mercoledì 18 maggio 2011

Letto e commentato: La famiglia Moskat, di Isaac B. Singer

Autore: Isaac B. Singer
Editore: Superpocket
Dove e quando: Varsavia, dall'inizio del '900 fino al 1939

L'Incipit
Cinque anni dopo la morte della seconda moglie, Reb Meshulam Moskat si sposò per la terza volta. La nuova moglie era una donna sulla cinquantina originaria della Galizia, nell'Austria Orientale, vedova di un ricco fabbricante di birra di Brody, e un uomo di studio. Poco tempo prima di morire, costui era fallito, e alla vedova non era rimasto che uno scaffale pieno di tomi eruditi, una collana di perle, in seguito risultate false, e una figlia di nome Adele; in realtà il nome vero sarebbe stato Eidele, ma Rosa Frumetl, sua madre, la chiamava Adele, alla moderna. Meshulam Moskat aveva conosciuto questa vedova a Karlsbad, dov'era andato a passare le acque. E lì l'aveva sposata. A Varsavia nessuno aveva saputo nulla, di questo matrimonio; Reb Meshulam non scrisse a nessuno della famiglia, e d'altronde non era nelle sue abitudini dar conto a nessuno di ciò che faceva.

Cosa ne penso
Quasi con timore reverenziale ho deciso di approcciarmi a quello che viene universalmente riconosciuto come il capolavoro di Isaac B. Singer e solo a lettura terminata posso dire infine di aver vinto la sfida che avevo intrapreso con me stessa.

La lettura de La famiglia Moskat mi si prospettava come una di quelle piuttosto faticose e pesanti, difficili da assimilare per la ricchezza degli eventi narrati e la moltitudine dei personaggi introdotti, soprattutto tenendo conto del periodo storico in cui è ambientato il romanzo (siamo in Polonia, a cavallo tra i primi del '900 e lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale) e dell'argomento trattato (la persecuzione delle comunità ebraiche), ma la soddisfazione di aver terminato la lettura di una saga familiare così tragicamente intrisa di dolore e umanità mi ha riempito di soddisfazione.

Non è stata una lettura semplice, soprattutto per chi come me è refrattario ad ogni tipo di argomentazione teologica e soprattutto perché la religione di cui si parla è l'ebraismo, di cui prima d'ora non sapevo assolutamente nulla, ma le vicende umane che Singer descrive con tale dovizia di particolari sono così coinvolgenti da far passare in secondo piano lo sforzo fatto.

Tutto ha inizio quando Reb Meshulam Moskat, l'ebreo più ricco di Varsavia, decide di sposarsi per la terza volta con una donna incontrata in villeggiatura. Da questo momento assisteremo all'intrecciarsi delle vicende dei suoi numerosi figli e figlie, dei mariti e delle mogli di questi ultimi, dei loro figli e dei figli dei loro figli e di tutte le personalità che a vario titolo gravitano attorno a questa scalcinata famiglia ebrea. Difficile tenere il conto di tutti i personaggi introdotti e di tutti gli eventi narrati, impossibile riassumere in poche righe una trama così complicata.

Nella prima parte si introducono i personaggi principali: il patriarca Meshulam, la neo sposa Rosa Frumetl e sua figlia Adele, la nipote di Meshulam Hadassah, il giovane Asa Heshel appena giunto a Varsavia da un piccolo villaggio per studiare, lo zio di Hadassah Abram Shapiro, libertino sfaccendato e gaudente, il tuttofare di Meshulam Koppel, segretamente innamorato della figlia del padrone e vari personaggi minori che vanno e che vengono.

Prevale ancora in questa fase il benessere e una sorta di spensierata allegrezza; tutto avviene in un turbine di emozioni e sentimenti contrastanti: balli, feste, affari, innamoramenti, litigi, gelosie, tradimenti, matrimoni, divorzi, fughe rocambolesche, ritorni imprevisti si susseguono avendo come unico comune denominatore il rispetto della legge di Dio che solo giudicherà le azioni degli uomini. La tradizione rappresentata da Meshulam comincia però a scontrarsi con la modernità che avanza (e con il dubbio) rappresentato dal 19enne Asa Heshel in perenne ricerca di risposte.

Nella seconda parte lo sgretolamento di quei valori che appartengono alla comunità ebraica è già in atto: da una parte i primi movimenti sionisti che sognano di costruire in Palestina lo stato di Israele, dall'altra ebrei sempre meno rispettosi della Torah o che addirittura abbracceranno la fede cattolica, come farà una delle nipoti di Meshulam, Masha.

Con la morte di  Reb Meshulam Moskat tutto sembra andare in malora: l'ingente patrimonio non viene ripartito tra la sua discendenza, nessuno si cura più di seguire gli affari, il tuttofare Koppel si arricchisce rubando dalle casse del padrone lasciate incustodite alla sua morte, matrimoni combinati destinati a durare per sempre vengono sciolti per dare sfogo alla lussuria (nuove coppie si formano, ma non per questo saranno più felici) e sullo sfondo di queste vicende private si inizia a percepire uno strisciante antisemitismo, destinato a sfociare, con l'avvento di Hitler, in vera e propria persecuzione.

Nella terza parte vediamo tutti i personaggi ormai invecchiati o addirittura morti; del patrimonio di Meshulam non è rimasto più nulla, la miseria incombe e la guerra è alle porte. I pochi sopravvissuti della famiglia Moskat sono ormai disillusi e rassegnati al loro destino, troppo stanchi per poter anche solo pensare di abbandonare Varsavia e mettersi in salvo. Il romanzo finisce con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche: il resto è storia. A noi ci rimane uno spaccato di vita di questo popolo agli inizi del Novecento, una colorata descrizione degli usi e dei costumi degli ebrei dell'est Europa, la descrizione dei riti portati ostinatamente avanti nelle case di preghiera, i profumi del cibo kashel, il miscuglio delle lingue, la vita frenetica che va avanti nonostante tutto e il senso di  perenne attesa di un Messia che non si decide ad arrivare. Un  romanzo tragicamente bello che si merita 5 stelle piene.

L'Autore

Isaac B. Singer (1904-1991) è stato uno scrittore polacco naturalizzato americano. Nato vicino a Varsavia, fu figlio di un rabbino. Nel 1943 si trasferì negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni naziste e nel 1945 ottenne la cittadinanza americana. La famiglia Moskat venne pubblicato a puntate nel 1950. Nel 1978 Singer venne  insignito del Premio Nobel per la Letteratura.

Le altre sue opere:
Satana a Goray,
Il mago di Lublino
Lo schiavo
La famiglia Moskat
La fortezza,
La proprietà
Nemici: una storia d'amore
Shosha
Il penitente
Il re dei campi
Schiuma
Il certificato
Anime perdute
Ombre sull'Hudson

1 commento:

  1. Salve mi chiamo Daniela sto leggendo La famiglia Moskat ma non so se è un errore proprio nella prima pagina quando il vecchio Moskat si risposa x la terza volta e torna a casa cito il brano "alla metà di settembre annunciò il suo ritorno, con un telegramma alla governante, ordinando che Leibel, il cocchiere, venisse a prenderlo alla stazione di Vienna" perchè alla stazione di Vienna se tornava a Varsavia avete notato?
    Saluti.
    Daniela

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