venerdì 19 novembre 2010

Letto e commentato: Muori per me, di Karen Rose

L'Incipit
La prima cosa che colpì Warren Keyes fu l'odore. Ammoniaca, disinfettante...e qualcos'altro. Che cos'era? Apri gli occhi, Keyes. Sentiva la sua voce riecheggiargli in testa e lottò per sollevare le palpebre. Pesanti. erano così pesanti, ma lottò finché non rimasero aperte. Era buio. No. C'era una luce. Warren sbatté gli occhi, poi di nuovo con più forza, finché non mise a fuoco una luce tremolante.

Cosa ne penso
Nonostante le 570 pagine, questo  thriller della scrittrice americana Karen Rose si fa leggere davvero bene, ma io non sono una grandissima lettrice di questo genere di romanzi quindi il mio giudizio è da prendere con le pinze. Apparentemente per piacere ci sono tutti gli elementi: uno spietato serial killer, una studiosa di storia intelligente e bellissima che ne diventa il bersaglio, il poliziotto tutto d'un pezzo che cerca di risolvere il caso e salvare la donna di cui si è innamorato, una serie di omicidi efferati e tanta, tantissima gente morta ammazzata. Però abbastanza in fretta la suspence è venuta meno, per lo meno per quanto mi riguarda: se vi dico che a pagina 157 avevo già capito chi era l'assassino, quali erano le sue motivazioni per uccidere e in che modo era collegato agli altri personaggi vi faccio passare la voglia di leggerlo?

A parte gli scherzi, è scritto bene e tiene incollati alla pagina, ma in certi punti l'evolversi della storia mi è parso un pò scontato. Avrei francamente evitato la storia d'amore tra i due protagonisti, che manco a dirlo sono entrambi bellissimi e quindi destinati a stare insieme, e l'introduzione di tutti quei personaggi secondari che non c'entrano nulla con la storia in sé e per sé (tutta la famiglia del detective Vito Ciccotelli, tutta la famiglia della studiosa Sophie Johannsen), ma a quanto pare questo Muori per me è il primo di una trilogia e questi personaggi apparentemente "secondari" poi diventeranno protagonisti nei successivi romanzi, quindi lascio il beneficio del dubbio all'autrice. Infine, il finale è davvero troppo frettoloso e l'happy ending davvero troppo happy, della serie "e vissero felici e contenti". Tuttavia ci sono anche delle cose che ho apprezzato, come ad esempio il fatto che sembra essere stato scritto per farne un film (e infatti mentre lo leggevo riuscivo ad immaginarmi i personaggi, le scene, le ambientazioni) e poi ho trovato molto interessanti tutti i riferimenti storici che l'autrice inserisce per dare credibilità al suo psicopatico amante delle torture medioevali.

Tra le opere citate: L'urlo di Edward Munch, Il giardino delle delizie di Hieronymus Bosch, Art is what you can get away with di Andy Warhol e L'Orfeo di Claudio Monteverdi.

Ripeto, si fa leggere ma non mi sembra un capolavoro.

La Trama
Un assassino implacabile, un videogioco nel quale le vittime sono reali... Un campo innevato ai margini di Philadelphia. Sedici fosse, alcune di esse sono ancora vuote, altre ospitano cadaveri disposti con una cura meticolosa. Le vittime sono state brutalmente torturate e le tecniche di cui si serve il serial killer provengono da uno dei periodi più oscuri dell’umanità, quello dell’Inquisi zione. È per questo che il detective Vito Ciccotelli decide di rivolgersi a Sophie Johannsen, un’archeologa specializzata in storia medievale. Nonostante gli anni di esperienza i due si ritrovano ad affrontare la lama affilata del terrore: l’assassino non ha ancora finito la sua opera e chi cercherà di fermarlo rischia di diventare l’ultima pedina del suo gioco di morte. Vito teme che il prossimo grido di orrore possa essere quello di Sophie, proprio ora che l’ha trovata, ora che la passione è tornata a bussare alla sua porta.
L'autrice
 

I suoi romanzi:
Die for me
Scream for me
Kill for me
Count to ten
You can't hide
Don't tell
Have you seen her? 
I'm watching you
Nothing to fear
Silent scream
I can see you

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