lunedì 7 febbraio 2011

Letto e commentato: I sogni fanno rima, di Pierdavide Carone

(niente incipit perchè non si tratta di un romanzo)
Una premessa è doverosa: non avevo alcuna intenzione di leggere questo libro, ma poi per una serie di ragioni ho promesso di farlo, e l'ho fatto, perché sono persona di parola. Ne avevo parlato per la rubrica Cani e porci, perché francamente mi sembrava ingiusto che un ragazzino appena uscito da Amici pubblicasse un libro per la Mondadori, mentre tantissime persone provano a farsi pubblicare un libro (magari non perfetto, ma onesto nelle intenzioni) e spesso devono fare ricorso alla trappola delle case editrici a pagamento per avere una piccola possibilità di farsi conoscere.
Ma torniamo indietro di qualche settimana. Dopo aver pubblicato il post mi sono ritrovata svariati commenti inferociti delle fan di Pierdavide Carone, dove neanche a dirlo venivo riempita di insulti. Non credo che a nessuno piaccia venire insultato e non credo di averlo fatto nei confronti del Sig.r Carone (anche se ho espresso un giudizio molto negativo sulla sua musica, un pelo al di sopra degli altri "prodotti" della trasmissione per originalità, ma  che a me nun me piace), però su una cosa mi sono fatta un piccolo esame di coscienza: il libro non lo avevo letto e quindi a qualcuno è sembrato che esprimessi un giudizio senza sapere di cosa stavo parlando (capita a volte, non sono mica perfetta), da qui la promessa di leggerlo.
Ebbene, l'ho preso in biblioteca e l'ho letto. Ci ho messo circa due orette, minuto più minuto meno. Ora cosa dovrei fare? Dovrei dire che l'ho trovato stupendo per non rischiare di offendere nuovamente fan, amici e parenti di Carone? Non posso, mi dispiace. Confesso che in certi momenti mi ha strappato qualche genuino sorriso, ma fondamentalmente si tratta di un prodotto inutile: il punto è proprio questo, non si tratta di un "libro", ma di un prodotto ben confezionato ad uso e consumo dei fan della trasmissione: non c'è nessun messaggio, nessuna storia, niente di niente se non i pensieri di uno che ha partecipato ad Amici ed ha ricevuto l'incarico di scriverci su qualcosa. Si tratta insomma di un diario, né più né meno di quello che scriverebbe una qualsiasi liceale sui banchi di scuola.
Se non sei un fan di Amici sei certamente libero di non comprarlo, ma guai ad esprimere un parere negativo, guai a puntare il dito contro ad un sistema che genera un esercito di illusi. Perché per me gli amici di Amici, questo sono: un esercito di illusi che sperano di fare delle proprie passioni una vera e propria professione. Magari qualcuno ce la fa, non lo escludo a priori, ma che fine fanno tutti gli altri? Di dieci edizioni di Amici ci è rimasto davvero impresso il nome di qualcuno di questi ragazzi?
L'impressione che ho (e lo dico senza nessuna rabbia, è solo la mia opinione) è che questi ragazzi siano presi in giro: desiderosi come sono di inseguire un sogno più grande di loro si lasciano intrappolare in una macchina commerciale che ne fa a tutti gli effetti dei prodotti di consumo, che durano il tempo di una stagione. Qualcuno mi dirà che Carta ha vinto Sanremo, Scanu ha vinto Sanremo (tra l'altro da sarda dovrei esserne contenta e invece la cosa mi lascia alquanto indifferente), la Amoroso ha venduto trilioni di dischi e bla bla bla. E tutti gli altri?  Dunque faccio un calcolo a cazzo che la matematica non è il mio forte: 10 edizioni per 20 concorrenti ciascuna fa più o meno 200 ragazzi che sono di volta in volta entrati e usciti dalla "scuola".  Che fine hanno fatto? Dove sono? Che lavoro fanno? Sono tornati a fare la vita che facevano prima dello show mediaset? Mistero...
Questo è Amici nella maggior parte dei casi. Lo stesso si potrebbe dire di tutti i concorrenti degli altri talent o reality show, ma è inutile continuare a parlarne, sarebbe come sparare sulla croce rossa. Parliamo del libro. Come dicevo si legge in due ore circa. Non è scritto male, nel senso che la lettura è scorrevole in virtù dello stile immediato, quasi parlato: do per scontato che l'abbia scritto davvero Carone e che non ci sia stato un grosso lavoro di editing perché qua e là ci sono delle cadute di stile, delle parole che stridono con il contesto, però il ragazzo non manca di autoironia e questo è un punto a suo favore (prendessero esempio le fan). 
Nei primi capitoli Carone descrive la sua infanzia, il tentativo (fallito) dei genitori di farlo entrare allo Zecchino d'oro, i primi gruppetti musicali (Whiskey & Cedro, Terraros), i primi approcci con la chitarra, i gusti musicali (neanche male tra l'altro: Beatles, Guccini, De Gregori, Dylan, Battiato, Nomadi, Deep Purple, Led Zeppelin) e cinematografici (non male neanche questi: Kubrick, Spielberg, Tarantino, Anthony Hopkins, Jack Nicholson) e il suo carattere che a suo dire lo rende diverso dagli altri ragazzi della sua età (timido, introverso, quasi "autistico"). Il racconto prosegue con il resoconto della sua esperienza ad Amici: le selezioni, le esibizioni, i rapporti con gli insegnanti e gli altri alunni, con Maria De Filippi etc..
Questa parte del testo è imprescindibile visto che si tratta del "diario di Amici", ma io ne avrei fatto volentieri a meno perché si da per scontato che chi legge abbia seguito la trasmissione (non io, questo è sicuro) e quindi conosca perfettamente le persone di cui Carone sta parlando, mentre potrebbe non essere così. L'errore più grossolano che uno può fare quando scrive, soprattutto quando ci si rivolge a persone che non  si conoscono, è quello di dare per scontato che dall'altra parte ci sia totale compresione dei fatti o personaggi citati, quindi chi dovesse leggere questo libro "per caso" come è capitato a me potrebbe avere serie difficoltà ad associare una faccia ai nomi, perdendo spesso il filo del discorso.
Come dicevo all'inizio, in questo  senso si tratta di un testo inutile perché inaccessibile alla maggior parte dei lettori: I sogni fanno rima non si rivolge a tutti, ma solo a coloro che seguono/amano la trasmissione e conoscono perfettamente i personaggi di cui si sta parlando. Io personalmente ho potuto riconoscere solo alcune delle persone citate (la De Filippi, Vessicchio, la Celentano), mentre tutti gli altri nomi citati rappresentano per me un gigantesco punto interrogativo.

Non avendo seguito la trasmissione non ho provato alcun interesse per i dettagli della vita dei ragazzi al residence, le amicizie, gli amori nati, morti, risorti, i battibecchi, le gelosie, i litigi, le riappacificazioni, i meccanismi del televoto, le paranoie da primo/ultimo in classifica. Tutti dettagli inutili (sempre dal punto di vista del lettore casuale, in questo caso di chi vi scrive) di cui si poteva tranquillamente fare a meno. Sarebbe stato molto, ma molto più interessante approfondire il discorso intrapreso da Carone sul lavoro cantautorale: nel racconto vengono riportati alcuni testi di Carone (Jenny, La ballata dell'ospedale, Trullallero-rullallà, Ciò che non sai, Guarda caso) dove si parla di malasanità, religione e politica, tutti temi importanti  e interessanti affrontati però con un certo qualunquismo, dovuto molto probabilmente al fatto che il ragazzo è ancora un tantinello acerbo e avrebbe bisogno di fare molta più gavetta di quella che è convinto di aver già fatto (a 21 anni?).
Mi è piaciuta molto la riflessione fatta sulle ragazze a proposito della canzone Jenny (l'ho trovata molto attuale in questi tempi bui di svilimento della figura femminile) mentre mi ha lasciato perplessa quella sul lavoro di casellante autostradale che Carone ha fatto per circa due anni prima di entrare ad Amici (figlio mio, c'è chi darebbe la vita per un lavoro del genere e tu lo definisci "un lavoretto"?. Se vuoi un consiglio non lo dire mai di fronte a quel 29% di disoccupati che ci sono in Italia...).

Tirando le somme a proposito di questa lettura fuori programma posso solo dire che mi ha lasciata indifferente: non ha arricchito di una virgola il mio mondo interiore, né ha provocato in me una qualche riflessione, se non che questo è un triste mondo malato dove per combinare qualcosa nella vita devi necessariamente andare in tv (o ad Arcore, come preferite, è uguale) e se non ci vai non sei nessuno e non vali una cippa.

Il libro fa parte dell'astuta strategia di marketing che ruota intorno alla trasmissione ed rivolto solo a chi realmente apprezza lo show televisivo, il che paradossalmente ne fa un prodotto di nicchia.

Su Carone scrittore direi che è senza gloria e senza infamia: gli hanno assegnato un compito e lui l'ha assolto, probabilmente cercando di fare del suo meglio: la colpa non è sua, ma casomai di chi  gli affidato l'incarico e di chi ha pubblicato il risultato (la "parocchia" è la stessa, c'è qualcosa che non va ). Ho letto attentamente i testi delle canzoni: gli spunti sono interessanti, ma credo che abbia ancora molto lavoro da fare per arrivare ad un buon livello. Dal punto di vista musicale mi sono già espressa: le sue canzoni non mi piacciono, ma di buono c'è che per lo meno sono diverse da quelle degli altri "amici" (sembrano tutte uguali e spesso alla radio è difficile distinguere le voci dei singoli cantanti). Da lettrice consiglierei di lasciar perdere la scrittura di libri per concentrarsi su quella delle canzoni. Da ascoltatrice invece mi sento di dire che forse per andare avanti nel mondo della musica in maniera seria e credibile c'è da prendere le distanze da quella realtà ovattata che è Amici.

Con questo spero di chiudere il cerchio e di aver fatto quanto promesso. Ho giudicato dopo aver letto, in maniera del tutto imparziale, senza astio e tantomeno invidia (e perché mai dovrei?). Per le fan di Carone: se volete commentare fatelo in maniera educata. Grazie

4 commenti:

  1. sei decisamente un mito!!! io avrei mandato tutti educatamente a quel paese e mai avrei letto questo scempio letterario -______-

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  2. Mi associo a Pavona. Sei una persona molto civile.
    Per quanto riguarda Amici, ho impiegato un po' per capire cos'era. In effetti non guardo molto la tv ...e comunque non Mediaset.
    Un caro saluto Hobina, sempre lieta di leggerti,
    Lara

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  3. dannata mariadefilippizzazione del mondo!
    anzi, per fortuna del mondo e sfortuna nostra, solo dell'italia

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  4. @pavona grazie! per fortuna mi ha portato via solo 2 orette di tempo, niente di grave!
    @lara anch'io guardo poca tv, e mediaset mi disgusta in modo particolare, ma come cantava il buon Sting in Englishman in NY "conosci il tuo nemico, evitalo se puoi": bisogna restare vigili!!!
    @marco la reazione che c'è stata al post la dice lunga su quello che interessa ad una buona fetta di popolazione, comunque Amici è come il Gf...prima o poi la gente si stuferà di queste boiate, almeno spero :)

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