domenica 23 gennaio 2011

I'm still here, di Casey Affleck


Visto su segnalazione del cannibale, ne avevo già sentito parlare durante l'ultimo Festival di Venezia: si tratta di I'm still here, il documentario o meglio il mockumentary (sullo stile di Borat) girato da Casey Affleck con protagonista Joaquin Phoenix.

Phoenix all'apice della sua carriera d'attore nel 2008 aveva annunciato tra la sorpresa generale di voler smettere di recitare per potersi dedicare anima e corpo alla musica rap. Fin dall'inizio erano circolate voci che la notizia fosse una bufala e che in realtà Phoenix stesse girando un film con il cognato Casey Affleck (cosa che poi si è rivelata assolutamente vera), ma Phoenix si è impegnato al massimo per convincere tutti che la sua scelta era definitiva: look da barbone, parlata biascicata, discorsi a cazzo, comparsate tragicomiche al David Letterman Show (dove tra l'altro è passato alla storia per avergli appiccicato il chewingum sulla scrivania), improbabili esibizioni rap e tanti altri luoghi comuni sulle star wasted.

Tutto falso e strategicamente studiato a tavolino dai due allegri compari (Casey e Phoenix) che quando partorirono l'idea probabilmente si erano fumati una vagonata d'erba. Un'idea assolutamente originale e rivoluzionaria per certi versi perché per quanto ne so nessun attore di Hollywood (per lo meno non quelli di serie A) ha mai fatto qualcosa del genere prima di loro. Ora sicuramente è vero che al tempo dei reality show la linea di demarcazione tra ciò che è reale e ciò che  è fittizio è particolarmente sottile, però dopo aver visto il documentario (chiamiamolo così) mi sono fatta l'idea che non tutto fosse frutto di una sceneggiatura.

Intanto, per quanto bravo, un attore deve aver incontrato qualche piccola difficoltà a sostenere la parte di sè stesso in versione barbun per un anno e passa, il che mi fa pensare che in un certo senso il buon Joaquin ci fosse già un pò abituato ad avere quell'aspetto miserevole, poi considerando la sua storia familiare tutta la faccenda della rinuncia alla carriera d'attore e al successo mi è sembrata abbastanza verosimile.

Le prime immagini del film mostrano un vecchio filmato in cui Joaquin bambino insieme ai fratelli e alle sorelle si esibisce in uno spettacolino. Uno potrebbe pensare che i bambini spesso fanno spettacolini per la famiglia, per cui niente di strano, ma  quello che forse non tutti sanno è che i genitori di River e Joaquin vivevano in una specie di comune hippy in America Latina e facevano esibire i figli di fronte ai turisti per racimolare i soldi per tirare avanti. Il fratello di Joaquin, il compianto River (mio idolo adolescenziale e promessa del cinema internazionale a detta di tutti, non solo mia) era letteralmente ossessionato dalla celebrità e per giunta è morto per overdose proprio tra le braccia dell'allora diciasettenne Joaquin. Non è  che voglio fare psicologia da strapazzo, ma la cosa un pochetto deve aver influito sulla psiche del nostro barbun.

Comunque, sto divagando, il film è carino e divertente in tantissimi momenti: vale la pena di guardarlo solo per vedere le facce e le espressioni della gente a cui Joaquin dice che sta lasciando il cinema. Da morire letteralmente dal ridere la scena con Ben Stiller (che poi si vendicherà facendogli l'imitazione) e quella del già citato Letterman; strazianti i momenti in cui JP (come vorrebbe farsi chiamare nell'ambiente hip hop/rap) delizia il pubblico con i suoi testi (terrificante davvero) e semplicemente disgustose alcune scene (vomito, cacca, mignotte e piste di coca varie). Non certo un capolavoro della cinematografia ma da apprezzare per il coraggio estremo.


2 commenti:

  1. le scene non le ho trovate nemmeno così disgustose, in borat c'era anche di peggio :D

    comunque grande JP, basta solo che l'hip-hop per un po' (anzi, facciamo per sempre) lo lasci stare!

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  2. purtroppo l'estremo realismo a volte mi infastidisce: qui mi hanno dato noia le scene del vomito e della "cagata"; e come dici bene, per fortuna era solo una simpatica burla e JP non si dedicherà al rap per il resto della sua vita!

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