mercoledì 23 febbraio 2011

Letto e commentato: L'isola scolpita, di Donato Altomare

L'Incipit
Si appoggiò con la mano al muro biaco di calce, posò a terra la valigia e strinse le labbra. Certo non c'era da aspettarsi il Grand Hotel, ma quella specie di tugurio pareva sul punto di cadere a pezzi. E' certa? La donna sollevò le spalle: Cha m'hannu dittu. Antonio emise un leggero sospiro e pensò fosse inutile fare altre domande. Il piccolo paese siciliano era stato una volta abitato soltanto da pescatori di tonno. Poi c'era stata l'incredibile quanto improvvisa apparizione dell'Isola Scolpita, e questo, aggiunto al bellissimo mare e alla spiaggia pulita, aveva decretato la fine della pace per quella gente.

Cosa ne penso
Romanzo fantasy made in Italy, l'Isola Scolpita di Donato Altomare (pubblicato dalla casa editrice Della Vigna) è interessante ma per quanto mi riguarda non completamente riuscito. Ho trovato bella ed intrigante la prima parte, buona l'idea della commistione dei generi letterari (si tratta di un fantasy con sfumature horror, qualche elemento favolistico e un pizzico di erotismo), azzecato il senso di suspence che l'autore è riuscito a creare intorno alla figura del protagonista, mentre la seconda parte mi è parsa più lenta e sconclusionata nella concatenazione degli eventi. L'idea di base in generale è carina: Antonio, un giovane impiegato senza legami e famiglia, decide di prendere un periodo di ferie per recarsi in Sicilia. Inspiegalmente attratto dall'idea di vedere anch'egli la misteriosa Isola Scolpita, che appare e scompare all'improvviso, finisce per restare due mesi nel piccolo paesino siciliano in paziente attesa che l'isola compaia di nuovo. Nel frattempo vive in affitto in un faro, fa incubi terrificanti, vede animali alati mostruosi che cercano di ucciderlo, fa l'amore con la bella agente immobiliare locale che cerca di trattenerlo in paese. Quando finalmente l'isola ricompare Antonio è l'unico privilegiato che riesce a mettervi piede, perché in realtà egli è figlio del Destino, una specie di divinità che ha scolpito sull'isola la storia dell'umanità. E a questo punto la trama si ingarbuglia: compaiono di punto in bianco nuovi personaggi, demoni, una strega cattiva che seduce Antonio perché fare l'amore con lui è l'unico modo per restare eternamente giovane; si scatenano lotte feroci tra il Destino e la strega, i mostri e Antonio, fino alla rivelazione finale: Antonio ha giaciuto con la sua stessa madre e suo padre (il Destino) in realtà è anche suo fratello.

Confesso che a questo punto della lettura mi sono sentita un pò persa. Peccato aver buttato via così il finale perché le premesse per farne un buon romanzo in toto c'erano tutte. Davvero non capisco perché siano state sprecate così, soprattutto considerando che Altomare è uno scrittore con al suo attivo svariate opere di una certa importanza. Mi riservo di leggere le sue opere maggiori prima di esprimere un giudizio definitivo. Per quanto riguarda questo romanzo nello specifico non mi sento di dare più di tre stelline anobiane.

L'Autore


Donato Altomare, classe 1951, si è particolarmente distinto nel genere fantastico/fantascientifico: nel 2000 e nel 2007 ha vinto due Premio Urania e tre Premi Italia. Ha pubblicato per la Mondadori, la Nord e la Fanucci e tuttora scrive su svariate riviste di settore (Mystero). Si diletta anche di poesia e collabora con alcune emittenti televisive baresi.

Tra le altre sue opere:






Nessun commento:

Posta un commento

Recommendations by Engageya

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Alcuni immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via E-mail. Saranno immediatamente rimosse.