domenica 31 ottobre 2010

Spot Dolce e Gabbana The one

Domenico Dolce e Stefano Gabbana in fatto di testimonial la sanno lunga e Matthew McConaughey è sempre un bel vedere, anche se lo preferivo nel primo spot. In quest'ultimo The One Gentleman sembra un pò imbalsamato ed anche la scelta della musica non mi convince molto, preferivo Miles Davis...

http://www.youtube.com/watch?v=RV8ljcvpUA4


http://www.youtube.com/watch?v=xG_iKM5WYJM

Cani e porci #2: Jurman, Cucuzza, Cabrini e Kanakis

Lo sapevo che la mia rubrica Cani e porci col tempo mi avrebbe dato delle soddisfazioni: fruga, fruga, cerca, cerca nel web sono spuntati fuori altri personaggi che si sono dati alla scrittura. Oggi segnalo alcuni testi che si possono tranquillamente trovare al supermercato, qualora a qualcuno venisse la voglia, che sò, di leggerli invece che di schiacciarci gli scarafaggi...

Il primo che segnalo è di Luca Jurman, vocal coach di Amici, cui non bastava aver allevato cornacchie del calibro di Marco Carta e Valerio Scanu: adesso vuole insegnare musica a tutti con il suo libro Vocal Classes (De Agostini) e dalla posa soddisfatta della copertina si direbbe convinto di poterci riuscire...



Al secondo posto ci metto Michele Cucuzza con il suo Fuori dal video. Storie italiane (Edizioni Sabinae), ma gli do il beneficio del dubbio visto che Cucuzza è un ex giornalista del TG2 e quindi do per scontato che almeno la grammatica la conosca...


Terzo classificato un grandissimo del calcio italiano che si è dato al thriller: Antonio Cabrini con il suo Ricatto perfetto (Gruppo Albatros): strano ma vero, ma non mi dispiacerebbe leggerlo...

Infine, il quarto posto è occupato da una splendida attrice italiana nonché ex Miss Italia che ora si è data alla narrativa: Anna Kanakis. Il suo primo romanzo Sei così mia quando dormi (Marsilio) è dedicato ad una delle mie scrittrici preferite, George Sand, quindi inutile dire che spero di poterlo leggere al più presto...


Secondo voi, quale farà meno schifo?

venerdì 29 ottobre 2010

La canzone di oggi: Pack Up, di Eliza Doolittle



I get tired, and upset
And I’m trying to care a little less
And I… I only get depressed
I was taught to touch those issues I was told

Don’t worry, there’s no doubt
There’s always something to cry about
When you’re stuck in an angry crowd
They don’t think what they say
Before they open their mouths

Pack up your drama and your old big bag
And carry them to see the sea
I don’t care what the people may say
What the people may say about me
Pack up your drama and your old big bag
Don’t worry about the calvery
I don’t care what the whipseres say
Cause they whisper too loud for me

Hot topic, maybe I should drop it,
It’s a touch in subject,
And I like to tiptoe round the ship gone down,
Got penny, no pound
So if your business is running out
It’s not my buisness to talk about
They don’t think what to say
Before they open their mouths

Pack up your drama and your old big bag
And carry them to see the sea
I don’t care what the people may say
What the people may say about me
Pack up your drama and your old big bag
Don’t worry about the calvery
I don’t care what the whipseres say
Cause they whisper too loud for me

Tweet, tweet, tweet, tweet…

Pack up your drama and your old big bag
And carry them to see the sea
I don’t care what the people may say
What the people may say bout me
Pack up your drama and your old big bag
Don’t worry about the calvery
I don’t care what the whipseres say
Cause they whisper too loud for me
Yeaah

Ho appena scovato questa canzone molto carina. Al di là della gradevolezza del sound, a colpirmi è stato il refrain che, nello stato d'animo in cui mi trovo in questi giorni, non posso che condividere...I don't care...

Letto e commentato: Cercando Alaska, di John Green


L'Incipit
Centotrentasei giorni prima. La settimana prima di lasciare la mia famiglia, la Florida e tutto il resto della mia vita da ragazzino per andare in un liceo-campus in Alabama, mia madre insisté per infliggermi una festa d'addio. Dire che non mi aspettavo granché sarebbe sottovalutare clamorosamente la realtà. Ero stato più o meno obbligato a invitare tutti i miei "amici di scuola", cioé l'accozzaglia di svitati del laboratorio di teatro e di secchioncelli intellettuali con cui condividevo, per esigenze sociali, la squallida mensa del mio liceo pubblico, ma sapevo che non sarebbe venuto nessuno. Eppure mi madre si incaponì, cullandosi nell'illusione che in tutti questi anni io le avessi nascosto la mia immensa popolarità.
Cosa ne penso.
Per parlare di questo romanzo devo fare una premessa necessaria: quando mi accingo a leggere un romanzo di cui non ho mai sentito parlare evito accuratamente di leggere la trama perché la storia mi piace scoprirla da me, senza interferenze "esterne", quindi quando ho preso in mano Cercando Alaska di John Green non avevo la minima idea di che cosa parlasse. Sapevo vagamente che si trattava di un romanzo di formazione con protagonista un ragazzino di nome Miles Halter, una specie di giovane Holden in cerca del suo Grande Forse. Non avevo la più pallida idea che mi sarei ritrovata a leggere per la seconda volta di fila la storia della tragica scomparsa di una ragazza (vedi Gridare amore dal centro del mondo) e quindi arrivare in fondo alla storia ha avuto per me un pò il sapore del dejà lu.

Tuttavia tra questo romanzo e quello di Kyoichi Katayama ci sono delle abissali differenze: intanto l'ambientazione (questo è ambientato in America - per la precisione in Alabama - l'altro in Giappone) e anche i personaggi sono completamente diversi (sono in entrambi i casi adolescenti, ma con stili di vita completamente opposti, perché i ragazzi di Cercando Alaska vivono le loro esperienze in gruppo, mentre quelli di Gridare amore dal centro del mondo vivono esclusivamente l'uno per l'altro senza interferenze esterne). I temi affontati  invece sono gli stessi: il primo amore, le prime esperienze di vita, la riflessione sulla propria esistenza, sul futuro e ovviamente sul senso della morte.

Per certi versi Cercando Alaska mi ha colpito molto proprio per il modo in cui l'autore descive i suoi personaggi: ognuno di essi rispecchia i ragazzini che siamo stati e in tutto quello che fanno ho rivisto me stessa alla loro età: le prime sigarette fumate di nascosto, la prima sbronza con la bottiglia di fragolino, gli scherzi con gli amici, i primi turbamenti sessuali ed affettivi. Questo sostanzialmente è quello che capita a Miles quando si trasferisce alla scuola privata di Culver Creek: da ragazzino sfigato e senza amici diventa l'anima della compagnia composta da altri ragazzi un pò outsider: Chip detto il Colonello, Takumi il rapper giapponese, Lara la rumena e la bella Alaska Young, intelligente, misteriosa, sexy quanto imprevedibile, lunatica e fragile che diventerà la splendida ossessione di Miles.

Miles cattura subito la simpatia del lettore: è mingherlino, senza amici, sfigato e spesso vittima dei bulli. Intelligente e sensibile, ha per hobby quello di imparare a memorie le frasi finali dei grandi personaggi della storia e quando arriva alla Culver Creek questa sua stranezza non è oggetto di scherno, ma al contrario di ammirazione. Alaska è una moderna eroina che mi è rimasta nel cuore: brillante, sexy, misteriosa, Alaska si è scelta da sola il suo nome ("ciò contro cui si infrange il mare") e questo suo spirito indomito catalizza attorno a sé l'attenzione di tutti, affascina gli amici maschi, conquista le simpatie delle ragazze, ottiene la stima incondizionata dei professori. Spregiudicata, ama il sesso; fragilissima, vive nel senso di colpa di non aver saputo aiutare la madre; neo-femminista, lotta contro gli stereotipi che imprigionano l'immagine della donna, lettrice curiosa e insaziabile, la sua stanza è sommersa da pile di libri che ama definire la "sua biblioteca della vita". Infinite sono le possibilità che la vita le offre se soltanto non fosse così ossessionata dalla domanda che aleggia per tutto il romanzo: come si può uscire da questo labirinto di sofferenza? Una prematura morte le impedirà di rispondere al quesito che la tormenta, ma saranno i suoi amici più cari a cercare di trovare la risposta.

Il romanzo è diviso in due parti: il prima e il dopo. Durante la lettura del prima (per l'esattezza 136 giorni che scandiscono la nuova vita di Miles a Culver Creek) non ho fatto altro che chiedermi a che cosa facesse riferimento quel prima, a quale evento epico o catastrofico potesse mai alludere. Solo una volta arrivata al dopo (136 giorni nei quali Miles si trova a fare i conti con un dolore mai conosciuto prima) ho capito che l'evento sconvolgente per Miles e i suoi amici è la morte assurda di Alaska, talmente priva di un senso da non poter essere un semplice incidente d'auto. Nel tentativo di trovare delle risposte, Miles e il Colonello iniziano a cercare nella vita di Alaska dei segnali che ne spieghino in un qualche modo la scomparsa, arrivando ad ipotizzare che Alaska si sia suicidata. Sopraffatti dal senso di colpa per averla in un certo senso "lasciata andare", cercano una spiegazione plausibile che gli permetta di voltare pagina ed andare avanti.

Mi ha colpito, devo ammetterlo, molto più di quanto avrei voluto. Mi ha riportato alla mente una persona a cui non pensavo più da molto tempo. Un amico, un ragazzo meraviglioso che per un incidente assurdo non ho visto diventare uomo. Ma ha ragione Miles, a quindici anni il dolore non piega. Casomai, fa crescere.

Perle di saggezza.
L'unica cosa peggiore di una festa con solo due persone è una festa con solo due persone immensamente e abissalmente insignificanti.


Viene il momento in cui devi strappar via il cerotto. Fa male, ma poi passa e ti senti meglio.


Io parlerò e voi ascolterete. Perché voi potete anche essere intelligenti, ma io lo sono da molto più tempo di voi.


Voialtri fumate per il gusto. Io fumo per ammazzarmi.


Immaginare il futuro sa di rimpianto [...] Passi la vita inchiodato nel labirinto, pensando al modo in cui un giorno ne uscirai, e a come sarà fantastico, e immagini che il futuro ti trascinerà piano piano fuori di lì, ma non succede. E' solo usare il futuro per sfuggire al presente.


C'è una sola cosa che detesto più dei ricchi e sono gli stupidi.


Non possiamo amare il nostro prossimo finché non sappiamo quanto sia imperfetto il suo cuore.


L'uomo vuole avere delle certezze. Non riesce a sopportare l'idea che la morte sia un nero e immenso nulla, il pensiero che i suoi cari non esistano più, e tanto meno può immaginare se stesso come non esistente.


Ho i miei dubbi che un istante di dolore accecante sembri particolarmente istantaneo.


Preferivo tenermi le domande, piuttosto che trovare risposte cui non avrei mai potuto rassegnarmi.


E' sempre difficle ricordare le ultime parole di qualcuno, quando non si sa che sta per morire.


La parte più difficile, quando fai uno scherzo, è che non puoi rivendicarlo


Se solo potessimo vedere l'infinita catena di conseguenze derivanti da ogni nostro minimo gesto. E invece ce ne rendiamo conto soltanto quando rendersene conto non serve più a nulla.


Alle brutture si può sopravvivere, perché noi siamo indistruttibili nella misura in cui crediamo si esserlo. Quando gli adulti, con lo stupido sorriso di chi crede di saperla lunga, dicono: "I giovani si credono invincibili" non sanno quanto hanno ragione. La disperazione non fa per noi, perché niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo. Non possiamo nascere, e non possiamo morire. Come l'energia, possiamo solo cambiare forma, dimensioni, manifestazioni. Gli adulti, invecchiando, lo dimenticano. Hanno una gran paura di perdere, di fallire. Ma quella parte di noi che è più grande della somma delle nostre parti non ha un inizio e non ha una fine e dunque non può fallire.

La trama.
Miles Halter ha sedici anni e sente di non aver ancora veramente vissuto. Assetato di esperienze lascia il tranquillo nido familiare per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, un prestigioso liceo in Alabama. E qui la sua vita prenderà finalmente un altro passo. Culver Creek sarà il luogo di tutte le cose possibili. E di tutte le prime volte. È lì che conosce Alaska Young. Brillante, spiritosa, imprevedibile, intelligente e spavalda, sexy quanto lo si può essere, per Miles diventa un pensiero fisso, una magnifica ossessione e un enigma. Lei lo attira nel suo mondo, lo lancia nel Grande Forse, e gli ruba il cuore. Poi... niente sarà più come prima. La vita esplode in questo romanzo, forte e delicato allo stesso tempo, che ci diverte e un attimo dopo ci commuove, e che vorremmo non finisse mai.

L'autore.

John Green è nato nel 1977 in Florida. Cercando Alaska è il suo primo romanzo; tra le altre sue opere Teorema Catherine e Città di carta e Will Grayson, Will Grayson.

giovedì 28 ottobre 2010

La canzone di oggi: Ruby Tuesday, dei Rolling Stones


http://www.youtube.com/watch?v=6DVCgKsqn30

She would never say where she came from
Yesterday don't matter if it's gone
While the sun is bright
Or in the darkest night
No one knows
She comes and goes

Goodbye, Ruby Tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still I'm gonna miss you...

Don't question why she needs to be so free
She'll tell you it's the only way to be
She just can't be chained
To a life where nothing's gained
And nothing's lost
At such a cost

There's no time to lose, I heard her say
Catch your dreams before they slip away
Dying all the time
Lose your dreams
And you will lose your mind.
Ain't life unkind?

Goodbye, Ruby Tuesday
Who could hang a name on you?
When you change with every new day
Still I'm gonna miss you...

Ogni riferimento a fatti di questi giorni o persone è puramente casuale...

mercoledì 27 ottobre 2010

Omaggio a Ugo Tognazzi (1922-1990)

Il 27 ottobre del 1990 moriva Ugo Tognazzi, uno dei più brillanti interpreti del cinema italiano. Non stò ad elencare i suoi film (per quello rimando al sito ufficiale http://www.ugotognazzi.com/), ma mi limito a dire che ancora oggi manca una figura istrionica come la sua: attore, cantante, presentatore, scrittore (prevalentemente di libri di cucina). La7 durante tutta la settimana appena trascorsa ha trasmesso i suoi film più belli e per quanto ne sò è stato l'unico canale a dedicargli un tributo. Per chi volesse rinfrescare la memoria personalmente consiglio due splendidi film andati in onda durante La Valigia dei sogni (ottimo contenitore presentato dal bravo Simone Annicchirico): La voglia matta e Venga a prendere il caffé da noi.

La voglia matta (1962), di Luciano Salce. Con Ugo Tognazzi, Catherine Spaack, Fabrizio Capucci, Gianni Garko.


Trama.
L’ingegnere milanese Antonio Berlinghieri si sta recando a trovare il figlio in collegio per il fine settimana. Lungo il percorso incontra un gruppo di ragazzi diretti al mare, che dapprima lo bersagliano con i loro scherzi e poi lo invitano a passare insieme la domenica. Si invaghisce di una ragazza (la Spaak), ma alla fine si rende conto di essere ridicolo.

                                           


Venga a prendere il caffè da noi (1970), di Alberto Lattuada, con Ugo Tognazzi, Milena Vukotic, Angela Goodwin, Francesca Romana Coluzzi. Tratto dal romanzo di Piero Chiara, La spartizione.


Trama.
Emerenziano Paronzini, invalido della Seconda guerra mondiale sul fronte grecoalbanese, è impiegato presso il Ministero delle Finanze. Viene trasferito in qualità di vice-capufficio, a Luino, sul Lago Maggiore. Sentendosi ormai "arrivato",  applica i principi dello scrittore Paolo Mantegazza, ovvero che un uomo, a una certa età, per poter star bene deve avere le 3 C: carezze, caldo, comodo. Decide quindi di concupire una delle tre ricche sorelle Tettamanzi e poi inizia a sollazzarsi anche con le altre due.  La situazione perdura felicemente fino quando viene colto da trombosi e finisce in carrozzella, muto, servito e riverito.

I Libri di Tognazzi




martedì 26 ottobre 2010

Tutto su Jane Austen...

E' ufficiale: il prossimo mese andrò avanti a pane e cipolle. Reduce dal mio consueto giro in libreria post-work ne sono uscita con l'edizione completa dei romanzi di Jane Austen edita dalla Newton Compton  che comprende L’Abbazia di Northanger, Ragione e sentimento, Orgoglio e pregiudizio, Mansfield Park, EmmaPersuasione. Il tomo è abbastanza voluminoso e prevedo che sarà abbastanza difficile portarselo a letto, ma lo dovevo assolutamente avere dato che le copie in mio possesso ormai non si possono più prendere in mano a forza di essere lette e rilette (e poi la copertina è tanto caruccia). Inoltre, complici gli sconti del 25% della Piemme ho preso Il diario perduto di Jane Austen di Syrie James, e infine tutta la serie di Carrie Bebris  (Orgoglio e preveggenza o: Una verità universalmente riconosciuta; Sospetto e sentimento o: Lo specchio misterioso; L'enigma di Mansfield Park o L'affare Crawford; Le ombre di Pemberley o: Il mistero dell'abbazia)  

Non so ancora quando troverò il tempo di leggerli tutti, comunque si vanno ad aggiungere alla già lunghissima lista di romanzi in attesa...e intanto il mio portafoglio è più leggero di quanto non fosse stamattina...

Letto e commentato: Gridare amore dal centro del mondo, di Kyoichi Katayama

L'incipit
Stamattina quando ho aperto gli occhi piangevo. Come al solito. Di tristezza, forse, non so. E' che i sentimenti non li ho più, li ho pianti insieme alle lacrime. Ero rannicchiato nel mio letto, perso nei miei pensieri, quando è arrivata mia madre <<E' ora che ti alzi>> ha detto. Non ha nevicato, ma la strada è ghiacciata, a tratti spruzzata di bianco, e metà delle macchine circola con le catene. Il padre di Aki si siede accanto a mio padre, di fianco al posto di guida. Sua madre e io ci infiliamo nei sedili posteriori, poi mio padre mette in moto e partiamo. Davanti, gli uomini non parlano d'altro che della neve: <<Ce la faremo ad arrivare all'aeroporto in tempo per l'imbarco?>>, <<L'aereo partirà in orario?>>. Noi due, dietro, restiamo in silenzio. Confuso, osservo il paesaggio che scivola via oltre il finestrino, i campi ai lati della strada, infinite pianure di neve. In lontananza le creste delle montagne brillano sotto i raggi del sole che filtrano attraverso le nuvole.

Cosa ne penso
Non è il primo autore giapponese che leggo, quindi non dovrebbe sorprendermi che il tema principale sia la morte, eppure continuo a chiedermi per quale ragione ne siano così ossessionati. Che sia suicidio o tragica fatalità, nei romanzi giapponesi c'è sempre qualcuno che muore. In questo romanzo a morire è la bella Aki, che si spegne nel giro di pochi mesi per una grave forma di leucemia. Ad assistere impotente al suo progressivo indebolimento c'è Sakutaro, il suo migliore amico fin dai tempi delle medie e ora suo fidanzato. Il romanzo comincia quando Aki è già morta e Sakutaro si appresta a partire per l'Australia con i genitori di lei. Aki nel corso della sua breve vita ha sognato di poter visitrare le terre degli aborigeni ed è proprio ad Ayers Rock ("il centro del mondo" di cui si parla nel titolo) che la sua famiglia e Sakutaro andranno a spargere le sue ceneri, tutto quello che rimane di lei. Nel corso del romanzo Sakutaro ripercorre la loro storia d'amore dal primo incontro a scuola, alla gita all'Isola dei Sogni dove trascorrono una romantica notte d'amore, fino al momento in cui le condizioni di Aki peggiorano ed è costretta a restare in ospedale. Sakutaro inizia a comprendere che Aki non guarirà e così decide, all'insaputa dei genitori e dei medici, di portarla in Australia visto che probabilmente quella sarà l'ultima occasione per realizzare il suo sogno. Purtroppo, prima che i due riescano a prendere l'aereo, Aki sviene e dopo qualche tempo muore. Sakutaro si ritrova a dover elaborare il lutto da solo, incapace di accettare la perdita di colei che ha amato, perchè il significato della sua assenza continua a sfuggirgli mentre tutto ciò che sa è che lei non è più con lui. Ci riuscirà solo dopo molti anni quando, ormai adulto, capirà che nonostante il passare del tempo il ricordo di lei è celato nel cuore e nei posti dove lei è stata. Solo allora riuscirà a spargere le sue ceneri che fino ad allora aveva gelosamente custodito.

Si tratta di una storia molto struggente e delicata, dove però non mancano alcuni aspetti macabri che forse trovo tali in quanto occidentale e cattolica mio malgrado: quando per esempio Sakutaro acconsente a trafugare le ceneri della donna amata da suo nonno in gioventù o ancora quando descrive la cremazione di Aki e il momento in cui il fumo prima nero poi bianco arriva  a confondersi con il cielo; comunque pur essendo una storia drammatica non ha toccato fino in fondole corde della mia emotività (visto che le mie lacrime sono abituata a versarle quando leggo Love Story). Dal punto di vista dello stile ci sono parecchi flashback e flashforward, ma non si corre mai il rischio di perdere il filo della narrazione; bellisime poi sono le descrizioni che l'autore fa dell'Isola dei Sogni, che ai due ragazzi (ed anche al lettore) appare quasi un luogo incantato, e dell'Australia e non mancano riflessioni più pronfonde sul senso della vita e sull'esistenza o meno dell'aldilà. In sintesi, non è certo un capolavoro, ma è un romanzo gradevole che si fa leggere in un paio d'ore.

Perle di saggezza
La tristezza non c'entra, è che per passare da un sogno così dolce alla realtà devo superare un abisso e ci vogliono le lacrime.

All'improvviso ebbi coscienza di una terribile verità: per quanto a lungo fossi vissuto, non avrei potuto desiderare una felicità più grande; non potevo fare altro che conservarla con grande cura. Quella felicità mi spaventava: se a ciascuno di noi ne fosse assegnata una dose, da usare a piacere nell'arco di una vita; forse in quell'istante mi sono trovato a un passo dal consumarla in un colpo solo.

Quando si è convinti di non avere un futuro, ci si scopre più forti, mentre se si ha tutta la vita davanti questa forza ci abbandona.

Che la vita abbia una fine mi fa una strana impressione. Anche se è una cosa ovvia. E' che di solito viviamo senza percepire come ovvio ciò che è avvio.

Ogni cosa nell'universo ha uno scopo, non esistono mutazioni improvvise o imprevisti. A noi sembrano imprevisti solo perché non li comprendiamo. In pratica, all'uomo manca l'intelligenza per concepirli.

Con la morte tutto finisce, e se non c'è un dopo allora non può essere che morire abbia un senso.

L'amore che provo per te è qualcosa che c'è qui e adeso, e continuerà a esserci anche dopo la morte.

Anche il tempo, per quanto splendido sia, come per capriccio, o per scherzo, finisce per fuggire troppo in fretta.

Per quanto mi riguarda, un mondo in cui non ci sei mi è del tutto sconosciuto, non saprei nemmeno dire se esiste o meno.

Avevo l'impressione che i ricordi preziosi che avevamo accumulato insieme scivolassero via, fuori dal finestrino, nell'indifferenza. Correvano verso il futuro, ma io non vi scorgevo nessuna speranza.

Io morivo e resuscitavo ogni giorno. la notte, prima di dormire, pregavo di non svegliarmi il giorno successivo. Almeno, di non svegliarmi in un mondo senza Aki. Invece, si faceva mattina e io aprivo gli occhi in questo mondo vuoto e freddo, in cui lei non c'era più.

Avevo perso la sensazione che qualcosa potesse proseguire, estendersi, evolversi. Vivere, cioé esistere attimo per attimo, significava solo che c'ero in quel momento. Nessun futuro, nessuna prospettiva ai apriva davanti a me. Nel passato si ammassavano ricordi che al solo sfiorarli sanguinavano. E io, con quelli, giocherellavo, versando sangue. Quel sangue alla fine forse si sarebbe rappreso in una crosta dura. A quel punto, i ricordi non avrebbero fatto più male.

Nella vita, ci sono cose che si realizzano e cose che non si realizzano. Le prime le dimentichiamo subito, le seconde le coltiviamo, gelosi, per sempre dentro di noi. I sogni o le aspirazioni non sono altro che questo. In un certo senso, la bellezza stessa della vita risiede proprio nell'amore verso ciò che non è stato.

Le cose perdute, dopo molto tempo, all'improvviso, le ritroviamo dove le avevamo lasciate. Belle come una volta. E rispetto a quando le avevamo perse, le vediamo ora con occhi nuovi. Proprio come se qualcuno che non conosciamo le avesse conservate per noi.

La trama
Sakutaro sta andando in Australia. Non è una semplice gita: porta con sé le ceneri di Aki, suo primo indimenticabile amore, morta a soli diciassette anni di leucemia. Quando Sakutaro e Aki si incontrano per la prima volta hanno dodici anni e frequentano la stessa classe. Si vedono tutti i giorni, tornano a casa insieme, ognuno è parte della vita quotidiana dell'altro. Finché un giorno, per la prima volta, Sakutaro vede Aki con altri occhi: non più semplice amica, ma giovane donna, bella e intensa, e si accorge che la loro quieta familiarità si è trasformata, ineluttabilmente e per sempre, in una passione purissima e assoluta. I due giovani vivono una felicità totale, che la malattia crudele di Aki recide d'un colpo, lasciando nell'anime di Sakutaro un silenzio assordante.

L'autore

Kyoichi Katayama è nato nel 1959 in Giappone. Il suo romanzo più famoso è Gridare amore dal centro del mondo, dal quale è stato tratto un film, un fumetto e una serie tv. Nel  2010 ha pubblicato E' come sabbia il mio amore

De GustiBooks: Libri da assaggiare, cibi da conoscere


Si è conclusa domenica la manifestazione dedicata al cibo e ai libri pensata per promuovere la cultura del gusto e della buona lettura: come nelle passate edizioni la manifestazione fa parte del Festival della Creatività che si svolge a Firenze nel mese di ottobre e prevede tantissime degustazioni, food show, presentazioni di libri, stand enogastronomici e stand dedicati alla letteratura "culinaria".

Al di là dei libri di ricette e di quelli dedicati ai vari prodotti regionali, ho beccato una sezione interamente dedicata alla narrativa che affronta il tema della convivialità, del cibo e del piacere di cucinare e mangiare. Tra le tante opere in bella mostra vi segnalo alcuni romanzi:
  1. Angeli e salami, di P. G. Brown
  2. Offresi cuoco con esperienze esotiche, di Michael Sebban
  3. Estasi culinarie, di Muriel Barbery
  4. Chocolat, di Joanne Harris
  5. Vino, patate e mele rosse, di Joanne Harris
  6. Cinque quarti di arancia, di Joanne Harris
  7. Ricette immorali, di Manuel Vazquez Montalban
  8. Le ricette di Pepe Carvalho, di Manuel Vazquez Montalban
  9. I segreti erotici dei grandi chef, di Irvine Welsh
  10. Afrodita, di Isabel Allende
  11. La maga delle spezie, di Chitra B. Divakaruni
  12. Il ristorante dell’amore ritrovato, di Ito Ogawa
  13. La scuola degli ingredienti segreti, di Erica Bauermeister
  14. La città che profuma di coriandolo e cannella, Marie Fadel Rafik Schami
                                        

domenica 24 ottobre 2010

La canzone di oggi: Jungle drum, di Emiliana Torrini


http://www.youtube.com/watch?v=iZ9vkd7Rp-g

Hey, I'm in love,
My fingers keep on clicking to the beating of my heart.
Hey, I can't stop my feet,
Ebony and ivory and dancing in the street.
Hey, it's because of you,
The world is in a crazy, hazy hue.

My heart is beating like a jungle drum

Man, you got me burning,
I'm the moment between the striking and the fire.
Hey, read my lips,
Cause all they say is kiss, kiss, kiss.
No, it'll never stop,
My hands are in the air, yes I'm in love.

My heart is beating like a jungle drum

My heart is beating like a jungle drum

sabato 23 ottobre 2010

CineLibri: Beastly, di Alex Flinn


L'incipit.
Sentivo che tutti mi stavano guardando, ma c'ero abituato. Una delle prime cose che mio padre mi aveva insegnato e che mi ripeteva spesso, era comportarmi come se nulla mi emozionasse. Quando sei speciale, come lo eravamo noi, la gente non può non notarti. Era l'ultimo mese del primo anno di liceo. Il supplente ci stava distribuendo le schede per eleggere la corte per il ballo di primavera, evento che ho sempre trovato stupido. <<Ehi, Kyle, c'è il tuo nome sopra>> mi disse il mio amico Trey Parker scuotendomi un braccio. <<Non dire idiozie>>. Mi girai verso Trey, e vidi la ragazza seduta accanto a lui - Anna, o forse Hannah - abbassare lo sguardo. Uh. Era chiaro che mi stava fissando. Esaminai la scheda. Non c'era solo il mio nome, Kyle Kingsbury, come candidato alle elezioni di principe per il primo liceo, ma avrei vinto sicuramente. Non c'era nessuno in grado di competere con il mio aspetto e con i soldi di mio padre.

Cosa ne penso
Dopo una lettura impegnativa come quella appena terminata (Dorian) mi sono voluta concedere un pò di romanticismo con questa bella rielaborazione moderna della favola della Bella e la Bestia e devo dire che questo romanzo di Alex Flinn mi ha positivamente sorpreso. Mi aspettavo il solito young adult scritto male, pieno di inutili smancerie, con personaggi mal delineati ed una trama che non si regge in piedi ed invece mi sono ritrovata per le mani un romanzo ben scritto, scorrevole, che racconta sì di una storia d'amore, ma lo fa senza cadere nel melenso e per giunta affrontando temi attualissimi destinati a far riflettere non solo i ragazzi a cui è indirizzato, ma anche i genitori e gli adulti in generale visto che in un certo senso vi è rappresentata la nostra società, dove purtroppo a contare sempre di più sono l'apparenza fisica e i beni materiali.

Il protagonista del romanzo è Kyle Kingsbury, un ragazzo privilegiato, bello, ricco, sicuro di sé, ma anche arrogante e crudele. Fin dalle prime righe si capisce che è uno che si merita una lezione ed è effettivamente quello che succede quando si prenderà gioco di Kendra, una ragazza un pò bruttina e non inserita a scuola, che si rivelerà essere una strega. Kendrà lo punisce per la sua cattiveria trasformandolo in un'orrenda bestia, con tanto di zanne e artigli, ma gli darà anche una chance per tornare come prima: se entro due anni troverà il vero amore, l'incantesimo svanirà. Kendra gli dà una seconda possibilità perché intravede in lui il potenziale per poter diventare una persona migliore ed in effetti non è del tutto colpa del povero Kyle se è venuto su arrogante, prepotente e viziato: la colpa casomai sta nel fatto che la madre lo ha abbandonato a sé stesso quando aveva undici anni e che il padre, noto conduttore televisivo, non fa che riempirgli la testa di consigli assurdi, come ad esempio quello di non fare mai niente per amicizia o per amore o che le persone brutte non dovrebbero nemmeno essere guardate o ancora che i soldi possono comprare tutto e tutti. All'inizio l'"amorevole" padre di Kyle prova ad aiutarlo facendolo visitare da specialisti e chirurghi plastici, non tanto perché tiene realmente a lui ma perché se ne vergogna, e infine si rassegna all'idea che il figlio sia diventato un mostro relegandolo in un lussuoso appartamento di 5 piani dove in due anni non andrà mai a trovarlo e dove Kyle vivrà con la sola compagnia della governante Magda e del suo insegnate privato Will. Il padre lo abbandona, quelli che considerava suoi  amici si dimenticano in fretta di lui, la ragazza con cui usciva lo rimpiazza con il suo migliore amico e Kyle, che per la prima volta nella sua vita sperimenta sulla sua pelle cosa vuol dire suscitare ribrezzo o indiferrenza negli altri, inizierà lentamente a cambiare, diventando, da ragazzo superficiale e presuntuoso quale era, un ragazzo gentile e premuroso, capace di compiere gesti di grande altruismo. Kyle trascorre le sue giornate guardando fuori della finestra e coltivando rose finché l'occasione del riscatto si presenta nella persona di un ladro che irrompe a casa sua per rubare. Il ladro, che è un tossicodipendente, gli cede la figlia Linda in cambio del suo silenzio e proprio Linda sarà la ragazza che romperà l'incantesimo di cui è vittima, facendolo innamorare. Kyle accetta la proposta del ladro non solo perché nutre la speranza che Linda col tempo si innamori di lui, ma anche perché è determinato a proteggerla da un padre violento che non esita a barattarla quasi lei fosse un oggetto di cui disporre a suo piacimento. All'inizio Linda lo odierà con tutte le sue forze, ma poco alla volta imparerà a conoscerlo e ad amarlo per quello che è, andando al di là delle apparenze. Solo con l'amore di Linda Kyle tornerà ad essere quello di prima, anche se in realtà dentro è profondamente cambiato.

Dunque, al di là dell'happy end romantico che è abbastanza prevedibile dato che si tratta di una favola dove il bene deve sempre trionfare, quello che davvero mi è piaciuto di questo romanzo che potrebbe quasi essere definito di "formazione è il fatto che l'autrice non si limita a puntare il dito contro la "società" capitalista che pare crescere tra le sue fila dei piccoli mostri, ma fornisce anche strumenti e suggerimenti affinché i ragazzi di oggi possano crescere e diventare persone responsabili.

Se da una parte la Flinn descrive gli adulti di questa storia come figure assolutamente negative, che invece di provvedere all'educazione e alla crescita dei ragazzi scelgono la strada più semplice (quella dell'abbandono nel caso del padre di Kyle, dipinto come un drogato di lavoro che si preoccupa esclusivamente delle apparenze, e della mercificazione da parte del padre di Lindy, un drogato che si fa di eroina che quasi la vende per sfuggire alla galera, e della corruttibilità degli insegnanti della prestigiosa Tuttle, dove i newyorkesi  "coi soldi veri mandano i figli", sempre pronti a chiudere un occhio pur di ottenere cospicue donazioni), dall'altra ci presenta un modello assolutamente positivo nella figura dell'insegnante cieco Will, che lavora duramente per far dimenticare il suo handicap e che con le sue lezioni "private" darà una nuova chiave di lettura sul mondo e sulla vita a Kyle e Lindy.

I libri in questo romanzo hanno un ruolo fondamentale sia per Kyle che per Lindy: nei romanzi che legge Kyle non solo prova a  sconfiggere la solitudine, ma cerca anche delle risposte che da solo non riesce a trovare, mentre per Lindy la letteratura e lo studio rappresentano forse l'unica possibilità di sfuggire ad una vita di miseria e squallore. Tante sono le opere citate dalla Flinn, tutte in qualche modo collegate alla storia di Kyle: Il gobbo di Notre Dame e I Miserabili di Victor Hugo, Il fantasma dell'opera di Gaston Leroux, Il ritratto di Dorian Gray di Wilde, Jane Eyre della Bronte e Piccole donne della Alcott. Insomma, si tratta sicuramente di una lettura "leggera", ma in fondo neanche troppo, perché pur raccontando una storia d'amore, con elementi magici e favolistici (la strega, la maledizione, lo specchio, le trasformazioni) offre numerosi spunti di riflessione. Adatto ad ogni età, lo consiglio soprattutto a coloro che hanno amato il film della Disney e la serie tv con Linda Hamilton e Ron Perlman. Da questo romanzo è stato tratto anche un film (diretto da Daniel Barnz, con Vanessa Hudgens e Alex Pettyfer) che uscirà in Italia nel 2011.

Perle di saggezza
Hai mai pensato al fatto che i balli della scuola sono una forma di prostituzione legalizzata?

Chi non sa vedere le cose preziose della vita non sarà mai felice.

Adesso sapevo cosa volesse dire essere così disperati. Sapevo com'era appostarsi nelle tenebre, in cerca di un briciolo di speranza e senza mai trovare nulla. Sapevo com'era essere così soli da poter uccidere.

Tutti hanno bisogno di un pò di bellezza nella propria vita.

Ci misi un pò a decidere se la bellezza delle rose avrebbe migliorato il mio aspetto, o se avrebbe solo messo in risalto la mia bruttezza. Ma infine decisi che nella stanza doveva esserci qualcosa di bello, e di certo non potevo essere io.

Le amavo. Me ne infischiavo persino delle spine. Ogni cosa vivente ha bisogno di proteggersi.

Ma anche con centinaia di fiori, ero consapevole delle piccole morti che ogni mattino portava con sé, perché una dopo l'altra, le rose appassivano.

La trama.
Kyle Kingsbury è ricco, bello e popolare. A scuola è considerato quasi un dio, è abituato a prendersi gioco di tutti e quando arriva Kendra, una ragazza bruttina ed emarginata, decide di farle un terribile scherzo. Non può sapere che lei, una strega sotto mentite spoglie, lo maledirà per la sua cattiveria, tramutandolo in una bestia. Orribilmente deturpato, Kyle è costretto a vivere isolato nell'appartamento-prigione in cui il padre, un noto personaggio televisivo, l'ha confinato per nasconderlo. A fargli compagnia, solo Magda, la governante, e Will, un insegnante privato. Due anni: questo il tempo che Kyle ha per spezzare l'incantesimo, e l'unico modo è innamorarsi ed essere riamato. Altrimenti rimarrà così per sempre. Dopo un anno di solitudine e fallimenti, Kyle comincia a cambiare, non è più il ragazzo prepotente, viziato, materialista di una volta e, quando ormai ogni speranza sembra perduta, un ladro, sorpreso in casa e disposto a tutto pur di passarla liscia, gli consegna la figlia, Linda, in cambio del suo silenzio. La ragazza è l'ultima possibilità per Kyle di rompere l'incantesimo prima che scada il tempo.

L'autrice.
Alex Flinn è nata nel 1966 e dichiara di aver iniziato a scrivere all'età di 5 anni. Attualmente vive a Miami ed è autrice di libri per ragazzi. Tra le altre sue opere:
  • A Kiss in Time
  • Diva
  • Fade to Black
  • Nothing to Lose
  • Breaking Point
  • Breathing Underwater
Il suo sito: http://www.alexflinn.com/
Il suo blog: http://alixwrites.livejournal.com/

Il Film
Beastly (2010), di Daniel Barnz, con Vanessa Hudgens, Alex Pettyfer, Mary-Kate Olsen, Neil Patrick Harris, Kenan Thompson, Peter Krause, Erik Knudsen, Dakota Johnson.


http://www.youtube.com/watch?v=0s2XD9DMh7E

Ovviamente il film non l'ho ancora visto dato che in Italia uscirà nel 2011 e io non amo particolarmente vedere i film su internet, ma già dal trailer si possono intuire alcune differenze rispetto al libro, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi principali. Kyle è interpretato da Alex Pettyfer, e fin qui ci siamo (é bello a livelli impressionanti), invece Linda è completamente diversa da come viene descritta nel romanzo: al posto dei suoi lunghi capelli rossi raccolti in una treccia c'è il faccino di Vanessa Hudgens (mora) ed anche la strega, descritta come una ragazza cicciotella con il naso adunco è sostituita dalla biondina Mary-Kate Olsen. Ma si tratta solo di dettagli estetici, quindi per il momento non posso aggiungere altro.

giovedì 21 ottobre 2010

Letto e commentato: Dorian, di Will Self

L'Incipit.
A Chelsea, in casa di Henry e Victoria Wotton, era impossibile stabilire se fosse giorno o notte. A questa ambiguità fondamentale se ne sommava un'altra, poiché anche stagioni e anni erano concetti indefiniti. Era questo o quel secolo? Lei indossava questa gonna o quel tailleur? Lui aveva preso questa droga o quel drink? Lui preferiva questa passera o quel culo? La combinazione di stili, modi, pensieri e orifizi era recitata nella penombra delle camere polverose dei Wotton e nella luce vivida dei loro gabinetti sbavati, come se i manufatti, le idee e persino le anime non fossero altro che simboli disegnati sul rullo della slot-machine della Vita. Bastava abbassare la leva e quelli saltavano fuori: tre spade, tre banane, tre simboli della sterlina. In casa Wotton, tre di tutto era un buon compenso, nella moneta della malasorte. Tuttavia, tale era la corrispondenza peculiare tra l'anno in cui inizia la nostra storia, cioé, il 1981, e l'anno di costruzione della casa, il 1881, e tale era la singolare somiglianza tra le due epoche - un governo contemporaneamente conservatore e progressista, una monarchia impantanata nella sua immemorabile crisi di successione, una recessione economica al contempo repentina e implacabile - che a un osservatore esterno si sarebbe potuto perdonare di aver cercato una maggiore consistenza nella lunetta e nel lambris, nella carta da parati a righe e nello specchio con cornice dorata, nella copia del busto di Antinoo o nell'acquosissimo Turner, piuttosto che negli esseri umani che stavano concretamente in piedi nel raggio di luce polveroso che investiva  la passatoia.

Cosa ne penso
Questo romanzo dello scrittore inglese Will Self si presenta come una riscrittura in chiave moderna della celebre storia raccontata da Oscar Wilde ne Il ritratto di Dorian Gray, con la sostanziale differenza che la storia non è più ambientata alla fine dell'Ottocento, ma a cavallo tra gli anni '80 e '90 del secolo appena trascorso. I personaggi principali sono gli stessi: Dorian Gray è sempre un giovane bellissimo, affascinante e perverso che non accenna ad invecchiare, Henry Wotton è l'uomo di mondo che lo introduce negli ambienti bene della Londra thatcheriana, Basil Hallaward è un artista che ritrae Dorian in un'opera d'arte che sarà il suo capolavoro. Sono tutti omosessuali ed eroinomani  e vivono incuranti del fatto che lo spettro dell'Aids sta per abbattersi sulla comunità gay che ha appena iniziato a venire allo scoperto. La famosa opera d'arte che ritrae e fissa per sempre nel tempo la bellezza e la giovinezza di Dorian non è più il celebre ritratto ma un'installazione video, il Cathode Narcissus, esempio magistrale dell'arte concettuale che assieme alla pop-art di Andy Warhol domina la scena artistica degli anni '80. La Sybil Vane di cui inizialmente Dorian si innamora nel romanzo di Wilde è sostituita da un giovane tossicodipendente di nome Herman che si prostituisce per ottenere le sue dosi quotidiane e che finirà suicida dopo aver contagiato tutti di Hiv. Il Dorian di Self rispetto a quello di Wilde è ancora più sfuggente, misterioso e malvagio: usa droghe di ogni sorta, partecipa ed organizza orgie, corrompe il giovane Herman, violenta una ragazza di nome Octavia, tradisce e abbandona Basil ed infine lo uccide quando questi scoprirà il suo segreto: non solo Dorian non invecchia, ma è evidentemente immune al virus dell'Aids che ha colpito tutti gli altri e che lui si diverte a trasmettere alle sue vittime inconsapevoli. Quando Basil a distanza di dieci anni rivedrà per la prima volta la famosa installazione video che ritrae Dorian all'inizio della loro relazione si troverà davanti un uomo irriconoscibile, un mostro  orribilmente piagato dai sarcomi di Kaposi, laddove sul volto di Dorian non vi è la minima traccia della depravazione cui si è abbandonato per tutta la vita. A differenza del Dorian Gray di Wilde, qui Dorian non solo non si preoccupa di celare il male che c'è in lui, ma addirittura se ne farà un vanto e quando Basil scompare nel nulla non solo non cercherà di distogliere da sé i sospetti sulla sua sparizione, ma si dichiarerà colpevole della sua morte.

Se Il ritratto di Dorian Gray è passato alla storia per i motti di spirito e i celebri aforismi, il linguaggio usato in Dorian da Self non è da meno, se non addirittura meglio e l'epilogo poi è davvero geniale, di quelli che non ci si aspetta, un vero e proprio coup de theatre che stravolge completamente le aspettative del lettore. Altra curiosità di questo romanzo è il continuo riferimento a personaggi realmente esistiti che rende bene l'idea di quanto sia feroce la critica di Self nei confronti della comunità gay e in generale della società inglese degli anni '80-'90: oltre al già citato Andy Warhol, vengono menzionati Robert Mapplethorpe, Tony Blair, John Galliano, Alexander McQueen, Lady D e il nostro Gianni Versace. Sebbene per molti versi questo sia un romanzo molto crudo e a volte davvero difficile da digerire, è anche intelligente ed ironico; decisamente è stata una delle migliori letture fatte negli ultimi tempi, ma anche la più impegnativa, quindi se da una parte mi sento di consigliarlo, dall'altra lo sconsiglio a coloro che di certi "dettagli" proprio non ne vogliono sentir parlare.

Perle di saggezza
Va benissimo continuare per giorni di fila a fissare l'abisso. L'importante è farlo indossando due paia di Rayban.

Un corpo nudo, diversamente da un intelletto nudo, non richiede spiegazioni.

Certo che non c'è niente di buffo nei giovani. I giovani sono l'unica cosa cui vale la pena di avvinghiarsi.

Dovresti ricordare, mio giovane amico, che se non sai cosa vuoi fare almeno devi fare qualcosa senza saperlo. Non c'è nessun'altra cura per l'indecisione.

La puntualità è un rapinatore di tempo: ci sottrae secondi preziosi che avremmo potuto usare per eccitarci di più.

Helen, io mi masturbo, ma questo non significa che io sia innamorato della mia mano.

Le mie cattive abitudini sono così croniche che mi sveglio di notte con le mani strette al collo di qualcuno ed è il mio.

Essere poveri sarebbe un'assoluta tragedia. Così poveri da dover essere onesti. I poveri possono permettersi un biglietto economico di andata e ritorno per l'oblio, ma solo i ricchi possono permettersi di costuirci una villa.

Nessun uomo di cultura rifiuta mai una nuova sensazione, e nessun uomo che non sia di cultura è in grado di riconoscerne una.

La monogamia sta all'amore come l'ideologia sta al pensiero; entrambe traducono una mancanza di immaginazione.

Un uomo può essere felice con qualunque donna purché non la ami.

Non è forse vero che ciascuno è il prodotto della sua epoca molto più di quanto sappia coscientemente di essere?

Quando la gente dice che giovinezza è sprecata per i giovani, quello che intende davvero è che vorrebbe riavere la loro salute e il loro aspetto, in modo da poterli distruggere nella piena consapevolezza del loro carattere effimero.


La trama.
Il Dorian Gray di questo secolo, fresco di una laurea in arte a Oxford e fornito di cospicue sostanze famigliari, fa il suo début londinese nel 1981, poco prima che Lady Diana Spencer convoli a nozze reali. Lo scopre Basil Hallward, artista omosessuale che aveva bazzicato la factory di Warhol negli anni Settanta e primo innamorato di Dorian. A quello che considera il simbolo di una nuova generazione di gay liberati Basil Hallward dedica il Cathode Narcissus, un'installazione video che consegna la bellezza del giovane all'immortalità. Ed è quello che in effetti accade: come il ritratto nel romanzo di Wilde, i nove doppi di Dorian attraverseranno le mille tappe della depravazione del protagonista, riportandone le cicatrici e i sintomi, mentre il soggetto del ritratto rimarrà intatto nella sua surreale, intangibile bellezza. Attraverso Basil, che mai smetterà di amarlo, Dorian incontrerà Henry Wotton, aristocratico, ricco, sposato, snob, cinico, mai innamorato di Dorian e sempre interessato a possederlo, e a iniziarlo alla débauche attraverso ogni genere di esperienza estrema negli stessi anni in cui l'Aids e le sue maschere compaiono sulla scena gay e la contaminano con la grande paura della peste. Incurante di tutto e di tutti, Dorian intraprende con grande enrgia e baldanza la sua carriera di arrampicatore sociale, cacciatore di prede bisex e, infine, untore. Sono gli anni dello yuppismo e dell'edonismo reaganiano, e il nostro salta da una mansion nobiliare inglese a uno scantinato gay sado-maso di New York, sempre identico a sé stesso, sano come un pesce, bello come un angelo ed esaltato dalla sua stessa inviolabilità. Figura emblematica di quegli anni e di una generale - presunta più che effettiva - identità gay, Dorian Gray interpreta la cultura omosessuale narcisistica e aggressiva degli anni Ottonta con piglio cinico e amorale.

L'autore
 
Will Self nasce a Londra nel 1961, oltre ad essere uno dei più importanti scrittori contemporanei è anche un affermato giornalista.
Il suo sito: http://will-self.com/
Il suo blog: http://will-self.com/category/wills-blog/
 
Altre sue opere:
  • Grandi scimmie,
  • Cordiali saluti da un mondo insano
  • Misto maschio
  • London. Appunti da una metropoli
  • Dr. Mukti e altre sventure

mercoledì 20 ottobre 2010

Doomsday (2008), di Neil Marshall

Doomsday (2008), di Neil Marshall, con Rhona Mitra, Bob Hoskins, Adrian Lester, Alexander Siddig, David O'Hara, Malcolm McDowell, Caryn Peterson, Adeola Ariyo, Emma Cleasby, Christine Tomlinson, Vernon Willemse, Paul Hyett, Daniel Read, Karl Thaning, Stephen Hughes, Jason Cope, Ryan Kruger, Nathan Wheatley, Cecil Carter, Jeremy Crutchley.


http://www.youtube.com/watch?v=YB7iRym2O68

Visto ieri in tv ad un orario impossibile (colpa dell'insonnia), comunque mentre lo guardavo pensavo: "dev'essere il remake di Mad Max", poi ho pensato "dev'essere il remake di 28 giorni dopo", infine quando ho visto meglio la protagonista  Rhona Mitra (che interpreta la iron woman Eden Sinclair), ho pensato "dev'essere il remake di Underworld"  ed in effetti la somiglianza con Kate Beckinsale è impressionante. Di questo film devo dire che spicca soprattutto per l'originalità....

martedì 19 ottobre 2010

Prossime letture e un'anteprima speciale...

Dunque, oggi vorrei fare il punto della situazione sulle letture che attualmente si stanno accumulando sul mio comodino. Purtroppo, tra impegni di lavoro e vita privata, il tempo è sempre poco, ma la voglia di leggere è  in continuo aumento e così mi ritrovo ad avere in coda una quantità incredibile di romanzi che vorrei leggere al più presto.  Ma andiamo per ordine.

A novembre qui a Firenze ci sarà una bellissima manifestazione promossa dalla Lailac (Associazione culturale Giapponese) tutta dedicata al meraviglioso e affascinante Giappone. Il festival si svolgerà presso la Limonaia di Villa Strozzi dal 19 al 21 novembre e si preannuncia come un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di cultura orientale. Io mi ci fionderò sicuramente anche perché il programma è ricchissimo di iniziative: spettacoli di arti marziali, cerimonie del te, bancherelle di prodotti artigianali ed enogastronomici, fumetti e gadget di ogni tipo.


In previsione di questo appuntamento mi sono ripromessa di riscoprire qualche autore giapponese (non la solita Banana!), iniziando dal classico Yukio Mishima per finire con autori contemporanei quali Kyoichi Katayama e Takuji Ichikawa, senza dimenticare Haruki Murakami, autore di Norwegian Wood (dal quale è stato recentemente tratto l'omonimo film di Tran Anh Hung presentato all'ultimo festival del cinema di Venezia). Quindi a breve leggerò:

Subito dopo credo che prenderò in mano il bestseller di Ken Follett I pilastri della terra, visto che attualmente Sky sta trasmettendo l'omonima serie tv prodotta dai fratelli Tony e Ridley Scott (per ora ho visto soltanto le prime due puntate, e devo dire che la serie è davvero di ottima qualità) e due thriller che dalla quarta di copertina mi sono sembrati appetitosi: Il cerchio del male di Yrsa Sigurdardottir (autrice islandese dal nome impronunciabile) e Il progetto Atreus di Andrew James Hartley.


Infine, grazie alla Y Giunti che me ne ha donato una copia in anteprima, mi dedicherò alla lettura di un romanzo che attendevo con particolare impazienza: si tratta di Beastly di Alex Flinn, un young adult dal quale è stato tratto l'omonimo film di Daniel Barnz, con Vanessa Hudgens (la reginetta di High School Musical), Mary-Kate Olsen e Alex Pettyfer (attore da tenere d'occhio). Il film negli States è uscito a luglio mentre noi in Italia dovremo aspettare fino al 2011. La pubblicazione del romanzo da parte della Y Giunti invece è prevista per i primi di novembre.

Aspettavo con impazienza questo romanzo perchè la storia, che racconta le vicende di Kyle Kingsbury, un ragazzo tanto bello quanto arrogante, non è altro che la rivisitazione in chiave moderna di una delle più belle favole di tutti i tempi: quella della bella e la bestia, cui rimanda appunto il titolo beastly.

Di spunti di lettura a questo giro ne ho parecchi, per cui non mi resta che decidere da dove cominciare!

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