martedì 24 maggio 2011

Letto e commentato: Quando cadrà la pioggia tornerò, di Takuji Ichikawa

Autore: Takuji Ichikawa
Casa editrice: Superpocket
Dove e quando: Giappone, giorni nostri

L'Incipit
Quando Mio morì, comincia a pensare che chiunque avesse creato il nostro pianeta ne aveva creato contemporaneamente anche un altro, in chissà quale punto dell'universo. Le persone, quando muoiono, vanno lì. Quest'altro pianeta si chiama Archivio.

Cosa ne penso
Questo l'incipit di Quando cadrà la pioggia tornerò, romanzo dell'autore giapponese Takuji Ichikawa che ha riscosso un enorme successo in tutto il mondo. 

Poche, semplici parole introducono subito l'argomento centrale della storia: la morte di Mio, una giovane donna, moglie di Takumi e madre di Yuji, strappata via alla vita a causa di una malattia fulminante. In questo senso il romanzo assomiglia a tantissimi altri romanzi del Sol Levante, perché vi ritroviamo tutta la tipica ossessione nipponica per quei temi universali che sono la ricerca del senso della vita, l'amore in tutte le sue sfaccettature, l'esistenza di un destino prestabilito e la morte appunto, ma a differenza di quelli non ci si trova di fronte a una storia che suscita forti emozioni. 

Per lo meno non le ha suscitate a me, infatti, quando ho preso in mano il libro temevo che sarei finita a versare fiumi di lacrime ed invece mi sono ritrovata a sorridere per la tenerezza suscitata da questo vedovo, pasticcione e pieno di fobie, che si ritrova a crescere da solo un bambino di 6 anni troppo maturo per la sua età. 

Il protagonista è un personaggio per il quale semplicemente non si può non provare empatia e il bambino è una creatura per cui non si può non sentire un immediato istinto di protezione: padre e figlio, così uniti nel dolore della perdita e allo stesso tempo così soli e così spaesati, provano come meglio possono a sopravvivere.

Da quando Mio non c'è più è passato un anno: apparentemente la vita è andata avanti, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione,  ma nulla è più come prima e Takumi non se la sta cavando troppo bene: deve crescere da solo il piccolo Yuji quando a malapena è in grado di badare a sé stesso e deve spiegargli che non è colpa sua se la madre non c'è più.

Ogni giorno per lui è una fatica titanica: alzarsi, lavarsi, vestirsi, arrivare fino al lavoro. Takumi fa del suo meglio per essere un buon padre e assicurarsi che Yuji mangi, si vesta, vada a scuola e si comporti come tutti gli altri bambini della sua età, ma è un completo disastro sotto tutti i punti di vista. 

Gli abiti sono sempre sporchi, i capelli in disordine, la scrivania dell'ufficio è sempre sommersa di post-it per paura di scordare scadenze importanti, la casa non viene rassettata e il frigorifero è sempre vuoto. Takumi soffre di fobie e allergie e di quelli che potrebbero essere definiti attacchi di panico, improvvise fitte al torace che gli impediscono di svolgere le azioni più banali, come salire su un treno o entrare in un cinema. Ogni giorno prova a fare meglio del giorno prima ed ogni giorno sembra che tutto vada in malora perché senza l'adorata moglie, conosciuta sui banchi di scuola, la vita ha assunto dei contorni confusi.

Però un giorno, con l'approssimarsi della stagione delle piogge, la vita sembra concedergli una seconda possibilità per stare con la moglie e farle capire tutto il suo amore: in una foresta, durante una passeggiata, incontra una donna tale e quale a Mio.

La nuova Mio viene descritta come un fantasma che però possiede la corporeità di una donna in carne e ossa: Takumi e Yuji la possono vedere, la possono toccare, possono perfino sentire il profumo dei suoi capelli. Per sei settimane quest'altra Mio vivrà con loro come se il tempo non fosse trascorso e si sentirà raccontare da Takumi del loro primo incontro, del loro innamoramento e della loro vita insieme.

Una volta finita la stagione delle piogge, Mio li dovrà lasciare nuovamente per tornare da dove è venuta (presumibilmente il pianeta Archivio, magnifica invenzione letteraria di Ichigawa per descrivere l'aldilà), ma a quel punto Takumi e Yuji saranno pronti a lasciarla andare.

Si tratta di un romanzo molto semplice, pieno di poesia e suggestioni:  in realtà assomiglia più ad una favola che non a un romanzo che parla di fantasmi, ed infatti l'autore ha attinto abbondantemente alle leggende popolari giapponesi (in particolare a quella della principessa Kaguya), ma anche ai romanzi di fantascienza di Kurt Vonnegut, sopratutto verso la fine del libro quando riporta integralmente il contenuto di una lettera scritta da Mio prima di morire.

E' stata una lettura abbastanza gradevole e distensiva, di cui ho gradito particolarmente la caratterizzazione dei personaggi (su tutti il padre e il bambino e la figura del vecchio Professor Nombre), mentre il finale mi ha lasciata un pò perplessa con quei salti temporali avanti e indietro nel tempo per spiegare la ricomparsa di Mio. Un bel romanzo che si merita 4 stelle anobiane, però non mi spiego tutto il clamore e il successo ottenuto.

Opere ed autori citati: Momo di Michael Ende; Un pezzo da galera, Le sirene di Titano di Kurt Vonnegut; Sabato sera, domenica mattina, di Alan Sillitoe;

Perle di saggezza
I romanzi sono il nutrimento dell'anima. Una luce che rischiara le tenebre e un piacere più grande dell'amore.

Chi non ha ricordi, non può far altro che scrivere del vuoto che sente a non averne.

La serietà ha strettamente a che fare con la fiducia, e la fiducia è un elemento portante dell'amore. E' per questo che, in realtà, dell'amore ne sanno più le persone serie che quelle passionali.

Le persone scoprono per la prima volta ciò che desiderano quando sanno che stanno per perderlo.

Se uno che non ha mai pubblicato un libro può definirsi scrittore, allora tutte le persone del mondo hanno il diritto di fare lo stesso. Quindi, pure io.

La trama.
Takumi e Yuji, un giovane padre e il suo bambino, sono rimasti soli: la dolce Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile. Ma prima di andarsene per sempre Mio ha fatto una promessa: quando cadrà la pioggia tornerò. E incredibilmente, ad appena un anno dalla sua morte, con l’arrivo della stagione delle piogge, una creatura identica a lei, con il suo viso e i suoi occhi, ricompare al loro fi anco... Un romanzo che ha conquistato i lettori giapponesi, e ha generato passione, entusiasmo, discussioni; una storia, intensa e tenera, dove la verità dell’amore vince il tempo e la realtà per rendere immortali i sentimenti.

L'autore


Takuji Ichikawa è nato a Tokyo nel 1962. Laureato in economia, nel 1997 ha cominciato a pubblicare i suoi romanzi in internet, finché nel 2002 il suo primo libro Separation è uscito nelle librerie. Quando cadrà la pioggia tornerò, pubblicato nel 2003, ha conosciuto in Giappone un grandissimo successo, attirando l’attenzione internazionale. Ne sono stati tratti un film, un manga e una fiction.

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