sabato 19 marzo 2011

Letto e commentato: Il flaneur, di Edmund White

L'Incipit
Parigi è una grande città, nel  senso in cui Londra e New York sono grandi città e Roma un paesotto, Los Angeles una serie di villaggi e Zurigo un mortorio.



La quarta di copertina:
Il flâneur dovrebbe tenersi alla larga dalla Parigi imponente, grigio perla, dalla città costruita da Napoleone III e dal suo accolito barone Haussmann, oggi abitata da milionari stranieri, piena di alberghi a cinque stelle, di ristoranti a tre stelle e di ambasciate: una città fantasma. Infatti la vera vitalità della Parigi odierna sta altrove, a Belleville e a Barbès, i quartiers brulicanti di arabi, di asiatici e di neri che fondono le rispettive culture in nuovi ibridi. Questo libro è dedicato alle passeggiate senza meta del flâneur; e il suo vagare lo porterà più spesso verso gli angoli desueti di Parigi che nel suo centro storico, più verso le roccaforti del multiculturalismo che nei capisaldi della tradizione gallica.


Cosa ne penso
Non si tratta di un romanzo, ma di un saggio in cui l'autore cerca di mettere a fuoco una delle figure più caratteristiche ed affascinanti della letteratura francese, il flaneur, che l'autore definisce quel bighellone senza meta che si perde nella folla, che non ha destinazione e va ovunque il capriccio o la curiosità dirigano i suoi passi.

Di flaneurs i romanzi francesi dell'Ottocento e del Novecento ne sono pieni, ma sarebbe un errore etichettare i vagabondi oziosi che si aggirano per le strade di Parigi come meri prodotti dell'immaginario di scrittori e poeti: i flaneurs sono piuttosto i figli prediletti della ville lumière, gli unici in grado di catturarne la vera essenza.

Quello che porta il flaneur ad addentrarsi per le vie meno battute della città non è la casualità, ma una filosofia di vita, un modus vivendi che appartiene da sempre al parigino e che consiste nel lasciarsi travolgere dalla girandola di emozioni, sensazioni, odori e colori che la città offre.

Il flaneur vive Parigi in un modo che i turisti e i residenti più distratti non potranno mai capire. Il flaneur evita le strade più conosciute per concedere la sua preferenza a quelle più nascoste, quelle che non verranno mai indicate nelle guide turistiche, sicuro d'imbattersi prima o poi in un locale jazz, in un ristorante di cucina etnica, in un bar-tabac, in un museo dimenticato o in un ritrovo per gay. Potrebbe capitare nel quartiere in cui abitò Colette o nei luoghi visitati da Mercier mentre scriveva il suo Ritratto di Parigi, oppure in uno dei locali bui e fumosi in cui si esibivano destando sconcerto e ammirazione gli afro-americani Josephine Baker e Sidney Bechet,, o ancora in uno dei tanti hammam, frequentati non solo dagli arabi, ma anche dagli omosessuali in cerca di facili avventure. Potrebbe finire davanti al Museo Gustave Moreau dedicato allo stravagante pittore, o nel quartiere ebraico o in un ritrovo per filo-monarchici. Il dove non ha davvero importanza, quello che conta è camminare senza meta per lasciarsi investire da continue nuove scoperte.

Attraverso una serie di aneddoti e pettegolezzi, Edmund White ci accompagna per le vie di Parigi sulle tracce di questo bighellone solitario, trascinandoci con sé nel cuore della "ville lumière", quella degli intellettuali, dei filosofi, dei poeti, dei pittori, ma anche degli immigrati e della gente comune.

Un saggio avvincente come un romanzo, per nulla tedioso, pieno di curiosità e di spunti di riflessione che consiglio caldamente agli appassionati di letteratura francese (e non solo) e a tutti gli amanti di Parigi, con in appendice una ricchissima bibliografia, di cui riporto una selezione parziale ad uso e consumo di chi volesse approfondire l'argomento.

Opere ed autori citati


ROMANZI
Notre-Dame des Fleurs, Quattro ore a Shatila, di Jean Jenet
Stepford wives, di Ira Levin
L'essere e il nulla, di Jean Paul Sartre
Chéri, La fine di Chéri, Il Puro e l'impuro, La nascita del giorno, La maison de Claudine, Sido, Il mio noviziato, di Colette
Ritratto di Parigi,  di Louis Sébastien Mercier

Alla ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust
I misteri di Parigi, di Eugene Sue
I miserabili, di Victor Hugo
Illusioni perdute, Splendori e miserie delle cortigiane, La ragazza dagli occhi d'oro, di Honoré de Balzac
L'educazione sentimentale, di Gustave Flaubert
Storia di un fanciullo, di Alphone Daudet
L'ammazzatoio, Nanà, La cuccagna, Il paradiso delle signore, L'Affair Dreyfus, di Emile Zola
Festa, di Ernest Hemingway
La forza dell'età, La forza delle cose, I mandarini, Memorie di una ragazza per bene, La cerimonia degli addii di Simone de Beauvoir
I falsari, di André Gide
Fuoco fatuo, di Drieu La Rochelle
La casa a Parigi, di Elizabeth Bowen
L'uomo sposato di Edmund White
Landscape after the battle, di Juan Goytisolo
Allan Stein, di Matthew Stadler
Light at the dusk, di Peter Gadol
Gli uomini preferiscono le bionde di Anita Loos
Jazz Band in un cabaret parigino, di Langston Hughes
Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque
Controcorrente di Joris-Karl Huysmans
Il pittore della vita moderna, I Fiori del male di Charles Baudelaire
La casa nuova di Victorien Sardou
Inferno, Il sogno di August Strindberg
Nadja, L'amour fou di André Breton
A case of rape,  di Chester Himes
Di qui all'eternità, La sottile linea rossa di James Jones
La camera di Giovanni di James Baldwin
La venere d'Illes di Prosper Mérimée
Escal Vigor di Georges Eekhoud
Ballata del carcere di Reading, di Oscar Wilde
Quando morì Jonathan di Tony Duvert
Le temps voulu di Yves Navarre
I passages di Parigi, Il ritorno del flaneur di Walter Benjamin
Daddy Goodness di Richard Wright

SAGGI, BIOGRAFIE
Memoirs of Montparnasse, di John Glassco
Parigi capitale del ventunesimo secolo? The forest of literature, di Juan Goytisolo
Paris noir: African Americans in the City of light di, Tyler Stoval
Note sul mondo misterioso di Gustave Moreau, di Marcel Proust
Une Amérique qui feut peur, di Edward Behr
Les mots des femmes. Essai sur la singularité, di Mona Ozouf 
Paris dans la littérature américaine, di Jean Meral 
Around and about Paris, di Thirza Vallois 
Paris: A literary companion, di Ian Littlewood 
Connaissance du Vieux Paris, di Jacques Hillairet 
Paris secret et insolite, di Rodolphe Trouilleux 
Histoire et dictionnaire de Paris, di Alfred Pierro 
Paris: deux mille ans d'histoire, di Jean Favier 
Sidney Bechet: the wizard of jazz, di John Chilton
Jazz Cleopatra, di Phyllis Rose
Josephine: the hungry heart, di Jean-Claude Baker
Four lives in Paris, di Hugh Ford 
The left bank, di Herbert R. Lottman 
Secrets of the flesh: a life of Colette, di Judith Thurman 
Creating Colette, di Claude Francis e Fernande Gontier 
Tales of the New Babylon, di Rupert Christiansen 
The painting of modern life: Paris in the art of Manet and his followers, di T.J. Clark 
Les écrivains devant l'Impressionisme, di Denys Riout 
Vita da geni, di Robert McAlmon 
Paris Notebook, di Mavis Gallant 
Homosexuels et bisexuel célèbres, di Michel Larivière

ARTE, MUSICA, CINEMA
La cage aux folles di Jerry Herman
Papa Bon Dieu di Louis Sapin
Coppelia, Lakmé di Léo Delibes
Parsifal di Richard Wagner
Sagra della primavera di Igor Fedorovic Stravinskij
Amleto, Donne d'Algeri di Eugene Delacroix
Edipo e la Sfinge di Gustave Moreau
Cristo morto con angeli di Edouard Manet
The world of Atget di Berenice Abbott

L'Autore

Edmund White è nato a Cincinnati nel 1940. Scrittore e saggista, oggi insegna alla Princeton University. Omossessuale dichiarato, nelle sue opere parla apertamente di omosessualità, sieropositività e Aids. I suoi romanzi più celebri sono Un giovane americano, La bella stanza è vuota e La sinfonia dell'addio. Ha vissuto a Parigi dal 1983 al 1990 ed è autore di importanti biografie dedicate a Jean Jenet, Marcel Proust e Arthur Rimbaud.

Le altre sue opere:

Forgetting Elena (1973)
Nocturnes for the King of Naples (1978)
Stati del desiderio. Guida alle città e agli uomini americani, 1999 (States of desire, 1980)
Un giovane americano, 1990 (A boy's own story, 1982).
Caracole (1985)
E la bella stanza è vuota, 1992, (The beautiful room is empty, 1988)
Scorticato vivo, 2002), (Skinned alive: stories, 1995).
La sinfonia dell'addio, 2000, (The farewell symphony, 1998).
L'uomo sposato, 2001, (The married man, 2000)
Fanny: a fiction (2003).
Caos, 2009, (Chaos: A Novella and Stories, 2007).
Hotel de Dream (2007)
Le gioie dell'omosessualità, 1985, (The joy of gay sex, with Charles Silverstein, 1977)
The burning library: writings on art, politics and sexuality, 1969-1993
Il flâneur. Vagabondando tra i paradossi di Parigi, 2005, (The flâneur: a stroll through the paradoxes of Paris, 2000).
Arts and letters (2004).

Ladro di stile. Le diverse vite di Jean Genet, 1997
Ritratto di Marcel Proust, 2010
La doppia vita di Rimbaud, 2009

Our Paris: sketches from memory (1995).
My lives (2006).
Ragazzo di città, 2010, (City boy, 2009).

1 commento:

  1. anch'io ho letto il flaneur! molto bello, a chi non piacerebbe fare una vita da flaneur per le strade di Parigi?

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