lunedì 9 maggio 2011

Letto e commentato: Break. Ossa rotte, di Hannah Moskovitz

Autore: Hannah Moskovitz
Titolo: Break. Ossa rotte
Editore: Y Giunti
Dove e quando: Stati Uniti, giorni nostri

L'Incipit
La prima sensazione è l'euforia. Le mie braccia colpiscono il terreno. Il rumore non è tanto diverso da un martello che schiaccia un granchio. E' fottutissima euforia allo stato puro. Accanto a me, sento il cigolio delle ruote del mio skate che continuano a girare. Sembra una tartaruga capovolta. Poi, il dolore. La seconda sensazione è il dolore. La videocamera di Naomi fa bip e lei emette un gridolino di trionfo che le esce dalla gola. Stavolta ce l'hai fatta, sicura al cento per cento. Dimmi che ce l'hai fatta. Trattengo  il fiato per un pò, finché non riesco a dire: sì, ce l'ho fatta.

Cosa ne penso
Jonah ha diciassette anni e la sua in apparenza è una vita normale: va a scuola, ha un lavoretto part-time in un videonoleggio, frequenta una ragazza che gli mozza il fiato, gli piace fare skateboard e sogna di diventare architetto. Un ragazzo nella media, come tanti altri, con passioni e aspirazioni, che però nasconde un dramma: Jonah infatti, dietro l'apparente normalità, deve affrontare problemi più grandi di lui che quasi lo schiacciano.

I genitori sono tornati insieme dopo una breve separazione e non fanno altro che litigare, il fratellino Will di appena otto mesi piange ininterrottamente senza una ragione precisa facendo saltare i nervi a tutti, ma soprattutto l'adorato fratello Jesse è affetto da una gravissima forma di allergia alimentare che mette costantemente in pericolo la sua vita. 

Jonah e Jesse sono molto più che fratelli: sono amici, complici, confidenti, sono tutto l'uno per l'altro. Jonah trascorre i suoi giorni nel terrore che Jesse abbia una crisi visto che è allergico praticamente a tutto, in particolar modo al latte e di certo il fatto di avere un neonato per casa non aiuta. 

La madre è una donna stanca, evidentemente provata da una situazione che non riesce a tenere sotto controllo, il padre invece è una figura poco autoritaria, quasi assente. L'unico che sembra prendersi cura di tutti è Jonah: fin dalle prime pagine si evince lo sforzo e la volontà di questo ragazzo di tenere insieme i pezzi di questa famiglia sull'orlo di una crisi di nervi, ma è evidente che il peso delle responsabilità di cui Jonah sceglie di farsi carico è enorme e non può non avere contraccolpi psicologici.

Tutta questa paura, questa angoscia che Jonah prova giorno dopo giorno sono troppo per lui e l'unico modo che ha per affrontare la situazione è diventare più forte rompendosi le ossa una dopo l'altra,  perché un osso rotto ricresce più forte di prima. La sua è una forma estrema di autolesionismo a causa della quale finirà a in un istituto di correzione mentale insieme ad altri ragazzi problematici. 

Le sue intenzioni sono certamente nobili, ma nessuno sembra capire le ragioni che spingono Jonah a farsi del male: in tutto riesce a rompersi 32 ossa, dapprima cadendo dallo skate, poi buttandosi in una piscina vuota, infine prendendosi a martellate. 

Jonah sa che questa non è la via giusta, sa che deve smettere per il bene suo e dei suoi cari, ma una volta che il meccanismo è avviato non riesce a smettere, perché rompersi le ossa è l'unico modo che conosce per alleviare l'opprimente senso di colpa che lo attanaglia, la sensazione di essere l'unico sano in caso, mentre paradossalmente è quello ad avere più problemi. 

Solo la sua ragazza, Charlotte, lo denuncia per salvarlo dall'autodistruzione e sarà proprio l'amore per Charlotte a convincere Jonah a smettere di farsi del male.

Questo Break. Ossa rotta (edizioni Y Giunti) della giovanissima scrittrice statunitense Hannah Moskowitz (lo ha scritto a soli 15 anni!) è un romanzo dal fortissimo impatto emotivo che affronta in modo non convenzionale il tema del disagio giovanile. Si rimane inevitabilmente colpiti dalla storia di Jonah e ad ogni pagina è come ricevere un pugno; durante la lettura si ha la sensazione fortissima che anche nel lettore si stia rompendo qualcosa perché l'argomento trattato, quello dell'autolesionismo estremo, è di quelli destinati a far discutere. 

Di questo Break si apprezza lo stile asciutto e senza fronzoli, quasi l'autrice volesse dirci che i problemi vanno affrontati senza troppe chiacchiere, ma prendendo di petto la situazione. La scelta di affidare la narrazione ad un protagonista maschile è azzeccata ed originale ed ho intravisto nella sua scrittura alcuni sprazzi di grandezza che mi hanno portato alla mente quel capolavoro assoluto che è Il giovane Holden di J.D. Salinger (forse esagero un pò, ma l'impressione è stata quella)

Come già in altri young adult che mi è capitato di leggere quello che sconvolge e lascia indignati è l'assoluta incapacità degli adulti di far fronte alle proprie responsabilità, lasciando i propri figli senza una guida o addirittura essendo la causa prima dei loro problemi. Si tratta ancora una volta di un'ottima pubblicazione adatta al pubblico più giovane, ma che consiglio caldamente anche ai genitori e gli insegnanti. Su questa autrice giovane e promettente direi che si può tranquillamente scommettere e credo che sentiremo ancora parlare di lei. Consigliatissimo, anche se molto "crudo" e "fastidioso"

La trama
Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perchè stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Si, perchè Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura che anche quella sbadata di sua madre non allattiWill e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perchè chiunque sa che un osso fratturato ha il solo potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito. E il primo pensiero di Jonah ogni mattina è quello di escogitare nuovi metodi per raggiungere lo scopo nella maniera più veloce ed efficace possibile. La sua è una storia di autodistruzione per amore. Dita, gomiti, femori, costole: il conto è minuziosamente riportato. E' un'impresametodica. Una scarica di adrenalina, poi il dolore, intenso, nauseante. Un libro crudo e provocatorio, che descrive con realismo una forma estrema di autolesionismo. La storia di un ragazzo raccontata da una sedicenne: è sorprendente come la giovane scrittrice sia stata in grado di ricostruire le dinamiche psicologiche di un adolescente. Un libro che non può lasciare un segno.

L'autrice

Hannah Moskovitz ha ora diciannove anni. Vive a Silver Spring, Maryland, con moltissimi gatti. I suoi libri parlano di fratelli, ambiguità sessuale, bambini. Hannah studia presso l'Università del Maryland. Le piace il latte più dell'acqua, l'estate più dell'inverno, l'amore più dell'odio. Break, il suo romanzo d'esordio ha ricevuto il plauso della critica Usa. In America è pubblicata da Simon & Schuster. Break è uscito il 13 aprile 2011 in Italia. Hannah ha pubblicato tre libri, ZOMBIE TAG, BREAK, INVINCIBLE SUMMER. Un quarto è in fase di stampa GONE, GONE, GONE, uscirà nel 2012. Hannah ha un blog (Invincible summer , che prende il nome dal suo romanzo) ed è molto attiva su Twitter.

1 commento:

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