martedì 31 maggio 2011

Lush mania


Alla fine mi sono decisa a provarli: sono rispettivamente lo shampoo  (Asfalto rovente) e il balsamo solido (Jungle) della Lush. Spero vivamente che funzionino e che durino come mi ha giurato la commessa, perché costano, sono minuscoli e mi hanno provocato una lunga sequela di starnuti. Vi terrò informati...

UPDATE DEL GIORNO DOPO
Alla fine è andato tutto bene, non ho avuto la tanto temuta reazione allergica e questo già mi bastava. Lo shampoo ha funzionato benissimo e credo che continuerò ad usarlo, mentre il balsamo solido non ha funzionato per niente: non districa, non ammorbidisce, non si è neanche sciolto... in pratica credo di aver buttato via i miei euri, però gli voglio dare un'altra chance perché la commessa mi aveva detto di usarlo insieme allo shampoo mentre io ho fatto di testa mia e l'ho usato alla fine. Se anche la prossima volta dovesse restare intonso come ieri avrò la certezza di aver acquistato male...

lunedì 30 maggio 2011

MOST WANTED: X-Men. L'Inizio


James McAvoy (Prof. Xavier) e Aaron Johnson (Cyclope) nello stesso film?
Non so se ce la faccio ad aspettare fino all'otto giugno...

Una splendida giornata

Foto Adnkronos
Oggi è una splendida giornata. Anche se tira vento non da fastidio perché è il vento del cambiamento: stamattina la prima buona notizia con la Germania che annuncia di rinunciare al nucleare ed ora i risultati delle amministrative con Pisapia vincente a Milano e De Magistris a Napoli. 

Dopo tantissimo tempo mi sento nuovamente ottimista. Credo non accadesse dal 2006 e dopo 5 anni di cupa rassegnazione c'è di nuovo spazio per credere che anche questo paese possa cambiare e tornare ad essere la culla della cultura e della bellezza, della solidarietà e della giustizia. Per non vergognarsi più davanti al resto del mondo di essere Italiani.

Adesso non ci resta che andare a votare in massa per il referendum e dare l'ultimo definitivo segnale che ci siamo rotti di questo governo marcio. Scusate la retorica, ma sono sinceramente contenta.

La canzone di oggi: Black and gold, di Sam Sparro

Clicca qui per ascoltare Black and gold
Mi sarebbe molto piaciuto condividere il video di questa bella canzone del 2008, ma l'incorporamento è disattivato sicché se la volete ascoltare cliccate sopra...

L'ottima notizia di oggi...

La Germania entro il 2022 dirà addio al nucleare. E se lo fanno loro vuol dire che ce la possono fare tutti. 

Source: Repubblica

domenica 29 maggio 2011

Missing Jeff

Sembra impossibile che siano passati già 14 anni da quel maledetto giorno del '97

Ecco svelato l'arcano...

Come fa un blog a essere presente in Liquida?

Innanzitutto,un blog per essere presente in Liquida deve essere segnalato. Chiunque può segnalare un blog a Liquida tramite questo form. Quindi può capitare che il tuo blog sia già presente perché lo ha segnalato un tuo utente o perché è stato inserito direttamente dalla nostra redazione.
Per poi apparire nel portale e nella directory deve rispettare alcuni parametri tecnici e qualitativi.
Ecco svelato il mistero buffo di cui parlavo nel post di ieri: siccome sono parecchio testarda sono voluta andare a fondo della faccenda per capire com'è stato mai possibile ritrovarmi  su Liquida a mia insaputa e quella che ho riportato sopra è la spiegazione copiata dalle FAQ del sito. In pratica chiunque ti può segnalare, addirittura la redazione stessa di Liquida, ma evidentemente non si sentono in dovere di avvisare. 


Quelli di Paperblog mi hanno scritto e mi hanno chiesto se ero interessata ad inserire il mio blog nel loro sito, dopodiché è stata una mia scelta aderire, ma nel caso di Liquida non c'è stata nessuna comunicazione di alcun tipo: ho controllato sia l'indirizzo yahoo che quello gmail e non mi risulta di aver mai ricevuto una mail in cui mi si avvisava di essere stata segnalata. 


Leggendo i commenti sul sitoho visto che c'era chi  letteralmente supplicava la redazione affinché il loro blog venisse accettato,  pochissimi invece mostravano di avere il mio stesso tipo di perplessità. Forse sono un pò ingenua, ma è davvero così importante invadere la rete in modo virale, far conoscere a più persone possibili di esistere? Bah, non so ancora se incacchiarmi o esserne contenta e soprattutto non ho ancora deciso se rimanere o cancellarmi...

sabato 28 maggio 2011

Segnalatore anonimo...



Vorrei tanto sapere chi è che mi segnala su Liquida, così almeno potrei dirgli grazie per l'interesse mostrato! Spiego meglio, non che non mi  faccia piacere che qualcuno si prenda il disturbo di segnalarmi, però trovarmi così, senza sapere come e perché ci sono finita, mi fa uno strano effetto, come se ci fosse un Big Brother che mi osserva a mia insaputa. Per caso, proprio come è capitato con FB, google mi ha portato su Liquida e lì ho visto che ci sono tutti i miei post da gennaio in poi. La cosa assurda è che proprio in quel periodo avevo tolto tutti i contatti per evitare spamming selvaggio e quant'altro quindi ne ho dedotto che forse sono stata segnalata prima di allora. ?????? Il grande BOH.

Io non amo molto questi "aggregatori" e gli unici a cui sono iscritta di mia sponte sono Bloglovin (perché mi piaceva l'immagine!) e Paperblog (perchè me lo hanno chiesto loro) quindi non capisco come ci sono finita su Liquida: ma non si dovrebbe prima chiedere il consenso o perlomeno avvisarmi? L'altro giorno Facebook, ora Liquida: comincio onestamente a pormi dei perché. Capisco che quando si apre un blog si diventa pubblici, ma non dovrebbe esserci un limite? Ringrazio in anticipo chiunque volesse togliermi dalle tenebre della mia ignoranza e darmi una spiegazioncina for dummies

E tu, segnalatore anonimo, se esisti e ci sei fai un fischio! 

Painting of the day: Galatea, di Gustave Moreau,


Credevo di aver già pubblicato questo dipinto di Gustave Moreau, ma a quanto pare mi sbagliavo: con tutte le bizze che sta facendo blogger in questi ultimi tempi non capisco più quali sono le cose pubblicate e quelle lasciate in bozze...Comunque ripubblico l'immagine del dipinto raffigurante Galatea (1880). 

Di Moreau avevo già mostrato Edipo e la Sfinge

venerdì 27 maggio 2011

Letto e commentato: La breve seconda vita di Bree Tanner, di Stephenie Meyer


Autore: Stephenie Meyer
Case editrice: Fazi editore
Dove e quando: Seattle, giorni nostri

L'Incipit
Il titolo del giornale mi guardò torvo dal piccolo espositore di metallo: Seattle sotto assedio-Aumenta in numero delle vittime. Questo non l'avevo ancora visto. Probabilmente il fattorino era appena passato rifornendolo di nuove copie. Per sua fortuna lui non era più nei dintorni. Ottimo. Proprio quel che occorreva per fare uscire di testa Riley. Meglio stargli lontana quando avesse letto le notizie: non ci tenevo a farmi staccare un braccio.

Cosa ne penso
Ad essere breve non è solo la "seconda" vita di Bree Tanner, ma anche questo quinto romanzo (o meglio raccontino) della Meyer, che per la bellezza di 16 euro ci offre appena 211 pagine scritte per giunta a caratteri cubitali e con dei margini larghissimi. Uscito nelle librerie in concomitanza con l'arrivo nelle sale del film Eclipse, La breve seconda vita di Bree Tanner narra in modo più dettagliato gli antefatti del terzo capitolo della saga dal punto di vista della neonata vampira Bree, ma la sua storia nulla aggiunge a quello che già sapevamo.

Dopo aver terminato la lettura posso andare ad ingrossare le fila di quelli che hanno bocciato il libro senza indulgenza perché in effetti questo personaggio "minore" in Eclipse resta tale anche nel libro che le è dedicato, nonostante ne sia la protagonista. Bree non appassiona, non ha mordente, non ha spessore e quel che è peggio annoia profondamente. Di lei non ci viene detto nulla, né del suo passato (qualche accenno al fatto che è scappata di casa non lo definirei background) né della sua personalità, solo che è vampira da tre mesi e che ha scoperto che brilla al sole. La sua vicenda all'interno della saga è marginale, in Eclipse compare giusto in tempo per farsi ammazzare dai Volturi e qui il suo stesso esistere non è che un pretesto per chiarire alcuni dettagli della saga vampiresca. 

La maggior parte dei fan della saga neanche se la ricordavano, quindi posso concludere abbastanza in fretta questo commento dicendo che si è semplicemente trattato di un'abile operazione commerciale messa su per promuovere il film.

Devo confessare di aver particolarmente amato i primi due capitoli della saga vampiresca (Twilight e New Moon), mentre il terzo e quarto romanzo (Eclipse e Breaking Dawn) non mi sono piaciuti granché, ma questo è proprio osceno e trovo che la Meyer abbia offeso i fan di tutto il mondo pubblicando questa storia. Poteva francamente risparmiarselo e risparmiarcelo, tanto più che è triliardaria quindi non credo che avesse tutto questo bisogno di elemosinare questi 16 euri nostri (non miei grazie al cielo, perché io l'ho preso in prestito!!)

L'avesse sviluppata meglio avrei capito, poteva uscirne fuori qualcosa di interessante, qualcosa che raccontasse il punto di vista dei cattivi una volta tanto, ma così come l'ha data alle stampe è semplicemente illeggibile. Poteva parlare di più di Victoria e della sua sete di vendetta, del suo rapporto con Riley, del suo piano per creare un esercito di vampiri ed invece per tutte e 211 le pagine si è limitata a chiamarla lei lasciandola in secondo piano. In compenso ci ritroviamo questo piccolo, insulso, insignificante personaggio che è Bree.

Lo stile è quello solito della Meyer, scorrevole, ma non particolarmente brillante, e la narrazione ha moltissimi difetti, come ad esempio il fatto che certi personaggi vengono introdotti e subito abbandonati quasi si fosse dimenticata di averli fatti entrare nella trama. Della fine di Diego non ci viene data nessuna spiegazione, mentre l'unico vampiro neonato davvero interessante, Fred, l'unico in grado di suscitare un minimo di curiosità, viene fatto uscire di scena proprio sul più bello senza darci nemmeno un piccolo indizio sulla fine che farà.

Il fondo però lo tocca facendo entrare in scena i Volturi: per ben due occasioni li mette in gioco senza svilupparne il ruolo, la loro presenza serve giusto a far secca Bree in barba alle suppliche dei Cullen. Avrebbe potuto raccontarci qualcosa di più su di loro in quest'occasione e invece lei, dura come il marmo, continua a non sfruttare l'enorme potenziale di questo clan. Mi sta venendo il sospetto che semplicemente non sia in grado di tirare fuori un bel romanzo da una bella idea. Da twihard delusa quale sono non posso che dare 1 stellina anobiana

Le altre opere di Stephanie Meyer
  1. Twilight, Lain
  2. New Moon, Lain
  3. Eclipse, Lain
  4. Breaking Dawn, Lain
  5. La breve seconda vita di Bree Tanner, Lain
  1. L'Ospite



La canzone di oggi: Enjoy, di Bjork


La canzone di oggi è Enjoy, quinta traccia dell'album Post. Godetevela!

Cutest blog: segnalazioni dal web

Dopo la sfida delle 100 cose proposta da Adriana e il post amarissimo di Mark che rifletteva sugli sprechi di cui troppo spesso ci rendiamo colpevoli ho pensato di segnalare due siti molto interessanti nei quali mi sono imbattuta navigando per la rete e che sicuramente torneranno utili a chi comincia a sentire in modo troppo pressante il problema del consumismo eccessivo.

Il primo è un blog inglese in cui potrete trovare un sacco di idee e suggerimenti per riciclare oggetti di uso comune e quindi produrre meno rifiuti domestici. Io per esempio qui ho trovato un sacco di spunti per riutilizzare i vecchi cd, ma ci sono anche tantissime idee intelligenti per riutilizzare bottiglie di plastica, tappi di sughero e addirittura pneumatici!

Il secondo sito che segnalo invece è interamente in italiano ed è dedicato a chi ha voglia di non sprecare troppa energia. Il blog purtroppo ha chiuso nel settembre 2010, ma il suo amministratore (Marco) lo ha lasciato on line in modo che chiunque potesse usufruire dei suoi consigli

Ce ne sarebbero a bizzeffe di siti come questi, ma per ora mi limito a segnalarvi questi due. Non vi rimane che visitarli: sicuramente troverete l'idea giusta che fa al caso vostro come è successo a me!

giovedì 26 maggio 2011

Mortacci tua #6

Sono veramente incacchiata nera: per puro caso  ho scoperto di essere ancora su Facebook quando ho la matematica certezza di aver disattivato l'account a gennaio. Ma potrebbero essere più stronzi? Ma non dovrebbe essere un mio sacrosanto diritto cancellarmi da un servizio se non ho più voglia di usarlo? Mica ho firmato con il sangue...

Mortacci sua a chi l'ha inventato. 

mercoledì 25 maggio 2011

Letto e commentato: Il Divoratore, di Lorenza Ghinelli

Autore: Lorenza Ghinelli
Casa editrice: Newton Compton
Dove e quando: Rimini, a cavallo tra il 1986 e il 2006

L'Incipit
Il cortile interno del Pep è incolto. Oppresso dai tre palazzi che lo serrano ai lati. Spalancato sull'unica strada di cemento che conduce al centro storico. L'erba cresce pallida. Cresce floscia. In alcuni punti non cresce. C'è un unico albero ibrido, piccolo. Quasi non getta ombra. Accumula foglie morte alle vive. Nessuno le stacca. Arruffati, truci nei volti, tre ragazzini: Francesco, Luca. E Filippo. Il quarto ragazzino non ha espressione. Il quarto è molto più  grande: quattordici anni e un modo molto strano di stare in piedi; goffo, contratto, scomposto. Il quarto ragazzino si chiama Pietro. Pietro se ne sta fisso sul posto, le sue braccia ciondolano avanti e indietro, avanti e indietro. Pietro non sa guardare i ragazzini. ha lo sguardo inchiodato. Tutto questo gli altri bambini lo sanno e lo vedono.

martedì 24 maggio 2011

Perle di saggezza



Un libro è come una scopata: bisogna pensare a quella da fare e non a quella fatta

Mauro Corona


Letto e commentato: Quando cadrà la pioggia tornerò, di Takuji Ichikawa

Autore: Takuji Ichikawa
Casa editrice: Superpocket
Dove e quando: Giappone, giorni nostri

L'Incipit
Quando Mio morì, comincia a pensare che chiunque avesse creato il nostro pianeta ne aveva creato contemporaneamente anche un altro, in chissà quale punto dell'universo. Le persone, quando muoiono, vanno lì. Quest'altro pianeta si chiama Archivio.

Cosa ne penso
Questo l'incipit di Quando cadrà la pioggia tornerò, romanzo dell'autore giapponese Takuji Ichikawa che ha riscosso un enorme successo in tutto il mondo. 

Poche, semplici parole introducono subito l'argomento centrale della storia: la morte di Mio, una giovane donna, moglie di Takumi e madre di Yuji, strappata via alla vita a causa di una malattia fulminante. In questo senso il romanzo assomiglia a tantissimi altri romanzi del Sol Levante, perché vi ritroviamo tutta la tipica ossessione nipponica per quei temi universali che sono la ricerca del senso della vita, l'amore in tutte le sue sfaccettature, l'esistenza di un destino prestabilito e la morte appunto, ma a differenza di quelli non ci si trova di fronte a una storia che suscita forti emozioni. 

Per lo meno non le ha suscitate a me, infatti, quando ho preso in mano il libro temevo che sarei finita a versare fiumi di lacrime ed invece mi sono ritrovata a sorridere per la tenerezza suscitata da questo vedovo, pasticcione e pieno di fobie, che si ritrova a crescere da solo un bambino di 6 anni troppo maturo per la sua età. 

Il protagonista è un personaggio per il quale semplicemente non si può non provare empatia e il bambino è una creatura per cui non si può non sentire un immediato istinto di protezione: padre e figlio, così uniti nel dolore della perdita e allo stesso tempo così soli e così spaesati, provano come meglio possono a sopravvivere.

Da quando Mio non c'è più è passato un anno: apparentemente la vita è andata avanti, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione,  ma nulla è più come prima e Takumi non se la sta cavando troppo bene: deve crescere da solo il piccolo Yuji quando a malapena è in grado di badare a sé stesso e deve spiegargli che non è colpa sua se la madre non c'è più.

Ogni giorno per lui è una fatica titanica: alzarsi, lavarsi, vestirsi, arrivare fino al lavoro. Takumi fa del suo meglio per essere un buon padre e assicurarsi che Yuji mangi, si vesta, vada a scuola e si comporti come tutti gli altri bambini della sua età, ma è un completo disastro sotto tutti i punti di vista. 

Gli abiti sono sempre sporchi, i capelli in disordine, la scrivania dell'ufficio è sempre sommersa di post-it per paura di scordare scadenze importanti, la casa non viene rassettata e il frigorifero è sempre vuoto. Takumi soffre di fobie e allergie e di quelli che potrebbero essere definiti attacchi di panico, improvvise fitte al torace che gli impediscono di svolgere le azioni più banali, come salire su un treno o entrare in un cinema. Ogni giorno prova a fare meglio del giorno prima ed ogni giorno sembra che tutto vada in malora perché senza l'adorata moglie, conosciuta sui banchi di scuola, la vita ha assunto dei contorni confusi.

Però un giorno, con l'approssimarsi della stagione delle piogge, la vita sembra concedergli una seconda possibilità per stare con la moglie e farle capire tutto il suo amore: in una foresta, durante una passeggiata, incontra una donna tale e quale a Mio.

La nuova Mio viene descritta come un fantasma che però possiede la corporeità di una donna in carne e ossa: Takumi e Yuji la possono vedere, la possono toccare, possono perfino sentire il profumo dei suoi capelli. Per sei settimane quest'altra Mio vivrà con loro come se il tempo non fosse trascorso e si sentirà raccontare da Takumi del loro primo incontro, del loro innamoramento e della loro vita insieme.

Una volta finita la stagione delle piogge, Mio li dovrà lasciare nuovamente per tornare da dove è venuta (presumibilmente il pianeta Archivio, magnifica invenzione letteraria di Ichigawa per descrivere l'aldilà), ma a quel punto Takumi e Yuji saranno pronti a lasciarla andare.

Si tratta di un romanzo molto semplice, pieno di poesia e suggestioni:  in realtà assomiglia più ad una favola che non a un romanzo che parla di fantasmi, ed infatti l'autore ha attinto abbondantemente alle leggende popolari giapponesi (in particolare a quella della principessa Kaguya), ma anche ai romanzi di fantascienza di Kurt Vonnegut, sopratutto verso la fine del libro quando riporta integralmente il contenuto di una lettera scritta da Mio prima di morire.

E' stata una lettura abbastanza gradevole e distensiva, di cui ho gradito particolarmente la caratterizzazione dei personaggi (su tutti il padre e il bambino e la figura del vecchio Professor Nombre), mentre il finale mi ha lasciata un pò perplessa con quei salti temporali avanti e indietro nel tempo per spiegare la ricomparsa di Mio. Un bel romanzo che si merita 4 stelle anobiane, però non mi spiego tutto il clamore e il successo ottenuto.

Opere ed autori citati: Momo di Michael Ende; Un pezzo da galera, Le sirene di Titano di Kurt Vonnegut; Sabato sera, domenica mattina, di Alan Sillitoe;

Perle di saggezza
I romanzi sono il nutrimento dell'anima. Una luce che rischiara le tenebre e un piacere più grande dell'amore.

Chi non ha ricordi, non può far altro che scrivere del vuoto che sente a non averne.

La serietà ha strettamente a che fare con la fiducia, e la fiducia è un elemento portante dell'amore. E' per questo che, in realtà, dell'amore ne sanno più le persone serie che quelle passionali.

Le persone scoprono per la prima volta ciò che desiderano quando sanno che stanno per perderlo.

Se uno che non ha mai pubblicato un libro può definirsi scrittore, allora tutte le persone del mondo hanno il diritto di fare lo stesso. Quindi, pure io.

La trama.
Takumi e Yuji, un giovane padre e il suo bambino, sono rimasti soli: la dolce Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile. Ma prima di andarsene per sempre Mio ha fatto una promessa: quando cadrà la pioggia tornerò. E incredibilmente, ad appena un anno dalla sua morte, con l’arrivo della stagione delle piogge, una creatura identica a lei, con il suo viso e i suoi occhi, ricompare al loro fi anco... Un romanzo che ha conquistato i lettori giapponesi, e ha generato passione, entusiasmo, discussioni; una storia, intensa e tenera, dove la verità dell’amore vince il tempo e la realtà per rendere immortali i sentimenti.

L'autore


Takuji Ichikawa è nato a Tokyo nel 1962. Laureato in economia, nel 1997 ha cominciato a pubblicare i suoi romanzi in internet, finché nel 2002 il suo primo libro Separation è uscito nelle librerie. Quando cadrà la pioggia tornerò, pubblicato nel 2003, ha conosciuto in Giappone un grandissimo successo, attirando l’attenzione internazionale. Ne sono stati tratti un film, un manga e una fiction.

lunedì 23 maggio 2011

Saghe e trilogie: il punto della situazione

Sono finalmente in grado di pubblicare la lista delle saghe e delle trilogie fantasy che ho iniziato a compilare praticamente da quando ho aperto questo blog: è stato un lavorone, ma almeno ora dovrei essere in grado di orientarmi meglio nel marasma di titoli e riuscire a portare a termine qualcuna delle serie iniziate e arenate in quella specie di limbo che è la mia book pile. 

Ovviamente (se mai ci fosse stato bisogno di dirlo) non si tratta di una lista definitiva e la pagina sarà in continuo aggiornamento (tempo e voglia permettendo), ma per ora mi reputo abbastanza soddisfatta del risultato. 

Le saghe sono suddivise in due grossi blocchi (autori stranieri e autori italiani), a loro volta suddivisi per argomento. Le fonti usate sono la mitica Wikipedia, cui devo il 99,9% delle informazioni presenti in questo blog, l'ottimo sito Booksblog e i siti personali degli autori e delle varie case editrici. Ogni spunto, idea, suggerimento, precisazione o altro sarà ben accetto e accreditato. 

Painting of the day: La ruota della fortuna, di Edward Burne-Jones

Edward Burne-Jones (1833-1898
La Ruota della Fortuna, 1883

domenica 22 maggio 2011

NOVITA' IN LIBRERIA: MAGGIO 2011

La seconda parte della rubrica dedicata alle novità editoriali di questo mese:

Il numero perfetto, di Kevin Guilfoil,  Sperling & Kupfer
Delirio di una notte di mezza estate, di David Safier, Sperling & Kupfer
Una lontana follia, di Kate Morton, Sperling & Kupfer
Vicino a te non ho paura, di Nicholas Sparks, Sperling & Kupfer
Dark Divine, di Breen Despain, Sperling & Kupfer
Angelology, di Danielle Trussoni, Nord
L'Incubo di Leonardo, di Diane A. S. Stuckart, Nord
L'atlante di smeraldo, di John Stephens, Longanesi
Genesis, di Andy McDermott, Longanesi
Questo corpo mortale, di Elizabeth George, Longanesi
Il silenzio del ghiaccio, di Tess Gerritsen, Longanesi
Ascolta la mia ombra, di Marc Levy, Rizzoli
Il mosaico di ghiaccio, di Lars Ramble, Newton Compton
La guerra degli angeli, di Heather Terrell, Newton Compton
La città dei libri proibiti, di Tom Harper, Newton Compton
Bel Ami, di Guy de Maupassant, Giunti Y
Cime Tempestose, di Emily Bronte, Giunti Y
Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen,  Giunti Y
Jane Eyre, di Charlotte Bronte, Giunti Y

Sicuramente dei titoli proposti quello che mi incuriosisce di più e sul quale è già iniziato il tam tam su internet è Angelology di Danielle Trussoni pubblicato dalla casa editrice Nord, di cui è già possibile leggere un estratto (qui)

Letto e commentato: Paranorlmalmente, di Kiersten White

Titolo: Paranormalmente
Autrice: Kiersten White
Casa editrice: Giunti Y
Dove e quando: Canada/Stati Uniti, ai giorni nostri

L'Incipit
Aspetta un secondo...non dirmi che...hai sbadigliato! Il vampiro lasciò ricadere lungo i fianchi le braccia che fino a un istante prima aveva tenuto sollevate in aria, sopra la testa, nella classica posa da Dracula. Poi ritirò i suoi canini scintillanti e sproporzionati e richiuse le labbra. Vorresti dirmi che non trovi abbastanza eccitante una morte violenta?

Oh, smettila di frignare. Ma guardati...l'attaccatura dei capelli, la carnagione pallida, il mantello nero...dove diavolo l'hai preso? In un negozio di costumi per Halloween? 

Il vampiro, dall'alto della sua imponente statura, mi rivolse uno sguardo glaciale. Succhierò via la vita da quel tuo collo candido e grazioso. Sospirai. Detestavo avere a che fare con i vampiri. Si credevano così irresistibili. Non si accontentavano di farti a pezzi e mangiarti come facevano gli zombi. No, volevano anche che fosse un'esperienza sensuale.

Cosa ne penso
Paranormalmente è il primo capitolo di una trilogia che la giovane autrice Kiersten White dedica al mondo del paranormale. In apparenza potrebbe sembrare il solito YA popolato di creature fantastiche tanto in voga in questo momento, ma ad un'analisi più attenta si capisce subito che si discosta dagli altri romanzi del genere (per lo meno da quelli che ho letto io di recente) per lo spirito ironico e dissacrante che l'autrice ha voluto infondere alla sua storia.

La protagonista di questo fresco e divertente romanzo è Evie, una ragazza molto speciale il cui unico desiderio è quello di vivere la vita di una adolescente qualsiasi: andare a scuola, avere degli amici, poter guardare in santa pace la sua serie tv preferita (dal titolo Easton Heights, che molto mi ha ricordato quella che guardavo io alla sua età, Beverly Hills 90210!) e pensare a cosa mettersi per sembrare più carina.

Purtroppo la realtà che Evie affronta giorno dopo giorno è ben diversa da quella che sogna neanche troppo segretamente: Evie vive presso il centro dell'AICP, l'Agenzia Internazionale per il Controllo del Paranormale, riceve la sua istruzione da un'insegnante che in realtà è una lupa mannara, per migliore e unica amica ha una sirena di nome Lish che vive in un acquario e si esprime tramite un computer e deve continuamente guardarsi le spalle dall'ex fidanzato fata che continua a tormentarla.

La sua non è esattamente l'esistenza più serena del mondo e di sicuro non ha tempo per annoiarsi o indugiare in sciocche fantasie sentimentali: preferirebbe di gran lunga poter fare come i protagonisti del suo telefilm preferito (andare di festa in festa, flirtare con i ragazzi), ma è "costretta" a lavorare per il centro acchiappando pericolose creature soprannaturali, armata di un solo taser rosa e della sua vista prodigiosa, che le consente di vedere al di là delle apparenze. Vampiri, licantropi, gnomi, troll e megere con lei non hanno speranza: qualsiasi sia la forma assunta Evie riesce a smascherarli e a catturarli.

Tuttavia, questa sua attività è destinata ad interrompersi ed Evie ad un certo punto dovrà decidere da che parte stare: se con gli umani o con le creature del paranormale. Quando un mutaforma di nome Preston si introduce nel centro in cerca di informazioni, la sua vita  prenderà una piega inaspettata: per la prima volta si innamorerà  e sarà costretta a scappare lasciandosi tutto alle spalle per salvare sé stessa e il suo innamorato. Evi dovrà scoprire chi è la misteriosa creatura che uccide senza pietà gli esseri paranormali rubando loro l'anima e per farlo dovrà affrontare una scomoda verità che riguarda il suo passato. Questa per sommi capi la trama di questo romanzo davvero carino e divertente che si legge in un batter di ciglia. 

Confesso di essermi approcciata a questo testo con sospetto, memore della terribile esperienza fatta con i fantasy della Marr e della Livingston, però a differenza di quei romanzi la trama di Paranormalmente, pur prendendo spunto dalle varie leggende e attingendo abbondantemente all'immaginario fantastico, riesce a mescolare gli elementi in maniera originale e mai scontata, con esiti davvero inaspettati.

Come detto all'inizio, ciò che colpisce è lo spirito dissacrante del testo, l'ironia con la quale la White affronta la materia fantastica, per esempio ridicolizzando i poveri vampiri tanto di moda, che non sono più così fighi come in certe saghe cui siamo abituati, o ancora riabilitando la figura del lupo mannaro, che da essere violento e rabbioso diventa creatura gentile e sensibile. Anche le fate non ne escono bene e infatti la White descrive  l'ex fidanzato di Evie,  Reth, quasi come uno stalker, pronto a tutto (perfino alla violenza) pur di piegarla al suo volere.  Sono abbastanza curiosa di scoprire quello che succederà nel secondo episodio (intitolato Supernaturally) e di vedere come la simpaticissima Evie se la caverà con la sua nuova vita. Lo consiglio ovviamente agli amanti del genere e chi ha voglia di una lettura non troppo impegnativa. Su Anobii 4 stelle.

Booktrailer

Trama
Evie sogna una vita normale, ma quando a sedici anni si ha il dono di vedere i mostri e si è un'agente del Centro Internazionale del Contenimento del Paranormale anche la ricerca della normalità può essere un'avventura. Se poi ci si mette una sirena come amica del cuore, una fata dei boschi maschio come ex e una cotta per un aitante mutaforma, la missione diventa quasi impossibile... Ma fra mille avventure, e qualche momento di romanticismo, dopo aver sconfitto un'oscura profezia delle fate, aver salvato il mondo del paranormale e aver fatto i conti con la sua vera identità, Evie, accoccolata sotto una coperta con Land, il suo mutaforma, sentirà le loro anime fondersi e l'amore trionferà su tutto, nel mondo normale, e anche in quello un po' più strano. Ironico e dissacrante, Paranormalmente è un romanzo pieno di azione e di fantasmagorici colpi di scena. Una lettura divertente e originale che sfata i miti fantasy più in voga ridicolizzando i vampiri e ingentilendo i lupi mannari.

L'Autrice


Kiersten White è nata in Utah ma vive a San Diego col marito e i figli. Affascinata dal mondo dei teenager, estremamente spiritosa ed autoironica, l'autrice ha regalato ai lettori più giovani questo divertente romanzo paranormale. Paranormalmente è il primo romanzo di una trilogia. Decisamente comico questo è un libro dedicato ai giovanissimi. La pubblicazione del secondo episodio, dal titolo originale Supernaturally, è prevista per il 2012. Kiersten ha un blog interamente dedicato ai suoi libri ed è molto presente su Twitter.

Cucine dal mondo...


Ieri sono stata al ristorante indiano: tutto ottimo! La cucina indiana è schizzata al 3° posto nella lista delle mie preferite. Al primo posto resta la cucina giapponese (che per ragioni psicologiche/emotive ho accantonato dopo gli eventi dell'11 marzo), subito dopo viene quella messicana, poi quella indiana, la greca, la cinese e la thailandese. La prossima che ho intenzione di provare è quella ebraica: qualcuno l'ha già provata e sa dirmi com'è? Urgono consigli!!!

venerdì 20 maggio 2011

Il fenomeno Madalon...


E' successo durante l'ultimo Salone del Libro di Torino. Ci sono cascati tutti, ma proprio tutti: Sgarbi, Fassino,  Faletti, Moccia, Corona, Marcoré, perfino quella donna illuminata che è Lucia Annunziata. Tutti a parlare, commentare, esprimersi, elogiare questo fantomatico scrittore di nome Manuele Madolon, autore di un altrettanto inesistente romanzo intitolato L'implosione (che non sarebbe neanche male come titolo per un'opera prima). Tutti a fingere di averlo letto, tutti a fingere di conoscere Madalon: peccato si tratti di una clamorosa bufala organizzata dagli studenti del Politecnico di Torino che si sono ingegnati a dimostrare l'ignoranza dei nostri "intellettuali", i quali piuttosto che ammettere candidamente di non averne mai sentito parlare hanno preferito coprirsi di ridicolo e fare la più classica delle figure di merda.

Ecco come lo scrittore Andrea Bajani (uno che il mestiere di scrittore lo fa per davvero) descrive il fenomeno della "madalonizzazione":

Siamo in un'Italia in cui nessuno ha voglia di imparare, però se ti chiedono qualcosa devi sempre far finta di saperlo. 

[...] se noi non conosciamo Madalon  lo diciamo, "noi non conosciamo Madalon" e poi che ci venga la curiosità di conoscere qualcun'altro perché l'atteggiamento più tipico è quello di far finta di sapere per non fare la figura di merda che non sai, però non avendo nessun interesse a conoscere. 

[...] Ecco forse bisognerebbe dire quando noi non sappiamo le cose "non lo sappiamo" e dopo che abbiamo detto "non lo sappiamo" cercare di saperle.

Non potrei trovarmi più d'accordo con lui. Finalmente qualcuno che ci svela uno dei meccanismi che si celano dietro certi inspiegabili fenomeni letterari. 

Già da parecchi anni non mi fido più dei critici, delle copertine ammiccanti, delle reclame roboanti, ma solo del tam tam della rete e del mio istinto (certo non infallibile) e con questo divertente video ho avuto la conferma che la critica letteraria è agonizzante. 

Source: Booksblog

Eccentric Confused Cool Blog

Ricevo con immenso gaudio questo simpatico premio da parte di I am, cui va la mia stima incondizionata per la passione e l'impegno che mette quotidianamente nel suo blog. Il premio in questione è totalmente diverso da qualsiasi altro io abbia ricevuto finora: in pratica si deve andare sulla mitica Wikipedia, cliccare su Una voce a caso e ricopiare il contenuto di ciò che compare  nel post dedicato al premio, infine cercare di trovare una qualche connessione con il nostro mondo o gli argomenti che ci interessano. Infine, come sempre quando si tratta di awards, rigirare il premio ad altri 5 blogger. A me è toccato in sorte questo tizio:

Crixo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Crixo o Crisso (latino: Crixus; ... – Apulia, 72 a.C.) è stato un condottiero gallico, nonché leader della ribellione degli schiavi durante la Terza guerra servile assieme a Spartaco ed Enomao. Di origini galliche (il suo nome in celtico significa "dai capelli ricci"), fu fatto schiavo alcuni anni prima della rivolta dai Romani, che sconfissero gli Allobrogi, per cui combatteva. Come molti suoi compagni, Crixo si allenò per diventare gladiatore nella scuola di Capua di proprietà di Lentulo Batiato.

In alcuni dei primi scontri contro l'esercito romano, la sua compagnia di gladiatori celti cambiò tipologia di combattimenti, attaccando le parti esposte all'esercito servile, ritenute i punti deboli. Inizialmente l'esercito degli schiavi ottenne vari successi, sconfiggendo l'esercito senatorio inviato per sopprimere la rivolta.

Tuttavia Crixo si separò da Spartaco verso la fine di quell'anno; Spartaco infatti voleva raggiungere le terre d'origine degli schiavi in Gallia e nei Balcani, mentre Crixo aveva intenzione di saccheggiare l'Italia meridionale.

Nella primavera del 72 a.C. uno dei due consoli inviati a reprimere la ribellione, Lucio Gellio Publicola, raggiunse Crixo e i suoi uomini, per lo più Celti e capi tribù germanici, sul Monte Gargano nella regione dell'Apulia. Nella battaglia che ne seguì Crixo si servì della sua fanteria germanica per tentare di decimare i romani prima di dare il via libera ai suoi gladiatori d'elite. I suoi lottatori germanici furono tuttavia sbaragliati e Crixo fu costretto a mettere in atto una strategia difensiva che si rivelò inefficace: Crixo fu ucciso ed i suoi 30.000 soldati [1] sconfitti.

Alla maniera degli aristocratici romani, Spartaco onorò la memoria dell'ex-gladiatore con giochi funebri nei quali 300 romani prigionieri di guerra furono costretti a combattere sino alla morte come i gladiatori.[2]

Cosa a che fare con me questo Crixio? Assolutamente nulla, l'unica cosa che mi viene in mente e che potrebbe avere una qualche attinenza con i miei gusti e interessi è il film The gladiator di Ridley Scott, che è a tutt'oggi uno dei miei preferiti. 

Infine, i miei premiati: questa volta ho deciso di rigirare questo originalissimo premio che ci da la possibilità di scoprire cose nuove e interessanti ai dei simpatici, baldi giovani nella speranza di allietare la loro giornata con un sorriso!

Ieri in tv: Annozero

Qualcuno dovrebbe spiegare a Belpietro che c'è una bella differenza tra "essere stipendiati" e percepire i diritti d'autore, ma temo che non ci sia peggior sordo di chi non vuol sentire. Comunque, ieri puntata cicciosa, direi quasi esilarante, impreziosita dalla presenza di Al Gore. 

giovedì 19 maggio 2011

mercoledì 18 maggio 2011

One Lovely Blog Award


Ricevo con piacere dalla mia nuova lettrice Adriana questo romanticissimo award, che devo rigirare ad altre 15  persone. Sarà un'impresa ardua visto che il premio in questione gira da un pò e tutte le ragazze che volevo premiare lo hanno già ricevuto, ma spero ugualmente che lo ricevano con piacere anche da parte mia. Dunque, ecco le magnifiche 15!

  1. Lara
  2. Pavona
  3. Erica
  4. Smaltoitaliano
  5. Turista di mestiere
  6. Mari
  7. Chiara
  8. Ivanalessia
  9. Kylie
  10. Queen B
  11. Eva
  12. Anima di carta
  13. Federica
  14. Estel
  15. Naira
Come al solito è stato difficilissimo scegliere, spero non me ne voglia nessuno degli esclusi! In teoria dovrei anche raccontare 7 cose di me che ancora nessuno sa, ma mi sembra di essere così trasparente su questo spazio che lascio a voi il compito di chiedermi qualcosa...

Letto e commentato: La famiglia Moskat, di Isaac B. Singer

Autore: Isaac B. Singer
Editore: Superpocket
Dove e quando: Varsavia, dall'inizio del '900 fino al 1939

L'Incipit
Cinque anni dopo la morte della seconda moglie, Reb Meshulam Moskat si sposò per la terza volta. La nuova moglie era una donna sulla cinquantina originaria della Galizia, nell'Austria Orientale, vedova di un ricco fabbricante di birra di Brody, e un uomo di studio. Poco tempo prima di morire, costui era fallito, e alla vedova non era rimasto che uno scaffale pieno di tomi eruditi, una collana di perle, in seguito risultate false, e una figlia di nome Adele; in realtà il nome vero sarebbe stato Eidele, ma Rosa Frumetl, sua madre, la chiamava Adele, alla moderna. Meshulam Moskat aveva conosciuto questa vedova a Karlsbad, dov'era andato a passare le acque. E lì l'aveva sposata. A Varsavia nessuno aveva saputo nulla, di questo matrimonio; Reb Meshulam non scrisse a nessuno della famiglia, e d'altronde non era nelle sue abitudini dar conto a nessuno di ciò che faceva.

Cosa ne penso
Quasi con timore reverenziale ho deciso di approcciarmi a quello che viene universalmente riconosciuto come il capolavoro di Isaac B. Singer e solo a lettura terminata posso dire infine di aver vinto la sfida che avevo intrapreso con me stessa.

La lettura de La famiglia Moskat mi si prospettava come una di quelle piuttosto faticose e pesanti, difficili da assimilare per la ricchezza degli eventi narrati e la moltitudine dei personaggi introdotti, soprattutto tenendo conto del periodo storico in cui è ambientato il romanzo (siamo in Polonia, a cavallo tra i primi del '900 e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale) e dell'argomento trattato (la persecuzione delle comunità ebraiche), ma la soddisfazione di aver terminato la lettura di una saga familiare così tragicamente intrisa di dolore e umanità mi ha riempito di soddisfazione.

Non è stata una lettura semplice, soprattutto per chi come me è refrattario ad ogni tipo di argomentazione teologica e soprattutto perché la religione di cui si parla è l'ebraismo, di cui prima d'ora non sapevo assolutamente nulla, ma le vicende umane che Singer descrive con tale dovizia di particolari sono così coinvolgenti da far passare in secondo piano lo sforzo fatto.

Tutto ha inizio quando Reb Meshulam Moskat, l'ebreo più ricco di Varsavia, decide di sposarsi per la terza volta con una donna incontrata in villeggiatura. Da questo momento assisteremo all'intrecciarsi delle vicende dei suoi numerosi figli e figlie, dei mariti e delle mogli di questi ultimi, dei loro figli e dei figli dei loro figli e di tutte le personalità che a vario titolo gravitano attorno a questa scalcinata famiglia ebrea. Difficile tenere il conto di tutti i personaggi introdotti e di tutti gli eventi narrati, impossibile riassumere in poche righe una trama così complicata.

Nella prima parte si introducono i personaggi principali: il patriarca Meshulam, la neo sposa Rosa Frumetl e sua figlia Adele, la nipote di Meshulam Hadassah, il giovane Asa Heshel appena giunto a Varsavia da un piccolo villaggio per studiare, lo zio di Hadassah Abram Shapiro, libertino sfaccendato e gaudente, il tuttofare di Meshulam Koppel, segretamente innamorato della figlia del padrone e vari personaggi minori che vanno e che vengono.

Prevale ancora in questa fase il benessere e una sorta di spensierata allegrezza; tutto avviene in un turbine di emozioni e sentimenti contrastanti: balli, feste, affari, innamoramenti, litigi, gelosie, tradimenti, matrimoni, divorzi, fughe rocambolesche, ritorni imprevisti si susseguono avendo come unico comune denominatore il rispetto della legge di Dio che solo giudicherà le azioni degli uomini. La tradizione rappresentata da Meshulam comincia però a scontrarsi con la modernità che avanza (e con il dubbio) rappresentato dal 19enne Asa Heshel in perenne ricerca di risposte.

Nella seconda parte lo sgretolamento di quei valori che appartengono alla comunità ebraica è già in atto: da una parte i primi movimenti sionisti che sognano di costruire in Palestina lo stato di Israele, dall'altra ebrei sempre meno rispettosi della Torah o che addirittura abbracceranno la fede cattolica, come farà una delle nipoti di Meshulam, Masha.

Con la morte di  Reb Meshulam Moskat tutto sembra andare in malora: l'ingente patrimonio non viene ripartito tra la sua discendenza, nessuno si cura più di seguire gli affari, il tuttofare Koppel si arricchisce rubando dalle casse del padrone lasciate incustodite alla sua morte, matrimoni combinati destinati a durare per sempre vengono sciolti per dare sfogo alla lussuria (nuove coppie si formano, ma non per questo saranno più felici) e sullo sfondo di queste vicende private si inizia a percepire uno strisciante antisemitismo, destinato a sfociare, con l'avvento di Hitler, in vera e propria persecuzione.

Nella terza parte vediamo tutti i personaggi ormai invecchiati o addirittura morti; del patrimonio di Meshulam non è rimasto più nulla, la miseria incombe e la guerra è alle porte. I pochi sopravvissuti della famiglia Moskat sono ormai disillusi e rassegnati al loro destino, troppo stanchi per poter anche solo pensare di abbandonare Varsavia e mettersi in salvo. Il romanzo finisce con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche: il resto è storia. A noi ci rimane uno spaccato di vita di questo popolo agli inizi del Novecento, una colorata descrizione degli usi e dei costumi degli ebrei dell'est Europa, la descrizione dei riti portati ostinatamente avanti nelle case di preghiera, i profumi del cibo kashel, il miscuglio delle lingue, la vita frenetica che va avanti nonostante tutto e il senso di  perenne attesa di un Messia che non si decide ad arrivare. Un  romanzo tragicamente bello che si merita 5 stelle piene.

L'Autore

Isaac B. Singer (1904-1991) è stato uno scrittore polacco naturalizzato americano. Nato vicino a Varsavia, fu figlio di un rabbino. Nel 1943 si trasferì negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni naziste e nel 1945 ottenne la cittadinanza americana. La famiglia Moskat venne pubblicato a puntate nel 1950. Nel 1978 Singer venne  insignito del Premio Nobel per la Letteratura.

Le altre sue opere:
Satana a Goray,
Il mago di Lublino
Lo schiavo
La famiglia Moskat
La fortezza,
La proprietà
Nemici: una storia d'amore
Shosha
Il penitente
Il re dei campi
Schiuma
Il certificato
Anime perdute
Ombre sull'Hudson

domenica 15 maggio 2011

Riepilogo cinematografico


Pandorum - L'universo parallelo (2010) di Christian Alvart. Con Dennis Quaid, Ben Foster, Cam Gigandet, Cung Le, Antje Traue. Jeff Burrell, Domenico D'Ambrosio, Jonah Mohmand, Delphine Chuillot, Asia Luna Mohmand, Julian Rappe, Norman Reedus, Friederike Kempter, Niels-Bruno Schmidt, André Hennicke, Wotan Wilke Möhring, Yangzom Brauen, Eddie Rouse, Alessija Lause, Alexander Yassin Titolo originale Pandorum. 

Ecco un film di fantascienza che avrei visto volentieri al cinema, ma che ho dovuto recuperare altrimenti. Siamo in un futuro lontanissimo su  un'astronave spaziale: due uomini si risvegliano prima dell'arrivo a destinazione (il pianeta Tanis, ultima speranza del genere umano visto che la Terra è esplosa), ma una  sindrome detta Pandorum provoca loro delle allucinazioni. Nel cast il sempreverde Dennis Quaid e Cam Gigandet (già vampiro di Twilight), anche se il vero protagonista del fil è Ben Foster (l'angelo degli X-Men). Non un capolavoro, ma mi è piaciuto. Voto: 7

La fontana dell'amore (2010) di Mark Steven Johnson. Con Kristen Bell, Josh Duhamel, Will Arnett, Jon Heder, Dax Shepard, Anjelica Huston, Alexis Dziena, Keir O'Donnell, Peter Donald Badalamenti II, Alexa Havins, Kate Micucci, Peggy Lipton, Luca Calvani, Bobby Moynihan, Judith Malina, Matt Patresi, Lee Pace, Kristen Schaal Titolo originale When in Rome. 

Ecco una simpatica cazzata (ops, volevo dire commedia) piena zeppa di stereotipi sull'Italia e gli Italiani. L'ho guardato perché c'era Kristen Bell (che mi piaceva un casino ai tempi di Veronica Mars) che con questo ruolo rischia di appiccicarsi per sempre addosso l'etichetta della bella fidanzatina d'America come è successo a tutte le attrici americane bionde prima di lei (vedi la Witterspoon, la Heigl etc). Comunque il film non manca di momenti divertenti (vedi anche esilaranti), con quel pizzico di magia e di romanticismo che non guasta, ma non raggiunge certo livelli soddisfacenti. Nel cast anche Danny De Vito e il nostro Luca Calvani (Isola dei Famasi, ma anche Sex and the City!). Voto: 5


Beastly (2011) di Daniel Barnz. Con Vanessa Hudgens, Alex Pettyfer, Mary-Kate Olsen, Peter Krause, Lisa Gay Hamilton. Neil Patrick Harris, Dakota Johnson, Erik Knudsen, Jonathan Dubsky, David Francis, Karl Graboshas, Rhiannon Moller-Trotter, Gio Perez, Miguel Mendoza, Roc LaFortune.

Era uno dei film che attendevo con più impazienza, ma mi ha deluso. Tratto dal romanzo di Alex Flinn (recensito qui) Beastly è una sorta di rivisitazione in chiave moderna della favola della Bella e la Bestia. Il film riprende abbastanza fedelmente la trama del libro (con qualche aggiustatina qua e là), ma alla fine risulta un pò noioso. Vanessa Hudgens con quell'aria da bambolina non mi è mai piaciuta granché, Alex Pettyfer è bello, ma non balla, anche se non è del tutto colpa sua (con tutto quel trucco mica l'ho visto se sa recitare o meno) e insieme i due non riescono a trasmettere del vero romanticismo, manca insomma l'alchimia che c'era tra i due personaggi letterari. Deliziosa invece la Mary-Kate Olsen nei panni della strega Kendra che, insieme al professore cieco, era il mio personaggio preferito nel libro. Un'occasione sprecata, peccato. Voto: 5

Ultima visione: Source code, di Duncan Jones



Source Code (2011) di Duncan Jones. Con Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Brent Skagford, Cas Anvar, Michael Arden, Clarice Byrne, Kyle Allatt, Joe Cobden, Gordon Masten, Neil Napier, Craig Thomas, Susan Bain, Nick Ferrin, Russell Peters.


Se hai fatto un film come Moon dopo non puoi che fare un film spettacolare come Source Code, soprattutto se ti chiami Duncan Jones e sei il figlio del mitico "Duca Bianco" David Bowie. Come dire, la mela non cade mai lontana dall'albero e come il padre è da circa un quarantennio genio incontrastato della musica, così il figlio dimostra di essere un autentico talento della cinematografia che ci riserverà delle belle sorprese anche in futuro.

Ambientato in un treno, Source code ha per protagonista il Capitano Colter Stevens, interpretato da Jake Gyllenhaal che, dopo la parentesi sentimentale di Amore e altri rimedi, torna al genere che più gli si addice (per lo meno secondo chi vi scrive), cioé l'action movie che vira verso lo sci-fi. Il Source code è un programma militare che consente al capitano Stevens di rivivere gli ultimi 8 minuti di vita di un'altra persona prima di morire e scoprire così l'identità di un terrorista che ha messo una bomba sul treno in cui viaggia. Non svelo troppo della trama perché sennò guasto la festa a chi non l'ha visto, ma vi basti sapere che il film è adrenalinico e tiene incollati allo schermo, non c'è mai un momento di noia e ad ogni "risveglio" si aggiunge un tassello nuovo al puzzle. Il finale non è per nulla scontato e lascia aperto uno spiraglio ad un sequel. Nel cast ci sono anche le splendide Michelle  Monaghan e Vera Farmiga, ma la scena è tutta del bel Jake più in forma che mai. Ho notato qualche piccola incongruenza qua e là, ma gli do ugualmente un bel 8.




sabato 14 maggio 2011

Ieri in tv: Striscia la notizia


Maschietti (o anche femminucce, qui non si discrimina nessuno) rifatevi gli occhi con questa bella immagine dell'ex velina di Striscia la Notizia Elena Barolo che sorride ammiccante mezza nuda reggendo in mano un bicchiere di vino.

Premesso che io dopo il tg della sera guardo la Gruber e premesso che considero Striscia quanto ci sia di più lontano dalla satira, quando mi cade l'occhio sulla trasmissione di Ricci provo un fastidio viscerale per i servizi che fanno, gli inviati (salvo solo quello che difende le bestiole) e ancora di più per i conduttori (Greggio-Hunziker su tutti), ma mai mi sono scandalizzata per gli stacchetti o le docce soft porno delle veline. 

Andava bene così: sarebbe stato meglio continuare a giocare sullo stereotipo della bella ragazza bionda o  mora  che finge di saper ballare o che sta lì a far da contorno invece di ostinarsi a dimostrare che queste ragazze hanno anche un cervello (cosa che già di per sé dovrebbe farle inorridire e ribellare: ragazze svegliatevi!!!Aspettate che sia Ricci a dirvi che avete un cervello?)

Ieri per caso sono finita sul 5 proprio mentre andava in onda un servizio della Barolo che faceva un cesto tanto alla povera Lorella Zanardo, rea di essere l'autrice del libro e del documentario Il corpo delle donne, dove la velina diventa l'emblema dello sfruttamento del corpo femminile in televisione.

La Zanardo si è difesa come ha potuto, la Barolo è andata via convinta di aver detto il fatto suo, ma quella frase detta alla fine dalla Zanardo è pesata come un macigno e ha dato ancora una volta la misura di quando grave sia la condizione della donna in Italia.

Mi riferisco a quel io non ce l'ho con te, ma con il tuo padrone (se non l'avete visto trovate il video qui) che mi ha fatto accapponare la pelle. Ecco, l'idea che nel 2011 una donna possa ancora avere "un padrone" mi fa rabbrividire. Fossi stata al posto della Barolo io sarei diventata una iena: padrone? Quale padrone, io sono mia. Ecco cosa le avrebbe dovuto rispondere la Barolo, e invece nulla: solo chiacchiere a dimostrazione del nulla. Veline e showgirls, vi prego, fate una bella vita,   vi beccate i calciatori più fighi e non avete la cellulite: accontentatevi di essere carine, ricche e famose e i discorsi sui massimi sistemi lasciateli fare ad altri. A volte restare in silenzio è meglio: si evita di fare brutte figure.



Per amore di cronaca, questo il resoconto che la Zanardo fa sull'accaduto, significativamente intitolato "l'agguato"

NOVITA' IN LIBRERIA: MAGGIO 2011

Succosissime le uscite di questo mese per Mondadori, Nord e Giunti: queste quelle che attendevo con impazienza. Come al solito basta cliccare sul titolo per accedere alla scheda del libro.

Le luci di settembre, di Carlos Ruiz Zafon, Mondadori
Miss S., di Catherine Shine, Mondadori
La bambina che raccontava i film, di Hernan Rivera Letelier, Mondadori
Devil's Kiss, di Sarwat Chadda, Mondadori

Burned, di P. C. e Kristin Cast, Nord
L'esatta melodia dell'aria, di Richard Harvell, Nord
La profezia del re, di markus Heitz, Nord

Paranolmalmentedi  Kiersten White, Giunti Y
Angel, di L.A. Weatherly, Giunti Y

Il linguaggio segreto dei fiori, di Vanessa Diffenbaugh, Garzanti
Come doveva finire, di Alberto Gentili, Garzanti
Il suono del respiro e della preghiera, di Tahmina Anam, Garzanti
L'istinto del sangue, di Jean Christophe Grangé, Garzanti

Il bacio maledetto, di Lisa Desrochers, Newton Compton
I mammiferi felici ridono fino a tarda notte, di Giuditta Scalzi, Newton Compton




Letto e commentato: Dentro Genna, di Mary E. Pearson

Autore: Mary E. Pearson
Titolo: Dentro Genna
Editore: Giunti Y
Dove e quando: California, futuro 
L'Incipit
Una volta ero qualcuno. Qualcuno di nome Jenna Fox. E' ciò che mi hanno detto. Ma io sono più di un nome. Più di quello che mi dicono. Più di tutti quei dati e numeri con cui mi riempiono la testa. Più dei filmati che mi fanno vedere. Sono più di questo. Ma non so cosa.

Cosa ne penso
Questo Dentro Jenna della californiana Mary E. Pearson si presenta come un romanzo molto complesso: classificarlo come uno young adult sarebbe riduttivo ed  infatti, sebbene la protagonista Jenna Fox sia un'adolescente, le tematiche affrontate vanno ben al di là del classico canone del genere. 

Dentro Jenna, il cui titolo originale è The Adoration of Jenna Fox (titolo quanto mai significativo, senza nulla togliere a quello scelto per la traduzione italiana dalla Giunti Y), fin dalla sua prima pubblicazione nel 2008 ha riscosso un enorme successo e fatto incetta di premi, suscitando anche l'interesse di un'importante casa di produzione cinematografica quale la 20th Century Fox, che presto ne farà un film. 

Ma veniamo al dunque: quale sarà la ragione di cotanto interesse? Apparentemente potrebbe sembrare il solito romanzo che ha per protagonista una ragazzina che cerca a suo modo di farsi strada nel mondo, ma Jenna Fox non è una ragazzina come le altre. Dopo un terribile incidente che l'ha tenuta in coma per un anno,  Jenna si risveglia e non ricorda nulla della sua vita precedente. Tutti continuano a dirle che la perdita di memoria è una conseguenza naturale del trauma che ha subito, ma dentro di sé Jenna sa che qualcosa non va. 

Perché si trova in California quando è assolutamente sicura di aver sempre vissuto a Boston? E perché la nonna Lily la tratta con distacco, se non addirittura con aperta ostilità? Una nonna non dovrebbe amare incondizionatamente la propria nipote? E perché nessuno dei suoi vecchi amici si è fatto vivo durante la sua malattia? Perché non ci sono fiori, biglietti e peluche nella sua stanza? Perché Jenna obbedisce senza fiatare a tutto quello che le viene ordinato di fare? 

Queste domande l'assillano e non le danno tregua, insieme alle voci che le sembra di sentire nella sua testa e ai frammenti di memoria che cominciano a farsi strada grazie anche alla visione dei filmati che i suoi genitori le hanno fatto fin da quando era piccola. 

In questo senso si potrebbe parlare di young adult dato che la protagonista fin dall'inizio del romanzo è alla ricerca della propria identità a dispetto di tutto quello che le viene tenuto nascosto. Ci troviamo di fronte al più classico dei temi, tanto caro ai vecchi romanzi di formazione di fine '800: l'affermazione dell'io in un contesto ostile, il trionfo di un giovane individuo sulle difficoltà iniziali fino alla risoluzione finale in cui il protagonista non solo troverà il suo posto nella società, ma tutte le verità gli verranno svelate.

Azzeccatissimi i continui rimandi letterari da parte dell'autrice ad un testo non molto conosciuto quale il Walden (Walden, or Life in the Woods) di Henry David Thoreau, pubblicato negli Stati Uniti nel 1854, che racconta i due anni di vita trascorsi dall'autore in una capanna nei pressi del Lago Walden. Il Walden si presenta al contempo come un esperimento di tipo sociale e come una dichiarazione di indipendenza rispetto alla frenesia dei tempi moderni. Quando Jenna, riacquistate completamente le sue capacità motorie, ricomincerà ad andare a scuola (non una scuola normale, ma una scuola speciale, frequentata solo da altri ragazzi "particolari"), il Walden assumerà una valenza fondamentale, quasi fosse la metafora della sua situazione; nella ristretta cerchia dei ragazzi che frequenta il Walden sarà spesso oggetto di discussione, con particolare attenzione per quanto riguarda i passaggi concernenti il rapporto dell'uomo con la natura. Jenna scoprirà di conoscere a memoria interi passaggi e di poterli citare senza esitazione come se non avesse fatto altro nel suo ultimo anno di vita, laddove non riesce a ricordare gli eventi più sciocchi della sua vita precedente, come ad esempio di essere stata una ballerina classica.

La ragione per cui il Walden è così importante per Jenna e i suoi nuovi amici è che rappresenta l'antitesi a quello che succede nel mondo di Jenna: il mondo incontaminato nel quale visse Thoreau paragonato a quello artefatto e geneticamente modificato nel quale la nostra protagonista si trova a vivere.

E qui entra in gioco l'aspetto più interessante di questo romanzo, che come dicevo non può essere meramente considerato uno young adult: la storia di Dentro Jenna infatti non è ambientata ai giorni nostri, ma in un futuro ipotetico, non troppo lontano a dire il vero, in cui l'uomo è riuscito a manipolare la natura a suo piacimento causando danni irreparabili all'ecosistema, fatto questo che ne fa a tutti gli effetti un romanzo di fantascienza di genere distopico.

Quello di Jenna è un mondo in cui la scienza e la medicina hanno fatto enormi passi in avanti, dove quello che prima era solo immaginabile ora è realtà: la clonazione, la scoperta di nuovi pianeti del sistema solare, la nanotecnologia applicata al settore dei trapianti, ma è anche un mondo in cui gli orsi polari si sono estinti, dove  gli alberi sono stati sostituiti da piante ogm e i "semi" sono una rarità da difendere con un apposito comitato; un mondo in cui l'uso eccessivo degli antibiotici ha reso più forti i virus causando una terribile pandemia (detta epidemia aurea) che ha sterminato 20 milioni di persone. Un mondo dove tutto è possibile e sembra non esserci limite al progresso scientifico.

Jenna è l'emblema di questo mondo, il prodotto più perfetto della spregiudicatezza di un sistema che si rifiuta di autoimporsi dei limiti di carattere etico e morale, ma è anche un'aberazione, un'anomalia, il frutto dell'amore sconfinato di due genitori che non sono disposti a lasciarla andare a dispetto di quello che suggerirebbe il buon senso e il rispetto delle regole.

Credo che potrei parlare per ore di questo romanzo, rischiando di diventare anche noiosa, perché mi ha coinvolta dalla prima all'ultima pagina, lasciandomi a tratti commossa e indignata, ma sempre curiosa e desiderosa di percorrere con questa giovane eroina il suo doloroso percorso verso la comprensione.

Lo stile contribuisce a rendere la lettura agevole grazie all'alternanza della narrazione in prima persona e passaggi di tenore più intimistico, intervallati di tanto in tanto da alcune definizioni tratte dal dizionario (parole chiave come ad esempio curioso, vuoto, odiare, umano, identità), la più shockante delle quali è quella che la protagonista da di se stessa:

Jenna s.f. 1. Vigliacca; 2. Forse umana; 3. Forse no; 4. Decisamente illegale

Non aggiungo altri dettagli della trama perché non voglio in alcun modo rovinare la lettura a chi ancora non l'ha letto o non ne ha mai sentito parlare, vi basti sapere che c'è una conclusione a dir poco sconvolgente, che  continua a lasciare aperti molti interrogativi ed infatti a breve l'autrice pubblicherà il secondo capitolo (The Fox Inheritance) di quella che è destinata ad essere una trilogia (The Jenna Fox Chronicles). Ve lo consiglio caldissimamente, tant'è vero che su Anobii gli assegnato 5 stelle e sono tutte strameritate!

Per chi volesse maggiori informazioni sull'autrice questo è il suo sito: http://www.marypearson.com
Per chi invece fosse curioso di saperne di più sul Walden di Thoreau è possibile scaricarne gratuitamente una copia (in inglese) dal sito del Progetto Gutemberg (qui)

La Trama
La diciassettenne Jenna Fox, dopo più di un anno di coma, si risveglia in un corpo e in un presente che stenta a riconoscere. I genitori le raccontano che è stata vittima di un gravissimo incidente automobilistico, ma sono tante le lacune sulla sua identità e molti gli interrogativi irrisolti sulla sua vita attuale. Perché mai la sua famiglia si è trasferita di colpo in California, abbandonando tutto a Boston? Perché la nonna la tratta con inspiegabile scontrosità? Perché i genitori le proibiscono di parlare del loro improvviso trasloco? E come mai Jenna riesce a ricordare intere pagine del Walden di Thoreau, ma riporta a stento alla memoria stralci disordinati del suo passato? Assetata di verità e inquieta, la ragazza cerca di riappropriarsi della sua vita passata. Guardando i filmati dell’infanzia, strani ricordi riaffiorano nella sua mente confusa e, lentamente, Jenna realizza di essere prigioniera di un terribile segreto.



Mary E. Pearson ha costruito un’affascinante e credibile visione di un futuro distopico esplorando i territori dell’etica e della sperimentazione scientifica, il potere della biotecnologia e la natura dell’anima, con delicata poesia e intrigante suspence. Questo romanzo è un’ottima miscela di fantascienza, thriller e relazioni adolescenziali che ha già appassionato i lettori americani.

Booktrailer

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