sabato 11 giugno 2011

Letto e commentato: Il signore di Barcellona, di José Llorens

Autore: José Llorens
Casa editricee: Mondadori
Dove e quando: Barcellona, tra il 1052 e il 1060


L'Incipit
Scendeva la sera e un drappello di cinque cavalieri torvi e immusoniti cavalcava lungo il sentiero fiancheggiato di faggi che separava la contea di Ampurias da quella di Girona. Dal loro aspetto si capiva lontano un miglio che non erano cacciatori esperti, ma solo un pugno di mercenari fra i tanti che abbondavano in quelle terre, pronti a usare la spada al servizio del primo signore che volesse ricorrere a quel tipo di milizie per invadere una marca o contendere una proprietà alla contea vicina. Erano partiti di buon mattino per ammazzare il tempo e la noia, pensando che infilzare un cervo con la freccia o cacciare un maialino selvatico sarebbe stato molto più semplice che sgozzare esseri umani in battaglia.

Cosa ne penso
Succoso romanzo storico dello scrittore spagnolo José Llorens, Il Signore di Barcellona narra delle vicende del giovane Marti Barbany, giunto dalle campagne a Barcellona con una cospicua eredità e tanta determinazione. Con l'aiuto di pochi amici fidati (il sacerdote Eudald Llobet e l'ebreo cambista Baruj Benvenist) nel giro di pochi anni Marti riuscirà a raddoppiare le sue fortune grazie al commercio per mare e ad entrare nelle grazie della contessa Almodis, che ne farà un libero cittadino di Barcellona. 

Nella via verso il successo e la felicità Marti dovrà affrontare anche parecchie insidie e guardarsi le spalle dalle macchinazioni del suo peggior nemico, il consigliere Bernat Montcusi, con la cui figliastra Laia Marti ha iniziato una romantica relazione clandestina. Tante saranno le sofferenze patite, ma il romanzo termina con un lieto fine in cui i giusti vengono ricompensati e i cattivi puniti.

La trama di questo romanzo è molto complessa e sono molte le vicende dei personaggi che corrono parallelamente a quelle del protagonista principale: da una parte c'è Marti con la sua bontà d'animo e la sua genuina ambizione, poi c'è il perfido Bernat che insidia la figliastra Laia e che con la sua condotta libidinosa porterà al suicidio, infine ci sono le vicende legate ai potenti nobili della città, con la relazione tra il conte di Barcellona Ramon  Berenguer I Il vecchio e la sua amatissima terza moglie Almodis; molti sono i personaggi secondari (la schiava Aixa, la governante Edelmunda, il nano Delfino, la bella Ruth che alla fine del romanzo diventerà la sposa di Marti), ma come è ovvio la narrazione è incentrata sulla storia di questo giovane self-made man della Barcellona dell'anno mille. 

Il romanzo in sé non offre particolari punti di originalità, né particolare approfondimento psicologico del personaggio principale, ma è gradevole nella lettura e molto accurato nella ricostruzione storica del periodo in cui è ambientata la storia (Llorens per scrivere Il Signore di Barcellona si è documentato per ben quattro anni).

Di particolare interesse ho trovato la descrizione del parto delle nobildonne, la descrizione degli usi e costumi del popolo ebraico racchiuso nel Cal, la descrizione di un'usanza chiamata litis honoris con cui due contendenti disputavano questioni inerenti all'onore e la scoperta del fuoco greco, una micidiale formula in grado di annientare qualsiasi nemico, il cui ingrediente principale farà la fortuna di Marti nei suoi commerci . Lo consiglio a chi ama la storia e non è mai stanco di leggere storie ambientate nella bellissima città di Barcellona. Nonostante la mole (691 pagine) la lettura è scorrevole ed appassionante e riesce a mescolare gradevolmente amore, ambizione, intrighi, sotterfugi e rivalse. 4 stelline su anobii.

Trama
Barcellona, anno 1052. Quando Martí Barbany de Montgrí, giovane contadino, varca per la prima volta le porte della città che cambierà per sempre la sua vita, un anello e una piccola pergamena sono tutto ciò che possiede e che gli serve per riscattare la cospicua eredità lasciatagli dal padre. Ha così inizio la grande avventura che lo porterà a diventare un personaggio di spicco nella città dalle mille opportunità. Con grande fiuto e ingegno, Martí si arricchisce sempre più dedicandosi al commercio, ma l'impresa più ardua è quella di diventare cittadino di Barcellona e coronare il suo sogno d'amore contrastato con la dolce Laia, figliastra di un malvagio e influente personaggio. Il cammino si presenta irto di ostacoli e difficoltà, e non sempre la fortuna sarà dalla sua parte. La storia di Martí Barbany si intreccia con quella dell'amore tra Ramón Berenguer I, conte di Barcellona, e Almodis de la Marca, contessa di Tolosa, il cui legame adultero minaccia la pace della città, causando problemi politici con le contee vicine e addirittura con il pontefice. Il signore di Barcellona è un romanzo che emoziona con l'avvincente racconto di un'epoca oscura. Con grande maestria José Lloréns unisce fiction e storia per dare vita a una minuziosa ricostruzione della Barcellona medievale dell'XI secolo, una città di duemilacinquecento abitanti, che il lettore vedrà crescere pagina dopo pagina. I patti, le alleanze, gli intrighi di palazzo, l'ambizione economica e la convivenza tra differenti religioni sono animati dai sentimenti più intensi: passione, amicizia, invidia, lealtà e onore.


L'autore
José Lloréns (Barcellona, 1931), laureato in legge, ha lavorato come impresario nel mondo dello spettacolo. Appassionato di storia, ha cominciato la sua carriera di scrittore poco più che ventenne e le sue opere hanno ottenuto un grande successo di critica e di pubblico. Il signore di Barcellona è frutto di quattro anni di duro lavoro di documentazione e scrittura.

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