mercoledì 15 giugno 2011

Letto e commentato: Pianoforte vendesi, di Andrea Vitali

Autore: Andrea Vitali
Casa editrice: Garzanti
Dove e quando: Bellano, 5 gennaio 1966

L'Incipit
C'è una sola stella in cielo, per il resto nuvolaglia. Presto sparirà anche quella sola. però non dà l'idea di voler piovere o nevicare. Il Pianista scende dal treno che proviene da Sondrio. Una volta sul marciapiede guarda in su. Soltanto allora si rende conto che c'è una sola in cielo e per il resto nuvolaglia. Per lui fa lo stesso. L'importante è che ci sia in giro gente, bordello, confusione. E' la sera del 5 gennaio 1966, festa dei Re Magi a Bellano. Fiere, feste di paese sono il suo pane. E' lì per quello. Mica per la festa. Per il bordello, la confusione. La possibilità di rubare qualcosa, portafogli, orologi. Magari un motorino, vedrà.

Cosa ne penso
Pianoforte vendesi è il primo romanzo che leggo di Andrea Vitali, autore comasco molto prolifico di cui si dice un gran bene. Il protagonista di questo breve, anzi brevissimo, romanzo dai toni kafkiani è un ladruncolo soprannominato il Pianista per via delle dita lunghe e affusolate che, appena sceso dal treno proveniente da Sondrio, si appresta a compiere dei furtarelli mentre la gente è in strada a festeggiare.

Siamo a Bellano, sulle sponde del lago di Como, la notte prima dell'epifania. E' il 1966 e si sta per celebrare la festa dei Re Magi. Il tempo è infame, nevica, fa freddo e c'è poca gente in giro, così il pianista decide di far visita ad un appartamento in cui si trova un vecchio piano che qualcuno sta cercando di vendere. Dall'annuncio che ha visto per strada il pianista deduce che l'appartamento sia disabitato e che se vi si trova un vecchio piano, forse troverà anche qualcos'altro da rubare.

Una volta entrato però, il pianista scopre che dentro ci vive ancora un'anziana donna un po' tocca, proprietaria del pianoforte, con la quale incomincia un dialogo ai limiti del surreale. La donna, nata nel 1878, ormai non è più in grado di suonare e notando le belle mani affusolate del giovane gli chiede di suonare qualche pezzo per renderla felice. Il pianista pur non conoscendo la musica l'accontenta e con sua grande sorpresa scopre di esserne in grado.

Nel frattempo i vicini, allarmati dai suoni che  provengono dall'appartamento disabitato, avvisano i carabinieri che prontamente, non avendo null'altro da fare, si recano sul luogo per un controllo. Vi trovano il pianista e credendolo un ladro (cosa che effettivamente è) lo conducono in caserma.

Qui il pianista racconterà del suo incontro con la vecchina e gli verrà comunicato che l'anziana signora che vi abitava, la zitella Gioietta Ribaldi, è deceduta da più di un anno, quindi lui non può che essere un ladro e un bugiardo. Eppure il pianista è sicuro di aver incontrato la donna, di aver parlato con lei e di aver suonato il pianoforte, dunque cosa è successo in quell'appartamento? La donna che ha visto è forse un fantasma? Di lei non c'è traccia e non avendo prove a carico i marescialli sono costretti a lasciarlo andare per non cadere nel ridicolo. Qualcosa di magico ed inspiegabile è successo quella notte e il pianista, dopo un ultimo furto necessario per pagarsi il biglietto di ritorno, deciderà che è giunto il momento di cambiare vita.

Un romanzo davvero strano questo di Vitali che mi ha lasciata sorpresa e stranita: quando l'ho cominciato credevo che la storia sarebbe andata in un'altra direzione e invece ecco che spunta fuori a sorpresa l'elemento magico e soprannaturale. Non male nell'insieme, anche se lo stile sincopato di Vitali non incontra troppo il mio gusto. Mi riservo di leggere altri suoi romanzi, ma per il momento questo prende 3 stelle anobianee.

La Trama
È la notte dell'Epifania, sera di festa a Bellano. Dal treno scende «il Pianista» – così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate –, ladro di professione. Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade nell'attesa della folla che assisterà alla processione dei Re Magi, il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: «Pianoforte vendesi». Incuriosito, dopo aver saputo che l'appartamento è disabitato e visto che il tempo non migliora, rovinando così la festa e soprattutto trattenendo nelle loro case le sue possibili prede, decide di entrare...Pianoforte vendesi è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte. I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità. Sullo sfondo c'è un'intera collettività, un paese sospeso – per una notte – fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine. In questo romanzo breve e di straordinaria intensità, Andrea Vitali ci fa scoprire una Bellano inedita, notturna, forse un po' magica. Tra le strade e nelle case si avverte ancora l'eco, e forse il respiro, di tutti coloro che lì hanno vissuto, gioito, sofferto, sognato, amato. Così, attraverso le atmosfere soffuse e le penombre di Pianoforte vendesi, Andrea Vitali rende omaggio alla sua città. Senza però dimenticare mai i guizzi folgoranti del suo umorismo.

L'Autore

Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008).
Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.

1 commento:

  1. Bella recensione. Non so se lo leggerò, la narrativa non è il mio genere, ma mai dire mai

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