martedì 25 ottobre 2011

La passione che ci muove


Oggi è tornata in Italia la salma del Sic e su tutta la rete è un coro di polemiche: da una parte il dispiacere per la morte prematura di questo ragazzo giovanissimo che potrebbe essere il nostro fratellino, cugino minore o addirittura figlio o ancora il vicino di casa o compagno di banco all'università o il ragazzo che ti porta la pizza quando sei troppo sfatta per cucinare alla sera e chi più ne ha ne metta; dall'altra c'è la rabbia per quella che dai più è considerata una morte inutile, una morte addirittura voluta, cercata e inseguita in nome del profitto.

E' vero, chi corre in moto (o in macchina) per professione lo fa perché ci sono in ballo un mucchio di quattrini, ma la passione, ce la vogliamo dimenticare? Che c'è di male nell'inseguire una passione, anche estrema? Che c'è di male nel superare i propri limiti ed assumersi il rischio per raggiungere degli obiettivi che non sono alla portata dei comuni mortali? Che c'è di male se piace sentire il sangue scorrere nelle vene o il corpo pervaso dall'adrenalina che fa pompare più forte il cuore? 

Si tratta di scelte, incomprensibili ai più, ma legittime quando dietro ad esse c'è l'inseguimento di un sogno, qualunque esso sia. O si capisce questo concetto o non lo si capisce. Non c'è da disquisire più di tanto, poi mi può anche stare bene che uno non sia d'accordo, però sarebbe più rispettoso nei confronti delle vittime di questo genere di incidenti (e anche dei parenti, che spesso sono i primi sostenitori, giusto per gettare benzina sul fuoco) provare per lo meno a capire cosa c'è dietro prima di sparare sentenze.

Non voglio fare retorica da strapazzo, so che mi attirerò gli strali di molti, so che questo sarà un post impopolare, ma non me ne frega assolutamente nulla. Così la penso: se l'essere umano si fosse limitato a starsene al sicuro nella sua grotta a quest'ora io non sarei qui a scrivere questo post piuttosto stizzito e voi non stareste qui a leggerlo e a pensare quanto sono cretina. Invece l'uomo ha scelto di andare a caccia di mammut, ha scoperto il fuoco, la ruota e l'agricoltura ed ecco che il genere umano si è evoluto. Se qualcuno non si fosse accollato il rischio non ci sarebbe stato progresso. Voi mi direte che correre dei rischi in moto non è esattamente la stessa cosa che correre dei rischi per il bene dell'umanità, ma il punto è che si tratta di scelte, di libero arbitrio, quella cosa impalpabile che tutti tanto difendono a destra e a manca brandendo  una spada immaginaria salvo poi criticare ferocemente quando le scelte degli altri non collimano con il nostro sistema di valori. Dove sta scritto che abbiamo ragione noi che ce ne stiamo spaparanzati sul divano? Preferirei mille volte morire facendo una cosa che amo alla follia piuttosto che venire investita sulle strisce pedonali da un ubriaco strafatto di cocaina o su un letto d'ospedale dopo una lunga agonia per una malattia incurabile. 

No, io rispetto chi ha il coraggio che io non ho. Io ammiro quelli con le palle, quelli che fanno cose pazze che nessun'altro farebbe, cose che il buon senso ti suggerisce di non fare per salvare la pelle, ammiro quelli che domano la paura, che sanno vedere oltre, che vanno controcorrente, che vanno al di là dell'opinione comune, che se ne infischiano delle critiche e del biasimo della gente, quelli che si spingono sempre un po' più lontano. Magari non capisco cosa li muove, ma li rispetto.

Ammiro quelli che corrono in moto, in macchina, quelli che si lanciano con il paracadute, quelli che si arrampicano sui monti, quelli che fanno rafting, immersione, quelli che entrano in una navicella spaziale per scoprire cosa c'è nell'universo: sanno cosa rischiano, ma lo fanno lo stesso e questo non è per tutti. I pazzi e gli incoscienti servono per permettere ai  saggi di gongolarsi della loro saviezza, per ricordare a noi pecorelle del gregge che la vita è una e ci tocca viverla nel migliore dei modi, a dispetto di tutta la merda che piove addosso. In pratica, ci ricordano che siamo fortunati. E ora già lo so, mi pioverà addosso una raffica d'insulti...

34 commenti:

  1. Macché insulti...Lo sai che commento raramente, ma oggi ti voglio fare i complimenti; questo post è bellissimo, e non solo egoisticamente perché hai scritto tutto quello che ho pensato in questi giorni, e ogni volta che una tragedia irrompe negli sport motoristici che tanto amo, e che non ho scritto da nessuna parte perché ormai sono rassegnato, ma proprio perché è ben scritto e colpisce. Perché, come dici tu, certe scelte o le capisci o non le capisci, punto. Proprio ieri mi era capitata sotto gli occhi questa bellissima frase di Woody Allen: "Si vive una volta sola.E qualcuno neppure una."
    Marco ha vissuto appieno seguendo la sua passione, chi lo critica lo fa per scacciare la propria vigliaccheria, non vive la vita. Vive un morire.
    Ciao

    Andrea

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  2. Bravissima, condivido in pieno ciò che ha scritto, fino alle ultimissime righe. Il problema è che troppo spesso, soprattutto in questo paese, chi insegue un sogno è visto come un perditempo e chi fortunatamente questo sogno riesce a realizzarlo viene guardato male (spesso per invidia secondo me) e bollato come uno che non fa niente dalla mattina alla sera perché il vero lavoro è spaccarsi la schiena in fabbrica o dietro la scrivania. Per quanto mi riguarda penso che chi ha una passione e il talento necessario a supportarla abbia il diritto e il dovere di provare fino in fondo realizzare quel sogno, sia esso correre in moto o danzare all'Operà di Parigi.
    E poi fra quelli che si scagliano contro il troppo spazio dato alla morte di Simoncelli (così come accadde con Amy Whinehouse e altri personaggi famosi) credo ci siano molte persone che lo fanno spesso per il gusto di andare controcorrente, volendosi distinguere dalla massa a tutti i costi. Ma almeno davanti alla morte di un ragazzo di 24 anni si potrebbe avere la decenza di tacere e il fatto che facesse un "mestiere" pericoloso non allevia in alcun modo il dolore di chi lo amava.

    Mi sono un po' dilungata, scusa, ma il tuo post mi è proprio piaciuto!

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  3. se uno insegue una passione è disposto a dare la vita, sia essa uno sport o un ideale; sempre meglio che trascinarsi in una vita vuota e insignificante. Ciao SIC "deve esserci lo sento in cielo in terra un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto!"

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  4. nulla da aggiungere alle tue riflessioni che condivido: ottimo topic! ;)
    le parole del padre e della madre di Sic poi sono ammirevoli e degne di grande rispetto.

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  5. @andrea grazie, davvero pensavo di prendermi insulti per questa mia opinione, e sono felice di vedere che qualcuno la pensa come me; purtroppo di fronte a queste tragedie l'opinione si spacca, ma io sono sempre dell'idea che pur non condividendo si debba sempre cerca di capire; trovo riduttivo e fastidioso dire che chi fa certi "mestieri" lo fa solo per denaro. Io non ti cito Woody Allen ma un vecchio proverbio "fai un lavoro che ti piace e non dovrai mai lavorare un giorno nella tua vita", è un privilegio per pochi e io ammiro quelle persone, come Marco, che di una passione fanno la propria ragione di vita;

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  6. @nicky concordo con te: molti parlano per invidia e troppi per andare controcorrente; chi ha talento deve assolutamente perseverare nel inseguire il proprio sogno, purtroppo di gente mediocre che pretende di essere chi sa che chi ce n'è fin troppa. Io credo che le persone che amavano simoncelli avevano messo in conto i rischi del suo lavoro ed hanno accettato di portare con lui il fardello, credo sia una cosa chiamata "amore"

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  7. @cirano infatti troppa gente vive un'esistenza piatta, ma che almeno si astenessero dallo sputare sentenze, ognuno della propria vita fa ciò che meglio crede.
    @riccardo ho sentito le parole del padre e della madre, hanno espresso più o meno quello che penso: lo hanno assecondato nella sua passione per amore, per far sì che non dovesse mai rimpiangere nulla, sono stati veramente un esempio di dignità

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  8. cerco di immaginare il dolore che possono provare...
    sono grandi anche nel rimuovere responsabilità e
    chiudere ogni commento riguardo i primi soccorsi.

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  9. Non posso non esprimere umana solidarietà. Le discussioni richiamate, no, non le affronto: portano lontano, molto lontano.

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  10. Per me ha avuto il lusso non indifferente di poter morire facendo quello che ha sempre amato e non tutti, io in primis, se lo possono permettere. Beato lui che si è goduto fino all'ultimo il suo sogno e se l'è tenuto stretto.

    Al di là del dolore che si prova per una morte così prematura, a me spaventa un sacco la spettacolarizzazione del dolore, quel rincorrere sui social network a chi fa il coccodrillo più commovente e guai a te se non lo condividi e non fai vedere che ti strappi le vesti per il lutto, così come quel branco di mangia pane a tradimento che sono gli opinionisti dei salotti televisivi che devono pontificare su cose di cui sono completamente ignoranti e di cui non hanno la più pallida idea di cosa stiano dicendo.

    Mi lascia perplesso il dover rendere per forza pubblico il dolore lasciato da una perdita (sia essa quella di un personaggio pubblico o di una persona della porta accanto) e il doverlo per forza esternalizzare ed esasperare perché altrimenti per chissà quali forze oscure sei una persona spregevole se non lo fai.

    A me il post è piaciuto moltissimo.

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  11. Non so, si può dire di tutto, e soprattutto adesso che un ragazzo giovane se n'è andato a quel modo si può dire che era un figo, un coraggioso,un eroe, e noi ancora qui...delle pecore..sfigate. Ognuno della sua vita può farne ciò che vuole, rischiarla con questi sport che io continuo a trovare "assurdi". Semplicemente perchè la vita è un dono che dovrebbe essere RISPETTATO, e CONSIDERATO. Ma ormai non c'e' piu' rispetto per nulla, figurarsi per la vita... Poi...maggiorenni e vaccinati fate pure quello che volete della vostra, io faccio quel che voglio della mia ! Quanto a Sic penso che resti un ragazzo che la sua vita l'ha buttata nel cesso a 24 anni, sarà anche per passione, comunque... questo è successo. E' meglio ricordarlo come un figo e un coraggioso e uno che credeva nei proprio sogni ??...Non so tanto a noi che ci viene ?! Quello che è morto è lui, mica noi. C'è un detto che dice "Povero chi muore, perche' chi resta si consola"

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  12. @riccardo e sì,quella sui barellieri era una polemica davvero sterile
    @adriano come sempre la tua opinione è rispettabilissima
    @principe il dolore in tv a me ha sempre fatto orrore, nella vita ci può stare, a volte si sente il bisogno di esternare per esorcizzare, l'importante che non diventi una pantomima...io penso solo ai genitori di simoncelli che pur nel dolore hanno dato prova di grande dignità, tutto il resto per quanto mi riguarda è fuffa;

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  13. Sic poteva mollare la moto. E non lo ha fatto perché era un guerriero, perché quella era la sua vita. Punto. Rispettiamo le scelte di ognuno. Grandissimo post!

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  14. Ok mettiamola così:scelta sua e suo il pagarne il prezzo.
    Un eroe?
    No,mi dispiace,sopratutto per quelli che vogliono farlo passare per tale.
    Oggi ho sentito un'intervista con il padre:a momenti volgliono santificarlo!!

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  15. beh, se qualcuno vuole farlo passare da eroe, quel qualcuno non sono certo i genitori...
    di questo non possono aver colpa loro ne tantomeno lui.
    Ale, non so di quali interviste parli, perchè fino a quelle che ho sentito io, dei genitori intendo, non ho mai avuto l'idea che lo vogliano santificare; se poi altre persone dicono queste sciocchezze, purtroppo non ne hanno colpa loro...
    se un domani io andassi in giro a dire che ti devono fare santo, sicuramente non ne hai colpa tu.
    Anche di Rossi sono andati in giro dicendo che voleva smettere di correre...

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  16. @TuristadiMestiere perdonami, non era un guerriero...
    chissà perchè quando qualcuno dice "guerriero" io automaticamente l'associo a Taricone che ha fatto una fine da pi... e quindi no, non era un guerriero.
    In quella posizione non c'era nessuna possibilità di mollare la moto perchè la moto non stava scivolando ma era ben piantata sulle ruote tanto è vero che ha continuato a fare la sua bella curva come una moto sulle proprie ruote deve fare...
    è che in quella frazione di secondo non è che ci pensi troppo, è una questione di istinto.
    Comunque è andata come doveva andare e "punto", come dici tu stesso :')

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  17. vedo che la discussione è andata avanti in mia assenza e in un certo senso è degenerata. Per tutti: io non ho mai detto che Simoncelli era un eroe, gli eroi sono altri, non voglio fare elenchi lunghi e noiosi, ho solo detto che aveva una passione, l'ha portata avanti a costo della vita. Io ho solo detto che di fronte a certe scelte, incomprensibili e inaccettabili, bisogna prima cercare di capire e solo dopo giudicare

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  18. @sab ho letto il tuo commento e ho visto che ti sei cancellata dal mio blog, non so se è un caso o è una cosa voluta, comunque rispetto la tua scelta e la tua opinione. Io non rispondo dell'opinione degli altri ma solo della mia, non ho mai detto che sic era un figo, né un santo, né un eroe, ma solo che ha inseguito il suo sogno e io lo rispetto per questo e continuo a sostenere che è meglio morire correndo in moto a tutta velocità piuttosto che per una malattia orrenda come la sclerosi multipla, dove non hai neanche la possibilità di toglierti la vita se non sperare che qualcuno lo faccia per te. Lo hai mai visto un malato di sclerosi multipla o di aids? vorresti morire così? io personalmente MAI, preferirei morire gettandomi con il paracadute...e ora avanti mi aspetto di essere messa al rogo per questo commento tanto ci sono abituata ad essere reietta per le mie idee...

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  19. @turista hai capito perfettamente cosa intendevo.
    @alex mi sono già espressa, mai detto che era un'eroe né che andrebbe santificato. Non so a quale intervista di riferisci, vedo poca tv, ma da quel poco che ho sentito i genitori s sono mostrati molto forti e pienamente consapevoli della loro perdita
    @riccardo i genitori mi sono sembrati persone umili e piene di dignità; non sono d'accordo su quello che hai scritto su Taricone, anche lui aveva una passione, quella del volo, che tra l'altro condivideva con la compagna kasia, che gli è stata fatale. Guerriero sì, perché tutti lo chiamavano tutti così, eroe no, solo uno che faceva quello che gli piaceva.

    E mo vado a nanna...

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  20. Ciao Hob, io infatti non ho mai parlato di eroi :)
    la differenza tra Taricone e Simoncelli è che Taricone aveva una moglie e una figlia, quindi un pelo di responsabilità in più, e mi pare che la vita l'abbia persa davvero per una stupidata sua... pare abbia sbagliato il momento di aprire il paracadute...
    tutto qui.
    ah, buongiorno :)

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  21. beh dai Hob, non mi pare "degenerata" come dici :)
    tu stessa addirittura avevi previsto strali e raffiche d'insulti =D

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  22. Hob ci sono cose che ti capitano, e cose che scegli... La sclerosi o l'aids o il cancro...ti capitano e non te le scegli ... Invece Sic, si è scelto questa vita e questa "carriera". Con questa scelta ha sottoscritto un contratto dove in qualche maniera "sfidava" la vita; ogni volta che piazzava il suo sedere sulla moto e l'accendeva. Correva per vincere, e non certo per andare a sfracellarsi. Ma vincere cosa ? Per sentire cosa ? Il sangue e l'adrenalina ? O vincere per "qualcuno" ?... In tutta questa storia mi resta un dubbio molto grande che è quello di pensare se questo ragazzo lo facesse davvero per sè stesso o diversamente per dimostrare a suo padre qualcosa ... Tanto è presente la figura di questo PADRE in tutta questa storia...che il dubbio m'e' venuto !! Non so se hai figli, e non so se hai mai visto quanto certi PADRI spingano i loro figli durante gli allenamenti (che siano essi di calcio, o di basket o di altri sport)...oltre le loro capicità, incitandoli a volte in maniera eccessiva e assurda. Quanto questi ragazzini possono essere davvero liberi di fare uno sport ?! Sic era un ragazzo, probabilmente non ancora un UOMO, e forse non correva semplicemnte per sè stesso; ma magari per il sogno di qualcuno altro... che oggi lo piange. Taricone aveva una moglie e una figlia, Sic aveva una fidanzata e avrebbe potuto anche avere una figlia... in un futuro, o più di una chi lo sa....
    La cosa che mi ha fatto innervosire è che tu AMMIRI chi corre in macchina, in moto, o si lancia con il paracadute... Non voglio fare retorica a buon mercato, ma io AMMIRO di più un medico o chi tutti i giorni si impegna per salvare la vita ad un altro essere umano.

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  23. @riccardo in effetti forse ho esagerato io nel definirla "degenerata", intendevo dire che come mi aspettavo ci sarebbero state persone contrarie a quello che ho scritto nel mio post, ma non pensavo ci si potesse spaccare così tanto...su Taricone mi sento di smentirti, la sua compagna ha più volte dichiarato di essere stata lei a contagiarlo con la passione per il paracadutismo...e non credo che lui sia stato un padre meno bravo per questo.

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  24. Ciao Hob,
    forse perchè invece di prestare attenzione alle
    tue parole hanno voluto ognuno dire la propria...
    e disperdere il significato,
    cosa di tutti i giorni :')

    quello che io dicevo di Pietro è che davvero ci ha
    lasciato le penne per una stupidata mica male :(

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  25. @riccardo infatti, qualcuno forse ha travisato, non è che io ammiri i pazzi suicidi, ammiro chi ha coraggio, a dispetto di quello che pensa la gente, credo ci sia un po' di differenza...Ps ma io dove ti posso rintracciare sul web?

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  26. @sab scusami, ma non accetto che mi si faccia la morale, questo è il mio blog e qui esprimo le mie opinioni, che piacciano o meno. A te non sono piaciute e va bene, però non venire a farmi discorsi del tipo "io ammiro" i medici perché francamente sono di un demagogico fastidiosissimo. Io ammiro i medici senza frontiere, casomai, ma non tutti i medici, perché devi sapere che non tutti quelli che si iscrivono a medicina lo fanno per curare le vite umane, c'è chi lo fa per ottenere fama e denaro, esattamente come i piloti di moto e formula uno, ci sono medici macellai che hanno ucciso i loro pazienti e non hanno mai pagato per i loro errori e anzi continuano a occupare il loro posto di lavoro, conosco genitori che hanno costretto i figli a studiare medicina solo per potersi assicurare una vita di agio...non si può fare di tutta l'erba un fascio. Poi insisto, sono proprio curiosa di saperlo, l'hai mai visto un malato di sclerosi multipla allo stadio finale? Ti piacerebbe sapere che stai morendo secondo dopo secondo senza poter fare nulla o preferiresti scegliere di morire facendo qualsiasi altra cosa? Io preferirei spezzarmi il collo cadendo da cavallo, piuttosto...poi ognuno è libero di pensarla come preferisce

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  27. Hob, ho un cognato e una cugina medici chirurgo e sono entrambi molto bravi. Come in tutti campi ci sono le male marce... ma non vedo perche' generalizzare. Quanto alla sclerosi, avevo un collega malato, conosco benissimo questa malattia... Non capisco perchè ti arrabbi cosi, so che il blog e' tuo, io ho solo espresso il mio pensiero. Che secondo me il prezzo della propria vita non ha senso per alcuna passione. La passione che ci muove e' intitolato il tuo post. E credo che si possa essere persone APPASSIONATE senza per forza fare sport cosi estremi... tutto qui... Forse non mi sono espressa al meglio...ma io non mi sento una PECORA anche se non faccio motociclismo, non mi lancio con il paracadute ..etc..etc.. Non t'arrabbiare...sei stata tu che hai detto che si poteva commentare liberamente... Ciao :-))

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  28. @sab guarda che ti stai sbagliando, io non sono assolutamente arrabbiata con te perché hai espresso la tua opinione, casomai per il modo (dovresti sapere che qui chiunque ha sempre detto la sua e io non ho mai cancellato nessun commento né bloccato alcun utente), infatti dai tuoi commenti precedenti ho avuto come l'impressione che ti volessi mettere un gradino al di sopra di quelli che la pensano diversamente da te, tutto qui. Poi certo che uno può essere appassionato anche senza rischiare la vita, ma personalmente non metto in croce chi sceglie di farlo, se la cosa ovviamente non reca danno ad altri. Poi rimane che ho provato grande dolore perché sic era davvero troppo giovane per andarsene, ma lo ha detto la madre stessa: non ha avuto rimpianti, e questo è quello che conta. Comunque, peace and love...

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  29. Hob, io ti ho mandato 2 mail :)

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  30. @riccardo ti ho risposto! :))

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  31. Hob, scusami ma...
    ho ricevuto delle mail (non la tua e non da te!) che sinceramente non mi aspettavo e che mi hanno sconvolto non poco...
    volevo semplicemente FAR SAPERE a quella persona che se io ti ho scritto è perchè NON HO UN BLOG (penso che nessuno sia obbligato ad averlo) NON HO UN PROFILO (penso che nessuno sia obbligato ad averlo), e chiarire che non sono affatto un mostro; tra l'altro avere un blog o avere un profilo non è garanzia di nulla!
    Siccome mi avevi chiesto come potevi rintracciarmi ho semplicemente risposto.
    Grazie Hob e scusa per questa intrusione, tu non hai nessuna colpa.

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  32. @riccardo scusami, ma non ho capito...cosa dicevano queste mail? Per quanto mi riguarda è tuo pieno diritto non avere un profilo e non avere un blog, io te l'ho chiesto per le ragioni che ti ho spiegato in mail (a volte non riesco a comunicare con certi utenti perché non ci sono i link epensavo fosse il tuo caso), potresti spiegarmi meglio?

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