sabato 29 gennaio 2011

Vallanzasca, gli angeli del male, di Michele Placido

Vallanzasca - Gli angeli del male (2011), di Michele Placido. Con Kim Rossi Stuart, Valeria Solarino, Filippo Timi, Moritz Bleibtreu, Francesco Scianna. Gaetano Bruno, Paz Vega, Nicola Acunzo, Stefano Chiodaroli, Lino Guanciale, Paolo Mazzarelli, Federica Vincenti, Monica Barladeanu, Lorenzo Gleijeses, Gerardo Amato, Adriana De Guilmi, Teresa Acerbis

Michele Placido ancora una volta racconta gli anni '70 attraverso la vita e le prodezze criminali del pluri condannato Renato Vallanzasca, detto il bel René per il suo aspetto da ragazzo di buona famiglia e il fascino che esercitava sulle donne.

Il film è scritto e diretto magistralmente, com'è logico aspettarsi da Placido: i dialoghi sono ben equilibrati e strappano qualche sorriso, il ritmo è serrato, quasi sincopato, c'è un sacco d'azione che lo si potrebbe anche scambiare per il più riuscito poliziesco americano e la colonna sonora è azzeccatissima.

Kim Rossi Stuart è mostruosamente bravo: che fosse bravo l'ho sempre saputo (e io lo seguo dai tempi del Ragazzo dal kimono d'oro e Fantaghirò) ma qui ha fatto un lavoro superbo con la voce, l'accento, il modo di muoversi, lo sguardo, quel mezzo sorriso da figlio di puttana (ho letteralmente adorato l'ultima scena del film quando lo riacciuffano), la sua è davvero una grandissima prova attoriale.

La prima parte del film l'ho trovata un pò superflua (personalmente l'avrei evitata perché non ho capito bene cosa c'entrasse la morte del fratello con la scelta di diventare un crimale); non amo particolarmente l'eccessiva violenza al cinema quindi molte scene mi hanno infastidito, soprattutto quelle dei pestaggi (ma va bene così, è una questione di gusti personale) e a volergli trovare un difetto, direi che si è un pò sentita la mancanza di una più profonda analisi psicologica del personaggio (insomma perché Vallanzasca abbia scelto di darsi al crimine pur venendo da una famiglia perbene).

Menzione speciale per Filippo Timi (che qui fa l'amico tossico e infame di Vallanzasca) e per Valeria Solarino anche se ha avuto una parte piccolissima.

Michela Murgia e Roberto Saviano intervistati da Repubblica Tv




Libridine intervista Michela Murgia e Roberto Saviano a proprosito della censura (dal decimo minuto in poi)
Source: Repubblica.it

venerdì 28 gennaio 2011

MOSTRE: 8 e 1/2

La mostra s'intitola 8 e 1/2 con evidente riferimento al film felliniano (anche se proprio non ci ho visto il nesso), ma avrebbero tranquillamente potuta intitolarla l'isteria dell'arte contemporanea.
Una piccola premessa è doverosa: a me l'arte contemporanea piace, piace assai, pubblico spesso e volentieri opere di artisti contemporanei, ma solo quando penso che dietro l'opera ci sia un'idea, un concetto, una bellezza intrinseca  che va oltre il visibile. Certo deve essere anche bella a vedersi (e soprattutto deve piacere a me), anche se non vale un soldo bucato sul mercato.

Non è questo il caso. In questa mostra non solo le opere sono brutte, ma non mi hanno comunicato assolutamente niente. In più sono  quotate (immeritatamente) a cifre allucinanti e protette meglio di quanto non sia la Gioconda.

Tornando alla mostra, ho fatto un salto alla Stazione Leopolda per dare un'occhiata alla Vintage Selection e visto che c'ero mi sono fatta un giro nel capannone adiacente che ospita le opere esposte per i 100 anni della Fondazione Trussardi. Ne avevo sentito parlare un sacco in tv e mi aspettavo grandi cose, ma ve lo anticipo subito, è stata una delusione pazzesca.

Nel mio giro sono stata ripetutamente disturbata (anzi proprio molestata) da stewart e hostess zelanti messi lì a far la guardia che neanche agli Uffizi; appena entrata ho fatto giusto il gesto di prendere il fazzoletto dalla tasca del giubbotto per soffiarmi il naso e sono stata immediatamente placcata da due ragazze scocciatissime che mi dicono:

-Non si possono fotografare le opere

Ci risiamo: la solita fuffa italiana trita e ritrita che ti raccontano in qualsiasi museo o spazio espositivo. Ora capisco quando l'opera in questione è un delicatissimo affresco del 1400,  che con i flash si potrebbe sciupare, ma quando l'opera in questione è una Fiat Uno con camper a rimorchio schiantato a terra onestamente mi pare un pò ridicolo. Comunque, io volevo solo soffiarmi il naso. Poi però le foto le ho fatte lo stesso, a sfregio. Sprezzante del pericolo e della legge. Tié.

Mi allontano dalla Fiat Uno, mi faccio un giretto nelle salette dedicate alle fotografie e alle video installazioni e poi mi imbatto in un coso rosa che rappresenta George Bush che si inchiappetta un maiale. Provo ad avvicinarmi per vedere meglio e ancora una volta i petulantissimi stewart mi placcano.

-Ferma signora, che fa? Non si può superare la linea...

Provo a spiegare al baldo giovanotto per cui già provo un odio feroce che mi ero appena appena avvicinata per vedere meglio un dettaglio.

-Ma c'è il segno in terra che invita i visitatori a non avvicinarsi troppo

Io allora guardo in terra e vedo effettivamente che l'opera è circoscritta in un perimetro di nastro adesivo nero; provo a fargli notare che forse sarebbe stato meglio usare altri metodi per dissuadere il visitatore ad avvicinarsi troppo (che so, un bel cordone rosso, qualche paletto) e un'altra hostess aggiunge:

-Non vogliono  perché sennò l'opera poi non si vede bene...

A questo punto stavo per scoppiare a riderle in faccia: ma come prima si preoccupano che l'opera non si veda bene e poi ci mettono due ragazzotti ad impedire che la gente si avvicini troppo all'opera per vederla meglio? Vabbé, sorvoliamo...
Mentre faccio questa riflessione lo stewart di prima torna all'attacco:

-Ma lei ha voglia di pagare 5 milioni di euro? Perché questo è il valore dell'opera e se anche solo prova a toccarla si indebita per il resto della sua vita

A questo punto mi è passata del tutto la voglia di vedere queste incredibili opere frutto del genio contemporaneo: se proprio avessi voglia di indebitarmi, minchietto di uno stewart, lo farei per La nascita di Venere, non certo per queste quattro cagate.

Ma vediamole queste meravigliose opere d'arte:

Short cut, di Michael Elmgreen e Ingar Dragset

Balloon, di Pawel Althamer

Static (Pink), di Paul McCarthy


House of bread, di Urs Fisher (che a dire il vero non mi è dispiaciuta)

We, di Maurizio Cattelan


Insomma, per farla breve questa mostra non mi è piaciuta. Per fortuna l'ingresso era gratis, ma lo era anche il fastidio.

Sempre più in basso, sempre più giù...

Già mi stavo rallegrando del fatto che la manifestazione avvenuta ieri  27 gennaio di fronte alla biblioteca pubblica di Preganziol avesse sortito buoni risultati (non esultiamo troppo però) con la "ricomparsa" dei libri di Saviano e il dietrofront di Speranzon e della Donazzan quando ecco che leggo sempre su Lipperatura la notizia che un povero giornalista (in questo caso ci sta) è stato querelato proprio dai due illuminati assessori per aver pubblicato la notizia sul giornale Terra Nordest.

Purtroppo la storia dei libri messi all'indice continua a non essere diffusa in televisione (ad eccezione forse del Tg3) e poco se ne è parlato sulla carta stampata, quindi questa news della querela a tale Riccardo Botazzo (che non ho il piacere di leggere abitualmente, ma non è questo il punto) è un fatto gravissimo.

Non ne sò molto di più per cui mi astengo dal commentare oltre, solo mi pare ormai evidente che in questo paese sia in atto la sistematica censura di quelle voci che si levano contro "il potere", così dopo la telefonata di Berlusconi a Floris e a Gad Lerner, ieri abbiamo ascoltato quella patetica di Masi (direttore generale della Rai) contro Santoro che si apprestava a trattare in trasmissione il caso Ruby.
Poveri noi

giovedì 27 gennaio 2011

Cani e porci #6: Pierdavide Carone

Ultimamente ho molto trascurato la rubrica più sgangherata di questo blog, Cani e porci, dedicata a quelli che si cimentano con la scrittura pur facendo altri mestieri. Non che non avessi dei titoli da proporre (il materiale non manca di certo), ma sono stata presa da altre cose. Comunque, oggi durante la mia camminata terapeutica di un'ora ho adocchiato questo libercolo pubblicato dalla Mondadori. L'autore? Nientepopodimeno che Pierdavide Carone. Se vi state chiedendo chi sia questo Pierdavide ve lo dico io: si tratta di uno degli Amici di Maria De Filippi, nonché la mente malata che ha partorito i versi con i quali Valerio Scanu ha vinto l'ultimo Sanremo (e se tanto mi da tanto, dopo Carta e Scanu, toccherà a lui  vincere quello che verrà)

Ora di solito non giudico senza prima aver letto, ma in questo caso sono abbastanza sicura che si tratti di una schifezza, visto che sua è la strofa più orrenda di tutta la storia della canzone italiana:

noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto il mondo
l’universo, l’universo, l’universo…


Mi piacerebbe dirgli di lasciar perdere l'editoria per fare quello che gli riesce meglio (la musica), ma anche in quello fa abbastanza pena, perciò mi limito a sbeffeggiarlo.

La canzone di oggi: Cry me a river, di Justin Timberlake


Sarà perche è figo, sarà perche canta, balla, recita da Dio e perché usa Poladroid,
comunque la mia canzone di oggi è di Justin Timberlake.





L'artista di oggi: Joan Mirò








mercoledì 26 gennaio 2011

Letto e commentato: Barcellona l'incantatrice, di Robert Hughes


L'Incipit
La mia prima visita a Barcellona risale a circa quarant'anni fa. Era il 1966, e mi ci portò la mia cocciutaggine di saccente disinformato. Masticavo appena lo spagnolo e non parlavo neppure una parola di catalano, ma a un party a Londra, sotto l'influsso di vari stimoli, mi ero infervorato in una discussione sul grande architetto catalano da tempo scomparso, Antoni Gaudì. Le teorie che sostenevo le avevo interamente mutuate da alcuni scrittori francesi, che vedevano nello stile di Gaudì delle affinità con il movimento surrealista. In effetti, le sue opere non hanno niente di surrealista, anzi contrastano assolutamente con quanto affermato e propugnato da quella corrente, ma si era nella "swinging London" degli anni sessanta, e non c'era bisogno di provare quello che si diceva, qualsiasi fesseria andava bene.

Cosa ne penso
Ho iniziato a leggere questo saggio del giornalista australiano Robert Hughes subito dopo essere tornata da Barcellona, principalmente perché desideravo prolungare il più a lungo possibile la "magia" del viaggio (che per quanto breve mi ha rimesso al mondo, per lo meno da un punto di vista psicologico).

La cosa più logica sarebbe stata quella di reperire le informazioni contenute in questo testo prima della partenza (cosa che ho fatto in modo parziale consultando la guida del National Geographic), ma ho preferito partire senza avere idee preconcette su una città che mi apprestavo a visitare per la prima volta. Volevo in pratica che il mio sguardo fosse il più neutro possibile e che le impressioni riportate fossero mie e soltanto mie. Così è stato, per fortuna, ma mi accorgo soltanto adesso, dopo aver terminato la lettura di Barcellona l'incantatrice, che il testo di Hughes non avrebbe inficiato in alcun modo il mio giudizio.

Il racconto di Hughes è appassionato e sincero e traspare in ogni riga l'amore che l'autore nutre per questa meravigliosa città. Lo sguardo che Hughes posa su Barcellona è quello del turista, ma anche quello dello storico dell'arte: Barcellona viene raccontata principalmente dal punto di vista architettonico e urbanistico.  Hughes mette a confronto Barcellona la "grigia" (come veniva definita durante il regime di Franco) in netta contrapposizione con Barcellona la gran encisera, l'incantatrice, la città che è divenuta nell'immaginario collettivo il simbolo del modernismo.

Hughes descrive Barcellona attraverso anedotti e curiosità che partono dalla conquista romana fino al periodo della dittatura franchista, passando attraverso il regno dei Borboni; in modo mai pedante egli ci racconta con dovizia di particolari l'incredibile sviluppo urbanistico della città, avvenuto attraverso tre boom edilizi grazie ai quali la città ha assunto l'aspetto che ancora oggi possiamo ammirare: il primo risalente al Medioevo (XIV secolo), il secondo (e più significativo) avvenuto durante la seconda metà dell'Ottocento e il terzo ed ultimo che ha avuto luogo in concomitanza con le Olimpiadi del 1992.

Nel suo racconto non mancano accenni alla storia e ai monumenti di Barcellona, al colore locale e alle vite delle sue personalità più illustri: gli artisti (Salvador Dalì, Joan Mirò, Pablo Picasso) e naturalmente i grandi architetti,  Ildefons Cerdà i Sunyer (cui si deve l'Eixample), Joseph Puig i Cadafalch (costruttore di Casa Amatller), Lluis Domenech i Montaner (Palau de la Musica Catalana, Hospital de la Santa Creu i Sant Pau) e il suo figlio più celebre, Antoni Gaudì.

A Gaudì Hughes dedica un capitolo a sé stante in cui prende in esame gli anni giovanili (a quanto pare Gaudì era un pessimo studente, poco portato per il disegno), le fonti della sua ispirazione (principalmente la natura), l'attenzione per l'artigianato, il rapporto che lo legò al suo primo mecenate, l'industriale tessile Eusebi Guell, (per il quale Gaudì ideò e realizzò il Parc Guell, la Cripta della Colonia Guell e  il Palau Guell), la realizzazione della Casa Batllò sul Passeig de la Gracia su commissione di un altro industriale tessile (Josep Batllò i Casanovas), la realizzazione della Casa Milà (meglio nota come la Pedrera, costruita per Pere Mià i Camps, un imprenditore immobiliare amico di Batllò) e naturalmente l'ambiziosissimo progetto della Sagrada Familia ed infine gli anni del declino, della povertà e della vecchiaia.

Nel saggio di Hughes troverete anche qualche accenno alla Cattedrale La Seu, alla costruzione di Santa Maria del Mar (raccontata in modo romanzato da Ildefonso Falcones) e della Ciutadella, al folklore e al colore tipico della Boqueria e delle Ramblas.

Spero di non avervi annoiato con questo resoconto, ma di sicuro non annoierà Barcellona L'incantatrice (pubblicata nella collana Luoghi d'Autore della Feltrinelli)  che consiglio caldamente a chi dovesse apprestarsi a visitare la città per la prima volta. Giuro, è meglio di una qualsiasi guida turistica!
Tra le opere citate: Omaggio alla Catalogna di George Orwell, Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, Giovanna d'Arco di Giuseppe Verdi, Le Ninfe di Monet, Guerre stellari di George Lucas

La Trama
“È una vera fortuna,” scrive Robert Hughes, “scoprire una seconda città oltre alla propria che diventi una vera città natale… Una quarantina di anni fa ho avuto questo colpo di fortuna: ho incontrato Barcellona.”

Prendendo spunto dal suo precedente libro Barcellona del 1992, Robert Hughes, giornalista e critico d’arte australiano trapiantato a New York, ripercorre lo stesso cammino, facendo della narrazione un’esperienza squisitamente personale di viaggio e di vita, scaturita dalla sua quarantennale frequentazione della città. L’amore dell’autore per Barcellona nasce casualmente dal suo interesse per l’arte in generale, e dall’incontro con un personaggio che si rivelerà essenziale per la sua esistenza: lo scultore catalano Xavier Corberò, legato ai circoli intellettuali della città e promotore, assieme ad altri artisti e scrittori, della rinascita di Barcellona dopo gli anni bui del regime franchista, che le valsero il nome di “Barcelona grisa”. La città, infatti, dopo la Renaixença di fine Ottocento, di cui le opere di Gaudí e di altri importanti architetti aderenti al movimento modernista sono la testimonianza, visse momenti difficili durante e dopo la Guerra civile, fino al termine della dittatura, a causa della sua netta opposizione al regime. Gli aneddoti personali sono un pretesto per riflettere sulla storia e sulla natura del popolo catalano, caratterizzate da sempre da un forte senso d’indipendenza e autodeterminazione. Oltre a tratteggiare un quadro innamorato della sua città di adozione, Hughes ama indugiare sui semplici piaceri della cucina catalana o del girovagare per le stradine alla ricerca di luoghi e situazioni particolari, regalandoci un ritratto di Barcellona che ce ne fa apprezzare in pieno il fascino.

NOVITA' IN LIBRERIA: GENNAIO 2011

Anche se un pò in ritardo (visto che il mese sta ormai volgendo al termine) pubblico qualche novità editoriale per questo gennaio 2011. Come sempre i titoli proposti sono quelli che maggiormente hanno attirato la mia attenzione e che vorrei aggiungere ai miei già straripanti scaffali. Per vedere la scheda del libro basta cliccare sul titolo.
  1. Lorenza Ghinelli, Il divoratore, Newton Compton
  2. Vito Bruschini, Vallanzasca, Newton Compton
  3. Nelson Johnson, Boardwalk Empire: l'impero del crimine, Newton Compton
  4. Patrick Woodhead,  Il tempio degli eterni, Newton Compton
  5. Lisa McMann, Dream. Cronache dell'incubo, Newton Compton
  6. Guy de Maupassant,  Bel Ami, Newton Compton
  7. Jane Austen, Lady Susan/ I Watson/ Sanditon, Newton Compton
  8. Armitage Trail, Scarface, Newton Compton
  9. Lyman Frank Baum, Il mago di Oz, Newton Compton
  10. Michael Pollan, Il dilemma dell'onnivoro, Y Giunti
  11. Kelley Armstrong, The summoning,  Fazi editore
  12. Alessandro Trocino, Popstar della cultura,  Fazi editore
  13. Hilary Mantel, Wolf Hall,  Fazi editore
  14. Ludmilla Helga Siersch, Addio Vienna,  Fazi editore
  15. Shane Stevens, Io ti troverò,  Fazi editore
  16. Alexander Stille, Uno su mille, Garzanti
  17. Giuseppe Pederiali, Il ponte delle sirenette, Garzanti
  18. Clara Sanchez, Il profumo delle foglie di limone, Garzanti
  19. Elmore Leonard, Lo sconosciuto n.89, Einaudi
  20. Fred Vargas, Critica dell'ansia pura, Einaudi
  21. Claudia Gray, Hourglass, Mondadori
  22. Tabita Suzuma, Proibito, Mondadori
  23. Nora Leigh, Ménage proibito, Leggereditore
  24. Kresley Cole, Dark passion, Leggereditore
  25. Lara Adrian, Il bacio del risveglio, Leggereditore
  26. Glenn Cooper, La mappa del destino, Nord
  27. P.C. Cast - Kristin Cast, Tempted, Nord
  28. Fannie Flagg, Miss Alabama e la casa dei sogni, Rizzoli
  29. Carolyn Jess-Cooke, I diari dell'angelo custode, Longanesi
  30. Marion Zimmer Bradley, Gli inferni di Zandru, Longanesi
  31. Carrie Ryan, La foresta degli amori perduti, Fanucci
  32. Alyson Noel, Radiance, Fanucci
  33. Joe R. Lansdale, Londra tra le fiamme, Fanucci
  34. Jeaniene Frost, La regina della notte, , Fanucci
  35. Stefano Benni, Le Beatrici, Feltrinelli
  36. Claudia Pineiro, Tua, Feltrinelli
  37. Anthony Bourdain, Al sangue, Feltrinelli

Ritorsioni

La bibliotecaria di Preganziol (TV) che ha denunciato la "misteriosa" scomparsa dei libri di Roberto Saviano dalla biblioteca in cui lavora sta iniziando a subire le prime ritorsioni per il suo coraggioso atto di denuncia. La si accusa più o meno velatamente di aver cercato pubblicità in previsione di una sua possibile candidatura nelle liste di centrosinistra alle prossime elezioni provinciali. Non solo la povera Emme, come ormai viene chiamata, è stata accusata di aver rubato la copia del libro in questione e rischia il posto di lavoro, ma adesso subisce quest'ultima infondata accusa infamante. Rimando ancora una volta a Lipperatura per ulteriori informazioni.

Sono sempre più triste e avvilita, anzi schifata, da questo paese. L'unica cosa che potrebbe rallegrarmi è vedere Bondi sfiduciato.

martedì 25 gennaio 2011

Sto leggendo...

Ancora una volta la Y Giunti si dimostra una casa editrice attenta alle tematiche sociali e infatti, dopo aver pubblicato lo scorso settembre il romanzo di Laurie Halse Anderson che affrontava il delicato tema dell'anoressia (Wintergirls), questo mese propone Il dilemma dell'onnivoro, il  romanzo-inchiesta del giornalista americano Michael Pollan sulla catena alimentare.

Pollan nella sua "investigazione" ci spiega passo dopo passo i processi e i passaggi che stanno dietro ogni singolo alimento che portiamo sulle nostre tavole. Considerando tutte le schifezze che ho mangiato durante il mio viaggetto  credo che questo saggio si rivelerà una vera e propria miniera di informazioni utili per poter finalmente tornare ad alimentazione più sana.

Questo il booktrailer


Michael Pollan decide di improvvisarsi «detective del cibo» per conoscere l’evoluzione e i segreti nascosti dietro quello che si mangia, dal seme al frutto, dalla storia del «cibo con una faccia» alla carne lavorata e anatomicamente irriconoscibile. Inizia così una ricerca che lo porta a conoscere varie realtà, dalla produzione industriale a quella dei produttori diretti. Fast food, supermercati, fabbriche, macelli e piccole fattorie diventeranno il terreno della sua instancabile marcia verso la consapevolezza. In questo viaggio pieno di scoperte ma anche di incertezze, Pollan dovrà affrontare molte esperienze che lo metteranno a dura prova, dovrà combattere e accettare compromessi, dovrà forzare la sua indole e imparare a cacciare e a uccidere per nutrirsi. Alla fine però ritroverà la strada di un rapporto diverso con madre natura e sarà in grado di scegliere come comprare, cucinare e mangiare. La sua ricerca si conclude con un menù a quattro portate dove finalmente quello che c’è nel piatto non è più un dilemma ma la storia appena raccontata.

Le nominations

Non quelle del GF, quelle degli Oscar: occhio che sono parziali, ho messo solo quelle che mi interessavano di più. 

Clamorosa l'esclusione di Nolan dalla categoria Miglior Regia, mentre viene giustamente premiato  Black Swan in lizza come miglior film, miglior fotografia, montaggio e miglior attrice (evvai). Non capisco questo 127 ore cosa mai avrà di speciale per aver avuto tutte queste nominations (a parte il fatto che Franco è un gran figo)...

Francamente Jesse Eisemberg mi sembra miracolato: bello il film, bella la sua prestazione in The social Network, ma decisamente NON DA NOMINATION (fatevi sotto: per me un merluzzo è più espressivo di lui)

Miglior Film: Il cigno Nero, The Fighter, Inception, The Kid's are all right, 127 Ore, The Social Network, Toy Story 3, Il Grinta, Winter's Bone, The King's Speech, True Grit

Animazione: The illusionist, Dragon trainer, Toy story 3

Documentari: Exit through the Gift Shop, Inside Job, Restrepo

Film straniero: Biutiful (Mexico), Dogtooth (Greece),  In a Better World (Denmark) Incendies (Canada),
Outside the Law (Algeria)

Miglior Regia: Black Swan (Darren Aronofsky), The Fighter (David O. Russell), The King's Speech (Tom Hooper), The Social Network (David Fincher), True Grit (Joel Coen and Ethan Coen)

Miglior attrice: Annette Bening (The Kids Are All Right), Nicole Kidman (Rabbit Hole), Jennifer Lawrence (Winter's Bone), Natalie Portman (Black Swan), Michelle Williams (Blue Valentine)

Miglior Attore:Javier Bardem (Biutiful), Jeff Bridges (True Grit), Jesse Eisenberg (The Social Network), James Franco (127 Hours), Colin Firth (The King's Speech)

Ovviamente tutte le info di questo post sono da prendere con le pinze, anche se la mia fonte è cineblog per cui dovrebbe essere tutto corretto. Per amor di verità vi invito comunque a verificarne l'esatezza.

UPDATE 26 GENNAIO 2011
Ho appena scoperto su Stanze di cinema che a presentare la notte degli Oscar il prossimo 27 febbraio saranno Anne Hathaway e James Franco: ora mi spiego la pioggia di nominatios per 127 ore. Già mi immagino la scenetta nel caso in cui il buon James dovesse vincere come miglior attore, cosa per fortuna assai improbabile visto che sono nominati anche Colin Firth, Javier Bardem e Jeff Bridges. Bah...

MOSTRE: Torna Vintage Selection


Da domani fino al 30  gennaio torna a Firenze presso la Stazione Leopolda la Vintage Selection, la più grande mostra mercato del vintage in Italia.

http://www.stazione-leopolda.com/
http://vintageselection.blogspot.com/

Di sotto il programma completo:

VINTAGE SELECTION N.17: UNO STRAORDINARIO CONTENITORE DI CREATIVITA’Dal 26 al 30 gennaio 2011 alla Stazione Leopolda si svolgerà la 17esima edizione di Vintage Selection, una delle mostre-mercato più autorevoli e prestigiose in Italia e in Europa per la moda e l’oggettistica vintage di qualità.

A Vintage Selection non vengono solo appassionati, collezionisti e gente comune in cerca di qualcosa di originale, ma anche fashion designer e creativi degli uffici stile delle grandi aziende internazionali di moda che si ritrovano a Firenze per Pitti Immagine Filati, il salone di Pitti Immagine che si svolge negli stessi giorni alla Fortezza. La sinergia con questo pubblico di veri intenditori – verso cui Pitti Immagine indirizza di volta in volta campagne di informazione e di promozione – è uno dei punti di forza e di distinzione di Vintage Selection e rappresenta uno stimolo ulteriore per la qualità, l’innovazione e la ricerca stilistica della sua offerta.

Questa 17esima sarà un’edizione che imprimerà alla manifestazione un carattere ancora più ampio, trattando la cultura contemporanea del vintage nei suoi diversi aspetti e nella sua trasversalità attraverso un ricco programma di iniziative: dalla mostra dedicata agli archivi storici – sempre più essenziale materia di ispirazione per le collezioni di oggi - alla presentazione di un ospite speciale fino a conferenze e workshop sul tema del vintage come testimone privilegiato dei decenni passati e fattore di creatività contemporanea.

Sono 50 gli espositori protagonisti a Vintage Selection, per un pubblico di operatori e appassionati che nell’ultima edizione ha toccato quota 13.000 presenze. I nomi di questa edizione:

A.N.G.E.L.O. VINTAGE CLOTHING, ALOE&WOLF.VINTAGE.SIENA, ANNA MARIA E MARGHERITA VINTAGE, ART-HOUSE FIORELLA MAFFEIS, ARTE & VIAGGI - VALEGGIO (VR), BALEVIN L'ATELIER DEL VINTAGE – BOLOGNA, BEATRICE MORICCI e ILARIA BARTOLINI DESIGNERS, BETTY PAGE BOUDOIR – GENOVA, BIDONVILLE VINTAGE STORE BARI, BOUTIQUE NADINE - FIRENZE, CAPPI VINTAGE , CERI VINTAGE - FIRENZE, CHARLY MAX VINTAGE MILANO MARITTIMA – FORLI’, CHICAS LOCAS, D’AMATO G., DEUDA, DRAWFLOWERS e FELICITA, ÉCLATER - MILANO, EMAK-BAKIA' VESTIRSI VINTAGE, EPOCA VINTAGE FIRENZE, ESTEL FASHION SARTORIA CREATIVA, F.& R. VECCHI COSTUME DESIGNERS E VINTAGE, FERRINI ORFEO, GAUDELI’S VINTAGE – SESTO F.NO, HAPPY BOOKS SRL, JEWELS OF FANTASY NEW YORK/ROMA, JULESEJIM VINTAGE STORE, LA SPILLA ALLEGRA - FIRENZE, LAMU' VINTAGE – BOLOGNA, LAURA VINTAGE PRATO, MAGNIFICA PREDA, MAIKO UNIQUE+ LE 18:00, MAISON 39 & KARINA, MAI VISTO ABITI D'EPOCA, MAUSTORE, NO LOGO-VINTAGE, OFFICINA VINTAGE – FIRENZE, ONLY ONE BRESCIA, POST POST RAVENNA, PR CLUSONE (BG), PX MILITARY VINTAGE, PUNTI DI VISTA, RICICLABO’, ROBE & VINTAGE – BOLOGNA, SHABBY CHIC VINTAGE, SURFINDUSTRY, TARA VINTAGE, VENTURINO VINTAGE, VINTAGEART – BOLOGNA, VIOLA VINTAGE.

La sezione Remake
Remake è la sezione speciale dedicata alle collezioni delle aziende che realizzano vintage customizzato: BEATRICE MORICCI e ILARIA BARTOLINI DESIGNERS, DEUDA, DRAWFLOWERS e FELICITA, ESTEL FASHION SARTORIA CREATIVA, MAIKO UNIQUE! + LE 18:00, MAISON 39 & KARINA, RICICLABO', SURFINDUSTRY propongono capi sottoposti a trattamenti innovativi o trasformati attraverso interventi sartoriali, che buyer e visitatori potranno acquistare direttamente.

E inoltre:

La musica accompagnerà i visitatori nel percorso tra i vari stand con una selezione curata da Radio Italia Anni ‘60 - radio partner della manifestazione.
In più, tutti i giorni di manifestazione, durante l’happy hour, dalle ore 17.00 alle ore 20.00 , sarà possibile richiedere al Juke box vivente di riascoltare vecchi brani su vinile, a tema funky-soul-Jazz-colonne sonore-italiani-anni ’80- rock’n’roll - burlesque.

Nella zona relax il bar/ristorante della manifestazione sarà curato da Convivium, realtà di spicco tra le società di catering presenti sul territorio di Firenze.

IL PROGRAMMA DI QUESTA EDIZIONE:
Tutti i giorni, da mercoledì 26 a domenica 30 gennaio 2011_ Dalle ore 10.00 alle 20.00:


VINTAGE SELECTIONLa grande mostra-mercato in cui potete trovare tutto quello che cercate – ma anche quello che non stavate cercando – quanto ad abbigliamento e accessori vintage & remake.

TAG YOURSELF UP
Allo Spazio Alcatraz, foto set esclusivi dove indossare abiti e accessori vintage, farsi scattare una foto dal fotografo ufficiale della manifestazione e postarla sul proprio social network preferito.


BALEVIN POLAROID MUSEUM
Una mostra di modelli e accessori Polaroid che è anche un museo con foto e curiosità sulla storia di questa macchina fotografica amata da grandi artisti contemporanei.

FOULARDS D’AUTORE
Una mostra di foulards raccolti da Venturino Vintage che riproducono dipinti di artisti come Picasso, Fornasetti, Ugo Nespolo, Tassinari e altri.


_ Dalle ore 17.00-20.00:
IL JUKE BOX VIVENTE
Il dj Pise è a disposizione per farvi riascoltare vecchi brani funky-soul-jazz-rock&roll, burlesque e colonne sonore italiane da vecchi vinili originali.


_ Dalle ore 18.00 alle 20.00:
V2H: VERY HAPPY HOUR
Nel Bar Vintage dello Spazio Alcatraz, tra un acquisto e una mostra, un invito ad assaggiare le squisitezze
eno-gastronomiche di Convivium.



Mercoledì 26 gennaio 2011, ore 17.00-18.00:
ARCHIVIO A.N.G.E.L.O.
Attraverso una raccolta permanente di capi e accessori originali dal 1880 al 1990, il fascino della storia del costume e l'evoluzione dell’abbigliamento civile, militare, sportivo e da lavoro.


Giovedì 27 gennaio 2011, ore 17.00-18.00:
VINTAGE ART BAGS
Una serie di borse di lavorazione artigianale realizzate tra gli anni ’50 e i ’70 da grandi nomi come Roberta di Camerino, Gherardini e Don Pablo de Campostella


Venerdì 28 gennaio 2011, ore 17.00-18.00:
SUA ALTEZZA IL TACCO
Tacchi da tutto il mondo e di tutti i materiali dagli anni’50 a oggi, selezionati per la loro forma ma anche per la loro firma da NOLOGO.


Sabato 29 gennaio 2011, ore 17.00-18.00:
TIPS BY CARLA GOZZI
Una breve lezione sul vintage tenuta da un’esperta che visiterà il salone insieme al pubblico per offrire i suoi utili consigli.


Domenica 30 gennaio 2011, ore 17.00-18.00:
VERO/FALSO PER CHARLIE MAX
Sauro Sedioli, alias Charlie Max, insegna come distinguere il vero dal falso nel vintage, specialmente se si tratta di borse griffate.



L’ area workshop ed archivi sarà allestita presso lo spazio Alcatraz da Claudio Loria, alias leclettico di milano, collezionista di modernariato e pezzi del passato in genere che poi riutilizza per dare un’anima agli spazi che allestisce.

VINTAGE SELECTION è organizzata da
STAZIONE LEOPOLDA srl.


Aperta al publico/Ingresso a pagamento
Stazione Leopolda
Viale F.lli Rosselli, 5-Firenze

Orario: 10-20
Ingresso 5,00 euro
Coupon riduzione ingresso disponibile su www.stazione-leopolda.com.
Tel. +39/055/212622

Ps. Il logo dell'anno scorso mi piaceva di più...

La canzone di oggi: Bacio d'addio, di Nina Zilli

domenica 23 gennaio 2011

Spot Pomellato Colpo di fulmine

Tilda Swinton nuovamente diretta da Luca Guadagnino (Io sono l'amore)

I'm still here, di Casey Affleck


Visto su segnalazione del cannibale, ne avevo già sentito parlare durante l'ultimo Festival di Venezia: si tratta di I'm still here, il documentario o meglio il mockumentary (sullo stile di Borat) girato da Casey Affleck con protagonista Joaquin Phoenix.

Phoenix all'apice della sua carriera d'attore nel 2008 aveva annunciato tra la sorpresa generale di voler smettere di recitare per potersi dedicare anima e corpo alla musica rap. Fin dall'inizio erano circolate voci che la notizia fosse una bufala e che in realtà Phoenix stesse girando un film con il cognato Casey Affleck (cosa che poi si è rivelata assolutamente vera), ma Phoenix si è impegnato al massimo per convincere tutti che la sua scelta era definitiva: look da barbone, parlata biascicata, discorsi a cazzo, comparsate tragicomiche al David Letterman Show (dove tra l'altro è passato alla storia per avergli appiccicato il chewingum sulla scrivania), improbabili esibizioni rap e tanti altri luoghi comuni sulle star wasted.

Tutto falso e strategicamente studiato a tavolino dai due allegri compari (Casey e Phoenix) che quando partorirono l'idea probabilmente si erano fumati una vagonata d'erba. Un'idea assolutamente originale e rivoluzionaria per certi versi perché per quanto ne so nessun attore di Hollywood (per lo meno non quelli di serie A) ha mai fatto qualcosa del genere prima di loro. Ora sicuramente è vero che al tempo dei reality show la linea di demarcazione tra ciò che è reale e ciò che  è fittizio è particolarmente sottile, però dopo aver visto il documentario (chiamiamolo così) mi sono fatta l'idea che non tutto fosse frutto di una sceneggiatura.

Intanto, per quanto bravo, un attore deve aver incontrato qualche piccola difficoltà a sostenere la parte di sè stesso in versione barbun per un anno e passa, il che mi fa pensare che in un certo senso il buon Joaquin ci fosse già un pò abituato ad avere quell'aspetto miserevole, poi considerando la sua storia familiare tutta la faccenda della rinuncia alla carriera d'attore e al successo mi è sembrata abbastanza verosimile.

Le prime immagini del film mostrano un vecchio filmato in cui Joaquin bambino insieme ai fratelli e alle sorelle si esibisce in uno spettacolino. Uno potrebbe pensare che i bambini spesso fanno spettacolini per la famiglia, per cui niente di strano, ma  quello che forse non tutti sanno è che i genitori di River e Joaquin vivevano in una specie di comune hippy in America Latina e facevano esibire i figli di fronte ai turisti per racimolare i soldi per tirare avanti. Il fratello di Joaquin, il compianto River (mio idolo adolescenziale e promessa del cinema internazionale a detta di tutti, non solo mia) era letteralmente ossessionato dalla celebrità e per giunta è morto per overdose proprio tra le braccia dell'allora diciasettenne Joaquin. Non è  che voglio fare psicologia da strapazzo, ma la cosa un pochetto deve aver influito sulla psiche del nostro barbun.

Comunque, sto divagando, il film è carino e divertente in tantissimi momenti: vale la pena di guardarlo solo per vedere le facce e le espressioni della gente a cui Joaquin dice che sta lasciando il cinema. Da morire letteralmente dal ridere la scena con Ben Stiller (che poi si vendicherà facendogli l'imitazione) e quella del già citato Letterman; strazianti i momenti in cui JP (come vorrebbe farsi chiamare nell'ambiente hip hop/rap) delizia il pubblico con i suoi testi (terrificante davvero) e semplicemente disgustose alcune scene (vomito, cacca, mignotte e piste di coca varie). Non certo un capolavoro della cinematografia ma da apprezzare per il coraggio estremo.


Black swan, di Darren Aronofsky


Il cigno nero (2010) di Darren Aronofsky. Con Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey, Winona Ryder, Sebastian Stan, Christopher Gartin, Janet Montgomery, Toby Hemingway, Kristina Anapau, Ksenia Solo, Adriene Couvillion, Shaun O'Hagan, Marty Krzywonos, Marcia Jean Kurtz, Deborah Offner, Kurt Froman, Patrick Heusinger, Tim Lacatena, Beth Laufer, Matthew Nadu, Ivan Paric, Melanie Torres


http://www.youtube.com/watch?v=JP4iAg1Af2A

Ho ancora i brividi dopo averlo visto: lo aspettavo con ansia da quando è stato presentato a Venezia e la mia aspettativa non è stata delusa. La Portman qui non è semplicemente brava, è divina (e infatti le hanno dato il Golden Globe, ma ci scappa anche un Oscar), perfetta con il suo fisico esile e il suo viso delicato per interpretare Nina, ballerina classica che sogna il ruolo che vale un'intera carriera.
Il coreografo Thomas Leroy (Vincent Cassel sexissimo)  dopo le iniziali titubanze la sceglie per interpretare Odette (il cigno bianco) in quanto superiore a tutte le altre, per lo meno dal punto di vista  tecnico: ma Nina sarà in grado di interpretare anche il cigno nero? Sarà in grado di lasciar emergere il lato oscuro di sé? Sarà in grado di rappresentare la seduzione del male? Tutto il film ci racconta in modo incalzante, con una suspence che non viene davvero mai meno grazie anche agli effetti speciali dosati e messi lì laddove serviva davvero, la discesa verso gli inferi di Nina che al mondo desidera una cosa sola: essere perfetta.


Il prezzo da pagare per questa perfezione purtroppo è la perdita della salute mentale. Nina da dolce e fragile ragazza, che a 28 anni vive ancora sotto l'amorevole, assillante controllo della madre (la sempre brava Barbara Hershey)  e dorme circondata da carillon e peluche come una bambina, si trasforma  in una bad girl, che lentamente fa venire fuori tutta la rabbia repressa. Nel processo di trasformazione fondamentale è l'incontro con un'altra ballerina, Lily, che è il suo esatto opposto.  Libera, seducente e disinibita, Lily (interpretata dalla brava Mila Kunis che purtroppo è stata letteralmente "spazzata" via dalla Portman) è tutto ciò che Nina vorrebbe essere, ma non può. Verso di lei proietta i suoi desideri più inconfessabili (un desiderio sessuale costantemente represso che trova sfogo solo nell'immaginazione) e le sue paure più terrificanti (l'angoscia di non essere all'altezza, di venire rimpiazzata). Alcune scene sono davvero da cardiopalma: quella della scena saffica (con la Kunis appunto) e quella della sera prima della prima, quando ferisce la madre e crede di spezzarsi le gambe, ma in generale tutte quelle in cui Natalie Portman rimane sola chiusa in bagno. Insomma, per farla breve è un film straordinario. L'ho visto in streaming, ma quando uscirà in sala a febbraio credo che andrò a vederlo come merita di essere visto. Se non danno l'Oscar alla Portman quelli dell'Academy sono pazzi.

sabato 22 gennaio 2011

CineLibri: Acqua agli elefanti, di Sara Gruen


L'Incipit
Solo tre persone erano rimaste sotto la tenda bianca e rossa della rosticceria: io, Grady e il cuoco addetto alle fritture. Io e Grady ci eravamo seduti a un tavolo di legno consumato, ciascuno davanti a un piatto di latta ammaccato e a un hamburger. Il cuoco, dietro il bancone, scrostava la griglia con il bordo di una spatola. Aveva già spento la friggitrice da un pò, ma l'odore di grasso ristagnava ancora. Il viale centrale, che poco prima brulicava di gente, era vuoto, tranne che per un paio di dipendenti del circo e un gruppeto di uomini che aspettavano di poter entrare nella tenda della danza indiana. Lanciavano occhiate nervose a destra e a sinistra, i cappelli calcati in testa e le mani ficcate in tasca. Non sarebbero rimasti delusi: da qualche parte, sul retro, li attendeva Barbara con la sua prosperosa bellezza.


Cosa ne penso
Dopo lunghe ricerche finalmente sono riuscita a mettere le mani su questo romanzo di cui avevo tanto sentito parlare, Acqua agli elefanti dell'americana Sara Gruen: in libreria mi è stato impossibile trovarlo, ma per fortuna le biblioteche toscane sono ben fornite e dopo un'attesa di qualche mese l'ho arraffato senza pensarci su due volte, nonostante la mia book pile sia già considerevolmente lunga. Il romanzo ha pienamente soddisfatto le mie aspettative: l'ho trovato denso, emozionante, commovente e l'ho finito praticamente in 4 ore, grazie allo stile particolarmente scorrevole (sebbene in alcuni tratti il linguaggio si faccia scurrile)  e alla storia raccontata, che è prima di tutto il racconto di un'epoca (gli anni '30 della Grande Depressione americana) e solo in un secondo momento una straordinaria storia d'amore.

Protagonista della vicenda è Jacob Jankowski, ormai novantenne, ricoverato in una casa di cura a seguito della rottura dell'anca. Con l'arrivo in città di un circo, Jacob improvvisamente comincia ad andare a ritroso nel tempo e a ripercorrere con la memoria gli anni della sua giovinezza quando, rimasto orfano, nullatenente e non ancora laureato, entrò a far parte del circo itinerante dei Fratelli Benzini in qualità di veterinario.

Tutto il romanzo si concentra sulla descrizione della vita del circo e dei suoi variopinti abitanti: nani, clown, donne cannone, santimbanchi, domatori ed artisti di ogni genere. La Gruen ha dichiarato di essersi accuratamente documentata sulla vita dei circhi itineranti degli anni '30 ed in effetti leggendo il romanzo si ha la netta sensazione di trovarsi sotto un tendone. Per qualche istante si vive la magia dello spettacolo "più bello del mondo" e si ha quasi la sensazione di tornare bambini, quando il circo suscitava sensazioni di stupore e meraviglia e non feroci proteste animaliste. Però dietro la superficie di forzata allegria si cela una realtà ben diversa, fatta di avidità, gelosie, violenze e rigide gerarchie sociali: gli artisti vengono prima degli operai, i felini vengono prima degli equini e quando il cibo scarseggia  (il racconto è ambientato in uno dei periodi più bui della storia americana) le capre e i cavalli vengono sacrificati per sfamare i leoni e le tigri e i vecchi, i deboli e i malati vengono gettati giù dal treno su cui viaggia il circo Benzini senza tanti complimenti .

La durezza di questa vita è ben rappresentata dal personaggio di August Rosenbluth, affascinante direttore equestre del circo, nonché marito della bella Marlena, strappata alla famiglia e a un matrimonio combinato dietro le promesse di avventura e passione. August si rivelerà un uomo tanto affascinante quanto crudele, spietato non solo con le bestie di cui è responsabile ma anche con le persone. August è capace di alternare momenti di simpatia e gentilezza a scatti d'ira che spesso sfociano in veri e propri atti di violenza.

L'arrivo nell'allegra comitiva di Jacob destabilizzerà l'equilibrio già precario tra August e la moglie Marlena, di cui sta lentamente perdendo il controllo. La vicinanza tra quest'ultima e Jacob si farà sempre più stretta, (grazie anche all'amore sincero ed incondizionato che hanno entrambi per gli animali ed in particolare per un'elefantessa di nome Rosie) fino a che i due si innamoreranno, suscitando le ire di August e alienandosi le simpatie del resto della compagnia. C'è ovviamente il lieto fine e alla fine davvero viene voglia di rileggerlo da capo. Veramente un bellissimo romanzo da cui è stato recentemente tratto un film diretto da Francis Lawrence (con Reese Witherspoon, Christopher Walz e Robert Pattinson) che uscirà negli Usa ad aprile 2011. Vedendo il trailer mi sono venuti i brividi e non c'entra nulla il fatto che c'è il bimbo gnocco Robertino e due premi Oscar. Can't wait...




La Trama
Sono gli anni Trenta negli Stati Uniti, l’epoca passata alla storia come quella della Grande Depressione, la piú grave crisi mai vissuta dalla sterminata nazione americana. Sono anche gli anni, però, in cui ha inizio una singolare, patetica grandeur: quella dei circhi itineranti che attraversano in lungo e in largo il paese allo stremo col loro strabiliante carico di donne-cannone, nani, mostri e animali esotici. Una fuga in un mondo fantastico necessaria quando la realtà è così poco attraente.


A Norwich, una piccola città del Connecticut dove vive Jacob Jankowski, studente di veterinaria, passa il treno che trasporta il «Benzini Brothers Most Spectacular Show on Earth», un circo scalcagnato, con leoni rinsecchiti, freaks affamati e un sadico, volubile direttore e domatore: August Rosenbluth, che sfama le bestie feroci eliminando di volta in volta di nascosto uno dei cavalli della sua affascinante moglie: la splendida Marlena, la star del Benzini Brothers, la ragazza che lascia ogni sera stupefatti gli spettatori coi suoi numeri acrobatici ed equestri.
Jacob capita sul treno del Benzini Brothers per puro caso. È in fuga da tutto e da tutti dopo l’improvvisa morte dei genitori in un incidente. Il bizzarro mondo del circo gli sembra, però, subito il posto adatto per sfogare la sua disperazione. Accetta perciò di buon grado la proposta di curare gli animali del Benzini Brothers, proposta avanzatagli direttamente da Zio Al, il megalomane proprietario del circo che ha sempre sognato di avere un veterinario al suo seguito.
In quel mondo, governato da un rigido sistema di casta, Jacob se ne starebbe tranquillamente al suo posto se due seducenti figure non lo turbassero profondamente: Marlena, la bellissima e sensibile acrobata e cavallerizza, e Rosie, l’immensa, pacifica elefantessa che brama limonate e sembra incapace di obbedire al piú semplice dei comandi. Un turbamento pericoloso, visto che sia Marlena che Rosie sono in balìa di August Rosenbluth, prime vittime della sua gelosia, dei suoi instabili umori e della sua inarrestabile violenza.

L'autrice

Sara Gruen è autrice del best seller Riding Lessons. Animalista convinta, vive col marito, tre figli, cinque gatti, due capre, un cane e un cavallo in una comunità ambientalista a nord di Chicago. Per scrivere Acqua agli elefanti si è attentamente documentata sui circhi itineranti degli anni Trenta, durante la Grande Depressione, e sui trattamenti che riservavano agli animali.
Il Film


Gli scrittori si mobilitano contro il rogo di libri. E i blogger?


Oltre alla già stracitata Loredana Lipperini e il collettivo Wu Ming, altri scrittori italiani e non solo (su tutti il commento di Luis Sepulveda) si stanno mobilitando contro l'iniziativa fascista promossa prima dall'assessore Speranzon e poi avallata da all'assessore all'Istruzione Donazzan e dall'ex ministro delle politiche agricole Zaia. Sono intervenuti sulle pagine dei loro blog Michela Murgia, Carlo Lucarelli e Licia Troisi. Non bisogna permettere che questa faccenda cada nel dimenticatoio. Di solito non sono una che parte in quarta a firmare petizioni e cliccare iniziative su Facebook, ma in questo caso mi sono sentita  di diffondere nel mio piccolo questa gravissima notizia (continuo a non sentirne mezza parola in tv, ma è anche vero che io la guardo poco quindi magari sto sbagliando). Mi chiedo: ma gli altri blogger? Mi riferisco soprattutto a quei /quelle blogger che si occupano di libri e letteratura: possibile che la faccenda vi lasci indifferenti? Per carità non metto becco su quello che succede a "casa altrui" però mi sarei aspettata una maggiore partecipazione, per lo meno un accenno sulla vicenda e invece niente. Vi prego intervenite e smentitemi.

giovedì 20 gennaio 2011

Il commento di Luis Sepulveda sull'affair Speranzon


Sulla tristissima vicenda dei libri proibiti dall'assessore (per carità non diciamo alla cultura) Speranzon ancora una volta rimando al sito di Loredana Lipperini che pubblica un commento di Luis Sepulveda:

El burdo fascismo berlusconiano, la vulgaridad extrema de los perfectos ignorantes de la Lega Nord y la pasividad cómplice de los llamados partidos de “centro derecha” son los responsables de esta odiosa forma de censura. De aquí a quemar libros en la plaza pública no hay más que un paso. Pobre Italia, gobernada por un anciano degenerado, y en manos de la peor escoria de la sociedad.

Credo di aver sottolineato i passi salienti del pensiero di Sepulveda e anche se lo spagnolo ancora non l'ho imparato mi pare proprio di capire che Berlusconi venga definito VECCHIO DEGENERATO.

E' davvero ora di togliere il disturbo. Dove cazzo sta l'opposizione? Che tirino fuori  le bolas...

mercoledì 19 gennaio 2011

I libri da salvare

AGAINST CENSORSHIP IN ITALY
Mi ricollego al post precedente e pubblico le copertine di una piccola parte dei testi che secondo lo scellerato Speranzon dovrebbero sparire dalle biblioteche venete e probabilmente di tutta Italia. Siccome sono un'avida lettrice (anche se al momento non ho nuove letture di cui parlare) e assidua  frequentatrice delle biblioteche pubbliche (che non solo danno in prestito i libri, ma offrono un'infinità di altri servizi) mi sento di sottolineare ancora una volta quanto la proposta dell'assessore in forza al Pdl mi abbia indignato. Io ho ancora voglia di scandalizzarmi di fronte a questi tentativi di restaurazione del regime fascista,  perché di questo si tratta, di fascimo vero e proprio. In un paese normale ci si sarebbe aspettati un intervento del Ministro della Cultura, ma siccome l'Italia non è più da molto, troppo tempo un paese "normale", e il Ministro alla cultura si chiama Sandro Bondi, ecco che un'iniziativa del genere è stata proposta con assoluta nonchalance. Per me questo Speranzon (che forse era anche in cerca di un pò di notorietà, visto che tutti i politici del Pdl sono consumati showmen) dovrebbe dimettersi immediatamente e scusarsi pubblicamente e privatamente con tutti gli autori ingiustamente proscritti.




























Finiremo davvero come in Fahrenheit 451: costretti ad imparare a memoria i libri da salvare.

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