giovedì 23 dicembre 2010

Letto e commentato: Dopo il banchetto, di Yukio Mishima


L'Incipit
Il Setsugoan - il Rifugio Dopo la Nevicata - si ergeva alto su un colle del distretto di Koishikawa a Tokio. Era per fortuna sfuggito indenne alla guerra; non si erano lamentati danni, né al meraviglioso giardino, esempio famoso di stile Kobori Enshu, che copriva una superficie di oltre tremila metri quadrati, né agli edifici: né alla gran porta principale, che proveniva da un celebre tempio di Kyoto, né all'atrio e al padiglione presi di peso tali e quali da un antico tempio di Nara, né alla sala per banchetti di stile più moderno. Al colmo della maretta causata dalla politica fiscale dell'immediato dopoguerra, il Setsugoan era passato dalle mani del suo primo proprietario, un industriale che aveva la mania di fare il maestro di tè, in quelle di una donna bella e vivace. La proprietaria del Setsugoan si chiamava Kazu Fukuzawa. Traboccava sempre di entusiasmo e di energia. E quel tocco di ruvidezza che c'era nella sua persona attraente e prosperosa faceva, dinanzi a lei, vergognare la gente complicata delle proprie tortuosità.

Cosa ne penso
Questo l'incipit di Dopo il banchetto, romanzo che Yukio Mishima scrisse nel 1960. In poche righe Mishima introduce il Setsugoan, ristorante alla moda nella Tokio del dopoguerra che sarà il cuore di tutto il romanzo e la sua proprietaria, Kazu, protagonista principale di questa vicenda che appartiene al mondo del Sol Levante, ma che in fondo potrebbe essere avvenuta in qualsiasi altro posto della terra. Kazu è un personaggio straordinario, un'eroina moderna eppure ancorata alle tradizioni che si è fatta strada nella vita e nella società potendo contare solo sulle sue forze e la sua inesauribile sete di vita. Giunta alla maturità, Kazu è ancora una bellissima donna, che non ha più nulla da temere: avedo superato indenne i momenti più tragici della giovinezza (metafora forse della sconfitta in guerra del Giappone), ora può tranquillamente godere della posizione raggiunta grazie alla fortunata gestione del ristorante, frequentato dalle personalità più in vista di Tokio, principalmente politici, industriali e diplomatici. Kazu non sente più il bisogno di provare forti emozioni o passioni amorose: tutto quello che le arreca soddisfazione è la cura degli ospiti e le sue quotidiane passeggiate nel vasto parco adiacente al ristorante. Finché un giorno, durante una cena, non incontra l'ex ministro degli esteri Yuken Noguchi, che decide di sposare, incomprensibilmente dopo una breve frequentazione. Non si ha l'impressione che Kazu sia effettivamente innamorata di quest'uomo all'antica, ingrigito e piegato dagli anni, e di sicuro non è mossa da un interesse economico in quanto il neo sposo vive con una misera pensione. Quello che l'attrae in realtà è il senso di appartenza, l'idea di poter essere un giorno seppellita nella di lui tomba di famiglia, ed in effetti fin dall'inizio questo matrimonio si trasformerà per lei, abituata al continuo movimento e a molteplici attività, in una sorta di sepoltura. Quando il marito decide di candidarsi alle elezioni Kazu gli darà tutto il suo sostegno, impegnandosi in prima persona nella campagna elettorale ed investendo ingenti somme di denaro, ottenute grazie a svariate ipoteche messe sul ristorante. Nonostante l'impegno profuso però il marito non verrà eletto e lei si ritroverà a vivere una vita che non le appartiene, condividendo con Noguchi una squallida casa di periferia, senza fasti, senza allegria, senza amore. A questo punto la storia potrebbe sembrare giunta alla conclusione, invece Mishima fa alzare il capo alla sua eroina, la fa reagire con forza e determinazione agli eventi: Kazu decide di riaprire il Setsugoan (ormai chiuso da mesi per via della campagna elettorale) all'insaputa del marito e rivolgendosi a vecchi amici e clienti che sono anche i nemici politici del marito, riesce a ottenere la somma di denaro necessaria per riavviare l'attività. Kazu perderà il marito per via del suo "tradimento" (perché il tradimento politico equivale a quello amoroso), ma in compenso ritroverà sé stessa e la placida vita che conduceva prima di sposarsi. In un certo senso mi è parso un lieto fine, ma potrei sbagliarmi vista l'estrema difficoltà che io ho sempre nel cercare di capire le dinamiche di un mondo così diverso dal nostro, a maggior ragione se poi si tratta della società del Giappone degli anni '60. Dopo il banchetto non è un romanzo che parla d'amore, è un romanzo che parla di politica e di un mondo al crepuscolo che cerca di mantenere in vita le ultime vestigia di un passato che non esiste più se non nel ricordo dei vecchi; è un romanzo in cui la tradizione lentamente si sgretola di fronte al progessivo avanzare della modernità,  come è evidente nelle pagine finali quando Kazu, speranzosa di riaprire il ristorante, chiede aiuto alla concubina di un politico influente: da una parte lei, fiera, indipendente, testarda, vitale, combattiva, dall'altra la geisha che ancora chiama il suo uomo Sua Eccellenza. Un romanzo in cui evidentemente anche il rapporto uomo-donna consolidato da secoli di assoggettamento della donna finalmente inizia a mostrare timidi segnali di cambiamento in una direzione, se vogliamo,  femminista. Consigliatissimo, sebbene la mia lettura sia stata a singhiozzi.

La trama
In Dopo il banchetto Yukio Mishima mette una donna al centro della trama narrativa. Una Bovary ormai anziana, divenuta personaggio strapotente nel mondo dell'entertainment di Tokyo, in un ambiente convulso in cui lusso, politica, intrigo e piacere sono le cifre dell'esistenza, colpita improvvisamente da una folgorante passione senile, rovescia tutta la sua vita, nel tentativo di trovare uno scopo nuovo, una nuova dimensione del vivere e -dopo morta- una tomba onorata. Nella totale dedizione di sé e delle proprie ricchezze agli ideali politici radicali del vecchio ministro Noguchi, intellettuale e aristocratico, la vitalissima Kazu tenta di versare l'intera carica emotiva e femminile che possiede, il suo senso corposo e violento dell'esistenza, la sua abitudine a sollecitazioni sensuali e informi; e quando il mondo della politica la respinge e il marito l'abbandona, essa da quello scontro con un mondo e una maniera di concepire l'esistenza finora a lei ignoti, ricava come una specie di allegria disperata. Una storia della Tokyo moderna, di una delle città più contraddittorie dei nostri tempi; ma è anche la storia delle tensioni e delle crisi che, in ogni paese, percorrono il mondo moderno.

Leggi on line Dopo il banchetto

Perle di saggezza
L'idea convenzionale che la maturità si conquista via via che si accumulano esperienze di ogni tipo, le suonava falsa. Le sembrava più giusto pensare che gli esseri umani sono come ciechi rigagnoli in cui scorrono rottami di ogni tipo, oppure come il selciato di un crocicchio solcato dalle ruote di veicoli che passano e dileguano. I rigagnoli si insabbiano, il selciato si consuma. Eppure ci fu un tempo in cui festosamente s'inaugurarono.

I giovani di oggigiorno fanno né più né meno quel che la gioventù ha sempre fatto. Solo le abitudini sono diverse. I giovani credono scioccamente che quel che è nuovo per loro deve essere nuovo per tutti. Siano anticonformisti quanto vogliono, ma non faranno che ripetere ciò che gli altri hanno fatto prima di loro. La sola differenza è che la società non bada più tanto alle loro buffonate come una volta, e così devono farne di sempre più grosse per richiamare l'attenzione.

Per strano che fosse, Kazu non aveva mai ispirato un amore capace di nobilitare un uomo o di condurlo al successo. Senz'ombra di cattiva intenzione da parte di Kazu, di solito gli uomini dopo averla incontrata colavano a picco.

Sposarsi è come comprare azioni. Va benissimo comprarle quando sono in ribasso ma perché comprarle quando non c'è più speranza che salgano?

Hai l'aria di credere che dare soldi alla gente significhi renderla felice, ma ti sbagli di grosso. Come fai a non capire che più soldi dai per qualche sciocco motivo più il tuo prossimo metterà in dubbio la tua sincerità?

Politica voleva dire far finta di andare un momento alla toeletta per poi darsela a gambe, mettere un uomo con le spalle al muro mentre si siede allegramente insieme al calore dello stesso camino, ridere sonoramente quando si è arrabbiati o montare su tutte le furie quando non si è affatto in collera, sedere a lungo senza dire una parola spazzolandosi tranquillamente la polvere da una manica...in poche parole, comportarsi più o meno come una geisha. L'odore di inganno di cui era intrisa la politica confermava la sua somiglianza con gli affari di cuore; politica e amore in fondo erano identici come due gocce d'acqua.

In politica la corruzione purifica la gente, l'ipocrisia rivela del carattere dell'uomo più che non faccia una vile onestà, e il vizio può, almeno per un attimo, ravvivare una fede disperata...proprio come quando si butta la biancheria in una lavatrice, e la centrifuga ruota così veloce che la camicia o il sottabito che vi abbiamo appena gettato svaniscono ai nostri occhi, così ciò che di solito noi chiamiamo natura umana scompare all'istante nel vortice della politica.

L'autore

Yukio Mishima, pseudonimo di Hiraoka Kimitake, nacque nel 1925 e morì il 25 novembre del 1970. La sua morte avvenne in diretta televisiva e fu preparata accuratamente: durante l'occupazione simbolica del ministero della difesa e dopo aver tenuto un discorso in cui esaltava lo spirito del Giappone, identificato con la figura dell'Imperatore, Mishima eseguì il cosidetto suicidio rituale, il seppuku.

Mishima per buona parte della sua infanzia subì la forte influenza della nonna  paterna, che lo avvicinò alla letteratura e al teatro classico No e Kabuchi. Si laureò in legge per volere del padre e ottenne l'ambito posto di funzionario nel Ministero delle Finanze, ma parallelamente continuava a coltivare l'interesse per la letteratura. La sua prima opera (La foresta in fiore) apparve nel 1944 e subito gli diede grande notorietà.

Nel 1958 Mishima sposò Yoko Sugiyama, ma fu spesso accusato sia in vita che dopo la morte, di avere tendenze omosessuali: a testimoniarlo la pubblicazione della corrispondenza avvenuta tra Mishima e un altro scrittore di nome Jiro Fukushima, contro il quale i due figli di Mishima intentarono una causa per violazione della privacy. Dopo un viaggio in Grecia Mishima iniziò a dedicarsi a un vero e proprio culto del corpo, tramite la pratica del culturismo e del kendo (celebri le foto scattate durante gli esercizi).





Le sue opere:
La foresta in fiore (1944)
La dimora delle bambole (1946-1963)
Confessioni di una maschera (1949)
Sete d'amore (1950)
L'età verde (1950)
Colori proibiti (1951)
Morte di mezza estate (1952)
La voce delle onde (1954)
Una stanza chiusa a chiave (1954)
Il padiglione d'oro (1956)
Una virtù vacillante (1957)
La casa di Kyōko (1959)
Dopo il banchetto (1960)
Trastulli di animali (1961)
Stella meravigliosa (1962)
Il sapore della gloria (1963)
Madame de Sade (1965)
La voce degli spiriti eroici (1966)
Abito da sera(1966-1967)
La via del samurai (1967)
La coppa di Apollo (1967)
Lezioni spirituali per giovani samurai (1968-1969)
Sole e acciaio (1970
Musica (Ongaku)

Il mare della fertilità (tetralogia)
  • Neve di primavera (1968)
  • Cavalli in fuga (1969)
  • Il tempio dell'alba (1970)
  • Lo specchio degli inganni (1970)

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