martedì 10 gennaio 2012

Letto e commentato: L'entrata di Cristo a Bruxelles e Senza nome, di Amélie Nothomb



Autore: Amélie Nothomb
Titolo: L'entrata di Cristo a Bruxelles e Senza Nome
Casa editrice: Il sole 24 ore, collana Racconti d'autore
Anno di pubblicazione: 2008
Dove e quando: Francia, Hong Kong e Finlandia

Gli Incipit
L'entrata di Cristo a Bruxelles
La giovinezza non si confaceva a Salvator. A vent'anni, concentrato su sé stesso fino al parossismo, non si sopportava più. Tanto meno potevano aiutarlo gli altri, visto che non lo tolleravano neanche loro. Telefonava alle persone solo se doveva chiedere favori; si offendeva se in cambio quelli ne sollecitavano il sostegno. E i suoi modi erano così poco discreti da essere insulsi. Si convinse di essere ambizioso mentre il suo non era che smisurato orgoglio. Si buttò in una corsa al successo sociale che pareva una caricatura; ai coctail, lo si vide fare la corte alle mogli dei potenti. Una di esse cedette al suo discutibile fascino; quando alla fine gli fu chiaro quanto valeva per lei, si rese conto che l'avventura non gli avrebbe assicurato l'incarico dei suoi sogni. La dignità non gli mancava: ne soffrì.

Senza nome
C'è un luogo di questo pianeta che si conosce poco quanto il sud: è il nord. I discorsi che si sentono sul mezzogiorno sono aberranti; quello che si dice del settentrione lo è altrettanto. Logico: non si può screditare l'uno senza disonorare l'altro. Io ci tengo a rendere giustizia a questi due poli della nostra geografia e delle nostre metafisiche. Un giorno racconterò gli alti eventi del Grande Sud che amo tanto. Se decido di cominciare da una leggenda del nord, è per la sola ragione che ho freddo da tre notti: il mio spirito si è addentrato nel nord di sé stesso. E la mia penna lo asseconderà.

Cosa ne penso
Amélie Nothomb è un'autrice che amo in modo particolare per la sua ironia, ma di questi due brevi racconti ho apprezzato soprattutto gli elementi surreali. Nel primo racconto un giovane arrampicatore sociale, Salvator, compie un crimine orrendo e trascorre il resto della sua vita a fare ammenda fino a che colei che fu vittima della sua violenza lo redime con l'amore. Il titolo si richiama all'opera omonima del pittore belga James Ensor ed è un tributo alla capacità salvifica dell'amore cui fa riferimento il nome del protagonista. 

Il secondo racconto, Senza nome, narra invece l'avventura immaginaria o realmente vissuta di un giovane uomo che parte alla ricerca dell'amore nelle terre desolate del nord. L'uomo, attaccato dall'unico cane superstite della sua slitta, cerca rifugio in una dimora che crede disabitata, per scoprire invece che vi vivono quattro uomini che trascorrono il loro tempo guardando soap opera in televisione. Giustamente stupefatto dalla totale assenza di stimoli dei quattro, l'uomo ben presto scoprirà quale ragione li spinge a restare in quella terra desolata e inospitale. Una misteriosa presenza gli farà visita la notte facendogli provare il più grande godimento della sua esistenza: anche quest'ultimo racconto è incentrato sull'amore, in questo caso fisico, carnale, che abbrutisce l'uomo fino a fargli dimenticare il proprio nome. 

In una certo senso sono due racconti speculari: in L'entrata di Cristo a Bruxelles vediamo come l'amore puro ed incondizionato della giovane Zoe permette a Salvator di perdonare sé stesso per i crimini orrendi commessi durante la giovinezza e quindi prende un'accezione positiva; nel secondo racconto invece l'amore fisico, donato senza pretese da una sconosciuta di cui non si sa nulla (e che probabilmente è una presenza soprannaturale o una proiezione della mente colta da follia dei cinque uomini), ha una valenza negativa,  spingendo questi uomini a dimenticare sé stessi e il mondo, in un edonismo assoluto e sterile, che è forse metafora dello stile di vita di noi occidentali.

Questo della Nothomb è un librettino agevole uscito qualche tempo fa con Il Sole 24 ore per la collana Racconti d'autore che vi consiglio di recuperare per una lettura non troppo impegnativa, ma comunque gustosa.

Perle di saggezza
Non c'è amore più grande di quello edificato sulle macerie di un crimine inconfessato.

A partire da una certa latitudine, l'uomo si sbarazza del suo passato, della sua personalità, della sua identità, se non addirittura della sua fedina penale, per essere solo un uomo, questa creatura sgomenta, composta per il cinquanta per cento di fame e per l'altro cinquanta di freddo.

uno dei mali di quest'epoca è che non si può più domandare alla gente cosa fa. Questa domanda un tempo innocente suscita oggi un disagio profondo. La disoccupazione è una delle cause. Io lo trovo un peccato. Se qualcuno mi dicesse molto semplicemente che nella vita non fa niente, avrei per lui parecchia ammirazione. E' fantastico non fare niente. Pochissima gente ne è capace.

Per raggiungere il culmine del godimento, bisogna accettare di rinunciare alla propria identità.

La gente è prigioniera dell'alloggio per cui paga l'affitto e degli esseri dei quali ha ottenuto l'affetto. E queste catene garantiscono loro soltanto esistenze miserabili in luoghi anonimi e con amori mediocri.

Opere citate
Il Genio del freddo di Henry Purcell, Il viaggio d'inverno , Il cavaliere svedese, Il re degli elfi

L'Autrice
Amélie Nothomb nasce in Giappone nel 1967 figlia di un ambasciatore. In Giappone la scrittrice ha vissuto buona parte della sua infanzia per poi trasferirsi in Cina e negli Stati Uniti ed infine in Europa dove fece rientro all'età di 17 anni. A Bruxelles si laurea in filologia classica. Dopo la laurea la Nothomb sceglie di perfezionare la lingua giapponese tornando in Giappone dove lavorerà come traduttrice per una grossa multinazionale:  l'esperienza durissima venne in seguito raccontata nel romanzo semi autobiografico Stupori e Tremori. I suoi romanzi in Italia sono pubblicati dalla casa editrice Voland.

Le sue opere:
Igiene dell'assassino
Sabotaggio d'amore
Le catilinarie
Ritorno a Pompei
Attentato
Mercurio
Stupore e tremori
Metafisica dei tubi
Cosmetica del nemico
Dizionario dei nomi propri
Antichrista
Biografia della fame
Acido solforico
Diario di Rondine
Né di Eva né di Adamo
Causa di forza maggiore
Il viaggio d'inverno
Una forma di vita
Tuer le père

2 commenti:

  1. La gente è prigioniera dell'alloggio per cui paga l'affitto e degli esseri dei quali ha ottenuto l'affetto. E queste catene garantiscono loro soltanto esistenze miserabili in luoghi anonimi e con amori mediocri.

    SONO RIMASTA SENZA FIATO........SPLENDIDA !!!
    GRAZIE HOB :-)

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  2. @sab la nothomb è stata una scoperta anche per me, l'acume di questa donna non ha eguali. Effettivamente la frase che ti è piaciuta è anche una delle mie preferite di questi due brevi racconti, descrive bene la trappola insita nelle nostre vite. Se ti piace il suo stile ti consiglio caldamente stupori e tremori...e tutti gli altri!

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