sabato 27 marzo 2010

CineLibri: La casa di sabbia e nebbia, di Andre Dubus III

L'Incipit
Il grasso, rubizzo Torez, mi chiama Cammello perché sono persiano e perché sopporto questo sole d'agosto meglio dei cinesi e dei panamensi, meglio perfino del piccolo vietnamita, Tran. Tran, che è svelto nel lavoro, non s'interrompe mai, ma appena Torez ferma il camion arancione dell'autostrada, corre subito con gli altri a bere un pò d'acqua nel suo bicchiere di carta. Si lavora male con questo caldo. Per tutta la mattinata abbiamo camminato lungo l'autostrada tra Sausalito e il Golden Gate Park. Vestiti con dei giubbotti arancioni senza maniche, con una mano portiamo i nostri piccoli arpioni da immondizia e con l'altra trasciniamo i sacchi di tela. Ogni tanto c'è un panamense che si leva la camicia e la lascia penzolare dalla tasca posteriore, come fanno i benzinai con lo straccio sporco di grasso, ma quando Torez se ne accorge gli dice qualche cosa in spagnolo e lo obbliga a rimettersi il giubbotto sulla schiena nuda. Siamo su una collinetta. Tra gli alberi vedo, da Sausalito fino alla baia, le nuvole così fitte che nascondono l'altra sponda. E' là che abito con la mia famiglia, mia moglie e mio figlio, a Berkeley. Ma qui non c'è nebbia, c'è soltanto il sole, sulla testa e sulla schiena e, sotto il naso, c'è l'odore di tutto: dell'erba secca e sporca, delle sigarette dei cinesi, del metallo caldo e del tubo di scarico delle automobili che passano. Sudo sotto la camicia e il giubbotto. Ho cinquantasei anni e sono calvo. Devo comprarmi un cappello.

Il Film

La casa di sabbia e nebbia (2003) di Vadim Perelman, con Jennifer Connelly, Ben Kingsley, Ron Eldard, Shohreh Aghdashloo.

Il cast è straordinario, la storia drammatica, molto, molto drammatica, di quelle che fanno versare fiumi di lacrime se si è sensibili a certi temi "caldi". Vale la stessa avvertenza data per il romanzo omonimo da cui è tratto: da vedere con i fazzoletti a portata di mano.

venerdì 26 marzo 2010

Colpo di fulmine: Marion Cotillard

Ultimamente sto ascoltando i Franz Ferdinand e così ho scoperto che la band ha inciso una canzone con la bellissima Marion Cotillard per la campagna pubblicitaria Dior(http://www.ladydior.com/): il video è molto glamaour e lei ha una vocina davvero sensuale. La si può sentire cantare anche nel recente musical Nine di Rob Marshall.

Altre forme d'arte: Le sabbie di Ilana Yahav

A Roma fino al 28 marzo si svolgerà la settima edizione del Cortoons (il Festival internazionale di cortometraggi di animazione) il cui logo quest'anno è stato realizzato dall'emergente Ilana Yahav. La singolare tecnica utilizzata da questa brava artista è quella di creare figure animate con la sabbia su pannelli illuminati. Mi sembrava di aver già visto qualcosa del genere ed infatti una sua opera è attualmente visibile in tv grazie al nuovo spot Eni. Tralasciando le politiche aziendali Eni e il messaggio dello spot devo ammettere che le immagini sono molto suggestive pur essendo così effimere e destinate a permanere solo grazie al video... Qui pubblico lo spot per chi non l'avesse ancora visto, invece per chi non lo volesse vedere affatto il web pullula dei suoi video, inoltre Ilana ha un bellissimo sito internet: http://www.sandfantasy.com/

La canzone di oggi: Twilight omens, Franz Ferdinand


http://www.youtube.com/watch?v=3htOdcdBeI8

I wrote your name upon the back of my hand
Slept upon it then I woke up with it
Backwards on my face
Reading forwards from my mirror
To my heart
Twilight omens in my life
Then I hear your name
Hear the radio sing your name, baby
Should I give you a call
What should I say:
Maybe you still feel the same…
I typed your number into my calculator
Where it spelled a dirty word
When you turned it upside down
You could turn my dirty world
The bright way round
Twilight omens in my life
Then I hear your name
Hear the radio sing your name
Should I give you a call
What could I say?
Oh, maybe I still feel the same…
Twilight omens in my life
I Keep hearing your name
I hear the radio sing your name

CineLibri: Io sono leggenda, di Richard Matheson


L'Incipit
Nei giorni di cielo coperto Robert Neville non era mai sicuro del tramonto del sole e capitava che loro uscissero in strada prima del suo rientro. Se fosse stato più analitico, avrebbe potuto prevedere il loro arrivo con una certa approssimazione; ma si ostinava a mantenere l'abitudine di tutta una vita di calcolare il calar delle tenebre guardando il cielo, un metodo che nelle giornate nuvolose non funzionava. Ecco perché in quelle occasioni non si allontanava mai troppo. Fece il giro della casa nel grigio uggioso del pomeriggio, una sigaretta penzolante all'angolo della bocca, un fil di fumo a fargli da scia da sopra una spalla. Passò in rassegna le finestre una ad una, per controllare se qualche asse si fosse allentata. Durante gli assalti più violenti le tavole venivano spesso distrutte o forzate, e lui era costretto a sostituirle del tutto; un lavoro che detestava. Quel giorno c'era una sola asse sconnessa. Stupefacente, pensò. Nel cortiletto sul retro controllò la serra e il serbatoio d'acqua. Qualche volta la struttura di protezione aveva un cedimento o i bacini di raccolta per l'acqua piovana si abbozzavano o venivano sfasciati. Capitava che quelli scagliassero delle pietre oltre l'alto steccato che circondava la serra e che i sassi attraversassero la rete aerea, costringendo a sostituire i vetri. Quel giorno sia il serbatoio che la serra erano intatti. Entrò in casa a prendere chiodi e martello. Mentre apriva la porta davanti a sé guardò la propria immagine distorta riflessa dallo specchio frantumato che vi aveva fissato un mese prima. Ancora qualche giorno e i frammenti di vetro argentato avrebbero cominciato a staccarsi. Era l'ultimo accidente di specchio che montava; non ne valeva la pena. Al suo posto avrebbe appeso dell'aglio. L'aglio funzionava sempre.

Il Film


Io sono leggenda (2007), di Francis Lawrence, con Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok, Charlie Tahan, Salli Richardson,Willow Smith, Salli Richardson-Whitfield, Darrell Foster, April Grace, Joanna Numata, Abbey, Kona, Samuel Glen, James Michael McCauley, Marin Ireland, Pedro Mojica


A metà strada tra il vampire movie e la sci-fi questo film di Lawrence è un'ottima trasposizione cinematografica del romanzo di Matheson (non l'unica a dire il vero, ma sicuramente la più recente). Anche se la storia ha come unico protagonista Will Smith non ci si annoia mai, ma manca forse del romanzo l'aspetto più conflittuale del personaggio del dottor Neville: la tentazione di cedere, smettere di lottare, il desiderio sessuale continuamente represso. Un bel film da vedere.

L'autore
Richard Matheson


Ricatto mortale (Someone Is Bleeding, 1953)
Notte di furia (Fury on Sunday, 1954)
Io sono leggenda (I Am Legend, 1954)
Tre millimetri al giorno (The Shrinking Man, 1956)
Io sono Helen Driscoll (A Stir of Echoes, 1958)
I ragazzi della morte (The Beardless Warriors, 1960)
Third Force (1960)
Cavalca l'incubo (Ride the Nightmare, 1962)
Comedy of Terrors (1967)
La casa d'inferno (Hell House, 1971)
Appuntamento nel tempo (Bid Time Return (1975)
Al di là dei sogni (What Dreams May Come, 1978)
Earthbound (1982)
Journal of the Gun Years (1992)
The Gunfight (1993)
Shadow on the Sun (1994)
Seven Steps to Midnight (1995)
The Memoirs of Wild Bill Hickok (1996)
Now You See It... (1995)
Passion Play (2000)
Hunger And Thirst (2000)
Camp Pleasant (2001)
Abu and the 7 Marvels (2002)
Hunted Past Reason (2002)
Come Fygures, Come Shadowes (2003)

Bentornato Luttazzi!


http://www.youtube.com/watch?v=O85RxjvTENE


http://www.youtube.com/watch?v=KAC6RKG-PEs

Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa nobile perché a ben vedere significa onorare gli onesti

giovedì 25 marzo 2010

La canzone di oggi: Sono come tu mi vuoi, Mina


http://www.youtube.com/watch?v=3SWWFeAaygs
Auguroni alla tigre di Cremona...

Menomale che c'è lui...

A volte lo trovo irritante, ma quasi sempre sono d'accordo con quello che "cerca" di dire agli italiani (è proprio vero che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire). Il nano malefico ne ha talmente paura che lo ha fatto sparire dalla tv, ma lui da vero combattente si è riorganizzato: stasera alle 21.00 dal Paladozza di Bologna trasmetterà in streaming. L'evento si intitola Rai Per una Notte.

mercoledì 24 marzo 2010

CineLibri: Rapporto di minoranza, di Philip K. Dick


L'Incipit
La prima cosa che Anderton pensò quando vide il giovane, fu: Sto diventando calvo. Calvo, grasso e vecchio. Ma non lo disse a voce alta, anzi, spinse indietro la sedia, si alzò in piedi, e gli andò risolutamente incontro aggirando la scrivania e tendendogli la destra. Sorridendo con affabilità forzata, strinse la mano al giovane.

Rapporto di minoranza fa parte di una raccolta di racconti dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick pubblicata in Italia dalla casa editrice Fanucci nel 2002. Dello stesso anno è l'omonimo film di Steven Spielberg. Fanno parte della raccolta altri 5 brevi racconti intitolati Impostore, Modello Due, Ricordiamo per voi, La formica elettrica.

Protagonista della vicenda di Rapporto di minoranza è   John A. Anderton, Commissario della polizia Precrimine, che nel film di Spielberg è interpretato da Tom Cruise. In un futuro non meglio precisato grazie alle visioni di tre "precog", esseri dotati di facoltà paranormali, sarà possibile prevedere e impedire qualsiasi crimine di natura violenta.

Prima differenza tra il racconto e il film: nel racconto Anderton non è un giovanotto, ma un uomo ormai prossimo alla pensione, che viene descritto come calvo e grasso, immagine assai diversa da quella che ci restituisce Cruise sullo schermo. Accusato dai tre precog di voler uccidere un uomo che neanche conosce, Anderton decide di darsi alla fuga e, sfruttando le informazioni in suo possesso, vuole dimostrare di essere innocente.

Seconda differenza: nel racconto di Dick i tre Precog Donna, Jerry e Mike sono considerati "idioti" che hanno sviluppato capacità paranormali di prevedere il futuro, ma privi di qualsiasi altra capacità; nel film sono figli di tossicodipendenti, assolutamente in grado di ragionare autonomamente una volta staccati dalle macchine. Le loro previsioni non sono unanimi: dei tre, uno fornisce sempre una versione diversa dagli altri due, il cosiddetto rapporto di minoranza, che viene accantonata per preservare il sistema  della precrimine considerato infallibile . Esiste dunque un margine d'errore nelle previsioni sul futuro e la possibilità che molti, come Anderton, siano stati ingiustamente accusati. 

Terza differenza: quando Anderton viene accusato del crimine, nel romanzo è disposto a sacrificare sé stesso per il bene della Precrimine dichiarandosi colpevole, nel film invece fa di tutto per dimostrare che la Precrimine, di cui era estremo difensore, in realtà non è un sistema infallibile e che lui è vittima di un errore. Rimane l'idea di complotto: nel romanzo il complotto ai danni di Anderton è ordito da una cricca di ex militari desiderosi di riacquistare il potere dimostrando che la Polizia ha arrestato degli innocenti, nel film il complotto è organizzato dal fondatore della Precrimine che vuole nascondere una sua vicenda personale.
Il Film

Minority Report (2002), di Steven Spielberg, con Tom Cruise, Samantha Morton, Max von Sydow, Colin Farrell, Peter Stormare.

Spielberg è e sempre sarà uno dei migliori. Cruise è in stato di grazia (anche se io non lo amo particolarmente), Colin Farrell è sempre un bel vedere con quella faccia da avanzo di galera e da notare è la presenza di un attore svedese il cui vero nome è impronunciabile (Peter Stormare), meglio noto al grande pubblico per aver fatto la prima (strepitosa) stagione di Prison Break. Uno dei miei film cult.

martedì 23 marzo 2010

CineLibri: Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, di Philip K. Dick


L'Incipit
Una gioviale scossetta elettrica, trasmessa dalla sveglia automatica incorporata nel modulatore d'umore che si trovava vicino al letto, destò Rick Deckard. Sorpreso, lo sorprendeva sempre il trovarsi sveglio senza alcun preavviso, si alzò dal letto con indosso il pigiama multicolore e si stiracchiò. Ora, nell'altro letto, anche Iran, sua moglie, dischiuse gli occhi grigi, tutt'altro che gioviali, sbatté le palpebre, quindi gemette e li richiuse. Hai programmato il tuo Penfield a volume troppo basso le disse. Te lo alzo e ti sveglierai come si deve e.... Giù le mani dai miei programmi. La voce della donna aveva un tono di tagliente amarezza. Non voglio svegliarmi.


Il Film


Blade Runner (1982), di Ridley Scott, con Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Daryl Hannah

Capolavoro assoluto. Indimenticabile il monologo di Rutger Hauer:

Io ne ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire...

Ma quant'era figo Harrison Ford? Da ragazzina ero pazza di lui, ora che si è sciupato...un pò meno

La canzone di oggi: No you girls, Franz Ferdinand



http://www.youtube.com/watch?v=25sBhhOR4lw

kiss me
Flick your cigarette and then kiss me
Kiss me where your eye won't meet me
Meet me where your mind won't kiss me

Flick your eyes at mine and then hit me
Hit me with your eyes so sweetly
Oh, you know you know you know that yes I love you
I mean I'd love to get to know you

But Do you never wonder?
No?

No You girls never know
Oh no, you girls'll never know
No you girls never know
How you make a boy feel
You girls never know
Oh no, you girls'll never know
No you girls never know
How you make a boy feel
How you make a boy

Oh, kiss me
Flick your cigarette, then kiss me
Kiss me where your eye won't meet me
Meet me where your eye won't flick me
Flick your mind at mine so briefly
Oh you know, you know you're so sweetly
Oh you know, you know that I know that I love you
I mean I, I mean I need to love

But do you ever wonder?
No, no no no

You girls never know
Oh no, you girls'll never know
No you girls never know
How you make a boy feel
You girls never know
Oh no, you girls'll never know
No you girls never know
How you make a boy feel
How you make a boy feel
How you make a boy

Sometimes I say stupid things
I think
I mean I
Sometimes I think the stupidest things
Because I never wonder
How the girl feels
How the girl feels

No you boys never care
Oh no you boys'll never care
No you boys never care
How the girl feels
No you boys never care
You dirty boys'll never care
No you boys never care
How the girl feels

Oh how the girl feels
Oh how the girl feels

Mordillo of the day

giovedì 18 marzo 2010

Un'altra vittima eccellente della censura: Aldo Busi

Ieri Aldo Busi ha abbandonato l'Isola dei Famosi dopo averne detto di ogni contro tutto e tutti ed oggi vengo a sapere che a causa di ciò non potrà più partecipare alle trasmissioni della Rai. Ma alla fine questo pover'uomo cosa ha detto di così grave? Che Mara Venier è rifatta? Che il papa e la chiesa tutta sono istituzioni omofobe? Che gli italiani sono una massa di ignoranti zotici? Che alcuni diritti (l'adozione per esempio) sono concessi ad alcuni (i ricchi e famosi) e negati ad altri (single e gay)? Che nessuno vuole pagare le tasse e che a riempire le casse dell'erario sono solo i lavoratori dipendenti? Che l'Italia è indietro di almeno 15 anni rispetto agli altri paesi europei? Tutte verità inconfutabili. Ma guai a chi le dice in televisione e a morte chi le dice sulla rete pubblica. Busi potrà essere stato maleducato, eccessivo, provocatorio ma almeno ci ha messo la faccia. Ieri ha solamente detto quello che ogni persona dotata di un pò di materia grigia in fondo pensa. Mi ha fatto tenerezza e pena allo stesso tempo: un moderno Don Chixotte che lotta contro i mulini a vento della mediocrità, dell'ipocrisia, dell'ignoranza e dell'appiattimento generale della nostra società. Il suo è stato un grido disperato destinato forse a restare inascoltato. Almeno ci ha provato...

Bordertown (2007), di Gregory Nava

Trailer Bordertown (2007), di Gregory Nava, con Jennifer Lopez, Antonio Banderas, Kate del Castillo, John Norman, Martin Sheen, Sonia Braga, Maya Zapata


http://www.youtube.com/watch?v=tikIenRQ_K8

Forse l'unico film appena guardabile di J.Lo...

Letto e commentato: 2666, di Roberto Bolano


I. La parte dei critici



La prima volta che Jean-Claude Pelletier lesse Benno Von Arcimboldi fu all'età di diciannove anni, durante la festa di Natale del 1980, a Parigi, dove studiava letteratura tedesca all'università. Il libro in questione era D'Arsonval. Il giovane Pelletier allora non sapeva che il romanzo faceva parte di una trilogia (costituita dal Giardino, di ambientazione inglese, La maschera di cuoio, di ambientazione polacca, così come D'Arsonval, evidentemente, era di ambientazione francese), ma tale ignoranza o lacuna o negligenza bibliografica, che poteva essere addebitata soltanto alla sua estrema giovinezza, non sminuì di una virgola lo stupore e l'ammirazione che il libro suscitò in lui.

II. La parte di Amalfitano

Non so cosa sono venuto a fare a Santa Teresa, si disse Amalfitano dopo una settimana che viveva in quella città. Non lo sai? Davvero non lo sai? Si chiese. Proprio non lo so, si disse, e non avrebbe potuto essere più eloquente.
Aveva una casetta a un solo piano, tre stanze, un bagno con la vasca più uno di servizio, cucina all'americana, una sala da pranzo con finestre che davano a ponente, una piccola veranda di mattoni dove c'era una panchina di legno sciupata dal vento che tirava dalle montagne e dal mare, sciupata dal vento del nord, il vento delle vallate, e dal vento che odorava di fumo e veniva da sud.
Aveva libri che conservava da più di venticinque anni. Non erano molti. Tutti vecchi . Aveva libri comprati da meno di dieci anni che non gli dispiaceva prestare o perdere o vedersi rubare. Aveva libri che gli capitava di ricevere perfettamente impacchettati da mittenti sconosciuti e non apriva neppure.

III. La parte di Fate

Quando è iniziato tutto? pensò. In che momento mi sono immerso? Un oscuro lago azteco vagamente familiare. L'incubo. Come uscire da qui? Come tenere sotto controllo la situazione? E poi altre domande: voleva davvero uscire? Voleva davvero lasciarsi tutto alle spalle? E pensò: del dolore non mi importa più. E ancora: forse tutto è iniziato con la morte di mia madre. E ancora: del dolore non m'importa, a meno ce non aumenti e diventi insopportabile. E ancora: cazzo, fa male, fa proprio male, cazzo. Non importa, non importa. Circondato di fantasmi.

Io non sono qui (2007), di Todd Haynes

Trailer I'm not there (2007), di Todd Haynes, con Christian Bale, Cate Blanchett, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw, Charlotte Gainsbourg, David Cross, Bruce Greenwood, Julianne Moore, Michelle Williams, Peter Friedman


http://www.youtube.com/watch?v=gJzPSPkWTrM

Attenzione all'entusiasmo e all'amore: sono temporanei e facili a fluttuare


La canzone di oggi: Ulysses, Franz Ferdinand



http://www.youtube.com/watch?v=31sZ9xZr_Ew

While I sit in here, a sentimental footsteps
Then a voice say “hi, so ?
So what you gotta what you gotta this time.
C’mon let’s get high
C’mon lexxo, you got next-o?
Walk 25 miles-o?
Well I’m bored
I’m bored.
C’mon let’s get high.

C’mon let’s get high.
C’mon let’s get high.
High.

I’ve found a new way
I’ve found a new way.
C’mon don’t amuse me;
I don’t need your sympathy.

Lalalalala, Ulysses
I’ve find a new way
I’ve find a new way, baby.

Am I not Ulysses, Am I not Ulysses
No, but you are now, boy.

So sinister, so sinister,
Last night was wild.
What’s a matter there, feeling kind of anxious?
Feeling that hot blood, grew cold.

Yeah everyone, everybody knows it.
Yeah everyone, everybody know it.
Everybody knows I...

Lalalalala Ulysses
I’ll find a new way.
I’ll find a new way, baby.

Lalalalala Ulysses
I’ve find a new way.
I’ve find a new way, baby.

Oh... Oh, then suddenly you know
You’re never going home
You’re never (six times)
You’re never going home.

Not Ulysses, baby.
No, lalalala oohoo
You’re not Ulysses, oohoo
Lalalala, oohoo...

lunedì 8 marzo 2010

Oscar Time!

A proposito di Festa della donna, quest'anno agli Oscar hanno trionfato due splendide over 40: Kathryn Bigelow e Sandra Bullock si sono portate a casa i premi più importanti.
Kathryn Bigelow ha vinto con The Hurt Locker (Miglior Film e Migliore Regia) portando via le ambite statuette all'ex marito Cameron (che ha preso comunque, com'era prevedibile, molti premi per Avatar) e Sandra Bullock ha finalmente ottenuto il giusto, meritatissimo riconoscimento per The Blind Side vincendo come Migliore Attrice Protagonista, notizia che mi ha riempito di gioia dato che é in assoluto la mia attrice preferita (dunque sono spudoratamente di parte).


Sandra Bullock tra l'altro ancora una volta ha dimostrato il suo senso dell'umorismo andando a ritirare la sera prima il suo Razzie Award come Peggiore Attrice (ma sono scemi?) per il film All About Steve! La adoro: bella, brava e simpatica!




A questo punto non mi rimane che sperare che anche al Grande Fratello vinca l'unica donna, Cristina la maestrina, che dei quattro finalisti beoti mi sembra la meno peggio...ma i miei pronostici verranno sicuramente disattesi...

Ci saremmo un pò rotte...

Oggi è l'8 marzo: si tratta di un giorno molto importante per me da un punto di vista personale e anche perché si festeggia la festa della donna. Sono sempre stata dibattuta sul significato profondo di questa ricorrenza creata in modo "artificoso", ma mai come di questi tempi c'è bisogno di una ricorrenza che celebri la nostra "specie protetta" (tipo panda per intenderci). Io non ho mai festeggiato a dire il vero, ma quest'anno ho deciso di sposare l'iniziativa della Coop di Firenze (di cui pubblico il manifesto) che si ribella all' immagine di una donna "plastificata", e che sempre di più viene veicolata da mass-media e non solo. Viva le donne: quelle che studiano, lavorano, si impegnano, quelle che la sera si siedono a fare i conti e provano ad indovinare se arriveranno alla fine del mese, quelle che portano avanti la famiglia, quelle che fanno due/tre cose contemporaneamente, quelle che si dividono tra mille impegni, quelle che hanno le rughe, la cellulite e le smagliature. Quelle vere, insomma.


Per saperne di più sull'iniziativa, ecco il link.

domenica 7 marzo 2010

venerdì 5 marzo 2010

Perle di saggezza


La società va trattata tenendo conto che è composta di persone sensibili alla corruzione, all'adulazione e al disprezzo. Usando queste tre leve non dovrebbe essere difficile dominarla.

I nomi collettivi servono a far confusione. Popolo, pubblico … Un bel giorno ti accorgi che siamo noi. Invece, credevi che fossero gli altri.

L'uomo che conduce una vita indegna deve esprimere sempre propositi morali.

Il peggio che può capitare a un genio è di essere capito.

Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà.

La felicità consiste nel non desiderare che ciò che si possiede.

Un giovane va incontro alla vita: cioè, è la vita che da dietro lo spinge.


In occasione del centenario della nascita di Ennio Flaiano (1910-1972)

Letto e commentato: Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto


Il coperchio del mare (testo di Hara Masumi)

Alla fine dell'estate chi è stato l'ultimo a uscire dal mare?
L'ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo
I girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire
Ancora e ancora
In questo mondo senza di te?

La terra è sommersa fino alle ginocchia dall'acqua del mare
Le maree aumentano e influenzano la luna
E visto che il mare è rimasto scoperchiato
La luna si è gonfiata in un plenilunio fasullo
Non guardare il viola all'esterno
Dell'iride che circonda la luna: è un veleno!
I melograni, le akebia, i fichi
I mirtilli, le fragole di bosco e l'uva selvatica
Perché continuano a maturare
Ancora e ancora
In questo modo senza te?

Le donne piangono e anche gli uomini piangono guarda!
La tristezza gli arriva all'altezza dei pantaloni
E visto che il mare è rimasto scoperchiato

La notte si estende sempre più senza mai sovrapporsi
Ormai è da giorni che siamofermi a ieri
Nessuno in città se n'è accorto
Orione, Canopo, Perseo,
Cassiopea e l'Orsa Maggiore
Perché continuano ad apparire
Ancora e ancora
In questo mondo senza te?

Letto e commentato: Chie-chan e io, di Banana Yoshimoto


E' accaduto d'estate. Chie-chan, la mia compagna d'appartamento, aspettando che scattasse il semaforo si era sporta un pò dal marciapiede. Una moto imboccò la curva a tutta velocità e lei, per schivarla, fu investita da una macchina e subito dopo trasportata in un ospedale con un'ambulanza. Mi chiedo adesso se non sia stato allora che qualcosa cominciò a muoversi. Le cose che ci sembrano uguali e stabili in realtà scorrono in modo impercettibile e si modificano, lasciando sempre intravedere qua e là dei segnali. Come in un caleidoscopio, basta il più piccolo movimento e il mondo si trasforma rapidamente. Può sembrare che il cambiamento non sia stato importante, ma se ci si volta indietro di colopo, il paesaggio di prima si è già dissolto e non lo si può più ritrovare. E' un processo che si ripete all'infinito. Così il mondo può espandersi senza limiti, e di questo movimento si possono anche cogliere i segnali.

Letto e commentato: Ricordi di un vicolo cieco, di Banana Yoshimoto


La casa dei fantasmi
Perché invece non vieni a mangiare da me, Setchan? Io avrei voglia di nabe, ma prepararlo a casa da soli non c'è gusto. Io avevo detto semplicemente: per ringraziarti del tuo aiuto al lavoro, con i soldi della paga vorrei invitarti a mangiare. E quella era stata la risposta di Iwakura. Ero indecisa. Se un ragazzo che vive da solo ti fa una proposta del genere, come interpretarla?

Mammaa!
La prima cosa che vidi nella mensa della casa editrice fu il menu. Frittura mista, kitsune soba e riso al curry con verdure. Avevo una gran fame. Che cosa scelgo? Indecisa, restai qualche istante davanti alla lavagna di plastica a pensare. Ricordo che avevo appena optato per il curry, quando come un lampo mi attraversò la mente il pensiero del Caso del curry avvelenato di Wakayama.


La luce che c'è dentro le persone
Poiché da circa cinque anni mi guadagno da vivere scrivendo romanzi, cerco sempre di vedere le cose in profondità, arrivando al loro cuore più segreto. Cercare di vedere le cose in profondità e vederle attraverso la propria interpretazione personale sono due modalità completamente diverse. Interpretazioni personali, idiosincrasie, idee eccetera affiorano continuamente, ma cerco di dare a esse il minore spazio possibile, entrando sempre più in profondità.


La felicità di Tomo-chan
Quello che dentro di sé Tomo-chan aveva aspettato per almeno cinque anni, adesso stava per avverarsi. L'uomo di cui era innamorata da tanto tempo sembrava ricambiare il suo interesse. Tomo-chan si sforzava di mantenere la calma. Ma in realtà non è che nel suo intimo fosse così agitata. Si sentiva semplicemente felice, felice che l'uomo di cui era innamorata avesse cominciato a scriverle spesso delle mail e a invitarla a mangiare insieme.

Ricordi di un vicolo cieco
Quel giorno mangiai nel piccolo parco del quartiere con Nishiyama. Forse ci eravamo messi d'accordo prima di andare a mangiare insieme da qualche parte, non ricordo bene i particolari. Avevo fatto un pò di bucato a mano, e me ne stavo al primo piano a ciondolare. Mi ero dovuta lavare delle cose perché non mi restava più niente da mettere. Le avevo stese in un punto dove batteva il sole e stavo prendendo una pausa.

La canzone di oggi: Ricomincio da qui, Malika Ayane


http://www.youtube.com/watch?v=sTqZQuu24aU

Sanremo ormai è finito nel dimenticatoio ed io soltanto oggi, ascoltando questa meravigliosa canzone, capisco davvero perché gli orchestrali hanno gettato sul palco i loro spartiti. Bello il video, bella la musica, bello il testo, bella la sua voce: Malika è stata letteralmente scippata. Ed io faccio mie le sue parole...

Non fermarmi mai, non voltarmi mai, non pentirmi mai, mai

giovedì 4 marzo 2010

Instrumental: Le quattro stagioni. Inverno, Antonio Vivaldi

Clicca per ascoltare
Nasceva oggi nel 1678 uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: Antonio Vivaldi. Lo omaggio con la mia stagione preferita: l'Inverno.

Letto e commentato: H/H, di Banana Yoshimoto


Hard-boiled

Viaggiavo da sola senza una meta precisa, quando un pomeriggio mi ritrovai a camminare per quel sentiero di montagna. La strada che correva lungo la statale inoltrandosi nell'interno era avvolta da una fitta vegetazione e aveva un aspetto piacevole. Ammirando i disegni formati dalla luce e dall'ombra, cominciai a percorrerla. In quel momento ero nello stato d'animo disteso di chi si prepara a una bella passeggiata.

Hard luck

Quando entrai nella stanza dell'ospedale, fui sorpresa di non trovarci mia madre. Seduta accanto al letto c'era solo Sakai che leggeva un libro. Anche quel giorno vari tubi erano collegati al corpo di mia sorella. L'incredibile ronzio del respiratore elettrico rimbombava nello spazio tranquillo. Era una scena ormai familiare, ma a volte mi appariva anche in sogno, e in quelle occasioni per qualche ragione il mio sgomento era molto più forte di quando la vedevo nella realtà.

Letto e commentato: L'abito di piume, di Banana Yoshimoto


Il mio paese sembrava esistere aggrappato ai lembi di terra risparmiati da un fiume. D'estate era un luogo abbastanza fresco, d'inverno invece faceva freddo e, sulle montagne vicine nevicava molto. Il grande corso d'acqua che lo spezzava a metà aveva un'infinità di diramazioni che lo attraversavano in lungo e in largo come una ragnatela. Piccoli torrenti che, di notte, brillavano nel buio come dei fili bagnati. Nelle tenebre, ovunque si camminasse, il fragore del fiume sembrava seguirti. I numerosi ponti e ponticelli dettavano una specie di ritmo e ponevano delle pause all'interno di quel panorama fluviale. Le persone erano infatti costrette a fermarsi e a confrontarsi con l'acqua. Vivendo lì, anche in sogno si aveva la sensazione di avere il fiume vicino, e pure nei momenti importanti della vita, il fiume era sempre presente sullo sfondo del cuore.

La canzone di oggi: Blue Tango, Amanda Lear


http://www.youtube.com/watch?v=v9uKbCGSOAg

Paolo, perché lo hai fatto?


E dire che volevo andare a vedere La prima cosa bella...

Nuovo spot Banca Intesa San Paolo #3

http://www.youtube.com/watch?v=Ohv4JywV67c

Ma se davvero ci sono imprenditori come questo tizio, come mai ci stanno tanti cassaintegrati a giro in tutta Italia? I bar sport di ogni città e paese non sono mai stati così affollati la mattina come di questi tempi...

Francesca, perché lo hai fatto?

Colpevole di essere, forse, un'inguaribile romantica...A seguire il 3° spot fregnaccia...

Nuovo spot Banca Intesa San Paolo #2

http://www.youtube.com/watch?v=BbNtxqIKfAE
Giulia e Sara sono due belle ragazze: una si sta per sposare ed ha ottenuto il rinnovo del contratto (a differenza di tutti gli altri precari d'Italia, ma lei c'ha culo evidentemente), l'altra decide di rinunciare allegramente ad una supplenza annuale (ma perchè, esistono?) per aprire l'asilo dove hanno trascorso la loro infanzia...Io mi auguro che non finiscano esaurite come le due maestre dell'asilo Cip e Ciop di Pistoia...

Silvio, perché lo hai fatto?


Una volta tanto, non ce l'ho contro il solito, povero Silvio (Berlusconi)...
Soldini non è l'unico colpevole di quello che purtroppo stiamo vedendo in tv in questi giorni: di spot "fantascientifici" ce ne sono in giro altri due....questa volta firmati da Francesca Archibugi e da Paolo Virzì. La domanda sorge spontanea: perchééééééééééééééééééééééééééééééé?
Dal sito Café des ignorantes apprendo che la Archibugi si avvale della voce di Antonio Albanese, mentre Virzì ha assoldato Silvio Orlando per propinarci altre incredibili fregnacce. Inoltre, apprendo che già in passato altri registi italiani si erano mobilitati per restituire la fiducia agli italiani (Sorrentino, Salvatore, Olmi, mica gli scemi del villaggio), ma mi devono essere sfuggiti perché io di solito NON GUARDO LA TELEVISIONE. E' nata in me l'irrefrenabile voglia di andarmeli a cercare su You Tube perché devo sapere se sono dello stesso tenore di quelli che stanno andando in onda adesso. A seguire il 2° spot di Banca Intesa San Paolo....

mercoledì 3 marzo 2010

Lezioni di cioccolato (2007), di Claudio Cupellini

Trailer Lezioni di cioccolato (2007), di Claudio Cupellini, con Luca Argentero, Violante Placido, Neri Marcorè, Hassani Shapi, Monica Scattini.

http://www.youtube.com/watch?v=0uPYH95GUaM

Stasera in tv c'è la partita: inutile dire che la mia dolce amata metà non può essere "disturbata" mentre gli idioti in calzoncini si guadagnano i loro miliardi (mi sta venendo il sospetto che non siano poi così idioti...). Io che detesto il calcio ho deciso di vendicarmi guardando questo bel filmetto italiano totalmente snobbato in precedenza perché mi ostino a non amare il cinema nostrano: più spesso di quanto non vorrei ammettere mi sono dovuta ricredere ed infatti questa commedia è esilarante senza finire nello scontato (per la trama qui). Ci si può rifare gli occhi in tutti i modi (e in tutti i laghi!!!): per i golosi c'è la cioccolata, per i maschietti c'è la bellissima Violante Placido, per noi ragazze c'è quello strafigo di Luca Argentero (ecco la mia vendetta), le cui fattezze mi hanno fatto venire in mente che ci sono altri modi per consumare la nutella (sì, lo sò, very naughty), ma la vera perla è Hassani Shapi, sul cui personaggio (simpatico, commovente e vagamente perfido) si regge tutta la storia del film.

Qui sotto alcuni esempi di quanto detto sopra a proposito di Argentero (per la cronaca, bono e pure bravo: il Grande Bordello una volta tanto ne ha sfornato uno in gamba).
Vabbé, per par condicio metto anche Violante...
Prometto solennemente che il prossimo film che andrò a vedere al cinema sarà italiano.

Letto e commentato: La piccola ombra, di Banana Yoshimoto

La telefonata

Mi trovavo a Buenos Aires per lavoro. Era la prima volta che andavo in Argentina. Per farmi un'idea della città avevo pensato che sarebbe stato meglio stare in una zona con un pò di vita e così avevo espresso il desiderio di pernottare in un albergo di lusso che dava sulla Calle Florida, una strada piena zeppa di negozi. Tuttavia la guida-interprete di origini giapponesi che mi ricevette in aeroporto mi disse, scusandosi, che c'era stata una sovrapposizione di prenotazioni e che l'albergo che desideravo era completo. Per la prima notte, dunque, avrei dovuto dormire altrove.
L'ultimo giorno


Questo è sicuramente lo scheletro millenario di una tartaruga pensai, e subito dopo guardai il disegno retrostante che ne proponeva la ricostruzione: si trattava invece di un dinosauro somigliante a un rinoceronte che della tartaruga non aveva niente. Ammesso l'errore, diedi un'occhiata all'orologio e all'improvviso sussultai. Era il 27 aprile 1998, il giorno in cui mi avevano predetto che sarei morta.
La piccola ombra


Ero venuta a Buenos Aires al seguito di mio padre che gestiva una ditta d'importazione e, non avendo nessuna conoscenza del posto, ogni cosa era motivo di stupore. Il fatto che la città fosse abitata soltanto da persone di razza bianca, che gli edifici assomigliassero così tanto a quelli europei, che nonostante ciò, sotto quell'intenso cielo azzurro con quel pizzico di tristezza tipico del Sud America, le piante di jacaranda avessero dei rami lunghissimi, qualsiasi cosa aveva per me la freschezza della novità.
Platani

Quel luogo che si chiamava Mendoza, era una città ideale da visitare con un marito molto più vecchio. Non ricordo perché avessimo deciso di andarci. Negli ultimi sei mesi, ogni sera prima di andare a letto, nell'oretta in cui bevevamo un pò di vino guardando la televisione, sfogliavamo quasi sempre delle guide sull'Argentina.
Honey Miele

Me ne stavo seduta nella piazza davanti alla Casa Rosada in uno stato di apatia. C'erano dei tipi dal comportamento sospetto, chiaramente dei ladri. La cosa stupefacente era che se li guardavi con gli occhi che dicevano Tu sei un ladro, no?, ossia se gli facevi sapere di averlo capito, non si avvicinavano nemmeno. Anzi, ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano, mi fissavanoo come se ci conoscessimo. Buenos Aires: proprio non si riusciva a capire se fosse stata una città dove la vita era dura oppure tranquilla.

La meridiana

Era un pomeriggio d'afa. Ero uscita a fare due passi con il mio ragazzo ed eravamo arrivati al negozio di sandwich vicino a casa. Lì con mille yen era possibile pranzare con una quantità incredibile di panini, un'insalata e un caffé. Ci andiamo sempre nei giorni di festa. Il locale era affollato, ma eravamo riusciti comunque a trovare un tavolino che desse sulla strada.

Oltre la finestra

Credo che mi sia venuto un orzaiolo. Ho un occhio tutto irritato disse Shinji. Non c'è da stupirsi. Oggi, lungo tutta la strada, l'aria era così secca e polverosa mi sforzai di rispondere. Sdraiata sul letto, mi sarei potuta addormentare da un momento all'altro, quando lui mi aveva rivolto la parola all'improvviso.

La canzone di oggi: On a mission, Gabriella Cilmi


http://www.youtube.com/watch?v=ycmQpXWwT0c

martedì 2 marzo 2010

Nuovo spot della Banca Intesa San Paolo

Ricercatori sparpagliati nel mondo, non imitate questo tizio!
Guardavo Zelig svaccata in poltrona quando ho visto questo racappricciante spot che andrebbe classificato come "pubblicità ingannevole".

Il sommo "capolavoro" è stato realizzato da un signore che una volta faceva il regista (tale Silvio Soldini), con la complicità di Margherita Buy, e parla di un ricercatore "impazzito" che decide di lasciare gli Stati Uniti, trascinandosi dietro quella poveraccia di fidanzata americana, per tornare in Italia e renderla migliore con il suo sapere....Nessuno deve avergli detto che è troppo tardi...


http://www.youtube.com/watch?v=AkoA-SMumoM

La campagna pubblicitaria mira a restituire la fiducia agli italiani, se poi a farlo è una banca, possiamo davvero stare tranquilli! Ora sì che siamo salvi!

Sarà che oggi ho avuto una giornatina "nervosa", ma mi viene da vomitare per lo sdegno. Non riesco neanche a ridere alle battute dei comici. Adesso ci fracasseranno le palle con queste fregnacce chissà per quanto tempo...Spero che almeno Soldini sia stato pagato bene per propinarci la solita presa per il culo...

Stato d'animo di questo preciso istante


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