venerdì 5 agosto 2011

Letto e commentato: La linea d'ombra di Joseph Conrad

\
Autore: Joseph Conrad
Casa editrice: Einaudi
Anno di pubblicazione: 1917
Dove e quando: Golfo del Siam (Bangkok e Singapore), 1888


L'Incipit
Soltanto i giovani hanno momenti simili. Non voglio dire i giovanissimi. No. I giovanissimi, a dire il vero, non hanno momenti. E' privilegio della prima giovinezza vivere oltre il presente, nella bella e ininterrotta speranza che non conosce pause o introspezione. Ci si chiude alle spalle il cancelletto della pura fanciullezza e si entra in un giardino incantato. Persino le sue ombre brillano di speranza, ogni svolta del sentiero ha le sue seduzioni. E non perché si tratti d'un paese inesplorato. Si sa bene che tutta l'umanità ha percorso quella strada. E' il fascino dell'esperienza universale, dalla quale ci si aspetta una sensazione personale o straordinaria, un pò di noi stessi.


Riconoscendo le orme dei predecessori si va avanti, eccitati, divertiti, facendo tutt'uno della cattiva e della buona sorte, del buono e del cattivo tempo, come si dice, la pittoresca sorte comune che serba tante possibilità per chi ha qualità o, forse, fortuna. Già, si va avanti. e anche il tempo va avanti, finché si scorge innanzi a noi una linea d'ombra che ci avverte che la regione della prima giovinezza, anch'essa, la dobbiamo lasciare addietro. Questo è il periodo della vita in cui possono venire i momenti di cui ho parlato. quali momenti? Di noia, ecco; di stanchezza, d'insoddisfazione. Momenti sconsiderati. Momenti, voglio dire, in cui chi è ancora giovane è disposto a commettere azioni sconsiderate, come sposarsi all'improvviso oppure gettar via un impiego senza ragione.


Cosa ne penso.
E' o non è questo uno degli incipit più belli della storia della letteratura? Forse non il più famoso o facilmente memorizzabile, ma sicuramente il più bello, almeno per chi vi scrive. Joseph Conrad, scrittore di origine polacca naturalizzato inglese, è sempre stato uno dei miei autori preferiti e in queste poche righe (per l'esattezza 30 nella mia vecchia edizione Bompiani del '94) è riuscito a racchiudere l'essenza della giovinezza, quella strana irrequietezza che ci ha preso tutti nel momento di passaggio verso la vita adulta e che lui ha genialmente definito "linea d'ombra".

Il romanzo come è noto avrebbe dovuto intitolarsi Primo comando e racconta le vicende vissute in prima persona dal Conrad "uomo di mare", il quale nel 1888 ottenne inaspettatamente il suo primo comando a bordo del brigantino Otago.

I fatti narrati ne La linea d'ombra, sebbene drammatizzati ai fini letterari, sono più o meno accaduti realmente: l'abbandono di un impiego sicuro, la morte del precedente capitano, la febbre tropicale che ha infiacchito l'equipaggio, i giorni di bonaccia  che hanno ritardato la navigazione, come pure la scoperta di non avere scorte sufficienti di chinino, sono tutti episodi cui Conrad  ha attinto a piene per imbastire questo romanzo (e non solo questo) che è un autentico capolavoro.

Lo stile può piacere o meno, può lasciare indifferenti l'ambientazione marinara con tutte le descrizioni delle manovre eseguite, comprensibili probabilmente solo a chi si intende di navigazione, ma non può non colpire questo personaggio del capitano (di cui non verrà mai fatto il nome né verrà fornita una descrizione fisica) che è l'archetipo di un "uomo in divenire" (ancora giovane anagraficamente, ma vecchio per esperienze e vicissitudini patite) che, una volta sceso a terra, non potrà che guardare agli altri come dei "giovanotti".

Qui quel che conta e che rende (per me, s'intende) straordinario questo breve romanzo è l'immagine di un giovane uomo non più giovane, che abbraccia per la primissima volta la vita adulta, affronta le difficoltà senza perdersi d'animo, superando gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento del suo obiettivo e accetta sulle spalle tutto il peso delle conseguenze delle sue azioni.

Gli altri personaggi del racconto non sono altrettanto bene delineati come quello del capitano (Giles, Burns, il vecchio capitano pazzo), ma merita una menzione il cuoco Ransome (il cuoco si salva sempre sulle navi!) che,  unico ad essere rimasto in salute nonostante i problemi di cuore, riesce a rallegrare e ad aiutare il capitano nei momenti peggiori della traversata. Ovviamente 5 stelle

La quarta
La linea d'ombra è "quella che ci avverte di dover lasciare alle spalle le regioni della prima gioventù". Alle prime avvisaglie di giovinezza finita il protagonista di questo classico racconto di Conrad decide di lasciare il mare e i tropici. Ma nell'albergo dove attende la nave che lo rimpatrii (uno dei tipici alberghi conradiani dei Mari del Sud, abitati da relitti umani e avventurieri misteriosi) gli si presenta la grande occasione: un posto da capitano. E il viaggio è un tipico viaggio conradiano, su un veliero come stregato dal ricordo del precedente capitano morto pazzo, su un mare disperatamente immobile, con un equipaggio estenuato dalle febbri, marinai scheletrici che non hanno più forza per manovrar le vele, in attesa di un soffio di vento che dissipi l'incantesimo.

L'autore

Per la biografia di Joseph Conrad (1857-1924) vi rimando a Wikipedia, dato che è troppo densa di fatti per non risultare noiosa in questa sede, ma come al solito ripropongo la bibliografia quasi completa.

Le sue opere:
L'ufficiale dai capelli neri (The Black Mate, 1886)
La follia di Almayer (Almayer's Folly: A Story of an Eastern River, 1895)
Un reietto delle isole (An Outcast of the Islands, 1896)
Il negro del "Narciso" (The Nigger of the "Narcissus": A Tale of the Sea, 1897)
Racconti inquieti o Racconti dell'inquietudine (Tales of Unrest, 1898)
Lord Jim (Lord Jim, 1900)
Gli eredi o Erediteranno la terra (The Inheritors: An Extravagant Story, con Ford Madox Ford, 1901)
''Youth (1902):

  • Giovinezza (Youth: A Narrative, settembre 1898)
  • Cuore di tenebra (Heart of Darkness, marzo-aprile 1899)
  • Al limite estremo (The End of the Tether, luglio-dicembre 1902)

Tifone (Typhoon, 1902)
On the Art of Writing, 1902
Avventura romantica (Romance: A Novel, con Ford Madox Ford, 1903)
Nostromo (Nostromo: A Tale of the Seaboard, 1904)
The Mirror of the Sea: Memories and Impressions (1906)
L'agente segreto (The Secret Agent: A Simple Tale, 1907)
A Set of Six (1908),
The Point of Honor, 1908
Il compagno segreto (The Secret Sharer, 1909)
Sotto gli occhi dell'occidente (Under Western Eyes, 1911)
Memorie (Some Reminiscences, 1912)
Racconti di mare e di costa ('Twixt Land and Sea: Tales, 1912)
Destino (Chance: A Tale in Two Parts, 1913)
Entro le maree (Within the Tides, 1915)
Vittoria: un racconto delle isole (Victory, 1915)
La linea d'ombra (The Shadow Line: A Confession, 1917)
"Well Done!", 1918
The First News (agosto 1918)
The Tale (1919)
The Shock of War: Through Germany to Cracow (1919)
To Poland in War-time: A Journey Into the East, 1919
The North Sea on the Eve of War, 1919
My Return to Cracow, 1919
Tradition, 1919
La freccia d'oro (The Arrow of Gold: A Story between two Notes, 1919)
Autocracy and War (1919)
Guy de Maupassant (1919)
Henry James: An Appreciation, 1919
Anatole France (1919)
Tales of the Sea, 1919
The Lesson of the Collision: A Monograph upon the loss of the Empress of Ireland", 1919
An Observer in Malay, 1920
Books, 1920
Alphonse Daudet (1920)
Prince Roman, 1920
L'animo del guerriero (The Warrior's Soul, 1920)
Confidence, 1920
Anatole France "L'île de Pingouins" (1920)
Il salvataggio (The Rescue: A Romance of the Shallows, 1920)
Notes on Life and Letters, 1920
Prefazioni e note d'autore (Notes on My Books, 1921)
La natura di un delitto (The Nature of a Crime, con Ford Madox Ford, 1923)
L'avventuriero o Il pirata (The Rover, 1923)
L'aquila ferita (Suspence: A Napoleonic Novel, incompiuto e postumo, 1925)
Le sorelle (The Sisters, incompiuto 1928)
Last Essays (1926)

2 commenti:

  1. Sinceramente lo lessi, con difficoltà, da giovane, né l'ho più ripreso in mano, ma da quel che ricordo il romanzo é proprio come scrivi - sempre da maga! - tu! La mia passionaccia per la storia mi ha fatto guardare a Conrad più in un'altra ottica, di cui ho pur scritto qualcosa. Invece "Lord Jim" l'ho letto e riletto ...

    RispondiElimina
  2. @adriano sei sempre uno squisito commentatore! ogni tanto mi piace riprendere in mano i vecchi classici, a volte anche a distanza di anni, per vedere se mi fanno sempre la stessa impressione! ora che me lo fai notare Lord Jim è parecchio che non lo rileggo...

    RispondiElimina

Recommendations by Engageya

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Alcuni immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via E-mail. Saranno immediatamente rimosse.