martedì 8 marzo 2011

CineLibri: Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, di Melissa P.

L'Incipit
Diario, scrivo dalla mia camera semibuia tappezzata dalle stampe di Gustav Klimt e dai poster di Marlene Dietrich; lei mi guarda con il suo sguardo languido e superbo mentre scarabocchio il foglio bianco su cui si riflettono i raggi del sole, filtrati appena dagli spiragli delle persiane.

Cosa ne penso.
Non ho capito bene se i cento colpi del titolo si riferiscono davvero alla spazzola o piuttosto alle botte che danno alla protagonista...Battuta squallida a parte, questo romanzo pseudo autobiografico della scrittrice catanese Melissa Panarello (in arte Melissa P.) più che altro va letto in prospettiva, pensando cioé che è stato scritto da una ragazza che all'epoca della stesura aveva 17 anni o forse anche meno.

Per essere un romanzo d'esordio ci stanno tutti i difetti dell'inesperienza, tutte le incongruenze, ma ora che Melissa P è cresciuta mi aspetto prove più mature e mi riservo di leggere i suoi romanzi successivi per giudicare obiettivamente il suo stile. Seguo il suo blog con interesse e so che la ragazza sa scrivere, nel senso che conosce l'italiano, le sue regole grammaticali e sintattiche, ma questo non basta a farne una scrittrice. Ci vuole anche quel certo je ne sais pas quoi, non so se riesco a rendere bene l'idea, ci vuole un'idea, un ideale e la voglia prorompente di comunicare qualcosa al mondo. Se manca quel qualcosa è meglio lasciar perdere ed evitare di prendere per i fondelli il lettore.

Nel caso di 100 colpi di spazzola non ho capito bene quale sia il messaggio. Non ho capito davvero perché la protagonista Melissa a 16 anni decida di buttare via il suo corpo in quella maniera. Non vorrei essere fraintesa, non sono una pia donna di chiesa timorata di Dio, non mi scandalizzo facilmente e non è il primo romanzo erotico che leggo (sempre che si possa definire erotico questo testo): qui manca proprio una filosofia, un'analisi psicologica, una spiegazione del perché la protagonista decida di comportarsi in quel modo. Di punto in bianco semplicemente Melissa decide che è giunta l'ora di fare la conoscenza del sesso, bruciando tutte le tappe. Dalla prima pagina fino all'ultima troveremo la descrizione minuziosa delle sue esperienze sessuali, con uomini (giovani, vecchi, perfino omosessuali) e donne, che però non portano da nessuna parte; è come se il tutto fosse fine a se stesso, come se il diario fosse un espediente per suscitare scalpore, eccitazione, desiderio senza davvero andare oltre. Forse da una diciassettenne sarebbe stato pretendere troppo e questo suo primo romanzo è quel che è: un diario di una ragazzina pieno di autocompiacimento per se stessa e il suo corpo e il desiderio che suscita negli altri.

Naturalmente quando 100 colpi di spazzola uscì ebbe un clamoroso successo (quel che i francesi chiamano "succès de scandale", il successo dello scandalo) e nel 2003 non si parlava che di Melissa P., la diciassettenne sfacciata e smaliziata che nel suo diario racconta le proprie esperienze sessuali. La Fazi è stata davvero abile nel mantenere segreta la sua vera identità per un certo periodo, alimentando il mistero e la curiosità, ed è riuscita a fare del romanzo uno dei casi editoriali di sempre (100 colpi viene tradotto in 40 lingue, con 2 milioni di copie vendute), ulteriormente rilanciato nel 2005 grazie alla trasposizione cinematografica di Luca Guadagnino, intitolata semplicemente Melissa P.

Dopo averlo letto non rimane assolutamente nulla. Per descriverlo in tre aggettivi direi presuntuoso, ipocrita e superficiale. Un romanzo dove c'è il corpo, ma non l'anima. Davvero non si poteva pretendere di più. 3 stelle su Anobii e mera puru...


Il Film

Melissa P. (2005), di Luca Guadagnino. Con María Valverde, Marcello Mazzarella, Claudio Santamaria, Geraldine Chaplin, Elio Germano, Alba Rohrwacher, Primo Reggiani, Giulio Berruti, Pier Giorgio Bellocchio, Letizia Ciampa, Fabrizia Sacchi, Nilo Mur, Carlo Antonelli, Davide Pasti, Francesca Madaro, Esmeralda Prete



Prodotto da Francesca Neri e Claudio Amendola, Melissa P si ispira molto liberamente al romanzo di Melissa Panarello, talmente liberamente che la stessa scrittrice ne ha polemicamente preso le distanze, sostenendo che la pellicola di Luca Guadagnino non rispecchiava la natura del romanzo, a cominciare dal titolo: infatti Melissa P sembra voglia raccontare più la storia della scrittrice che non del suo personaggio e questo deve averla infastidita non poco. 

Comunque, polemiche a parte, il film di Guadagnino è esteticamente valido ed è uno dei pochi casi in cui il film  riesce meglio del romanzo da cui è tratto. La protagonista Melissa è interpretata dalla giovane attrice spagnola Maria Valverde, affiancata da un mostro sacro del cinema come Geraldine Chaplin (che ne interpreta la stravagante nonna) e dal fior fiore della recitazione italiana, tra cui Primo Reggiani, Elio Germano, Claudio Santamaria e Alba Rohrwacher. Come dicevo il film è solo liberamente ispirato al romanzo e se ne discosta parecchio: la protagonista del film vive con la madre e la nonna mentre il padre lavora su una piattaforma nell'Oceano Indiano, quella del libro non accenna che brevemente alla famiglia. Nel film il primo amore di Melissa, Daniele (Primo Reggiani) è un personaggio fondamentale che apparirà fino alla fine, mentre nel romanzo viene liquidato dopo poche pagine. Manca la scena in cui Melissa assiste al rapporto omosessuale, manca il rapporto lesbico, manca la vicenda del professore di matematica con cui Melissa gioca a fare la Lolita. Resta invece la scena in cui Melissa va con 5 ragazzi contemporaneamente e quella dell'incontro con l'uomo della chat. La scena del custode del museo sembra invece essere aggiunta dal regista. Nel film si insiste molto sul fatto che Melissa sia una studentessa di liceo, mentre nel romanzo l'autrice vi accenna brevemente, quasi fosse un dettaglio insignificante, tuttavia la vera differenza tra il libro e il romanzo sembra risiedere nel rapporto che lega Melissa alle due donne della sua vita, la madre e la nonna, approfondito nel film, inesistente nel romanzo. L'esplicito contenuto sessuale del romanzo viene leggermente edulcorato nel film, anzi è appena suggerito ed è per questo che mi sorprende che il film sia stato etichettato come un film erotico. Nel complesso Melissa P mi è piaciuto, e sicuramente l'ho trovato migliore del romanzo. Due curiosità: la prima è che Guadagnino ha diretto diversi video musicali di Elisa (Asile's world, Luce, Broken) ed ha scelto Swan, come  tema principale della colonna sonora del suo film. La seconda invece riguarda le foto che Melissa  osserva quando va al museo e incontra il personaggio di Claudio Santamaria sono di Sam Taylor Wood, la regista di Nowhere Boy, affermata fotografa e artista.

6 commenti:

  1. non ho letto il libro nè visto il film, ma se al libro non ci tengo particolarmente almeno l'adattamento me lo voglio vedere. dal trailer e da alcune scene viste temo possa diventare un bello spunto per una recensione genuinamente cattiva. anche se il regista poi ha fatto l'ottimo "io sono l'amore" e quindi qualcosa potrebbe salvarsi...

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  2. @marco il film si può vedere, è guardabile, certo non è un capolavoro...il libro invece è da evitare, una vera perdita di tempo

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  3. la cosa che più mi fa arrabbiare è il fatto che "opere letterarie" come questa vengano tanto osannate dalla critica e spinte per l' esportazione all' estero.. sinceramente non penso proprio ci facciano fare bella figura. questa non è letteratura! il film poi, devo ammettere che non mi è piaciuto per nulla.. sebbene "migliore" della versione cartacea l' ho comunque trovato ridicolo così come tutti i suoi personaggi/interpreti. non mi è piaciuta particolarmente nemmeno la Chaplin (mi resterà per sempre inspiegabile la sua partecipazione a questa pantomima cinematografica). per non parlare dell' aspetto tecnico del film che appare di una piattezza unica per la maggior parte del tempo, tolto qualche "gioco di colore" veramente, veramente banale.
    mah mah mah....

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  4. ciao!

    io lessi il libro al liceo mentre il rpof interrogava e mi ricordo che ci faceva sghignazzare parecchio.

    poi finii di leggerlo a casa e mi ricordo che mi lasciò un senso di tristezza addosso che non finiva più!

    ciao, federica

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  5. Lessi il libro, un campione gratuito che arrivò nella mia ex redazione, ci tengo a sottolinearlo.
    Trovai più erotico l'elenco del telefono.
    Forse parlo di cose che conosco poco, ma io sono tra quelli che giudicano Melissa P. L'ennesimo caso letterario montato ad arte.
    E il film mi sono ben guardato dal vederlo, se tanto mi dà tanto.

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  6. @federica in effetti il libro non è granché
    @cyberluke ti dirò il film non è male, di sicuro è meglio del romanzo...

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