venerdì 30 luglio 2010

Sto leggendo...

Sono già arrivata al 30° capitolo (circa 80 pagine) quel che basta per farmi capire che questo romanzo non mi piacerà: la protagonista, Kalix, è una ragazza lupo, una licantropa, condannata a morte dalla sua stessa famiglia per aver tentato di uccidere il padre; nelle prime pagine del libro immagina di essere figlia di Joan Jett delle Runaways (alla fine dovrò vedermi 'sto biopic della Stewart e della Fanning), è semi analfabeta, sporca, puzzolente, anoressica e tossicodipendente (si fa di laudano, che fa molto maudit). La storia è ambientata a Londra, ma di quella splendida città non se ne sente per nulla l'atmosfera. Lo stile mi sembra davvero povero, terra terra a dire il vero, e in certi punti mi è sembrato di leggere un romanzetto chick lit (la sorella Thrix che fa la stilista di moda?). Boh, vediamo se mi migliora...

L'artista di oggi: Jack Vettriano #2

http://www.jackvettriano.com/

L'artista di oggi: Jack Vettriano #1

giovedì 29 luglio 2010

Letto e commentato: Il viaggio d'inverno, di Amélie Nothomb


L'Incipit
Negli aeroporti, quando passo al controllo, mi innervosisco come tutti gli altri. Non è mai successo che non facessi scattare il famoso bip. Così ho sempre diritto al pacchetto completo, mani maschili mi palpano dalla testa ai piedi. Un giorno non ho potuto impedirmi di dire loro: Credete davvero che farei esplodere l'aereo? Pessima idea: mi hanno costretto a spogliarmi. E' gente priva di senso dell'umorismo. Oggi, passo al controllo e mi innervosisco. So che farò scattare il famoso bip e mani maschili mi palperanno dalla testa ai piedi. Ma farò esplodere davvero l'ereo delle tredici e trenta.

Cosa ne penso

La Nothomb mi era piaciuta in Stupore e Tremori e in Igiene dell'assassino, ne avevo apprezzato il senso dell'umorismo e la lieve vena di follia, ma questo romanzo, sebbene letto agilmente in poco meno di un'ora, mi ha lasciato piuttosto indifferente. Gradevole, ma non lascia il segno.
Perle di saggezza
Si è davvero indulgenti solo quando si è innamorati pazzi; dal momento in cui si ama un pò meno, la naturale cattiveria riprende il sopravvento.

Ignoro cosa sia una vittoria in amore, ma una cosa la so: non esiste sconfitta in amore. E' una contraddizione in terminii. Provare l'amore è già un tale trionfo che ci si potrebbe chiedere perché si dovrebbe volere di più.

Io non credo che la mediocrità sia riuscita a fregarmi. Sono sempre stato attento da quel punto di vista, grazie a qualche segnale di allarme. Il più efficace è questo: finché non gioisci della rovina di qualcuno, puoi ancora guardarti allo specchio. Godere della mediocrità altrui resta il culmine della mediocrità.

Letto e commentato: Il dardo e la rosa, di Jacqueline Carey



L'Incipit
Affinché nessuno possa pensare che io sia un'illegittima - la figlia bastarda di qualche contadino lussurioso, venduta con contratto a termine in un periodo di magra - devo chiarire di essere nata in una Casa e cresciuta in modo appropriato alla Corte della Notte, per quel che mi è servito. Mi è difficile provare risentimento verso i miei genitori, anche se invidio la loro ingenuità. Nessuno li aveva neppure avvertiti, al momento della mia nascita, di avermi fatto dono di un nome infausto: Phèdre, così mi hanno chiamata, senza sapere che si tratta di un nome elleno...e maledetto. Quando venni al mondo, ardisco di pensare che avessero motivo per essere speranzosi. I miei occhi semichiusi erano ancora di un colore indefinito e l'aspetto di un neonato è qualcosa di mutevole, che cambia da una settimana all'altra. Ciocche bionde possono lasciare il posto a boccoli corvini, il pallore della nascita intensificarsi in una ricca sfumatura ambrata e così via. Quando la serie di trasformazioni amniotiche fu terminata, tuttavia, la verità divenne evidente. Ero imperfetta.

Cosa ne penso
Ecco finalmente un romanzo fantasy degno di essere chiamato tale. La Carey si è rivelata una straordinaria narratrice, capace di imbastire una trama complicatissima, ricca di personaggi, casate reali, antiche leggende, maledizioni, passioni, intrighi politici, insomma una vera e propria epopea degna della migliore tradizione. Non mi sono annoiata neanche per un secondo: fin dalle primissime pagine sono rimasta catturata dalla storia di Phèdre, dapprima bambina abbandonata dalla madre nella Casa Cereo, poi venduta come cortigiana alla casata di Anafiel Delaunay ed usata da lui per i suoi oscuri scopi. All'inizio non ero sicura di aver capito bene che la Terra d'Ange fosse stata fondata dagli angeli (per la precisione dal Beato Elua il cui precetto è ama a tuo piacimento), ma poi piano piano ho iniziato a capire la filosofia soggiacente a tutto il romanzo: il piacere elevato a sommo valore, sia elargito che ricevuto, e le sue pratiche considerate vera e propria arte. Ci sono 13 case ed ognuna di esse è consacrata ad una precisa pratica sessuale. Quella in cui eccelle Phèdre è la capacità di dare piacere attraverso il dolore: ebbene sì, in questo romanzo si parla di sado-masochismo, fellatio, sodomia, lesbismo e tanto altro, pertanto ne sconsiglierei la lettura ai minorenni (anche se i pivelli di oggi sono molto più scaltri di quelli della mia generazione) o ai bigotti timorati di Dio. Il linguaggio è alto, con uso sapiente e dosato di termini e nomi che riprendono il francese, le descrizioni geografiche sono degne di Tolkien (anche se fanno riferimento spudorato al continente europeo), le scene più crude, come ad esempio le pagine dedicate alle "assegnazioni" di Phèdre, sono descritte con eleganza, nonostante l'utilizzo di termini che rimandano al Marchese de Sade (ignoro se volutamente o meno da parte dell'autrice). I personaggi sono complessi e mostrano un'evoluzione attraverso il tempo e col procedere della narrazione, c'è grande cura da parte dell'autrice nelle descrizioni delle acconciature, degli abiti, degli ambienti e grande furbizia nel liquidare con poche frasi quei racconti di viaggio che avrebbero rischiato di annoiare il lettore. Ho trovato molte assonanze con altri romanzi, quelli di De Sade, come già detto, i romanzi degli anni '50 dedicati al personaggio di Angelique (che coincidenza, la cosidetta Marchesa degli angeli!), I gioielli indiscreti, Memorie di una geisha...Insomma, per le balle di Elua, c'è di tutto e di più e mi è stato detto che il 2° e il 3° sono anche meglio...Spero ardentemente che ne facciano presto un film, anche se temo che la lunghezza della trilogia potrebbe essere un deterrente (se penso a quanto c'è voluto per Il signore degli anelli) e la sontuosità necessaria per rappresentare scenari e palazzi sforerebbe qualsiasi budget, ma ecco, se mai un produttore folle decidesse di acquistarne i diritti io personalmente ne sarei ben lieta.  Comunque, davvero un ottimo romanzo che affronta un tema sempre molto attuale, soprattutto in Italia: il rapporto tra il potere e il sesso e la mercificazione della donna, anche se la Carey rende servi di Namaah indistintamente uomini e donne.

mercoledì 28 luglio 2010

La canzone di oggi: The Kick Inside, di Kate Bush


http://www.youtube.com/watch?v=SPk0mzsxJyQ

I've pulled down my lace and the chintz.

Oh, do you know you have the face of a genius?
I'll send your love to Zeus.
Oh, by the time you read this,
I'll be well in touch.
I'm giving it all in a moment or two.
I'm giving it all in a moment, for you.
I'm giving it all, giving it, giving it.
This kicking here inside
Makes me leave you behind.
No more under the quilt
To keep you warm.
Your sister I was born.
You must lose me like an arrow,
Shot into the killer storm.
You and me on the bobbing knee.
Didn't we cry at that old mythology he'd read!
I will come home again, but not until
The sun and the moon meet on yon hill.
I'm giving it all in a moment or two.
I'm giving it all in a moment, for you.
I'm giving it all, giving it, giving it.
This kicking here inside
Makes me leave you behind.
No more under the quilt
To keep you warm.
Your sister I was born.
You must lose me like an arrow,
Shot into the killer storm

martedì 27 luglio 2010

Brittany Murphy e il marito uccisi dalla muffa...


Questa notizia sembra presa paro paro da una puntata del Dottor House: Brittany Murphy in realtà sarebbe morta a causa delle muffe presenti nel suo appartamento. Bufala, verità ? Io intanto domani mattina disinfetto per bene la doccia e mi sa che nei giorni a venire darò una bella rinfrescata alle pareti. Poverella, così talentuosa, così bella, così sfigata...una morte assurda, ma almeno verrebbe riabilitata la sua immagine.

http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=37240

Eclipse (2010), di David Slade

Trailer Eclipse (2010), di David Slade, con Robert Pattinson, Kristen Stewart, Dakota Fanning, Bryce Dallas Howard, Taylor Lautner, Ashley Greene, Billy Burke, Peter Facinelli, Nikki Reed, Kellan Lutz, Jackson Rathbone, Anna Kendrick, Iris Quinn, Catalina Sandino Moreno, Cameron Bright, Elizabeth Reaser, Chaske Spencer, Bronson Pelletier, Alex Meraz, Kiowa Gordon, Tyson Houseman, Gil Birmingham, Tinsel Korey, Jodelle Ferland, Michael Welch, Sarah Clarke, Jack Huston, Justin Chon, Xavier Samuel, Christian Serratos, Daniel Cudmore, Monique Ganderton, Kirsten Prout, Charlie Bewley, Paul Jarrett, Julia Jones, BooBoo Stewart, Leah Gibson, Ben Geldreich, Justin Rain


http://www.youtube.com/watch?v=hZxJzhIPTTg

A quasi un mese di distanza dall'uscita ufficiale sono andata a vedere Eclipse. Era una vita che non entravo in una sala e mi sono ricordata del perché vado sempre meno al cinema: non avevo particolari aspettative e neanche pregiudizi, ma francamente pupparsi gli spot del carrozziere dietro casa prima di poter vedere un film farebbe passar la voglia anche al cinefilo più benevolo. Prima, ovvero per circa 45 minuti, non ho fatto altro che chiedermi: ma quando inizia il film? Poi,  per le successive due ore, mi sono chiesta: ma quando finisce 'sto film? Non ne potevo più: una noia mortale. Stoicamente, sono rimasta fino alla fine. Sia chiaro, dei tre film usciti, questo è sicuramente il migliore, sia tecnicamente che visivamente, anzi lode al merito per il regista David Slade, non era facile fare un lavoro dignitoso con quel materiale là; promossi il sempre più bono Pattinson, Anna Kendrick (vivvadio, finalmente le hanno dato la parola), Ashley Greene, la new entry/newborn Xavier Samuel, le foreste, la pioggia e la colonna sonora. Per tutto il tempo mi sono chiesta cosa diavolo avesse Kristen Stewart di strano, poi mi sono ricordata che per fare Joan Jett in The Runaways le hanno fatto il mullet e ho capito che in Eclipse le hanno dovuto mettere una parrucca (sfortunatamente si vedeva ed è triste che sia l'unica cosa che io abbia da dire su di lei), Taylor Lautner non si può guardare (forse gli studios dovrebbero introdurre sui set i test antidoping), Bryce Dallas Howard (che mi è sempre piaciuta nei film di Shyamalan) in quanto sostituta di quella che c'era prima poteva essere perfettamente sostituibile da una qualsiasi altra attrice coi capelli rossi, e per dirla alla Califano, tutto il resto è noia....una noia mortale, ribadisco, mortale. Bocciata senza possibilità d'appello il donnone Melissa Rosemberg, ovvero la sceneggiatrice. Così sono capace anch'io a scrivere sceneggiature: prendo un libro, ne faccio il riassunto capitolo per capitolo e poi ci faccio un film che tanto ai fan coglioni gli piace lo stesso. Ma chi l'ha costretta a seguire il libro della Meyer rigo per rigo? Non ci credo che Dexter è uscito dalla sua penna...Di solito quando il film tralascia aspetti salienti del romanzo da cui è tratto insorgo, ma così è davvero troppo. Ci ha messo dentro proprio tutto, con l'unico scopo di allungare il brodo, purtroppo il risultato è stato infelice. A volte meno è meglio. 7,50 euri suicidi.

domenica 25 luglio 2010

La canzone di oggi: The Man With The Child In His Eyes, di Kate Bush


http://www.youtube.com/watch?v=9F5XHZ0NPGc

I hear him, before I go to sleep
And focus on the day that's been.
I realise he's there,
When I turn the light off and turn over.
Nobody knows about my man.
They think he's lost on some horizon.
And suddenly I find myself
Listening to a man I've never known before,
Telling me about the sea,
All his love, 'til eternity.
Ooh, he's here again,
The man with the child in his eyes.
Ooh, he's here again,
The man with the child in his eyes.
He's very understanding,
And he's so aware of all my situations.
And when I stay up late,
He's always waiting, but I feel him hesitate.
Oh, I'm so worried about my love.
They say, "No, no, it won't last forever."
And here I am again, my girl,
Wondering what on Earth I'm doing here.
Maybe he doesn't love me.
I just took a trip on my love for him.
Ooh, he's here again,
The man with the child in his eyes.
Ooh, he's here again,
The man with the child in his eyes.

CineLibri: Il paziente inglese, di Michael Ondaatje

 
L'Incipit
Si alza in piedi nel giardino in cui ha lavorato e guarda in lontananza. Ha avvertito il mutamento del tempo. Un'altra folata di vento, un fremito nell'aria, e gli alti cipressi ondeggiano. Si volta e si incammina su verso la villa, scavalca un basso muretto, mentre sente le prime gocce di pioggia sulle braccia nude. Attraversa la loggia ed entra rapidamente. percorre la cucina senza fermarsi e sale le scale buie procedendo lungo l'ampio salone in fondo al quale un cuneo di luce fuoriesce da una porta aperta. Entra nella stanza che è un altro giardino con alberi e pergolati dipinti su pareti e soffitto. L'uomo giace sul letto, è esposto alla ventilazione, e al suo ingresso volge lentamente il capo verso la donna. Ogni quattro giorni lei gli lava il corpo annerito cominciando dai piedi piagati. Bagna una spugna e tenendola al di sopra delle caviglie ne strizza l'acqua su di lui alzando gli occhi al suo mormorare, incontrando il suo sorriso. Al di sopra degli stinchi le ustioni sono più profonde. Oltre il purpureo. L'osso. E' da mesi che lo assiste e conosce bene ogni parte del suo corpo, il pene addormentato come un cavalluccio marino, i fianchi stretti e smagriti. I fianchi di Cristo, pensa lei. Lui è il suo santo desolato.

Il Film


Il paziente inglese (1996), di Anthony Minghella. Con Ralph Fiennes, Juliette Binoche, Willem Dafoe, Naveen Andrews, Kristin Scott Thomas, Colin Firth, Julian Wadham, Jürgen Prochnow, Kevin Whately, Clive Merrison, Hichem Rostom, Peter Rühring, Geordie Johnson, Torri Higginson, Nino Castelnuovo. Titolo originale The English Patient.

http://www.youtube.com/watch?v=vuP0ZeatjE8

CineLibri: La casa della gioia, di Edith Wharton

L'Incipit
Selden ristette, colto da stupore. Tra la folla dell'ora di punta pomeridiana, alla Stazione Centrale di New York, i suoi occhi si erano rallegrati alla vista di Miss Lily Bart. Era di lunedì, ai primi di settembre, e Selden stava tornando al lavoro dopo una frettolosa capatina in campagna; ma che ci faceva Miss Bart in città, in quella stagione? Se avesse avuto l'aria di accingersi a prendere un treno, lui ne avrebbe arguito che si stava trasferendo dall'una all'altra delle ville di campagna che si contendevano la sua presenza, terminata la stagione di Newport. Aveva invece un nonsoché di irresoluto, il che lo rese perplesso. Si teneva in disparte, lasciando che la folla le scorresse accanto, chi diretto ai treni e chi all'uscita, e aveva quell'aria, appunto, di indecisione che però avrebbe, si figurò, potuto essere la maschera di un fine ben preciso.

Il Film

La casa della gioia (2000), di Terence Davies, con Elizabeth McGovern, Dan Aykroyd, Eric Stoltz, Laura Linney, Terry Kinney, Gillian Anderson. Titolo originale The House of Mirth.

http://www.youtube.com/watch?v=Gj_f7P6V-5c

CineLibri: L'età dell'innocenza, di Edith Wharton


L'Incipit
Agli inizi degli anni Settanta, una sera di gennaio, Christine Nillson, cantava nel Faust all'Accademia di Musica di New York. Sebbene si parlasse già di costruire in una zona metropolitana lontana dal centro un nuovo teatro dell'opera, che per l'alto costo e per lo sfarzo avrebbe retto il confronto con quelli delle grandi capitali europee, il bel mondo si accontentava ancora di tornare a radunarsi ogni inverno nei mal ridotti palchi addobbati in rosso e oro dell'accogliente vecchia Accademia. I tradizionalisti le erano molto affezionati perché, essendo piccola e scomoda, teneva alla larga la gente nuova per la quale New York cominciava a provare timore ma anche una certa attrazione; i sentimentali vi si aggrappavano a causa dei suoi ricordi storici e i musicofili per la sua ottima acustica, requisito che ha rappresentato sempre un problema nella costruzione di sale destinate ai trattenimenti musicali.


Il Film


L'età dell'innocenza (1993), di Martin Scorsese, con Geraldine Chaplin, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Daniel Day-Lewis, Hugh Smith, Miriam Margolyes, Richard E. Grant, Alec McCowen, Mary Beth Hurt, Jonathan Pryce.
 
http://www.youtube.com/watch?v=K0bENHsyGPg

Letto e commentato: Il diavolo nella cattedrale, di Frank Schatzing

Il lupo stava sull'altura e fissava l'imponente cerchia muraria illuminata d'oro. Il suo respiro era regolare, i suoi fianchi possenti tremavano leggermente. Aveva corso per tutto il giorno attraverso le colline della regione, dai dintorni della roccaforte di Julich fin lì, dove la boscaglia terminava e lo sguardo poteva spaziare sulla città lontana, ma non era esausto né stanco. Mentre la palla infuocata del sole toccava l'orizzonte alle sue spalle, rovesciò la testa e si mise a fiutare l'aria alla scoperta dell'ambiente circostante. Fu travolto da una marea di sensazioni. Percepì l'odore dell'acqua del fiume, del fango sulle rive, del legno marcio degli scafi. Inspirò i vari effluvi, un misto di animale, umano e artificiale: vini profumati e feci, incenso, torba e carne, corpi sudati e costose pellicce, sangue, miele, erbe, frutta matura, lebbra e muffa. Fiutò amore e ansia, paura, debolezza, odio e potere. Ogni cosa là sotto parlava di sé attraverso gli odori, gli raccontava della vita e della morte dietro quelle mura di pietra.

L'incipit prometteva bene, ma la lettura di questo romanzo storico è stata piuttosto travagliata e discontinua: letto un pò in tram, un pò in treno, un pò nelle sale d'attesa e in fila agli sportelli, confesso di aver perso svariate volte il filo della narrazione per cui il mio giudizio è inficiato. Alcuni capitoli sono davvero divertenti(come quello in cui il protagonista cerca di rubare le salsicce), altri mortalmente noiosi (tutte le disquisizioni religiose sull'esistenza di Dio e sul libero arbitrio, gli accenni alla storia di Colonia, il racconto dell'alleanza tra i nobili). Il personaggio di Jacop, detto la Volpe per la sua chioma rosso fuoco, è di quelli che si prendono subito in simpatia, dall'inizio alla fine  non si può non tifare per lui: ladruncolo neanche troppo bravo assiste per caso ad un omicidio e da lì  in poi si ritrova a dover scappare per tutta Colonia inseguito da un misterioso assassino che alla fine si rivela essere un ex crociato scozzese impazzito per le atrocità viste durante la guerra santa. Mah...forse un giorno lo rileggerò e mi farà un'impressione diversa, ma ad oggi è senza gloria e senza infamia.

martedì 20 luglio 2010

Montami a costo zero...

Vabbé che sono per le energie rinnovabili, ma questo è troppo...solo in Italia si poteva vedere un tale obbrobio di cattivo gusto trasudante di maschilismo e volgarità dove ancora una volta la donna viene mercificata come bestiame. L'ennesima ragione per cui vorrei espatriare...

domenica 18 luglio 2010

La canzone di oggi: Moving, di Kate Bush


http://www.youtube.com/watch?v=xiWgPt3yF2I

Moving stranger,

Does it really matter,
As long as you're not afraid to feel?
Touch me, hold me.
How my open arms ache!
Try to fall for me.
How I'm moved.
How you move me
With your beauty's potency.
You give me life.
Please don't let me go.
You crush the lily in my soul.
Moving liquid
Yes, you are just as water.
You flow around all that comes in your way.
Don't think it over,
It always takes you over,
And sets your spirit dancing.
How I'm moved.
How you move me
With your beauty's potency.
You give me life.
Please don't let me go.
You crush the lily in my soul.

Spot Hugo Boss


http://www.youtube.com/watch?v=wU5ocKwTFBY

Però, non male Mr. Johansson...

giovedì 15 luglio 2010

martedì 13 luglio 2010

Giorni e nuvole (2007), di Silvio Soldini

Trailer Giorni e nuvole (2007), di Silvio Soldini, con Margherita Buy, Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Alba Rohrwacher, Carla Signoris, Fabio Troiano, Paolo Sassanelli, Arnaldo Ninchi.
http://www.youtube.com/watch?v=hiyORFElMGg

Visto ieri in tv: madonna mia, che depressione! E' un film del 2007, ante-crisi economica, però la annuncia, diciamo pure che ha portato sfiga. Comunque bravi Buy e Albanese, anzi soprattutto lui che quando lo vedo penso sempre a Epifanio...

Spunti di lettura

lunedì 12 luglio 2010

CineLibri: Chéri, di Colette



L'Incipit
Léa, dammi la tua collana di perle! Mi ascolti, Léa? Dammi la tua collana. Nessuno rispose dall'immenso letto di ferro battuto e bronzo cesellato, lucente nell'ombra come un'armatura. Perché, non mi regaleresti la tua collana? Starebbe bene a me quanto a te, e anche di più, forse! Al sommesso scatto del fermaglio, i merletti del lenzuolo si animarono, due braccia nude, splendide, dai polsi sottili, mostrarono due belle e pigre mani. Smettila, Chéri, ti sei divertito anche troppo quella collana.  Ma sì, mi diverto…Hai paura che te la rubi? Nella trasparenza delle tende rosa contro il sole, il ragazzo color fuliggine danzava, come un diavoletto sullo sfondo di una fornace. Ma, nell'indietreggiare verso il letto, divenne tutto candido, dal pigiama alle pantofole di camoscio. Non ho paura, rispose dal letto la voce dolce e grave. Ma tormenti il filo della collana. Le perle pesanoInfatti, annuì Chéri con rispetto, non si è burlato di te chi ti ha fatto dono di questo sontuoso gioiello. Chéri stava dritto davanti a un lungo specchio, incastrato nella parete tra le due finestre, e ammirava la sua immagine, quella di un giovanissimo e bell'uomo, di statura perfetta, i capelli dai riflessi azzurrastri come le penne di un corvo. Schiuse la giacca del pigiama sul petto pallido e sodo, arrotondato come un'armatura e una scintilla rosea brillò sui suoi denti, sul fondo iridato degli occhi scuri, sulle perle della collana.

Il Film


Chéri (2009), di Stephen Frears, con Michelle Pfeiffer, Kathy Bates, Rupert Friend, Felicity Jones, Iben Hjejle, Bette Bourne, Gaye Brown, Tom Burke, Natasha Cashman, Andras Hamori, Toby Kebbell, Nichola McAuliffe, Joe Sheridan, Hubert Tellegen, Jack Walker, Rollo Weeks, Frances Tomelty, Anita Pallenberg, Harriet Walter


http://www.youtube.com/watch?v=GIOYAhTdza8

Sto leggendo...

Oggi in tram ho iniziato Il diavolo nella cattedrale di Frank Schatzing: non è mia abitudine leggere due romanzi contemporaneamente (sarebbe come ascoltare un'opera lirica contemporaneamente ad un brano rock, ottenendone cioé solo rumore), ma sono stata costretta perché Il dardo e la rosa, la cui lettura ho cominciato qualche giorno fa con mio sommo "godimento", è un malloppone di 900 pagine che mal si adatta ad essere portato in borsa...

Questo romanzo mi è parso un'ottima soluzione "da tram", se mi si passa il termine: ne ho letto solo poche pagine ma sembrerebbe essere un gustoso thriller di ambientazione storica (Colonia, 1260), un argomento abbastanza digeribile nel breve tragitto che da casa mi porta al lavoro e soprattutto in edizione paperback, quindi piccola e leggerissima. Però, c'è sempre un però, riuscire a trovarlo è stata un'impresa titanica. La ricerca di questo romanzo mi ha fatto un pò tribolare e mi ha fatto riflettere un pochino sull'atteggiamento delle librerie e delle case editrici. Prima di trovarlo (e sapevo al 100% che era in catalogo Superpocket) ci ho messo una vita...ho dovuto frugare negli scaffali più in basso, poi in quelli più alto per trovarlo alla fine in un angolino dimenticato della Feltrinelli di Firenze. Ora mi chiedo se dietro a ciò ci sia un disegno, un'oscura strategia di marketing, visto che il volumetto in questione l'ho pagato 5,90, mentre le edizioni a prezzo pieno, quelle con la copertina rigida per intenderci, facevano bella mostra di sé all'ingresso del negozio. Mi è sembrata una cosa un pò scorretta, come quando i commercianti aumentano il prezzo dei vestiti non appena cominciano i saldi...

Io mi chiedo: perché mettermi bene in vista il volume che costa 18 euro e passa nascondendomi l'edizione economica che ne costa la metà se non meno? Poi gli editori si lamentano che in Italia si legge poco...e te credo, con 'sti prezzi! E poi, se tu editore (faccio un nome a casaccio, la Mondadori) pubblichi in edizione economica un titolo che hai in catalogo, perché ci metti la copertina rigida per poter magari in seguito giustificare l'aumento del prezzo anche sull'edizione paperback, che alla fine arriva a costare quasi quanto l'edizione normale? Mi scuso per lo sfogo, ma davvero sembra che in Italia facciano di tutto per spillarci quanti più soldi riescono...non mi sembra di ricordare che all'estero ci siano politiche editoriali simili. L'ennesima cosa che mi fa girare vorticosamente le balle e mi ha rovinato leggermente la domenica. Comunque il libro si presenta bene e credo che sia valsa la pena di cercarlo per un'ora...

Spunti di lettura

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