venerdì 1 luglio 2011

CineLibri: Lettera a Berlino, di Ian McEwan

Autore: Ian McEwan
Titolo originale: The Innocent
Casa editrice: Einaudi
Dove e quando: Berlino, 1955
Anno pubblicazione: 1989

L'Incipit
Fu il tenente Lofting a dominare l'incontro. Ascolti Marnham. Lei è appena arrivato e non si vede come potrebbe essere al corrente della situazione. Il problema qui  non sono né i Russi né i Tedeschi. E neppure i Francesi. Sono gli Americani. Non capiscono niente. E quel che è peggio, si rifiutano di imparare, non vogliono aggiornarsi. Sono fatti così. In realtà Leonard non aveva mai incontrato un Americano in vita sua, ma per anni li aveva studiati a fondo nella sala cinematografica vicino a casa. Sorrise senza schiudere le labbra e annuì. Infilò la mano nella tasca interna della giacca ed estrasse il portasigarette.

Cosa ne penso
Ambientato nella Berlino del 1955, Lettera a Berlino viene presentato come una spy story, ma è più una storia d'amore con una punta di noir. Siamo nella Germania post-bellica, semidistrutta e sconfitta dall'Alleanza Atlantica. Il muro non è ancora stato costruito, ma la Guerra Fredda è già in corso. Leonard Marnham, un giovane tecnico inglese partecipa ad un'operazione segretissima denominata Operazione Oro, grazie alla quale gli Inglesi e gli Americani sperano di intercettare le comunicazioni dei Russi. 

La storia prende una nuova direzione, tingendosi di rosa, quando Leonard incontra Maria, una bella donna più vecchia di lui, con la quale inizia una relazione. Per Leonard è tutto nuovo: la vita lontano dalla famiglia, un appartamento tutto suo, l'iniziazione al sesso e ai sentimenti. Tutto a Berlino lo fa sentire un uomo nuovo e libero dalle imposizioni della società inglese; la vita scorre lenta tra le quotidiane operazioni di spionaggio alla base, gli incontri con Maria, le serate danzanti a ritmo di jazz e poi rock and roll, finché la sera del suo fidanzamento con questa donna tedesca che ha capito di amare, tutto cambia. 

Otto, l'ex marito della donna, si presenta nell'appartamento di lei rivendicando dei diritti e dopo una colluttazione, muore con il cranio fracassato. Si tratta di legittima difesa, ma per qualche ragione questa spiegazione sembra insufficiente e i due decidono di non denunciare l'accaduto e sbarazzarsi del cadavere. Da questo momento in poi nulla sarà più come prima, Leonard, da innocuo giovanotto inglese si trasforma in macellaio, facendo a pezzi il cadavere dell'uomo che con la sua morte potrebbe rovinare per sempre la sua vita. La carriera perde importanza, perfino l'amore per Maria non conta più. Tutto quello che spinge Leonard a fare ciò che fa è il desiderio di ritrovare la tranquillità, la voglia di uscire al più presto da questa situazione in cui non avrebbe mai pensato di trovarsi. Per una serie incredibile di circostanze riuscirà a farla franca e a ritornare in Inghilterra, ma non sposerà Maria e non la rivedrà mai più. Di lei non sentirà più parlare fino al 1987 quando, con in mano una sua lettera, Leonard deciderà di tornare a Berlino. 

Ancora una volta ho avuto la conferma della grandezza di McEwan, della sua straordinaria capacità di tenere il lettore incollato alla pagina, della sua bravura nel cesellare le frasi in una prosa cristallina e accattivante, sebbene questo suo quarto romanzo non sia tra i miei preferiti. Ho trovato avvincente la parte "spionistica" del romanzo (anche se avrei sperato in un epilogo diverso), le descrizioni della Berlino del dopoguerra, la ricostruzione storica del periodo (ottimi i richiami alla musica dell'epoca), meno interessante l'evolversi della relazione tra Leonard e Maria, mentre ero più interessata all'introspezione psicologica del personaggio di Leonard. Alcuni passaggi sono molto confusi e difficili da seguire e coincidono con la confusione di Leonard a seguito dell'omicidio, i pensieri si sovrappongono e si fa fatica a tenere il filo del discorso, anche se ovviamente il tutto è funzionale allo stato emotivo di Leonard. La parte in cui i due fanno a pezzi il cadavere di Otto è stomachevole, minuziosamente dettagliata ed è forse qui che McEwan da il meglio di sé, perché leggendo quelle poche pagine, il lettore non vede l'ora che tutto finisca, proprio come Leonard. 

Un'ultima considerazione la devo fare sulla traduzione italiana del titolo: perché tradurre The Innocent con Lettera a Berlino? Il titolo scelto dall'autore fa riferimento al protagonista maschile, un giovane innocente ed ingenuo che a seguito di eventi straordinari non riuscirà più a vedere la vita con gli stessi occhi. Capisco che una traduzione fedele avrebbe potuto creare fraintendimenti con l'opera di D'Annunzio, però intitolare un libro Lettera a Berlino solo perché il romanzo è ambientato a Berlino mi è sembrato un po debole. Comunque, bello e godibile. Su anobii 4 stelle.

La Trama
Berlino, inverno 1955: il tempo della guerra fredda, il tempo delle spie. Nelle viscere della città devastata si lavora all'«Operazione Oro», lo scavo di un tunnel al confine con la zona russa, allo scopo di immettersi sulle frequenze telefoniche sovietiche e intercettarne i messaggi operativi: un progetto ardito e pericoloso a cui collaborano la Cia e l'MI6, i due servizi segreti alleati e al tempo stesso rivali. In un simile clima di tensione e sospetto prende avvio la vicenda di Leonard, timido tecnico inglese coinvolto nel progetto spionistico, e Maria, donna tedesca esuberante e desiderosa di vivere: una struggente storia d'amore e di iniziazione ai sensi e alle emozioni.

L'autore


Ian McEwan nasce nel 1948 ad Aldershot  in Inghilterra

Le altre sue opere: 
Il giardino di cemento 
Cortesie per gli ospiti 
Bambini nel tempo 
Lettera a Berlino 
Cani neri 
L'amore fatale 
Amsterdam 
Espiazione 
Sabato 
Chesil Beach 
Solar 

Il Film

Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo film del 1993 diretto da John Schlesinger con Anthony Hopkins, Campbell Scott e Isabella Rossellini. 



6 commenti:

  1. Ma quanto leggi Hobi. Un po ti invidio, io in questo periodo (almeno 3 mesi) devo tenere gli occhi a riposo, quindi letture zero.
    Computer massimo 1 ora al giorno!
    Un abbraccio

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  2. @i am praticamente leggo in ogni momento libero del giorno (mentre cucino, in tram, quando sono in coda agli sportelli, in pausa, la notte e anche la mattina visto che mi sveglio molto presto), guardo poca tv ad eccezione dei tg, ho tagliato altri hobbies e ho ridotto anche la navigazione sul web, mi rilassa e mi aiuta a stare meglio, però ad essere onesta non è che io legga così tanto: c'è chi legge 100 libri all'anno, io a malapena arrivo ai 50!! Poi ci sono stati periodi in cui le mie letture stavano a zero a causa di una brutta tendinite: all'epoca non riuscivo a tenere in mano neanche un libretto di 40 pagine per cui capisco il discorso della vista :))

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  3. il libro è bellissimo, il film, come spesso capita non è all'altezza.
    Mc Ewan non tradisce......

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  4. @cirano non è il mio romanzo preferito di mcEwan, ma resta per uno dei migliori scrittori viventi

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  5. Devo ripetere che scrivi bene e in modo documentato.

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  6. @adriano ti ringrazio, sei gentilissimo davvero, ho sempre paura di risultare noiosa con i resoconti delle mie letture per cui il tuo commento mi rincuora non poco!

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