) di Steve McQueen. Con Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah Ware, Lucy Walters, Robert Montano, Anna Rose Hopkins, Jay Ferraro, Mackenzie Shivers, Alex Manette, Briana Marin, Frank Harts, Kate Dearing, Wenne Alton Davis, Eric Miller, Stephane Nicoli, Carl Low, Neal Hemphill, Mari-Ange Ramirez, Rachel Farrar.


In questi giorni di assenza dal blog mi è capitato di vedere questo film di cui si è tanto parlato per il full frontal di Fassbender e anche a diversi giorni di distanza non riesco a trovare le parole giuste per spiegare esattamente cosa ne penso. Intanto comincio col dire che non credo sia un bel film (si lo so, mi attirerò gli strali di molti/e cinefili/e), nel senso che è di una lentezza esasperante ed è quasi totalmente privo di una trama e troppi punti della storia vengono lasciati in sospeso senza dare vera soddisfazione allo spettatore.


Il personaggio di Fassbender è sicuramente uno di quelli che ti si imprimono nella mente e la abitano per giorni (e notti) con le espressioni tormentate del suo viso (beh, magari anche per via di qualcos'altro!), ma fondamentalmente il film non lascia traccia di sé. Insomma, non è dal mio personalissimo punto di vista un capolavoro in senso stretto, ma piuttosto un succès de scandale, se mi passate l'espressione.

Brandon (Fassbender) è l'uomo moderno per antonomasia, bello e apparentemente di successo, ma emotivamente instabile e del tutto incapace di instaurare una qualsivoglia forma di rapporto interpersonale, né con i colleghi, né con le donne che si porta a letto e tanto meno con la scapestrata sorella Sissi (Carey Mulligan) con la quale forse (non è mica chiaro, o meglio io non l'ho mica capito) ha condiviso un passato doloroso e traumatizzante. 

La sua sex addiction, che lo porta a cercare ossessivamente rapporti sessuali occasionali, non è tanto volta alla ricerca del piacere quanto alla necessità di sfogare un rabbia mal repressa, una sorta di male di vivere che non trova altra via d'uscita se non nell'atto fisico, ma come dicevo all'inizio il regista non è andato abbastanza a fondo nel lavoro di introspezione psicologica. Sarebbe bastato uno sforzo in più in quel senso, tagliando magari una scena di sesso o due, e Steve McQueen avrebbe sicuramente conquistato il mio favore in toto. 


Rimane che Shame è stato magistralmente interpretato da questo pezzo di figo che è Fassbender e che la sua prova attoriale è di quelle destinate a restare (Oscar worthy?). Il film si regge tutto su di lui, sul suo volto, il suo corpo (evviva il suo pisello, ce ne fossero...), il suo incedere, Shame sembra costruito su di lui e per lui; non fosse stato per Fassbender avrei tranquillamente pensato di guardare un pornazzo qualsiasi e invece no. In sintesi, potrei dire che questo è un film talmente disturbante da risultare quasi perfetto nelle sue lacune: semplicemente mi sarei aspettata qualcosina in più, ma è comunque da vedere. Voto: 7

2 commenti:

  1. ciao Hob, anch'io non avrei dato piu' di 7 a questo film inizialmente, ma a giorni di distanza, non mi restano le scene di sesso, che devo dire ricordo poco nulla, ma il senso di vuoto e di disperazione che vive il protagonista. Quella gabbia invisibile, che egli stesso s'e' costruito e che gli impedisce di vivere in modo "vitale" qualsiasi rapporto UMANO. Mi rimane quel freddo interiore ed esteriore, cosi presente nella natura in questi giorni d'inverno, quel silenzio di una solitudine profonda, che rimbomba; cosi lontana da tutto ciò che è vivo da far apparire il protagonista morto in vita. Lui bello, bellissimo, di successo, ma di un infelicità profonda, senz'anima. Voto rivisto, 8

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    1. sab in effetti credo che forse anche io rivedendo il film potrei cambiare il mio giudizio, ma per me è troppo presto...troppo sconvolgente, devo metabolizzare

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