lunedì 11 luglio 2011

Libri: Apri gli occhi, di Chiara Vitetta

Autore: Chiara Vitetta
Casa editrice: Edizioni del Poggio
Anno di pubblicazione: 2010
Dove e quando: in una città, giorni nostri

L'Incipit
Mi chiamo Matteo Sala, ed ero un professore universitario, un tempo. Avevo una fidanzata, una casa in affitto, dei sogni e un passato da non rimpiangere. Ora non sono niente. Vivo per strada da due anni e tre mesi, e ci sto bene, così mi dico nei giorni buoni. Nei giorni cattivi mi dico che non ho ragioni per vivere e che il passato è morto e non risorgerà, anche se lo desidero con tutto me stesso. Ricordo la mia vita normale con una nostalgia bruciante, ma perlopiù cerco di ignorare il passato, di far finta che non sia mai esistito.

Cosa ne penso
Traspare, in questo romanzo di Chiara Vitetta, un amore per l'arte a 360° gradi, una passione che brucia l'anima e consuma le esistenze di questi personaggi creati da questa giovane scrittrice calabrese, sofferenti eppure tenaci, che vivono ai margini della società e che pur nella miseria non rinunciano a sognare ed amare. 

Matteo è un ex insegnante che ha sempre desiderato scrivere: il suo sogno frantumato dopo l'ennesimo no di una casa editrice lo porta a vivere per strada, dimentico, ma non del tutto, della sua vita precedente. Rebecca invece è una ragazza costretta a prostituirsi per pagare i conti, che nonostante le delusioni continua a dipingere e a scrivere, anche se ha smesso di crederci.

Matteo e Rebecca si incontrano sotto un ponte in una città che potrebbe essere la nostra, lei in attesa dei clienti della sera, lui in cerca di un riparo dal freddo. Tra di loro nasce una tenera amicizia, fatta di solidarietà e piccole premure che solo chi non ha nulla può davvero comprendere e apprezzare. Matteo grazie a Rebecca risveglierà una parte di sé che credeva di aver ucciso per sempre, quella parte che crede nei sogni, che non smette mai di sperare e lottare, mentre Rebecca si sacrificherà per dargli la possibilità di provarci ancora. Il romanzo mescola bene la crudeltà della vita di strada con la tenerezza di queste due anime che si amano senza usare parole d'amore. 

Non c'è sentimentalismo in questa storia, eppure non ho potuto fare a meno di commuovermi di fronte a certi passaggi. Il messaggio potrebbe sembrare di primo acchito un pò retorico, ma è ampiamente condivisibile: non esiste arte senza sofferenza e una vita senza arte non merita di essere vissuta. Questo  Matteo lo capisce solo alla fine del romanzo quando per Rebecca non ci sarà più nulla da fare: è per lei, per ringraziarla della sua bontà e della sua dolcezza, che Matteo cercherà di tornare alla normalità, riappropriandosi della sua dignità di essere umano, è per lei che cercherà di far pubblicare le sue opere e vendere i suoi quadri, è per lei che si rimetterà a scrivere.

Apri gli occhi è un bel grido di speranza che l'autrice lancia a tutti gli aspiranti scrittori: nonostante non ci sia un lieto fine vero e proprio (non rivelo nulla per non guastare la sorpresa a chi lo volesse leggere), la sensazione che se ne ha a fine lettura è di una grande forza, una voglia di lottare per realizzare i propri sogni e l'aspirazione a diventare le persone che abbiamo sempre sognato di essere.

Dal punto di vista stilistico la scrittura è molto scorrevole e i personaggi sono carichi di umanità, quell'umanità che di solito vive negli angoli dimenticati delle nostre città e che si cerca di non guardare troppo a lungo, forse per paura di vedere quello che ci potrebbe capitare se solo mettessimo il piede in fallo una volta di troppo. Rebecca e Matteo sono sì rispettivamente una prostituta e un clochard, ma non lo sono sempre stati: per loro è bastato un momento di difficoltà più duro del solito e la strada è diventata la loro casa. Potrebbe succedere a chiunque di noi. Ho particolarmente apprezzato la scelta di affidare la narrazione a Matteo e le abbondanti (e pertinenti) citazioni  attinte dal mondo del cinema in particolare, ma anche dell'arte e della musica, probabilmente frutto del vissuto dell'autrice, mentre non è mi è piaciuta molto la scelta dell'autrice di inserire passaggi del romanzo scritto da Rebecca (Orizzonte): la storia di Sasha e Zoe è carina, ma distoglie troppo l'attenzione da quella di Rebecca e Matteo, anche se chiaramente le due storie sono speculari. Nel complesso è stata un'ottima lettura che mi ha sorpreso per la maturità dell'autrice che sicuramente può continuare a far bene. Su anobii 4 stelle.

Il titolo del romanzo è un chiaro omaggio al film del 1997 del regista spagnolo Alejandro Amenabar, poi diventato un film di successo con Tom Cruise  nel remake di  Cameron Crowe, Vanilla Sky, di cui i due protagonisti discutono durante i loro primi incontri.

Opere e autori citati
Vanilla Sky di Cameron Crowe, Vanilla sky di Claude Monet, Apri gli occhi di Alejandro Amenabar, Sin City di Robert Rodriguez, Charlie Chaplin, Salvador Dalì, Colazione da Tiffany di Blake Edwards, Storia di Gordon Pym di Edgar Allan Poe, Cristo nella tempesta sul mare di Galilea di Rembrandt, Schindler's List di Stephen Spielberg, Big Fish storie di una vita incredibile di Tim Burton, La tempesta di William Shakespeare, Fumo di William Faulkner, Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij, Il dottor Zivago di David Lean, Il flauto di vertebre di Vladimir Majakovskij

Perle di saggezza
Non c'è niente di permanente in questo mondo malvagio, neppure i dispiaceri. C. Chaplin


Ci sono persone che hanno bisogno di fuggire e altre che non possono fare a meno di amare. E c'è chi si arrende e chi lotta per una vita intera, chi infelice incontra la morte e chi sorridendo ritrova la vita accettando una mano protesa che gli offre salvezza. Soluzioni diverse per persone diverse. perché ogni felicità ha la sua chiave.


Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. W. Shakespeare

La Trama
Qualcuno crede che la felicità si raggiunga attraverso la realizzazione dei sogni, ma inseguirli comporta fatica e sofferenza. La realtà non fa sconti a nessuno, e a volte crederci soltanto non basta, bisogna dare molto... a volte tutto. Matteo e Rebecca vivono ai margini della società: barbone lui, prostituta lei. La vita ha negato le loro ambizioni, fiaccato le loro forze e deluso ogni aspettativa. Riusciranno a scrollarsi di dosso la sfiducia ricominciando ad inseguire concretamente i sogni?


"E' una storia completa APRI GLI OCCHI. E' un racconto sulla amicizia onesta, sull'arte, la cultura e, soprattutto, sull'amore puro. E' una cura positiva al dramma, un viatico per la realizzazione dei sogni traditi che rimangono in un vaso in attesa di essere scoperchiati. I sogni sono rimedio alla solitudine, alla malinconia, alla depressione. Sono persone sole che come "un vecchio palazzo abbandonato hanno per futuro la demolizione", come scrive l'autrice cogliendo l'animo di chi vive per strada. Matteo e Rebecca, al principio della storia, hanno già due vite fallite e, nell'incontrarsi, entrano in simbiosi fondendo in uno specchio deforme corpi e sogni come se appartenessero allo stesso individuo.

L'autrice

Chiara Vitetta, nata il 29-08-85 a Vibo Valentia, ha sempre amato scrivere. Diplomata all’Istituto Tecnico Commerciale “Galileo Galilei”, non prosegue gli studi, ma lavora per anni nell’attività di famiglia, lavorando l’argilla e dipingendo, ma non tralasciando mai la sua passione principale: la scrittura. Nel 2003, appena compiuti 18 anni, comincia a cercare un editore che pubblichi i suoi scritti.

Contraria per principio all’editoria a pagamento, rifiuta le svariate offerte di acquisto copie, finché nel 2008 incappa nella Edizioni del Poggio, che crede nel suo libro e lo pubblica senza contributo nel dicembre dello stesso anno. Di questa prima opera (L’oblio della ragione – Racconti di inevitabile follia) vengono vendute 1000 copie nell’arco di due anni.

Nel 2009 partecipa con successo a quattro fiere del libro: Expolevante (Bari), Pisa Book Festival, Rassegna della microeditoria (Chiari (BR)), Più libri più liberi (Roma). Partecipa nuovamente al Pisa Book Festival nel 2010, anno di uscita del suo secondo libro. Nel 2009 scrive su commissione un racconto breve (Adelmo Greco) per la rivista di informatica Hax.

All’inizio del 2010 partecipa ad un concorso letterario indetto dalla Edizioni del Poggio, con un racconto breve (11000 battute) e arriva finalista tra circa 3000 partecipanti con “Elettra”. Il racconto, uno dei trenta scelti, viene pubblicato nell’antologia “Emozioni in bianco e nero – Storie di carta 2010”.

Nel giugno 2010 Chiara Vitetta indice la prima edizione di “Scrivi e Vinci”, un piccolo concorso letterario che si svolge sul suo sito. Nell’arco dell’anno ne vengono proposte 4 edizioni, tutte di successo. Ad ottobre 2010 esce il suo secondo libro, “Apri gli occhi” (Edizioni del Poggio). Nel giugno 2011 “L’oblio della ragione – Racconti di inevitabile follia” cambia editore, passando da Edizioni del Poggio ad MGE (Giuseppe Meligrana Editore) e viene pubblicato in un’edizione rivista ed ampliata.

Chiara ha un bel sito web, due pagine su Facebook (QUI e QUI) e un gruppo appena creato su Anobii Come leggere gratis o quasi, in cui mette a disposizione dei lettori alcune copie dei suoi romanzi. Cosa aspettate a contattarla?

Nessun commento:

Posta un commento

Recommendations by Engageya

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Alcuni immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via E-mail. Saranno immediatamente rimosse.