mercoledì 23 febbraio 2011

Il Contratto


Ieri in tv ho visto la prima puntata del nuovo reality de La7 presentato dalla ex iena Sabrina Nobile. Mi riferisco a Il contratto, gente di talento che mette in palio un posto di lavoro a tempo indeterminato. Dopo uno stage di una settimana, uno dei tre "candidati" selezionati ha firmato in diretta un favoloso contratto di lavoro messo "in palio" dal motore di ricerca Monster  (che ci ha guadagnato in cambio un sacco di bella pubblicità!) per la figura di un Tele sales (per chi non mastica l'inglese, un commerciale).

Mi pare doverosa una premessa:  quando ho sentito parlare di questo programma per la prima volta ero assolutamente indignata (nonostante La7 sia l'unica rete che guardo con piacere e interesse) perché mi sembrava l'ennesima trovata televisiva per fare audience sfruttando le pene e le speranze dei poveri disoccupati e perché dopo il calvario dei centri per l'impiego e delle agenzie interinali che uno debba  andare in televisione per trovare lavoro mi pare l'ultima spiaggia. Insomma, ero decisamente prevenuta, ma dopo averlo visto mi sono ricreduta perché come programma non è affatto male, anche se bisogna sempre tener presente che si tratta di una trasmissione televisiva e che la realtà dei fatti è per forza di cose un pò falsata.

Mi aspettavo dei concorrenti fighissimi e super preparati (in pratica attori) e invece i tre candidati si sono rivelati dei ragazzi assolutamente normali, nell'aspetto e nel vissuto, con esperienze diverse alle spalle ma simili a quelle di tanti altri giovani. In una parola, mi sono sembrati autentici: uno laureato in filosofia, uno in economia e commercio e una con il diploma di belle arti (che alla fine l'ha spuntata sui due laureati).

In trasmissione hanno fatto vedere le varie prove svolte durante lo stage e altre attività extra che sono state fatte fare loro per farne emergere la personalità e le potenzialità. In studio era presente la responsabile delle risorse umane di Monster che ha fatto ai tre il colloquio finale (pensate a che cosa allucinante dev'essere fare un colloquio di lavoro in uno studio televisivo), un esperto di risorse umane, una coach, un docente di diritto del lavoro e una psicologa. Ho sentito molti discorsi interessanti (ho condiviso soprattutto quelli della psicologa) e mi è piaciuto il fatto che a ognuno dei tre venissero rivelati i punti di forza e gli aspetti da migliorare; i tre candidati mi sono sembrati dei veri e propri pionieri (ci vogliono le palle per mettere in piazza la propria disoccupazione, la frustrazione, la paura di fallire, il rischio di cadere nel ridicolo, la disperazione) e la conduttrice è stata davvero brava perché abituata a vederla in veste di iena non mi aspettavo una tale serietà e professionalità.

L'unica nota stonata è stata la durata delle stage: dove mai si è sentito di uno stage che dura sette giorni? Dove mai si è sentito che dopo scatta l'assunzione? Senza prendere in considerazione gli stage post master (dove in pratica si paga per lavorare), solitamente uno stage dura minimo tre mesi (io per esempio ne feci sei) e poi si vedrà, che significa in parole povere che quasi mai scatta l'assunzione, ma al limite ti fanno un determinato. Questo dettaglio mi è parso poco verosimile e poco rispettoso per quei ragazzi che attualmente ne stanno svolgendo uno: durante lo stage si lavora come muli per mesi e mesi con un misero rimborso spese e non mi risulta che le aziende prendano stagisti di 32, 36, 39 anni (di cui una donna). Insomma, quanto mostrato non corrisponde alla realtà dei fatti della stragrande maggioranza delle aziende italiane, fermo restando che la trasmissione è davvero carina e offre parecchi spunti di riflessione. Sono molto curiosa di vedere la seconda puntata, di scoprire quale sarà la prossima azienda promotrice e quale posizione verrà messa in palio, quali i concorrenti, quali le prove. Che sia questa la nuova frontiera della ricerca di un lavoro? In fondo non può essere peggio di quella trovata avuta l'anno scorso da una catena di supermercati che metteva in palio un posto di lavoro tramite estrazione...

8 commenti:

  1. A me sembra molto meglio di tutti i reality che ci stanno in giro. Certo, anche questo una scopiazzatura americana ma a quanto ho letto almeno c'è un merito, un criterio. Almeno questi lavorano,santo cielo.

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  2. Ciao Hobina, come al solito quando si parla di programma televisivi, mi sento sempre piuttosto "emarginata".
    Il fatto è che ieri ho letto sul blog La crisi 2009, un post sulla stessa trasmissione di cui scrivi tu. Mi piacerebbe, se hai tempo, che lo leggessi, perché la cronaca che ne fa il blogger Francesco, è quasi drammatico.
    Quindi non so cosa pensare.
    Un abbraccio,
    Lara

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  3. ciao lara, ho letto il post che mi hai segnalato. Anch'io all'inizio trovavo l'idea di questo programma aberrante, ma dopo averlo visto mi sono ricreduta perché mi ha dato la conferma di tante cose che sapevo già ma che pensavo facessero parte solo della mia esperienza personale. Ho capito di non essere SOLA. Per esempio ho avuto la conferma che potrei tranquillamente stracciare la mia laurea senza conseguenze poiché anni di sacrifici, sangue e sudore versati sui libri non mi hanno portato assolutamente da nessuna parte; sono esattamente allo stesso punto di partenza: precaria e sottopagata e me ne devo fare una ragione. Condivido solo in parte l'analisi di francesco: due vanno a casa con un calcio nel didietro? Pazienza, però uno dei tre ha il posto fisso e chi se ne frega dell'arte e di tutto il resto? Ha lo stipendio sicuro per il resto della vita (forse). C'est la vie, questi sono i nostri tempi, questo è il nostro mercato del lavoro. Serve a qualcosa illudersi che prima o poi si troverà il lavoro giusto per noi? No, serve portare a casa il pane, anche se il lavoro fa cagare. Dopo anni di disoccupazione, precariato, cococo cocopro, tempi determinati vari onestamente parteciperei pure io pur di togliermi dall'infamia. Il tema è troppo vasto per essere esaurito in un colpo solo...io continuerò a seguire questa trasmissione per vedere come procede, sono troppo curiosa di sapere cosa si inventeranno; anche se non guardi tanta tv prova a dare un'occhiata pure tu così ti farai un'idea più precisa. Il fatto è che secondo me lo show non rispecchia la realtà fino in fondo: le cose vanno molto, molto peggio di quello che hanno fatto vedere finora

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  4. Poco fa ti avevo lasciato una risposta sul mio blog, ma visto ce ho fatto una passeggiata sul tuo te la lascio.
    ciao
    ...
    le persone che partecipano in questo caso sono delle vere e proprie vittime, sono ben diverse dalle persone che partecipano al Grande fratello. A 39 anni senza lavoro è un dramma per donna o uomo che sia. E' l'idea di fare uno spettacolo su tale dramma che mi indigna. Altre cose che mi indignano: che la trasmissione venga spacciata come un aiuto concreto, che vengano criticati i partecipanti come insicuri, che tutto si risolve nel saper cercare il lavoro quando invece l'offerta è estremamente limitata. Sono d'accordo con te che il mercato del lavoro è ancora più cinico e violento.
    Mi angoscia in questo momento che il Governo non faccia niente e che la stessa opposizione non fa proposte ben specifiche. Mi sono occupato di lavoro in diversi post del mio blog, li puoi trovare con i link nella home page. Quando si parla di lavoro viene fuori la mia anima di sindacalista e mi arrabbio. Saluti

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  5. Prima ti scrivo una cosa che non c'entra niente: finalmente ti ho trovata! Ma lo sai che dalla tua icona nel mio blog come follower non compare il link al tuo blog??? Ti ho dovuta letteralmente inseguire!!! A titolo di consiglio: perché non lo inserisci? Uno che è incuriosito e clicca sulla tua icona vede solo i siti a cui ti sei unita. Ok, chiusa parentesi e scusa se ho usato questo spazio per dirtelo. La trasmissione fa solo capire quanto stiamo messi male: tanto da gettare i nostri sogni e i nostri studi alle ortiche pur di avere un po' di stabilità. E siccome si è in tv, tocca pure sorridere e farsi vedere entusiasti di entrare nel team della società che sta selezionando. Anche se non c'entra niente con le tue reali aspirazioni lavorative...

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  6. @turista ciao, hai ragione, mi dispiace moltissimo che tu mi abbia dovuto inseguire così!!! Ultimamente ho avuto un sacco di problemi sia con la gestione del blog che con il mio pc, purtroppo sono una frana in informatica e a volte (anzi diciamo pure sempre) combino dei pasticci allucinanti. Ora cercherò di sistemare il tutto (pc e connessione permettendo). Giurin giurella!

    In merito al programma hai perfettamente ragione: la trasmissione secondo me è utile nella misura in cui permette di capire come realmente vanno le cose nel mondo del lavoro. La nostra società non consente di sognare, di aspirare, di pretendere una vita migliore rispetto a quella dei nostri genitori. Ci ritroviamo in tasca titoli di studio "inutili" perché non ci sono sbocchi professionali e poi siamo costretti a barcamenarci tra mille lavoretti precari, sottopagati e spesso umilianti, dove la nostra intelligenza viene messa a tacere per accomodarsi alle esigenze delle aziende. Dicono tanto che le aziende cercano l'eccellenza e tutte le balle varie ma per quanto mi riguarda ho sperimentato che le aziende cercano soprattutto figure "versatili", plasmabili, magari non assolutamente meritevoli ma che siano "gestibili"; il lavoratore non è considerato una risorsa da formare e far crescere nel tempo, ma una figura facilmente rimpiazzabile, intercambiabile. Quello che conta per loro è il risparmio (che spesso vuol dire mezzo guadagno) e non si rendono conto che in questo modo si danno la zappa sui piedi, perché il lavoratore "coccolato" per l'azienda è capace anche di farsi il culo doppio e triplo, se serve. Molti non lo vogliono capire e preferiscono andare avanti così, di rimpiazzo in rimpiazzo. Per quanto riguarda i titoli di studio spesso sento dire dagli "esperti" che si dovrebbero scegliere corsi di laurea più concreti e questo mi fa davvero girare le palle: se le facoltà umanistiche e simili sono davvero così inutili per entrare nel mondo del lavoro perché non le chiudono? I soldi delle mie tasse però se li sono presi...Lo schifo non è quel programma in sè e per sé, ma proprio il mondo del lavoro.

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  7. Del mondo del lavoro, cara Hobina, so molto attraverso mia figlia e i suoi amici.
    Un vero disastro! Uno sfruttamento quasi desiderato, perché se sei sfruttata, significa che almeno un lavoro ce l'hai.
    Cose inaudite che ai miei tempi, nessuno avrebbe potuto immaginare.
    Sono contenta invece che tu e Francesco vi seguiate a vicenda, anche se con opinioni non identiche, ma è una bella apertura,che seguirò volentieri.
    Un abbraccio forte cara Hobina!
    Lara

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  8. @francesco ti ho risposto sul tuo blog!
    @turista non riesco a risolvere quel problemuccio, porta pazienza!
    @lara l'argomento è così vasto...ti dico solo che alla mia età mi vorrei sistemare, che è un concetto in sé e per sé tremendo: non dico metter su famiglia, ma per lo meno essere più serena alla fine del mese, potermi permettere uno sfizio in più ogni tanto senza stare a contare i cent. Ho fatto quello che dovevo per assicurami il futuro: ho studiato, ho fatto la gavetta, mi sono fatta il culo, ho buttato giù il veleno e ho visto passare avanti a me gente senza qualità. Non voglio dire con questo che sono io la meglio, però ci sono tanti raccomandati in giro e fannulloni che non meritano i posti che hanno e li scippano a chi ne avrebbe più diritto. Sul fatto di seguire francesco non dovrebbe sorprenderti. Ho dato un'occhiata al suo blog, mi sembra una persona intelligente e anche se la pensiamo diversamente in merito a quel programma ho trovato interessanti le sue considerazioni. Io credo sempre che sia utile confrontarsi con chi la pensa diversamente da noi. Un caro saluto..

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