domenica 28 novembre 2010

The social Network, di David Fincher


The Social Network (2010), di David Fincher. Con Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Justin Timberlake, Armie Hammer.

http://www.youtube.com/watch?v=KBy8FH51GPc

Basato sul romanzo Miliardari per caso. L'invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento di Ben Mezrich (già autore di Blackjack club da cui è stato tratto il film 21), The Social Network racconta l'ormai arcinota storia del creatore di Facebook, David Zuckerberg.

Fincher racconta al meglio la parabola dell'incredibile ascesa verso il successo del più giovane miliardario del mondo, colui che ha rivoluzionato il modo di comunicare nel web (ne siamo proprio sicuri?), ma lo fa senza renderci simpatico il suo protagonista, cosa che per quanto mi riguarda costituisce la chiave vincente di questo film. Nessun buonismo, nessuno sconto, niente odore di santità. Il messaggio sembra essere che non si diventa ricchi e famosi essendo buoni come Gandhi ma soltanto se provvisti di una considerevole dose di amoralità.

Zuckerberg (interpretato da un volutamente inespressivo Jesse Eisemberg) non è il simpatico nerd smanettone che vive nella sua stanzetta ad Harward avulso dal resto del mondo, non è un povero sfigato intelligente che fa tenerezza. E' un autentico bastardo astioso e smanioso di sopraffare il suo prossimo con la sua superiorità intellettuale. Il suo desiderio di emergere, di distinguersi dal magma indistinto degli eccellenti studenti che popolano il campus universitario più prestigioso del mondo non è altro che l'esempio di come in questo nostro triste mondo malato per essere considerati "vincenti" sia necessario un solo requisito: la totale assenza di scrupoli. Qualcuno potrà obiettare che Zuckerber ha avuto un'idea geniale e quindi per questo giustificabile, ma per come ci vengono raccontate le cose nel film, questa "idea geniale" in realtà l'ha rubata ad altri, ai fratelli Cameron e Tyler Winklevoss, che sono sì altrettanto odiosi, ma che a buon diritto gli fanno causa per furto di proprietà intellettuale.

La ragazza lo molla perché è uno stronzo? Lui la sputtana nel suo blog. Il suo migliore amico Eduardo Saverin gli mette i bastoni tra le ruote? Lui lo estromette dalla società che senza i suoi soldi non sarebbe mai riuscito a creare. La sua totale amoralità me lo ha reso odioso fin dalla primissima scena del film. A parte che Zuckerberg per come è stato dipinto da Fincher trasuda maschilismo da tutti i pori (come tratta la sua ragazza nella scena del pub, la storia del sito per votare le ragazze più sexy e tanti altri esempi disseminati qua e là nel film), ma l'aspetto peggiore della sua personalità è l'assoluta convinzione di aver agito correttamente in ogni frangente, di aver in fin dei conti il diritto di calpestare tutto e tutti per arrivare al suo obiettivo soltanto perché in possesso di un cervello superiore. Perché lui ha "inventato" Facebook, come se questo fatto bastasse a giustificare tutto.

In questa storia in cui il più astuto sopravvive e i più deboli, o meglio ingenui, sono destinati a soccombere, Zuckerberg trova in Sean Parker, mitico fondatore di Napster, l'esempio da imitare, colui che lo spingerà finalmente a monetizzare il social network perché alla fine della fiera di quello si tratta: soldi, soldi, soldi.

Ma che prezzo ha un'idea? Che prezzo ha l'amicizia? Davvero ne valeva la pena? A quanto pare sì, visto che alla fine del film ci viene detto che sia i Winklevoss che Saverin sono stati profumatamente pagati per il loro silenzio, però paradossalmente l'uomo che ha "inventato" la richiesta d'amicizia, pare essere l'essere umano più solo al mondo e in fin  dei conti Fincher sembra dirci che gli sta bene.

Raramente un film mi ha provocato più fastidio di questo, perché il personaggio Zuckerberg mi ha fatto girare le palle dall'inizio alla fine (rappresenta in pratica tutto quello che mi fa schifo in un essere umano),  ma The social network è uno dei migliori film che io abbia visto negli ultimi mesi. David Fincher per fortuna non ha perso il suo tocco magico e ha avuto la lungimiranza di scegliere degli attori giovani e capaci: Justin Timberlake come attore è sembre più bravo, Garfield mi sembrava senza spessore ma poi nella scena in cui lo fanno fuori mi ha convinto e in Eisenberg la mancanza di espressività è assolutamente funzionale all'odiosità di un personaggio che sembra non avere sentimenti.

9 commenti:

  1. in difesa di zuckerberg posso dire che l'idea geniale è sua e solo sua. i due wincklevoss hanno semplicemente avuto l'idea di fare un altro, l'ennesimo social network, questo è il loro unico merito. ma è come se avessero dato a zuckerberg una chitarra dicendogli: "suonala", poi come l'ha suonata è tutto un merito suo.

    per quanto riguarda il film, l'ho già esaltato abbastanza dalle mie "colonne": per me un capolavoro assoluto dei nostri tempi

    RispondiElimina
  2. "(...) del creatore di Facebook, David Zuckerberg."
    David? E chi è questo david, il gemello buono di Mark? :)

    RispondiElimina
  3. @ marco il film è bello, ma non sono sicura che l'idea sia sua come sostieni così fermamente. Mi baso sul film, ovviamente, perché della biografia di MARK Zuckerberg non so nulla, ma se io propongo qualcosa a qualcuno e quel qualcuno accetta di far parte del mio progetto e poi lo sviluppa per conto suo, estromettendomi, è furto.

    Te l'hanno mai rubata un'idea? A me sì, e mi sono fortemente girate le palle. All'epoca non ho potuto fare nulla perché io, troppo stupida, non l'avevo tutelata, e la persona che me l'ha RUBATA ci ha pubblicato un libro. Mi girano ancora...

    @ caro emix chiedo venia, trattasi di lapsus: il david che ho erroneamente citato era riferito a Fincher...grazie per averlo così prontamente segnalato, è bello vedere che ci sono in giro persone così attente che mi leggono. Sicuramente il mio blog è pieno di errori simili perchè sono una persona molto distratta.

    RispondiElimina
  4. l'ho visto anch'io e l'ho trovato davvero pazzesco, film formidabile (ADORO FINCHER), scioccante la storia di quel nerd misogino pippaiolo, tendente all'autismo, che per due soldi ha estromesso dalla sua vita l'unico amico vero, adesso è ultra milionario e solo come un cane. In fondo il karma non è un opinione ;D

    RispondiElimina
  5. @ Queen B sono assolutamente d'accordo con te, anche se non erano propriamente due soldi. "nerd misogino pippaiolo" è decisamente la definizione più calzante!

    RispondiElimina
  6. Non ho ancora visto questo film...

    Buona giornata!

    RispondiElimina
  7. rubare un'idea è un conto, ma i due gemelli non hanno avuto nessuna idea originale, hanno fatto solo una proposta.

    se un mio amico mi propone di scrivere un libro a 4 mani e io poi lo scrivo tutto per conto mio, sono un bastardo è vero, ma non un ladro.
    se invece, come penso sia il tuo caso, tu magari hai avuto uno spunto, una trama, o dei personaggi e poi quell'altra persona li ha sfruttati allora sì che è un furto.

    ma nel caso della creazione di facebook invece credo che quei due pirla non abbiano alcun merito, visto che il social network che intendevano fare loro non se lo sarebbe probabilmente filato nessuno, certo non 500 milioni di persone

    RispondiElimina
  8. Sono curiosa di vedere questo film, perché Zuckerberg nonostante tutto ha avuto un'idea geniale...
    Facebook è nato in sordina (una mia amica era iscritta da anni) e dal 2008 in Italia è diventato un boom

    RispondiElimina
  9. @ marco allora diciamo che zuckerberg è stato un bastardo e non un ladro; per quanto mi riguarda è difficile da spiegare: si trattava di un mio lavoro che è stato "inglobato" nel lavoro di un'altra persona che ovviamente ha elaborato spunti e riflessioni, ma sempre non era farina del suo sacco. La chiudo qui perché questa cosa mi ha ricausato un reflusso biliare dopo 10 anni che non ci pensavo più...comunque se un film genera così tante discussioni è un gran bel film senza ombra di dubbio.
    @ivanalessa merita assolutamente, è il film dell'anno

    RispondiElimina

Recommendations by Engageya

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Alcuni immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via E-mail. Saranno immediatamente rimosse.