venerdì 30 settembre 2011

Kids are evil: ecco perché non avrò mai dei figli


Ecco, credo che la mia futura ipotetica (e altrettanto improbabile) mini me farebbe esattamente così. 
Gli altri video qui e qui.

giovedì 29 settembre 2011

Riepilogo cinematografico

Solito riepilogo cinematografico di film visti di recente di cui non avevo parlato prima. A questo giro tutte commedie.
Le amiche della sposa (2011) di Paul Feig. Con Kristen Wiig, Maya Rudolph, Wendi McLendon-Covey, Melissa McCarthy, Ellie Kemper, Rose Byrne, Chris O'Dowd, Jon Hamm, Dianne Wiest, Matt Lucas, Johnny Yong Bosch, Michael Hitchcock, Brian Petsos, Annie Mumolo, Blake Garrett, Rocco Botte, Garrett Hunter, Jill Clayburgh, Kali Hawk, Rebel Wilson Titolo originale Bridesmaids.

L'inizio non è dei migliori, ma con il proseguire della storia il film diventa più divertente: la protagonista Annie (Kristen Wiig), incaricata di organizzare il matrimonio della sua migliore amica, è un tale totale disastro che alla fine riesce a risultare simpatica. Da segnalare il piccolo, ma significativo cammeo di John Hamm. Certo non raggiunge le vette di The Hangover, però in qualche momento si ride davvero. Carino. Voto: 6


Molto incinta (2007) di Judd Apatow. Con Seth Rogen, Katherine Heigl, Paul Rudd, Leslie Mann, Jay Baruchel, Jonah Hill, Jason Segel, Martin Starr, Maude Apatow, Iris Apatow, Steve Carell, Bill Hader, Adam Scott, Craig Robinson, Kristen Wiig Titolo originale Knocked Up. 

Della serie: cosa fare quando sei appena stata promossa sul lavoro e resti incinta di un tipo improbabile conosciuto in un locale mentre eri completamente ubriaca. Probabilmente l'incubo di ogni donna sana di mente. Comunque Katherine Heigl ce la fa: si tiene il pupo, il lavoro e trova anche l'amore. Naturalmente si tratta di una commedia quindi il lieto fine è d'obbligo (perché, è bene sottolinearlo casomai ce ne fosse bisogno, nella realtà le cose non vanno mai a finire così) e tutto sommato il film è molto divertente, anche se l'idea di concepire una creatura con il primo che passa mi suona alquanto rivoltante. Da vedere senza impegno. Voto: 6

Mia moglie per finta (2011) di Dennis Dugan. Con Adam Sandler, Jennifer Aniston, Nick Swardson, Brooklyn Decker, Dave Matthews, Bailee Madison, Kevin Nealon, Griffin Gluck, Nicole Kidman, Elena Satine, Brendon Eggertsen, Julie Dixon Jackson, Gene Pompa, Darrin Lackey, Natascha Berg, Sonya Macari, Ashton Shane, Carol Ann Susi, Rachel Specter, Natalina Maggio, Dana Goodman, Branscombe Richmond, Julia Lea Wolov, Keith Middlebrook, Marisa Saks, Olivia Dudley, Elena Kolpachikova, Antoinette Nikprelaj, Rakefet Abergel, Tommy Kijas, Colby Kline, Michael Laskin Titolo originale Just Go With It.

Molto carina e divertente questa commedia romantica che vede insieme la coppia Jennifer Aniston/Adam Sandler: lui è un chirurgo plastico che finge di essere sposato per rimorchiare meglio, lei è la sua fedele collaboratrice/segretaria; durante un viaggio alle Hawaii si fingono marito e moglie e finiscono per sposarsi sul serio. Lo consiglio. Voto: 7


Sex and the City 2 (2010) di Michael Patrick King. Con Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis, Cynthia Nixon, Chris Noth.  Evan Handler, David Eigenberg, Miley Cyrus, Penelope Cruz, Max Ryan, Liza Minnelli, Willie Garson, Alice Eve, Jason Lewis, Raza Jaffrey, Omid Djalili, Waleed Zuaiter, Mario Cantone, Alexander Wraith, Dhaffer L'Abidine, Peter Conboy, Neal Bledsoe, Megan Boone, David Alan Basche, Tuesday Knight, Goldy Notay, Raya Meddine, Renee Diamond, John Corbett, Minglie Chen, Noah Mills, Billy Stritch 

Le avventure di Carrie Bradshaw e socie in questo secondo episodio cinematografico non mi hanno entusiasmata. Carrie si è finalmente sposata con Big, ma è irrequieta, Charlotte ha due bambine che la fanno impazzire, Samantha è alle prese con la menopausa e Miranda si è licenziata dal lavoro. Lo scenario cambia (questa volta è Abu Dabhi), ma le ragazze sono sempre le stesse: non saranno diventate un pò troppo mature per continuare a sgambettare così? Non mi divertono più come un tempo e forse è ora di fermarsi prima che diventino delle macchiette. Voto: 5

MOSTRE: Anticonforme, ultimi giorni per ammirare le statue di Rabarama a Firenze


La controversa esposizione delle opere di Rabarama a Firenze sta per concludersi. Per chi fosse nei paraggi c'è tempo fino al 30 settembre (cioé domani) per ammirare le monumentali statue della scultrice romana, visione che io consiglio caldamente a dispetto della sterile polemica montata dall'assessore Giuliano Da Empoli. A me lei piace ed infatti ne ho parlato QUI, mentre QUI potrete vedere qualche foto che ho scattato in Piazza Pitti.

Le altre sedi espositive: 
Le Pagliere: viale Machiavelli 24. Orario: tutti i giorni 16,30 – 19,30. Ingresso: libero
Giardino delle Scuderie Reali di Porta Romana: Orario: tutti i giorni 8 - 20. Ingresso: libero.
Giardino di Boboli: Orario 8,15 – 19,30. Ingresso: € 7; ridotto € 3,5.

Il sito dell'artista: http://www.rabarama.com/

Contro il comma ammazza blog

Diffondo volentieri il testo proposto da Web sul blog per dire NO alla legge bavaglio ed in particolare al comma 29. Si tratta di un post a rete unificata, per cui è importante aderire in massa. Qui potete inviare la vostra adesione, semplicemente inserendo l'url del vostro post.


Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog? 
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

mercoledì 28 settembre 2011

Lara Adrian in tour a Firenze

Lara Adrian (a sinistra con il foulard blu)
Molte blogger letterarie sicuramente già sapranno che la scrittrice statunitense Lara Adrian in questi giorni è in Italia per promuovere il sesto volume della serie La stirpe di Mezzanotte (Il Bacio Eterno) e visto che oggi la Adrian era a Firenze ho fatto un salto per vederla di persona. Di solito questi eventi me li perdo sempre per le ragioni più bieche (perché non posso andarci o perché sono troppo stanca o più banalmente perché me ne dimentico), ma questa volta ce l'ho fatta: anche se ero in ritardo rispetto all'orario d'inizio non ho perso nulla dell'incontro e, fortuna sfacciata, ho trovato pure posto a sedere in fondo alla saletta, proprio vicino al di lei marito che amorevolmente non faceva che scattare foto alla moglie.

Lei è una donna molto carina, dall'aspetto giovanile e dolce, e si è rivelata anche molto simpatica e disponibile. L'incontro era moderato da Chiara Codecà del Fantasy Magazine che aveva la doppia funzione di presentatrice ed interprete. In un'oretta scarsa sono state dette più o meno le stesse cose dette durante le altre tappe del tour, per lo meno da quanto ho avuto modo di leggere su altri blog: in estrema sintesi perché ha cambiato nome da Tina St. John a Lara Adrian, quanto il marito sia stato importante nella sua carriera di scrittrice, com'è nata la prima trilogia, perché ha deciso di scrivere dei romanzi sui vampiri alieni (lo sò, ancora vampiri), come si svilupperà la serie (in America sono già usciti 9 romanzi ed arriveranno fino a 12!) e se le hanno proposto di fare dei suoi libri una serie tv.

La Adrian ha evitato accuratamente ogni spoilers sui romanzi a venire (che tanto io dei suoi romanzi ho letto solo il primo quindi non mi avrebbe rovinato la festa), ma ha dato qualche ottimo consiglio per gli scrittori emergenti e non. Per esempio, che per uno scrittore emergente è fondamentale circondarsi di persone positive che ne incoraggino il lavoro (nel suo caso è stato il marito a convincerla a provare la strada della pubblicazione), la determinazione (perché "uno scrittore di successo è un esordiente che non ha mollato"), la creatività (la tecnica si può imparare, ma se non hai fantasia difficilmente riuscirai ad costruire una storia credibile), infine ha rivelato di tenere a casa un faldone dedicato a ciascuno dei personaggi dei suoi romanzi per non correre il rischio di dimenticarsi le caratteristiche di ognuno di essi ed evitare di incorrere in errori e contraddizioni.

Superando la mia consueta timidezza le ho chiesto che metodo di lavoro usa normalmente e lei ha risposto che scrive tutti i giorni, preferibilmente la mattina (prima di venire distratta da altro) e senza concedersi grosse  interruzioni: in pratica per lei la scrittura è come un muscolo che va allenato costantemente per diventare sempre più efficiente e forte. 

Il tutto si è concluso con le foto di rito e la firma delle copie, ma io sono scappata via perché il libro non l'ho  preso e avevo riempito tutta la memoria della mia camera con i due video che pubblicherò non appena il tubo me li carica (e dove, se vi volete spiattellare dal ridere, si sente pure la mia voce -sono la demente che ride e dice "ciao"!). Scherzi a parte, spero di riuscire a pubblicarli presto e fare cosa gradita alle fan della Adrian che non potranno andare agli incontri successivi

lunedì 26 settembre 2011

Mortacci tua #8: non sarebbe meglio un pesce rosso?


Oggi vorrei dire un grandissimo Mortacci tua alla tipa del 5° piano del palazzo di fronte a casa mia, ma anche a tutti quelli che, convinti di essere grandi amanti degli animali, prendono un trovatello al canile e poi lo lasciano tutto il giorno da solo chiuso fuori in balcone a spaccare le palle a tutto il vicinato. Ecco a queste persone vorrei dire che forse il cagnetto tanto carino, che dà tanto affetto incondizionato e fa tanta compagnia quando torni a casa tardi la sera, forse, azzardo un'ipotesi, il suddetto cagnetto starebbe tanto meglio con qualcuno che se ne occupi un pò di più, magari una persona anziana o una famiglia...

Ma se sai che a casa non ci stai mai perché cacchio non ti pigli un pesce rosso o un criceto? Un cane ha bisogno di attenzioni, soffre l'ansia da distacco, soprattutto se è un trovatello ed ha già subito un abbandono, non ci vuole una laurea in veterinaria per capirlo. La stronza (e parlo della tipa di fronte a casa mia) va a farsi i cazzi suoi tutto il giorno e se ne frega se il suo cane ulula fino a restare stremato. Insomma, a parte che ci ha fracassato i cosiddetti, ci ha fatto soprattutto una pena infinita. So che molti non condivideranno questo mio pensiero, ma piuttosto meglio in canile.

domenica 25 settembre 2011

Sei tu sei racchia e fai schifo te ne devi stare a casa...


Dopo cena guardavo la trasmissione In onda condotta da Luca Telese e Nicola Porro (che fine ha fatto Luisella Costamagna?), principalmente perché sapevo esserci ospite Lorella Zanardo e ho sentito uno stralcio d'intervista a questa zoccola che si chiama Terry De Nicolò.

Giuro che non ero aggiornata sulle ultime vicende di  Hardcore, ma questa con le sue parole mi ha illuminata d'immenso. Che dire, la ragazza è una vera filosofa, una che probabilmente ha letto Darwin. Tra le perle di saggezza frasi del tipo sei tu sei racchia e fai schifo te ne devi stare a casa, la bellezza è un valore che non tutti hanno e che viene pagato come la bravura di un medico, se un imprenditore non usa la donna tangente userà le mazzette, quando sei onesto non fai un grande business rimani nel piccolo,  più in alto vuoi andare e più devi passare sui cadaveri, ma il suo meglio lo dà quando dice se chiedi a una donna per strada se vuole andare da Silvio ci va a piedi, correndo anche. 


Ho visto che sul web tutti hanno parlato di "intervista shock", come se la De Nicolò avesse detto chissà quale novità, mentre mi sembra che la signorina non abbia fatto altro che raccontarci nuda e cruda la realtà di questo paese. Ha detto tutte cose risapute, che tra un pò le raccontano anche i bimbi dell'asilo. Perché la sua è una scuola di pensiero e da noi va per la maggiore da troppi anni a questa parte: se sei brutta non lavori, se sei onesto non guadagni, se vuoi arrivare in alto non devi avere scrupoli, se ti metti la pezza da 100 euro non arrivi da nessuna parte, se non ti vendi il culo guadagnerai solo 2000 euro al mese per tutta la vita (ma magari averceli 2000 euro tutti i mesi! si vede che lei fa la mignotta e non sa quanto guadagna l'italiota medio) e via discorrendo.

In pratica io e voi (ne sono certa) non abbiamo capito un cazzo della vita. Ma perché non ce la facciamo a ripristinare la normalità in questo paese? Sdegno, che ve lo dico a fare?

La canzone di oggi: Ain't no sunshine, di Bill Withers


La canzone che ho in loop quest'oggi è di Bill Withers, dall'album Just as I Am del 1971. Ma che voce ha quest'uomo?

sabato 24 settembre 2011

Nemico pubblico n. 3

Avanti tutta con le figure di merda a livello internazionale: ok che ha fatto l'esame di stato a Reggio Calabria (senza nulla togliere ai calabresi, però è cosa risaputa che lì sia un pelino più facile che non a Brescia) , ma la sparata sul tunnel tra il Cern e il Gran Sasso la Gelmini ce la poteva risparmiare. Oddio, sto ancora ridendo, a momenti mi andava la cena di traverso! Come trasformare una scoperta scientifica epocale in una clamorosa figura di mmmerda

Torna Che s'ha da fa pe' campà...

Lo so che ai più non frega una cippa, comunque io era tipo un mese che non accendevo la tv, quindi mi sono persa tutti questi spot marchetta con le celebrities. Un vero peccato, perché nell'ordine ci sono stati proposti due ormoni vagantissimi (Vincent Cassel con il secondo spot della Lancia e Jared Leto con quello di Hugo Boss Night) e la bellissima attrice Rachel Weisz, neo sposa di Daniel Craig, ormone vagante pure lui. (sonosoloinvidiosa, ma lei mi piace quindi non le auguro di contrarre l'ebola). Fanalino di coda la nostra Federica Pelligrini che con lo spot dei Pavesini ha definitivamente finito per frantumarmi i maroni. A lei lo scettro della più insopportabile della televisione. Capisco che sia medaglia d'oro, capisco che sia una stanga di un 1.80, capisco pure che si sia cuccata quel bronzo di Magnini, ma a me provoca la stessa sensazione della sabbia dentro le mutande, cioé fastidio. Pubblicitari, è antipatica, lo volete capire sì o no?




Finalmente sono tornati di moda


Post futilissimo, ma non potevo esimermi: finalmente sono tornati di moda i jeans a zampa di elefante! Le fescion bloggers sicuramente lo sapevano già dalla scorsa primavera, ma io ho li rivisti nei negozi soltanto oggi. Era ora! Addio super skinny per anoressiche bugiarde (mangio quello che voglio, tanto non ingrasso) e via libera al modello che ti sfina la coscia (la mia, soprattutto). Non so se a voi che mi leggete piacciono o meno, ma io ci vado matta e me ne sono presa subito un paio. Sento che mi sta tornando il buonumore :)

giovedì 22 settembre 2011

La canzone di oggi: Daysleeper, dei Rem


E' la prima notizia che mi è saltata agli occhi oggi appena ho acceso il pc: i R.E.M. si sono sciolti. Un pò mi dispiace, perché con le loro canzoni ci sono cresciuta e hanno fatto da colonna sonora alla mia adolescenza, un pò sono contenta, perché i grandi se ne devono andare con stile, prima di diventare delle penose paripatetiche che stanno insieme solo perché conviene. 

Va bene così, è la fine di un'era gloriosa, ma almeno Michael Stipe & Co ci risparmiano le buffonate alla Vasco Rossi, per intenderci.

Ps. La canzone di oggi l'ho scelta tra quelle proposte dal Cannibal Kid , già da un pò mio guru in fatto di musica. Trattasi di Daysleeper dall'album Up del 1998


mercoledì 21 settembre 2011

E' proprio finita

Sicché oggi è l'ultimo giorno d'estate. Provo sempre una grande malinconia per la fine della stagione più odiata ed amata al tempo stesso, ma me ne farò una ragione. Da domani comincia ufficialmente un nuovo anno (per lo meno, per me non comincia a gennaio) e non so cosa aspettarmi. Forse sono solo un po svogliata e apatica, oppure proprio depressa e ne ho ben donde visto che mi hanno dato della vecchia (a chi? come osi?), la bilancia nonostante i miei sacrifici continua a segnare 66, devo rifarmi il guardaroba invernale ma mi fa tutto schifo (e menomale perché non ho soldi da spendere in futili cazzate), ho scoperto che per lo stato italiano neanche esisto e che non posso levarmi il dente del giudizio che mi tormenta perché alla Asl non accettano più le prenotazioni. Evvai. 

martedì 20 settembre 2011

Volevo solo un rossetto

Capisci di essere inesorabilmente avviata sul viale del tramonto quando la commessa ventenne della Kiko ti propone l'anti-age. Ah stronza, tanto ti verranno pure a te, con o senza cremina. Io volevo solo un rossetto. Ma vaff...

sabato 17 settembre 2011

Appunti di viaggio


Questa volta la decisione di partire è stata presa abbastanza in fretta, senza stare a ragionare troppo sui massimi sistemi o farci troppe menate e soprattutto senza farci venire troppi sensi di colpa per le strisciate della carta di credito, perché siamo giovani e perbene e porca zozza ce lo meritiamo! 

Aggiungerei inoltre che dovevamo festeggiare il nostro anniversario in maniera degna per la prima volta in 9 anni (giuro, mai festeggiato prima d'ora tale ricorrenza, che io aborro le feste comandate e/o commerciali) e che con questa "gita" ci siamo rifatti abbondantemente di tutte le cene a lume di candela mancate in precedenza. Quindi fanculo la crisi almeno per 3 giorni: avremo il resto dell'anno per ricominciare a tirare la cinghia.

La metà ha fatto tutto da solo, senza bisogno del mio intervento "divino": ha prenotato volo, albergo e trovato persino un parcheggio custodito nei pressi dell'aeroporto di Roma Ciampino. Io ho dovuto solo mettere qualche maglietta alla rinfusa dentro il trolley e adagiare il mio culone in macchina all'improponibile orario delle 2.30 del mattino. 

L'aereo è partito con 1 ora di ritardo, ma il viaggio è stato abbastanza tranquillo (giusto appena un pò di turbolenza sorvolando il mare Adriatico). Siamo atterrati verso le 14 o giù di lì (in Grecia sono un'ora avanti) e quasi subito abbiamo preso l'autobus per il centro di Salonicco (per chi fosse interessato, il n. 78), che dista dall'aeroporto della Macedonia circa 13 km. Dopo circa 40 minuti siamo scesi e abbiamo iniziato a cercare il nostro albergo sotto un sole che dire cocente sarebbe riduttivo: in pratica lì era ancora estate piena.

  1. La prima cosa che mi preme sottolineare visti i disastrosi precedenti spagnoli è che più o meno tutti i Greci parlano l'inglese, per cui pur non capendo una beata mazza di greco siamo riusciti a districarci bene nella città e ad ottenere tutte le informazioni di cui avevamo bisogno. I greci sono spettacolari, di una squisitezza e gentilezza che ti rimette in pace con il genere umano. Nessuno, e dico nessuno, si è scocciato nel rispondere alle nostre domande o richieste d'aiuto.
  2. La seconda cosa che ci è saltata all'occhio è l'assoluta, totale rilassatezza della gente. Pensavamo di trovare facce smunte e depresse per la crisi economica, visto che da mesi ce la menano in tv che la Grecia è fallita, ed invece abbiamo visto tutti seduti beati ai tavolini dei bar e dei ristoranti, a bere e a magnare come se non ci fosse un domani, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ma come, e la crisi? Se c'è, loro fanno finta di niente e continuano a portare avanti il loro stile di vita che mette al centro di tutto il benessere delle persone.
  3. Noi due pirla non potevamo fare a meno del caffé così ogni volta erano botte di 2 euro a cranio. Loro invece preferiscono il caffé greco, che alla fine del viaggio abbiamo scoperto essere un banale Nescafé, la versione povera del mitico caffé di Starbucks.
  4. In tutta Salonicco c'è un solo McDonalds (e la città è grandicella, credetemi), in compenso ci sono tantissimi Goodys, che ripropongono la versione "fast" del cibo greco. Solo dopo aver mangiato la cucina greca per la prima volta in vita mia ho capito perché queste catene americane qui non vanno molto: primo i ritmi qui sono lentissimi e i greci a mangiare ci mettono se possibile ancora più tempo di noi sardi; secondo le pietanze tipiche greche sono talmente buone che sarebbe folle cibarsi a cheesburgher quando puoi assaggiare la vera cucina mediterranea! Abbiamo mangiato divinamente e in abbondanza pesce e carne, formaggi e verdure spendendo relativamente poco (in due 20-30 euro quando in Italia per quella cifra non ti danno più neanche una pizzetta). Vi dico solo che in 3 giorni ho ripreso due chili che mò mi tocca smaltire perché mi sono imposta di scendere a 60 kg entro la fine dell'anno.
  5. A fine pasto i ristoratori ti portano il dolce anche se non glielo hai chiesto perché è usanza offrire qualcosa agli avventori per ringraziarli di aver mangiato lì. Se chiedi il conto troppo presto quasi si offendono perché pensano tu non sia stato bene da loro, ma onestamente dopo due ore passate a mangiare a quattro palmenti io sento l'esigenza di fare due passi (ma anche venti, va)
  6. Il posto migliore per fare una passeggiata a Salonicco è sicuramente il lungomare che dalla Piazza Aristotelous porta fino alla Torre Bianca, monumento simbolo della città.  Il lato che dà sul mare è fiancheggiato da una bella pista ciclabile, mentre l'altra parte è disseminata dall'inizio alla fine di localini molto trendy e frequentati (soprattutto la notte), dove manco a dirlo, la gente del posto si siede a bere e chiacchierare fino a tardi
  7. La città anche di notte è tranquillissima e nessuno ti rompe le palle. La polizia c'è e si vede, ma è relativamente rilassata e intenta a cazzeggiare come chiunque altro. Sicuramente ci sarà crimine, ma in tre giorni non ne ho percepito la presenza. Ripeto, tutti molto easy, tranquilli e rilassati. Non so dire se la nostra sia stata solo fortuna o se le cose stanno sempre così. In tre giorni ho sentito le sirene solo una volta ed erano i vigili del fuoco. L'unico episodio vagamente "violento" cui ho assistito è stato quello di un americano che ha attaccato rissa con uno di colore (un caso? un episodio di razzismo?) reo di aver urtato la sua fidanzata mentre camminava. E' stato molto sgradevole a vedersi e a sentirsi e ho provato pena sia per lui (che era un coglione) che per lei (che non ha alzato un dito per calmarlo). Come dire, una scena che stonava con lo spirito del posto.
  8. Anche in Grecia ci sono i vu cumprà che provano a venderti i braccialetti della fortuna e gli zingari: soprattutto di notte si vedono bambini piccolissimi, vestiti di tutto punto,  girare tra i tavoli dei ristoranti nella speranza di vendere ai turisti una rosa o un accendino. Ci hanno spiegato che a volte restano in giro fino alle due di notte.
  9. In Grecia non si potrebbe fumare nei locali pubblici, ma tutti se ne fregano. Stesso discorso per l'uso del casco sulle due ruote.
  10. Che il cibo greco è ottimo ve l'ho già detto, ma non vi avevo ancora parlato della bontà dei prodotti da forno. La città è piena zeppa di panifici e pasticcerie, una praticamente ogni due metri. Sono assolutamente da provare i vari tipi di pane (soprattutto la ciambella al sesamo) e i dolci. Due chili mica li ho presi respirando aria di mare...
  11. Salonicco è la capitale mondiale della scarpa con il plateau: mai visti così tanti negozi di scarpe in vita mia, e soprattutto mai viste scarpe così belle. Ho rischiato di impazzire: giuro che mi sarei portata via intere vetrine anche perché i prezzi sono davvero ridicoli. Adesso che in Italia l'Iva passa al 21% non mi pento di essermene portata a casa almeno un paio. Lo dico per le girls: se venite a Salonicco o resistete o pagate il bagaglio extra. Qui va moltissimo anche la zeppa (che però a me non piace granché), mentre le scarpe da uomo, pur essendo made in Italy sono veramente tamarre...
  12. I prezzi di scarpe e vestiario, se si escludono le grandi marche, sono davvero accessibili. I vestiti sono quasi tutti made in Italy, ma lì ci sono capi che da noi non si trovano o che costerebbero un occhio della testa. Un esempio pratico al volo sono i capi Rinascimento: un vestito lì 20 euro, qui a Firenze 100. I commessi appena sentivano che eravamo italiani ci guardavano come se fossimo pazzi. Per la cronaca, in un negozio di abbigliamento medio in Grecia ci sono almeno 5 commessi, il che vuol dire che il cliente è sempre servito e seguito e anche riverito. Dopo che hai scelto e pagato ti ringraziano come se gli avessi salvato la vita e lo abbiamo notato in qualsiasi attività commerciale. Da noi dopo che hai dato un senso al loro lavoro a momenti ti buttano fuori a calci: ancora una volta c'è molto da imparare.
  13. Io e la metà abbiamo simpaticamente ribattezzato Salonicco in Salognocca: le donne sono bellissime! Maschietti single andate pure sereni a rifarvi gli occhi: il livello di figaggine è elevatissimo. Per carità, ci stanno anche le chiattone, ma in generale le ragazze sono bellissime e molto curate, vestite con molto gusto e attenzione per i dettagli, dalle scarpe passando per il trucco e per finire con i capelli. Gambe rigorosamente scoperte e belle toniche (vabbé, faceva anche un caldo boia), vestite in modo sexy ma non volgare. Le greche amano vestirsi in modo molto femminile, con dei bei vestiti che mettono in risalto le forme del corpo. Vi giuro che il livello della gnocca è altissimo. Purtroppo non si può dire lo stesso dei maschietti: avevo favoleggiato sull'uomo greco dopo i racconti di certe mie amiche che erano  state sulle isole, ma francamente sono rimasta assai delusa. O erano tutti altrove oppure è proprio vero che la Grecia è la culla del mito. Rispetto alle femmine, molto molto scarsi. Ne avrò visti di carini si e no 5 o 6 e tutti piuttosto indifferenti alle bellezze delle loro concittadine. O erano gay, oppure sono assuefatti alla gnocca. Ci è parso molto strano, perché gli italiani queste ragazze greche le avrebbero molestate fino a rischiare le botte. Almeno in questo, l'italiano è ancora il meglio!
  14. Purtroppo Salonicco non offre molte attrazioni turistiche nel senso di monumenti e cultura. E' la seconda città più importante della Grecia, ma scordatevi le meraviglie archeologiche di Atene. Da vedere la Torre Bianca proprio sul lungomare, la Rotonda e l'Arco di Galerio e la chiesa di Agia Sofia. Le chiese bizantine sono bellissime e disseminate in tutta la città, spesso incastonate tra palazzi modernissimi oppure fatiscenti. Una cosa che mi ha colpito molto è stato vedere l'affluenza costante delle persone che vi entravano per accendere un cero o baciare un'icona.
  15. Salonicco nel 1917 è stata distrutta da un terribile incendio (c'è scritto su tutte le guide!): non so se dipende da quello o da un piano regolatore bislacco, ma la città è composta nella maggior parte da edifici molto moderni affiancati da altri incompiuti o che cadono a pezzi, dove nonostante tutto, la gente vive e apre attività. Non parlo di zone periferiche, ma del centro vero e proprio. (via Egnatia e le sue parallele)
  16. Esiste un autobus turistico (n. 50) il cui biglietto costa 2 euro e sul quale è possibile raggiungere il punto più alto della città, dove si vede praticamente tutta la costa. Una volta giunti in cima, oltre il panorama, si possono vedere le antiche mura di cinta e un bellissimo monastero, il Vlatadon (che io purtroppo non ho potuto visitare per ragioni di tempo). Il tragitto inizia dalla Torre Bianca e dura 50 minuti; si può scendere ad ogni fermata e risalire con comodo fino alla fine del percorso. E' il modo più pratico per visitare tutti i punti d'interesse, l'unico neo è che il bus è coperto.
Per il momento non mi vengono in mente altre cose se non che questa 3 giorni a Salonicco è stata dedicata al relax e la spensieratezza più totale. Tornare in Italia, ça va sans dire, è stato traumatico ed infatti già stiamo progettando il prossimo viaggio. Di foto ne ho prese poche e molte sono improponibili, comunque se vi va le trovate nell'altro blog (inizierò a caricarle oggi stesso). Per ora, passo e chiudo!

venerdì 16 settembre 2011

Back

Sono tornata dal mio brevissimo viaggio in Grecia  molto (ma davvero tanto) a malincuore. Appena mi ripiglio vedrò di scrivere due righe sul mio soggiorno. Vi anticipo che nella Grecia (fallita?) se la passano alla grande. Non è che io voglio sempre gettare fango sull'Italia, ma dove cacchio devo andare  per tornare ad apprezzare il mio paese, in Burkina Faso?  Ora sono ufficialmente depressa. 

domenica 11 settembre 2011

Mai più come prima

Sembra impossibile, ma sono già trascorsi 10 anni da quel tragico giorno che ha cambiato la vita dei newyorkesi e di tutti noi con loro. Mi sto volutamente astenendo dal guardare uno qualsiasi degli speciali che staranno trasmettendo in tv perché ho scelto di focalizzarmi sulle sensazioni che ho provato quel giorno di 10 anni fa. 

Ricordo che ero sola a casa, nel monolocale in cui vivevo quando ancora ero una studentessa speranzosa (una, per dirla alla Virzì, "con tutta la vita davanti"); ero felice come una Pasqua perché avevo superato un esame difficile e mi stavo preparando per uscire e incontrarmi con chissà chi (un ragazzo? non me lo ricordo e non va a suo favore) quando il telefono squillò. Dall'altra parte una mia amica carissima di allora (che ad oggi non sento più da 6 anni) che mi gridava isterica "accendi la tv, accendi la tv, una tragedia immane, sembra un film" e rivedo me stessa accendere subito dopo la tv proprio come lei mi aveva detto di fare, nonostante fossi già lievemente in ritardo per il mio appuntamento.

Ricordo che su tutti i canali passavano le stesse immagini orrende delle Torri gemelle in fiamme, con la gente che si gettava giù dai piani alti nel disperato tentativo di salvarsi la vita, e poi il fumo, le macerie, il crollo, la cenere, le sirene dei pompieri e il replay di quei due aerei merdosi mentre si schiantavano nel cuore pulsante della Grande Mela. 

Ricordo lì per lì di aver pensato che sembrava proprio un film, uno di quelli alla James Cameron o Michael Bay o Roland Emmerich, e che invece non lo era e che lì dentro c'erano persone vere, in carne e ossa, che quel giorno magari erano andate a lavorare come tutti gli altri giorni senza sapere che sarebbe stato l'ultimo della loro vita. 

Ricordo di essermi seduta e messa a piangere e di aver pensato che sarebbe scoppiata la Terza Guerra Mondiale (la guerra c'è stata, ed è stata una delle più infami intraprese dagli Stati Uniti, ma all'epoca c'era Bush e non poteva essere altrimenti). Quello che è successo nelle ore successive invece proprio non riesco a ricordarmelo, resta avvolto nel fumo, però so che quell'evento ha fatto da spartiacque tra quello che c'era stato prima e quello che è venuto dopo. Poi, nulla è stato più come prima. A cambiare non solo lo skyline di New York, ma anche lo stile di vita di noi occidentali, abituati a pensarci intoccabili nella nostra tronfia opulenza. E so che dopo anche la mia vita è cambiata però non ricordo né come né perché.

Ora da circa mezz'ora mi sto sforzando di ricordare il nome del ragazzo con cui uscivo all'epoca, ma proprio non mi viene (il che mi fa specie e mi fa pensare che evidentemente ci ho perso solo del tempo) e soprattutto non ricordo perché poi con quella mia amica ho smesso di sentirmi, o ancora non ricordo qual'era l'esame che mi aveva fatto tanto penare, insomma di quel 2001 non ricordo un accidente di niente se non del crollo delle Torri Gemelle. Strano, vero? Come se al di là di quell'evento quell'anno non ci fosse stato niente di significativo...

Lo so, per essere un post commemorativo è un tantino delirante, ma come avrete capito in quest'ultimo periodo le cose mi vanno così, alla caz de can. Non ho testa e non ho tempo per nulla, figuriamoci se posso concepire dei post ragionevoli e sensati!

E voi che facevate quando avete appreso dell'attentato dell'11/9? Eravate a casa, in giro, da soli o in compagnia? Mi piacerebbe sapere se anche per voi è stato shockante come lo è stato per me oppure la cosa non vi ha colpito più di tanto. Per qualche giorno starò via, ma spero di poter leggere le vostre opinioni al mio rientro. Bye

mercoledì 7 settembre 2011

La canzone di oggi: Bittersweet symphony, The Verve


Oggi di canzoni ne ho sentite davvero tante, mentre correvo, andavo in bici, hula hoopavo (boh, si dirà? vabbé, è lo stesso), ma alla fine ho deciso che la canzone che meglio mi si cuciva addosso era questa dei Verve, anche perché il video mi è sempre piaciuto un casino con uno stronzissimo Richard Ashcroft che tira dritto andando a sbattere contro tutti. Un pò come me in questo periodo, che sento di dover andare a sbattere su qualcosa/qualcuno per arrivare da qualche parte, anche se poi mi riempio di lividi...

domenica 4 settembre 2011

Hula hoop




Inventato alla fine degli anni '50 da Richard Knerr Arthur "Spud" Melin (sarebbe meglio dire "commercializzato",  visto che i due rubarono l'idea a dei bambini australiani), l'hula hoop è tornato di moda grazie a Michelle Obama che giura di esercitarsi con le sue figlie tutti i giorni per almeno mezz'ora. 

Embé, e che c'è vuole?
Pare che roteando le anche per 30 minuti si brucino in media 210 calorie ed in effetti la fatica di dimenare fianchi e cosce c'è e si sente tutta e a fine esercizio si è sudati come dopo una corsetta di 6 chilometri. Io da qualche giorno ho riesumato il mio da quell'antro malefico che è il ripostiglio di casa e ci ho dato dentro come una pazza: non sarò brava come questa tizia qui o quest'altra del Cirque du Soleil, ma ogni volta che lo uso mi diverto come quando ero bimbetta e in più ho perso un altro chiletto...



Certo, l'hula hoop da solo non basta per perdere 10 kg in un botto, ma va benissimo abbinato ad altra attività fisica (e ad una dieta equilibrata, of course), lo si può fare comodamente a casa in assoluta libertà, è divertente e non mi vengono in mente altre cose altrettanto economiche per tenersi in forma. Se a voi viene in mente qualche idea su come praticare sport divertendosi senza spendere cifre assurde vi prego fatemelo sapere!

sabato 3 settembre 2011

FOTOGRAFIA: Hana Davies












Anche se in questo periodo il tempo da dedicare al blog è davvero pochino, non potevo non pubblicare le splendide foto di questa fotografa australiana (residente in Francia) che realizza collages utilizzando le Polaroid. Da fiera proprietaria di una Supercolor 635 mi verrebbe voglia di comprarmi  ogni cartuccia disponibile online per provare a fare quello che fa lei, ma poi mi ricordo che c'è la crisi e mi accontento di guardare i suoi lavori. Che ve ne pare?

Il suo profilo su Flickr

giovedì 1 settembre 2011

Ultima visione: Come ammazzare il capo e vivere felici, di Seth Gordon

Come ammazzare il capo e vivere felici (2011) di Seth Gordon. Con Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis, Jennifer Aniston, Colin Farrell, Kevin Spacey, Donald Sutherland, Jamie Foxx, Julie Bowen, Isaiah Mustafa Titolo originale Horrible Bosses

Si sa, questi sono tempi di crisi: trovare lavoro è difficile o addirittura impossibile (tranne in alcuni, scandalosi casi dove chi cerca occupazione si permette di fare lo schizzinoso) e quando un posto ce l'hai logica vorrebbe di tenerselo bello stretto, magari sopportando orari impossibili e colleghi fastidiosi. Questo film di Seth Gordon quindi giunge, come si suol dire, a fagiolo, in un periodo di grande recessione a livello internazionale e anche se la storia di Come ammazzare il capo e vivere felici è ambientata negli Stati Uniti pare cucirsi addosso anche a noi italiani.

Chi non ha odiato almeno una volta in modo viscerale il proprio capo al punto di desiderarne la morte? Chi non ha mai augurato, che so, un incidente stradale o per lo meno una colica renale al terribile boss di turno? Io personalmente in passato qualche iettatura l'ho lanciata, anche se non è andata nel senso da me auspicato, ma i tre protagonisti del film (Jason Bateman, Charley Day, David Sudeikis) arrivano addirittura ad assoldare un killer per fare fuori i tre orrendi "aguzzini" (gli horrible bosses del titolo originale) Kevin Spacey, Colin Farrell e Jennifer Aniston, rispettivamente capo sadico schiavista,  cocainomane puttaniere e ninfomane sboccata e perversa.

Il film ve lo giuro è esilarante dall'inizio alla fine e il cast stellare è quanto di più strepitoso un regista potesse mettere insieme per una commedia  goliardica e godereccia.
oh my...
Menzione speciale per l'ormone vagante Jason Bateman e per Jason Sudeikis cui vengono affidate le gag più sporcaccione, ma la migliore in assoluto a questo giro è la Aniston, super sexy in versione brunetta, finalmente sdoganata dal ruolo a lei congeniale di fidanzatina d'America: qui è una very naughty girl panterona assatanata di sesso. Complimenti a lei e alla sua strepitosa forma fisica; io sono onestamente soloinvidiosa, ma da oggi è il mio nuovo mito. Il film è ovviamente consigliatissimo. Voto: 8

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