venerdì 3 giugno 2011

Letto e commentato: Il cerchio del male, di Yrsa Sigurdardottir

Autore: Yrsa Sigurdardottir
Titolo: Il Cerchio del male
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Dove e quando: Islanda (Reykjavík), 2005

Incipit
Tryggvi, il custode dell'edificio, si guardò attorno perplesso. Che stava succedendo? Attraverso il cicaleccio delle addette alle pulizie dall'interno della costruzione gli giungeva un suono bizzarro, in un primo momento soffocato, poi sempre più distinto. Tryggvi fece segno alle donne di tacere e tese le orecchie. Le donne si guardarono e due di esse si fecero il segno della croce. Il custode posò la tazzina del caffé e si avviò verso i corridoi. 

Cosa ne penso
L'unica ragione per cui ho acquistato il romanzo di questa scrittrice dal nome impronunciabile è che non avevo mai letto nulla di un autore islandese ed ero curiosa di scoprire qualcosa di più di questa terra misteriosa ed affascinante. Fino ad oggi per me l'Islanda era associata prevalentemente alla musica di Bjork e ai vulcani scassapalle delle compagnie aeree, ma non  sapevo assolutamente nulla della sua storia e della sua cultura, così mi sono finalmente decisa a leggere questo thriller intitolato Il Cerchio del male (vi risparmio il titolo in islandese per ovvie ragioni) che giaceva abbandonato tra gli scaffali della mia libreria.

La curiosità in merito alla storia e alla cultura dell'Islanda è stata soddisfatta solo in parte, ma ho scoperto per esempio che l'isola è stata colonizzata dai monaci eremiti irlandesi chiamati "papar" e che anche in questa terra lontana ci sono stati i processi alle streghe. Nel romanzo si parla moltissimo di stregoneria e di inquisizione e si accenna di continuo al Malleus maleficarum (Il martello delle streghe) con il quale due frati domenicani tedeschi (Sprenger e Kramer) si prefiggevano di riconoscere e sconfiggere l'eresia, il paganesimo e la stregoneria nella Germania del 1500.

Ne Il Cerchio del Male si parla moltissimo di rune magiche, incantesimi e rituali di vario genere in quanto la protagonista del romanzo, l'avvocatessa Thora, è incaricata di scoprire il vero assassino del giovane Harald Guntlieb, giunto dalla Germania in Islanda per completare il suo Master in Storia, ritrovato morto, privo di occhi e con una runa sconosciuta incisa sul petto. Thora nella sua ricerca della verità sarà affiancata da un arrogante investigatore tedesco di nome Matthew con il quale non farà che punzecchiarsi e che l'aiuterà   a scoprire il vero colpevole dell'omicidio che, come spesso accade nei thriller, è quello più ovvio. 

La lettura non è stata estremamente esaltante, anzi direi che è stata abbastanza discontinua però come thriller in sé e per sé si fa leggere. Sicuramente io ero più interessata all'aspetto storico del romanzo che non a quello giallistico e fino all'ultimo non ho capito chi fosse l'assassino. Quello che proprio non ho digerito del romanzo è la sfumatura da romanzo rosa con tutte le schermaglie amorose tra i due personaggi (Thora e Matthew) e tutte le parti che riguardavano la vita privata di Thora ( i problemi con l'ex marito, i due figli). Assolutamente divertentissimo il personaggio della segretaria scazzata (Bella) di cui a quanto pare la brillante avvocatessa non riesce a liberarsi e che ha riscosso subito la mia simpatia. Insomma, un romanzo senza gloria e senza infamia che si becca solo 3 stelline anobiane.

L'Autrice

Yrsa Sigurdardottir è una scrittrice islandese nata nel 1963, ex ingegnere civile, autrice soprattutto di thriller e romanzi per bambini. Il personaggio di Thora Gudmundsdóttir ritorna anche nei suoi romanzi successivi.

La sua pagina Facebook qui

Le altre sue opere:
Last Rituals (Il cerchio del male)
My Soul to Take
Ashes to Dust
The day is dark
Look at me
Blessed are the children

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