giovedì 20 ottobre 2011

Ora non c'è più nessuno con cui prendersela

Dopo Saddam Hussein, Bin Laden e lui non c'è rimasto più nessuno a cui fare il culo grande come un cesto. Rip? 

9 commenti:

  1. non festeggerò mai per la morte di un uomo....le sue mani sono insanguinate come quelle di chi ha ucciso.

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  2. Non ti preoccupare,qualcun altro a cui fare la guerra lo si trova...vuoi ica lasciare a casetta tutti quei milioni di persone che lavorano nell'industria bellica.
    Dai solo il tempo alsenato americano di decidere a chi farla la guerra...

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  3. Troppa brutalità nella sua uccisione per poter festeggiare.

    Uccidere un moribondo è da animali, non da soldati, tantomeno da eroi.

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  4. non sono contenta che sia morto ma non posso dire neppure d'essere dispiaciuta, avrei preferito fosse processato e marcisse in galera, ma non tutti i sogni si avverano

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  5. Qualche bersaglio per catturare l'attenzione delle masse e dirottarla lo trovano sempre.

    Un abbraccione e buon venerdì!

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  6. Non ho ben capito il senso del post e di alcuni commenti: sarebbe a dire che Gheddafi era solo uno specchietto per allodole usato dai cattivoni occidentali?

    Che alcuni occidentali siano cattivoni è ben assodato, ma forse non vi ricordate che il signore qua sopra ha fatto il bello ed il cattivo tempo per più di quarant'anni, pappandosi per sé e la sua famiglia (con i mezzi che dovremmo conoscere) tutte le ricchezze del suo Paese?

    È semplicemente morto come sono morti tanti altri dittatori, ovvero per mano di chi ha vissuto troppo tempo sotto le sue regole.
    Sono allibita per quanti, da fuori, giudichino questa fine senza tener conto di ciò che quel popolo possa avere passato, senza neanche il dubbio che vivere decine di anni nelle restrizioni e nell'impoverimento sociale aumenti frustrazioni e voglia di uscirne al più presto.

    La sua morte non è stata, per me, né giusta, né sbagliata, è stata semplicemente la naturale conseguenza di ciò che egli ha inflitto alla sua gente per anni, il classico "rischio del mestiere" che, nonostante la brutalità del gesto (che poi, un colpo alla testa, sempre che sia realmente andata così, mi appare meno crudele di un'impiccagione che segue un processo-farsa...), occorre sempre mettere in conto, se si decide di voler disporre della vita delle persone come fossero pupazzi in una cameretta.

    Non c'è da festeggiare la morte, ma neanche da deplorare chi l'ha ucciso: se ritenete che questi ultimi siano animali, guardate alle cause, al perchè e soprattutto a chi li ha resi tali, il resto penso sia solo un'enorme ipocrisia di facciata.

    In tanti altri tragici casi siamo disposti a commentare con un "bisogna aver vissuto quella situazione per sapere come avremmo reagito", mi pare che una dittatura del genere (che probabilmente è stata più lunga dell'età di molti lettori qui) valga bene almeno il beneficio di una vera pausa di riflessione.

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  7. @smalto hai colto perfettamente l'ambiguità del mio post: da una parte non si può gioire per la morte di un uomo, a prescindere da chi sia, dall'altra c'è sollievo per la fine di una dittatura (e gioia per le popolazioni liberate) però io riflettevo sul fatto che i governi hanno bisogno di un cattivo cui fare la guerra, un capro espiatorio contro cui unirsi nel nome della "democrazia" (mi viene da ridere) che diventa bene supremo quasi sempre quando ci sono interessi economici in ballo (petrolio o altre risorse non conta), mentre come giustamente facevi notare per 40 anni non gli è fregato niente a nessuno. Che ci vuoi fare, è un triste mondo malato...

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  8. Sì, io mi vergogno un po' di più per l'accondiscendenza che è stata offerta a quest'uomo in vita solo per poter accedere alle ricchezze del suo Paese.

    Vorrei essere sincera e dire che sono sollevata dal fatto che sia stato ucciso, perché immaginavo già il corso degli eventi legati ad un processo, che, penso tu possa sapere, non sarebbe stato fluido e del tutto immune da inquinamenti, viste le risorse (economiche e di amicizia, reale o meno) che il dittatore aveva in ogni parte del mondo.

    Non ho gioito, e non credo che sarei stata capace di uccidere personalmente, ma so che, al posto di quegli oppressi, avrei fortemente voluto la sua morte.

    Scusa ancora l'invadenza del tuo spazio :>

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  9. @smalto figurati, invadi pure, ogni opinione è ben accetta! Concordo in pieno sulla riflessione che hai fatto a proposito dei processi farsa, poi a dire il vero io non credo alla giustizia neanche nei paesi "civilizzati" figuriamoci se posso credere ad un processo fatto in quella zona del mondo; il problema come sempre è l'ipocrisia di fondo dei governi, che decidono di intervenire solo quando fa comodo. Dal punto di vista delle popolazioni locali l'uccisione di Gheddafi era l'unica opzione praticabile. Ora spero per loro che non arrivi qualcuno di peggiore..:)

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