domenica 31 luglio 2011

La canzone di oggi: You know i'm no good, di Amy Winehouse

Continua il mio tributo ad Amy Winehouse: questa traccia mi piace particolarmente anche perché è la sigla della serie tv inglese Diario di una squillo perbene

sabato 30 luglio 2011

L'artista di oggi: Mihai Criste
































Scoperti per caso nel grande mare del web, mi sono subito innamorata dei quadri surrealisti di Mihai Criste (Romania, 1975). Particolarmente belle le opere che hanno per soggetto l'ambientazione marina e in particolare quest'ultima raffigurante il faro. Che ne dite, non sono belle?

Il suo profilo su Deviantart: http://mihai82000.deviantart.com/
Il suo blog: Surreal paintings

venerdì 29 luglio 2011

Letto e commentato: Quattrocento di Susana Fortes

Autore: Susana Fortes
Titolo: Quattrocento
Casa editrice: Superpocket
Anno di pubblicazione: 2007
Dove e quando: Firenze, 1478-2005

L'Incipit
Poter fare affidamento sull'identikit di un assassino è una priorità per qualsiasi indagine. Ma se il delitto è stato commesso cinque secoli or sono, le cose si complicano. Un dipinto del Rinascimento non può essere considerato una prova scientifica, tuttavia può rivelarci molte cose sulla vita dell'artista e sulle circostanze in cui egli è stato coinvolto. Non mi riferisco soltanto ai messaggi del quadro come opera d'arte, ma anche all'altra dimensione della superficie pittorica, cioé ai vari strati di pigmento, che ci raccontano la storia di un dipinto nello stesso modo in cui gli anelli del tronco di un albero ci rivelano la sua età.

Cosa ne penso
La protagonista Ana Sotomayor è una studentessa d'arte giunta a Firenze per scrivere la sua tesi di laurea su un pittore fiorentino del 1400, Pierpaolo Masoni; studiando i taccuini di questo pittore Ana metterà in luce aspetti inesplorati di uno dei più cruenti fatti di sangue della storia della città, la congiura dei Pazzi, avvenuta nell'aprile del 1478. 

Chi fu il vero mandante dell'attentato ai due fratelli de Medici, durante il quale Giuliano, il fratello di Lorenzo Il Magnifico, perse la vita? Quale connessione esiste tra l'opera più famosa del pittore Masoni, la Madonna di Nievole, e l'arciduca Federico da Montefeltro? E perché il Vaticano si oppone al restauro di questo quadro abbandonato negli archivi degli Uffizi? E ancora perché un oscuro archivista di nome Bosco Castiglione giunto espressamente da Roma per controllare Ana si interessa così tanto al suo lavoro? Più Ana prosegue nella sua ricerca più aumentano gli interrogativi che troveranno risposta solo grazie all'aiuto del Prof. Giulio Rossi fino a smascherare un traffico illecito di preziosi codici miniati.

Quattrocento mi aveva allettato per l'ambientazione a Firenze e perché l'argomento era l'arte, ma la lettura nel complesso si è rivelata deludente. La ricostruzione storica dei fatti del 1478 mi è parsa sufficiente ma non eccezionale (la congiura dei Pazzi, la caratterizzazione dei personaggi storici), mentre tutta la parte ambientata ai giorni nostri (siamo nel 2005 perché si parla del rapimento di Giuliana Sgrena) è piuttosto scarsa. L'autrice si prende qualche licenza nel descrivere la Firenze odierna e ho faticato non poco per starle dietro tra le vie e le piazze del centro storico (è vero che vivo a Firenze da poco, ma sono abbastanza sicura che dall'Archivio di Stato sia impossibile vedere l'Arno) e questi non sono che dettagli insignificanti.

La parte che mi è piaciuta meno è quella relativa alla love story tra la protagonista femminile e l'attempato professore d'arte e non perché si tratti di una studentessa che se la intende con il proprio relatore, ma perché il tutto mi è parso piuttosto forzato e scontato. Un aspetto stilistico che ho trovato invece fastidiosissimo è il citazionismo estremo (vedi sotto) dispiegato in poco più di 370 pagine: capisco che la Fortes sia laureata in Storia e si occupi di giornalismo, ma c'era davvero bisogno di citare opere specialistiche che nulla aggiungono alla  storia? Fuorvianti tutti i riferimenti ai fatti più recenti della storia del nostro paese, che mettono insieme in un grande calderone massoneria, Banco Ambrosiano, papa Wojtyla, il rapimento della Sgrena e perfino le malefatte di Silvio "nostro"

La sensazione è che l'autrice si sia un pò fatta prendere la mano. Quattrocento è un romanzetto nel complesso godibile anche se di poco spessore che può piacere sicuramente a chi ama il filone inaugurato da Dan Brown con Il Codice da Vinci, ma che lascia poco dietro di sé a fine lettura. Leggibile se proprio non c'è altro di meglio. Su anobii 3 stellette.

La curiosità: sebbene il romanzo sia incentrato sulla figura del pittore Pierpaolo Masoni e la sua opera più importante la Madonna di Nievole, nei testi di storia non vi è traccia né dell'uno né dell'altra, molto probabilmente la figura di riferimento per questo pittore è Leonardo da Vinci


Opere ed autori citati:
Oloferne di Donatello, David Lynch, Andrea del Verrocchio, Il leone d'inverno di Anthony Harvey, Stanze per la giostra del Magnifico Giuliano di Poliziano, Storia della Repubblica di Firenze di Gino Capponi, La congiura dei Pazzi: intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze deu Medici di Lauro Martines, Epistole di Orazio, Trionfi di Petrarca, La civiltà del Rinascimento in Italia di Jacob Burckhardt, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori di Giorgio Vasari, Vita privata di Georges Duby, Somewhere e In between love di Tom Waits, Ballata del mare salato di Hugo Pratt, Cuore di Edmondo De Amicis, Zanna Bianca di Jack London, La calunnia di Sandro Botticelli, The Happy Hollisters di Andrew E. Svenson (Jerry West), Il codice da Vinci di Dan Brown, I protocolli dei Savi di Sion, L'Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, la Primavera di Sandro Botticelli, Marx, Freud, Sartre, Camus, Noam Chomsky, Ryszard Kapuscinski, Inaferrabile siamese e piombo e sangue di Dashiell Hammett Borges, Agatha Christie, Ellery Queen, Gilbert Keith Chesterton, James Hadley Chase, Raymond Chandler, Patricia Highsmith, James M. Cain, Georges Simenon,  Il Mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle, Il nome della rosa di Umberto Eco, Coq au vin di Charlotte Cartes, La pazienza del ragno di Andrea Camilleri, Prima del gelo di Henning Mankell,  Erasure, Cesare Pavese, la Venere medici, Liber de causis (erroneamente attribuito ad Aristotele), Dittico trionfale dei Signori di Urbino di Piero della Francesca.


La Trama
Anche se ero arrivata a Firenze quasi senza averlo deciso, avevo subito avuto l’impressione di essermi presentata a un appuntamento fissato da molto tempo, ma di cui non ero a conoscenza… Ma in quei primi istanti non mi ero resa conto di essere giunta in un luogo pieno di passaggi segreti, che mettevano pericolosamente in comunicazione il passato con il presente.

Firenze, aprile 1478. Giorni terribili seguono il fallimento della congiura ordita dalla famiglia Pazzi contro i Medici. Al sicuro nel suo palazzo, Lorenzo il Magnifico vede una città che, assetata di sangue, vendica la morte di suo fratello Giuliano. Non sa che i fili di quella congiura sono stati tirati da personaggi molto più influenti della famiglia Pazzi…

Firenze, oggi. Tra i pochi che conoscono Pierpaolo Masoni, pittore rinascimentale dallo stile e dall’animo tormentato è Ana Sotomayor, giunta a Firenze per studiare questo oscuro personaggio. Le sue ricerche si concentrano su uno dei quadri più controversi di Masoni e sui quaderni in cui il pittore racconta la propria esistenza e le vicende fiorentine alla fine del XV secolo. D’un tratto, però, Ana diventa oggetto di minacce e ricatti e si ritrova a temere per la propria vita e per quella di chi le è vicino. È chiaro che nell’esistenza di Masoni ci sono più misteri di quanti lei avesse immaginato. E che quei misteri, a distanza di oltre cinquecento anni, non devono comunque essere svelati…

L'autrice

Susana Fortes è nata a Pontevedra e si è laureata in Storia e Geografia presso l'università di Santiago de Compostela e in storia americana all'università di Barcellona. Tiene conferenze in Spagna e negli Stati Uniti e collabora con riviste e quotidiani. Attualmente vive a Valencia.

Le sue opere:
Querido Corto Maltés (1994)
Las cenizas de la Bounty (1998)
Tiernos y traidores (1999)
Fronteras de arena (2001)
Adiós muñeca (2002)
Gli amanti (El amante albanés) (2003)
El azar de Laura Ulloa (2006)
Quattrocento (2007)
Istantanea di un amore (Esperando a Robert Capa) (2009)

Cutest blog: segnalazioni del web

Anna Faris in Scary Movie II
Scrivo questo brevissimo post in risposta a Pavona che nel suo ultimo post pubblicava tre  splendide foto raffiguranti alcuni battagli toscani. Chiunque sia stato almeno una volta in Toscana non avrà potuto fare a meno di notare che ogni palazzo di un certo pregio possiede un battiporta di squisita fattura, spesso altrettanto antico. Sono vere e proprie opere d'arte che attirano l'attenzione dei turisti e incredibile ma vero, a Firenze (con tutto quello che c'è da vedere!) non è raro imbattersi in gruppi di giapponesi e americani intenti a fotografare i portoni dei palazzi del centro storico!

Mi rendo conto che questa segnalazione dal web è un pò di nicchia però per chi volesse vedere un'assortita gamma di battiporta provenienti da ogni parte del mondo e risalenti alle epoche più disparate lo può fare visitando Picaportes e Trucadors, il blog  gestito da Te La Ma Maria (vi invito a visitare anche l'altro suo blog QUI), cui è possibile contribuire con le proprie foto.

Questo l'indirizzo del blog: http://trucadors.blogspot.com/

Letto e commentato: La perla, di John Steinbeck

More about La perla
Autore: John Steinbeck
Titolo: La perla
Casa editrice: Bonpiani
Anno di pubblicazione: 1947
Dove e quando: Messico, anni '40
L'Incipit
Kino si svegliò nel buio. Le stelle brillavano ancora e il giorno aveva appena gettato una lieve spennellatura di luce sull'orlo inferiore del cielo, ad oriente. Per qualche tempo i galli avevano cantato, e i primi maiali avevano cominciato a grufolare tra frasche e pezzi di legno in cerca di cibo. Fuori della capanna di stoppie, nella brughiera, nidiate di uccellini tremavano e battevano le ali. Gli occhi di Kino si aprirono, e per prima cosa guardò il quadrato di luce ch'era la porta, poi la cesta pensile in cui dormiva Coyotito. Infine volse la testa verso Juana, sua moglie, che giaceva accanto a lui sul materasso con lo scialle azzurro sul naso e sui seni e intorno alle spalle. Anche gli occhi di Juana erano aperti. Kino non ricordava di averli mai visti chiusu quando si destava; quegli occhi scuri che facevano come due piccole stelle riflesse, lo guardavano, ora, come sempre lo guardavano al risveglio.

Cosa ne penso
Un povero pescatore messicano trova una perla gigantesca con la quale spera di migliorare le condizioni di vita sue e della moglie Juana; grazie a quella perla forse potrà permettersi un matrimonio in chiesa o addirittura di mandare il figlioletto Coyotito a scuola.

Kino proverà a vendere la perla, ma ben presto si renderà conto che l'avidità degli uomini è un pozzo profondissimo dal quale è impossibile risalire una volta cadutoci dentro. Per derubarlo della perla gli bruceranno la povera capanna fatta di paglia e lo costringeranno ad uccidere per difendere sé stesso e la sua famiglia. Braccato come un animale, fuggirà dal villaggio in cui è nato e cresciuto, l'unico posto che abbia mai conosciuto nella sua miserevole esistenza, tenendo sempre stretta a sé la perla che per un attimo gli ha regalato una visione di  felicità e agiatezza futura.

Ma quella perla che promette a Kino un futuro migliore lo priva del bene più prezioso, il figlioletto, rimasto ucciso durante la fuga, perché reca con sé una maledizione, un destino fatto di sangue e di morte. Solo quando ormai sarà troppo tardi l'umile Kino si risveglierà dalla sua follia e la restituirà al mare.

Romanzo brevissimo di Steinbeck che si fa leggere anche se non grandioso: fin dalle primissime righe si intuiva che una perla così grande e luminosa avrebbe portato il male nella vita fatta di stenti del pescatore, ma allo stesso tempo fino alla fine si prova assieme a Kino il suo desiderio di riscatto e rivalsa sul mondo e sugli uomini. Il finale è scontato: la storia non poteva che finire in tragedia, come se Steimbeck volesse dirci  che non c'è scampo alla povertà, in qualsiasi angolo del mondo e in qualsiasi tempo. L'ho trovato assai deprimente. Su Anobii solo 3 stelle.

Da questo romanzo sono stati tratti ben due film: il primo risalente al 1947 è una produzione messicana diretta da  Emilio Fernandez (la cui sceneggiatura venne curata dallo stesso Steinbeck), mentre il secondo film, diretto da Alfred Zacharias con Richard Harris e Lukas Haas, risale al 2001. Purtroppo non sono in grado di dire granché né dell'uno né dell'altro perché mi è stato impossibile reperire maggiori informazioni su internet. Abbiate pazienza, sono ancora sintonizzata sul canale av...

L'Autore
John Steinbeck, nato nel 1902 e morto il 20 dicembre 1968, è considerato uno degli scrittori più importanti del XX secolo, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1962. Nei tascabili Bompiani sono disponibili: La Perla, Uomini e topi, Furore, La Corriera stravagante, Vicolo Cannery, La Battaglia e Pian della Tortilla. A partire dall’autunno 2011 anche le opere finora pubblicate da altri editori verranno ristampate nei tascabili e nei classici Bompiani.

Le sue opere:
La Santa Rossa (Cup of Gold: A Life of Sir Henry Morgan, Buccaneer, With Occasional Reference to History, 1929)
I pascoli del cielo (The Pastures of Heaven, 1932)
Red pony (The Red Pony, 1933)
Al Dio sconosciuto (To a God Unknown, 1933)
Pian della Tortilla (Tortilla Flat, 1935)
La battaglia (In Dubious Battle, 1936)
Uomini e topi (Of Mice and Men, 1937)
La lunga vallata: racconti (The Long Valley, 1938)
Furore (The Grapes of Wrath, 1939)
The Forgotten Village (1941)
La luna è tramontata (The Moon Is Down, 1942)
Vicolo Cannery (Cannery Row, 1945)
La corriera stravagante (The Wayward Bus, 1947)
La perla (The Pearl, 1947)
Che splendida Ardi (Burning Bright, 1950)
La valle dell'Eden (East of Eden, 1952)
Quel fantastico giovedì (Sweet Thursday, 1954)
Il breve regno di Pipino IV (The Short Reign of Pippin IV: A Fabrication, 1957)
L'inverno del nostro scontento (The Winter of Our Discontent, 1961)
Viaggio con Charley (Travels with Charley: In Search of America, 1962)
Le gesta di re Artù e dei suoi nobili cavalieri (The Acts of King Arthur and His Noble Knights, 1976)Uncollected Stories of John Steinbeck (1986)

giovedì 28 luglio 2011

Proprio non ce la faccio...

Non ho voglia di fare un benemerito. Vorrei solo dormire.

martedì 26 luglio 2011

Ciao Amy...


Era logico e prevedibile che sarebbe prima o poi successo quello che è successo; c'era da aspettarselo che avremmo perso quella sua voce strepitosa, ma non pensavo sarebbe successo così presto. Da fan credevo che ci avrebbe regalato almeno un altro album, sotto sotto speravo che ce l'avrebbe fatta a riprendersi, però la cancellazione del suo tour era un chiaro segnale d'allarme.
Ciao Amy, mi mancherai

Back...


Sono tornata alla civiltà: con molta, molta lentezza tornerò ad occuparmi delle solite faccende. Sono abbastanza devastata. State tutti bene?

mercoledì 13 luglio 2011

Bye bye


Il blog va in vacanza per un pò. 
Non avrò la connessione internet perciò non ho idea di quando potrò tornare a farmi viva. 
Vi abbraccio e fate i bravi!

martedì 12 luglio 2011

Mantra

Oggi non ho molto altro da dire se non che mi sono rotta di non poter essere me stessa fino in fondo. Mi rendo conto di essere strana, e diversa, ma cacchio sono fatta come sono fatta, non posso "cambiare" per far contenti gli altri. E soprattutto non ne ho voglia.

lunedì 11 luglio 2011

Poesia: Estratto da Il flauto di vertebre di Vladimir Majakovskij

Se è vero che esisti,
o Dio,
o mio Dio,
se hai intessuto il tappeto di stelle,
se questo tormento,
moltiplicato ogni giorno,
è, Signore, una prova mandata giù da te,
indossa la toga del giudice.
Aspetta la mia visita.
Sono puntuale,
non tarderò d'un giorno.
Ascolta,
altissimo inquisitore!

Serrerò la bocca.
Non udiranno un grido
dalle labbra morse.
Legami alle comete, come alle code dei cavalli,
trascinami,
squarciandomi sulle punte delle stelle.
Oppure,
quando l'anima mia sloggerà
per venire al tuo tribunale,
accigliandoti ottusamente,
come una forca
distendi la Via Lattea,
e subito impiccami come un criminale.
Fà quello che ti pare.
Squartami, se vuoi.
Io stesso, giusto, ti laverò le mani.
Però,
ascolta!
Portati via la maledetta,
che m'hai comandato d'amare!

Miglia di strade i miei passi calpestano.
Dove andrò a nascondere il mio inferno?

La poesia completa QUI

Painting of the day: Riproduzione vietata, di René Magritte

 René Magritte
Riproduzione vietata, 1937

Painting of the day: Cristo nella tempesta sul mare di Galilea, di Rembrandt

Painting of the day: Vanilla sky di Claude Monet

Letto e commentato: Apri gli occhi, di Chiara Vitetta

Autore: Chiara Vitetta
Casa editrice: Edizioni del Poggio
Anno di pubblicazione: 2010
Dove e quando: in una città, giorni nostri

L'Incipit
Mi chiamo Matteo Sala, ed ero un professore universitario, un tempo. Avevo una fidanzata, una casa in affitto, dei sogni e un passato da non rimpiangere. Ora non sono niente. Vivo per strada da due anni e tre mesi, e ci sto bene, così mi dico nei giorni buoni. Nei giorni cattivi mi dico che non ho ragioni per vivere e che il passato è morto e non risorgerà, anche se lo desidero con tutto me stesso. Ricordo la mia vita normale con una nostalgia bruciante, ma perlopiù cerco di ignorare il passato, di far finta che non sia mai esistito.

Cosa ne penso
Traspare, in questo romanzo di Chiara Vitetta, un amore per l'arte a 360° gradi, una passione che brucia l'anima e consuma le esistenze di questi personaggi creati da questa giovane scrittrice calabrese, sofferenti eppure tenaci, che vivono ai margini della società e che pur nella miseria non rinunciano a sognare ed amare. 

Matteo è un ex insegnante che ha sempre desiderato scrivere: il suo sogno frantumato dopo l'ennesimo no di una casa editrice lo porta a vivere per strada, dimentico, ma non del tutto, della sua vita precedente. Rebecca invece è una ragazza costretta a prostituirsi per pagare i conti, che nonostante le delusioni continua a dipingere e a scrivere, anche se ha smesso di crederci.

Matteo e Rebecca si incontrano sotto un ponte in una città che potrebbe essere la nostra, lei in attesa dei clienti della sera, lui in cerca di un riparo dal freddo. Tra di loro nasce una tenera amicizia, fatta di solidarietà e piccole premure che solo chi non ha nulla può davvero comprendere e apprezzare. Matteo grazie a Rebecca risveglierà una parte di sé che credeva di aver ucciso per sempre, quella parte che crede nei sogni, che non smette mai di sperare e lottare, mentre Rebecca si sacrificherà per dargli la possibilità di provarci ancora. Il romanzo mescola bene la crudeltà della vita di strada con la tenerezza di queste due anime che si amano senza usare parole d'amore. 

Non c'è sentimentalismo in questa storia, eppure non ho potuto fare a meno di commuovermi di fronte a certi passaggi. Il messaggio potrebbe sembrare di primo acchito un pò retorico, ma è ampiamente condivisibile: non esiste arte senza sofferenza e una vita senza arte non merita di essere vissuta. Questo  Matteo lo capisce solo alla fine del romanzo quando per Rebecca non ci sarà più nulla da fare: è per lei, per ringraziarla della sua bontà e della sua dolcezza, che Matteo cercherà di tornare alla normalità, riappropriandosi della sua dignità di essere umano, è per lei che cercherà di far pubblicare le sue opere e vendere i suoi quadri, è per lei che si rimetterà a scrivere.

Apri gli occhi è un bel grido di speranza che l'autrice lancia a tutti gli aspiranti scrittori: nonostante non ci sia un lieto fine vero e proprio (non rivelo nulla per non guastare la sorpresa a chi lo volesse leggere), la sensazione che se ne ha a fine lettura è di una grande forza, una voglia di lottare per realizzare i propri sogni e l'aspirazione a diventare le persone che abbiamo sempre sognato di essere.

Dal punto di vista stilistico la scrittura è molto scorrevole e i personaggi sono carichi di umanità, quell'umanità che di solito vive negli angoli dimenticati delle nostre città e che si cerca di non guardare troppo a lungo, forse per paura di vedere quello che ci potrebbe capitare se solo mettessimo il piede in fallo una volta di troppo. Rebecca e Matteo sono sì rispettivamente una prostituta e un clochard, ma non lo sono sempre stati: per loro è bastato un momento di difficoltà più duro del solito e la strada è diventata la loro casa. Potrebbe succedere a chiunque di noi. Ho particolarmente apprezzato la scelta di affidare la narrazione a Matteo e le abbondanti (e pertinenti) citazioni  attinte dal mondo del cinema in particolare, ma anche dell'arte e della musica, probabilmente frutto del vissuto dell'autrice, mentre non è mi è piaciuta molto la scelta dell'autrice di inserire passaggi del romanzo scritto da Rebecca (Orizzonte): la storia di Sasha e Zoe è carina, ma distoglie troppo l'attenzione da quella di Rebecca e Matteo, anche se chiaramente le due storie sono speculari. Nel complesso è stata un'ottima lettura che mi ha sorpreso per la maturità dell'autrice che sicuramente può continuare a far bene. Su anobii 4 stelle.

Il titolo del romanzo è un chiaro omaggio al film del 1997 del regista spagnolo Alejandro Amenabar, poi diventato un film di successo con Tom Cruise  nel remake di  Cameron Crowe, Vanilla Sky, di cui i due protagonisti discutono durante i loro primi incontri.

Opere e autori citati
Vanilla Sky di Cameron Crowe, Vanilla sky di Claude Monet, Apri gli occhi di Alejandro Amenabar, Sin City di Robert Rodriguez, Charlie Chaplin, Salvador Dalì, Colazione da Tiffany di Blake Edwards, Storia di Gordon Pym di Edgar Allan Poe, Cristo nella tempesta sul mare di Galilea di Rembrandt, Schindler's List di Stephen Spielberg, Big Fish storie di una vita incredibile di Tim Burton, La tempesta di William Shakespeare, Fumo di William Faulkner, Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij, Il dottor Zivago di David Lean, Il flauto di vertebre di Vladimir Majakovskij

Perle di saggezza
Non c'è niente di permanente in questo mondo malvagio, neppure i dispiaceri. C. Chaplin


Ci sono persone che hanno bisogno di fuggire e altre che non possono fare a meno di amare. E c'è chi si arrende e chi lotta per una vita intera, chi infelice incontra la morte e chi sorridendo ritrova la vita accettando una mano protesa che gli offre salvezza. Soluzioni diverse per persone diverse. perché ogni felicità ha la sua chiave.


Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. W. Shakespeare

La Trama
Qualcuno crede che la felicità si raggiunga attraverso la realizzazione dei sogni, ma inseguirli comporta fatica e sofferenza. La realtà non fa sconti a nessuno, e a volte crederci soltanto non basta, bisogna dare molto... a volte tutto. Matteo e Rebecca vivono ai margini della società: barbone lui, prostituta lei. La vita ha negato le loro ambizioni, fiaccato le loro forze e deluso ogni aspettativa. Riusciranno a scrollarsi di dosso la sfiducia ricominciando ad inseguire concretamente i sogni?


"E' una storia completa APRI GLI OCCHI. E' un racconto sulla amicizia onesta, sull'arte, la cultura e, soprattutto, sull'amore puro. E' una cura positiva al dramma, un viatico per la realizzazione dei sogni traditi che rimangono in un vaso in attesa di essere scoperchiati. I sogni sono rimedio alla solitudine, alla malinconia, alla depressione. Sono persone sole che come "un vecchio palazzo abbandonato hanno per futuro la demolizione", come scrive l'autrice cogliendo l'animo di chi vive per strada. Matteo e Rebecca, al principio della storia, hanno già due vite fallite e, nell'incontrarsi, entrano in simbiosi fondendo in uno specchio deforme corpi e sogni come se appartenessero allo stesso individuo.

L'autrice

Chiara Vitetta, nata il 29-08-85 a Vibo Valentia, ha sempre amato scrivere. Diplomata all’Istituto Tecnico Commerciale “Galileo Galilei”, non prosegue gli studi, ma lavora per anni nell’attività di famiglia, lavorando l’argilla e dipingendo, ma non tralasciando mai la sua passione principale: la scrittura. Nel 2003, appena compiuti 18 anni, comincia a cercare un editore che pubblichi i suoi scritti.

Contraria per principio all’editoria a pagamento, rifiuta le svariate offerte di acquisto copie, finché nel 2008 incappa nella Edizioni del Poggio, che crede nel suo libro e lo pubblica senza contributo nel dicembre dello stesso anno. Di questa prima opera (L’oblio della ragione – Racconti di inevitabile follia) vengono vendute 1000 copie nell’arco di due anni.

Nel 2009 partecipa con successo a quattro fiere del libro: Expolevante (Bari), Pisa Book Festival, Rassegna della microeditoria (Chiari (BR)), Più libri più liberi (Roma). Partecipa nuovamente al Pisa Book Festival nel 2010, anno di uscita del suo secondo libro. Nel 2009 scrive su commissione un racconto breve (Adelmo Greco) per la rivista di informatica Hax.

All’inizio del 2010 partecipa ad un concorso letterario indetto dalla Edizioni del Poggio, con un racconto breve (11000 battute) e arriva finalista tra circa 3000 partecipanti con “Elettra”. Il racconto, uno dei trenta scelti, viene pubblicato nell’antologia “Emozioni in bianco e nero – Storie di carta 2010”.

Nel giugno 2010 Chiara Vitetta indice la prima edizione di “Scrivi e Vinci”, un piccolo concorso letterario che si svolge sul suo sito. Nell’arco dell’anno ne vengono proposte 4 edizioni, tutte di successo. Ad ottobre 2010 esce il suo secondo libro, “Apri gli occhi” (Edizioni del Poggio). Nel giugno 2011 “L’oblio della ragione – Racconti di inevitabile follia” cambia editore, passando da Edizioni del Poggio ad MGE (Giuseppe Meligrana Editore) e viene pubblicato in un’edizione rivista ed ampliata.

Chiara ha un bel sito web, due pagine su Facebook (QUI e QUI) e un gruppo appena creato su Anobii Come leggere gratis o quasi, in cui mette a disposizione dei lettori alcune copie dei suoi romanzi. Cosa aspettate a contattarla?

Letto e commentato: Le avventure di Lilly, di Mariacristina Speltoni


Autore: Mariacristina Speltoni
Casa editrice: Edizioni del Poggio
Anno di pubblicazione: 2008
Dove e quando: Alassio e Roma, giorni nostri


L'Incipit
Questa è la vita di una bambina, un pò capricciosa, un pò birichina, che tutti chiamano Tremendolina...ha ricci neri, occhi sporgenti, naso a patata, dei grossi denti, per non parlare poi della bocca, che è sempre pronta alla filastrocca: Mi compri questo? Mi compri quello? Oh che monella questa bambina...Tra urli, pianti, capricci e strilli, permettete ch'io vi presenti Lilly...Ma dovete creder per dindirindona, che questa Lilly sia anche buona.

Cosa ne penso
Le avventure di Lilly è uno dei libri che ho ricevuto in regalo dalle Edizioni del Poggio. E' un libro per bambini, genere da me poco frequentato, di cui forse mi sarei dimenticata se non mi si fosse presentata l'occasione di leggerlo al figlio della mia amica che ha cinque anni ed è  tremendo almeno quanto la piccola Lilly. Questa volta il commento non lo faccio io, ma il bambino della mia amica: questa Lilly ne combina di tutti i colori

Nel testo ci sono anche dei disegni, delle filastrocche e due storielle. A me è piaciuta in particolare la storia di Alicia e le sfere luminose, una bambina che viene trasportata in un altro pianeta dove ci sono tre lune. Direi che al mio figlioccio Le avventure di Lilly è piaciuto molto ed è piaciuto anche a noi grandi visto che l'ha tenuto buono per un'oretta, fatto che costituisce sicuramente un punto a favore. Molto carino. 

La Quarta
Questa è la vita di una bambina di nome Lilly, soprannominata “Tremendolina” perché ne combina di tutti i colori.

Lilly ha nove anni e ha
un fratello di nome Oreste,
che se si arrabbia troppo la concia per le feste…,
un’amica di nome Rosaria, che a ben guardarla
fa venire l’orticaria…,
una tata che si chiama Marta, un po’ bassotta, un po’quadrata,
ma molto, molto amata…,
un gatto di nome Zulù, che di Lilly e Oreste non ne può più…,
un pastore tedesco di nome Adorato,
ampiamente e giustamente meritato…
ed infine i due genitori, Lidia e Lucio Tardelli,
che dei ragazzi ne han fin sopra i capelli!


L'Autrice


Mariacristina Speltoni è un'insegnante che attualmente vive e lavora a Roma. Nel 2003 ha pubblicato Biancaneve alla corte del principe Azzurro e l'anno successivo un romanzo di fantascienza intitolato L'Ascensore.  Mariacristina è molto attiva anche in teatro. La sua pagina Facebook QUI.

venerdì 8 luglio 2011

I capolavori del Premio Strega



Dunque, come accennavo nel post precedente da oggi in edicola è possibile acquistare con Il Sole 24 Ore i grandi romanzi vincitori del Premio Strega. Il primo  titolo (che ho subito preso) è Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (vincitore nel 1959) con una prefazione di Gioachino Lanza Tomasi al prezzo lancio di 3,90 euro. Le uscite in tutto sono venti ed i numeri successivi costeranno 9,90 euro. Non credo che li prenderò tutti perché molti dei titoli proposti sono già in mio possesso (dal 1947 al 1975), ma sicuramente prenderò i più recenti. Ve ne parlo perché mi sembra un'ottima occasione per riscoprire i grandi classici della narrativa italiana del dopoguerra.


Acquisti compulsivi


giovedì 7 luglio 2011

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