martedì 23 novembre 2010

CineLibri: La serie di Oxford, di Guillermo Martinez

L'Incipit
Adesso che sono passati anni e tutto è ormai dimenticato, adesso che mi è arrivata dalla Scozia, con una laconica e-mail, la triste notizia della morte di Seldom, credo di poter sciogliere la promessa, che comunque lui non mi aveva mai chiesto di fargli, e raccontare la verità su quei fatti che nell'estate del '93 finirono sui giornali inglesi con titoli che andavano dal macabro al sensazionale ma ai quali Seldom e io facevamo riferimento, forse per la connotazione matematica, semplicemente come la serie, o le serie, di Oxford. Le morti avvennero tutte, infatti, entro i confini dell'Oxfordshire, agli inizi del mio soggiorno in Inghilterra, e mi toccò il dubbio privilegio di vedere la prima da molto vicino.

Cosa ne penso
Un cerchio, un pesce, un triangolo: questi i simboli che vengono trovati accanto ai cadaveri di un'anziana signora, un malato terminale, un orchestrale. Quale sarà il prossimo indizio? Chi sarà la prossima vittima? Esiste un collegamento tra le serie logiche oggetto di studio del Prof. Arthur Seldom e gli omicidi seriali che improvvisamente scuotono dal torpore la città di Oxford? Un giovane studente argentino, appena giunto in Inghilterra con una borsa di studio, verrà coinvolto suo malgrado nell'indagine. Ma si tratta davvero di omicidi in serie? La verità in realtà è molto più semplice e la prima ipotesi è quella che si rivelerà esatta...

La storia in sé e per sé non è male, le atmosfere sono suggestive, cupe, misteriose, da perfetto romanzo noir, ma per i miei gusti si parla un pò troppo di matematica, il che ha reso ai miei occhi questo romanzo un tantino noioso. Decisamente ho preferito la versione cinematografica di Alex de la Iglesia.
 
Tra le opere citate: I sette piani di Dino Buzzati, Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth, Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll

La Trama
Oxford, anni Novanta. Un'anziana signora assassinata e un biglietto di morte con un dettaglio curioso: un piccolo cerchio, tracciato minuziosamente. Un cerchio perfetto di colore nero, forse il primo simbolo di una serie logica... La scoperta del cadavere fa incontrare, nella stessa stanza, un giovane studente argentino di grande talento matematico e uno dei più noti esperti di logica del secolo, Arthur Seldom, agli occhi del ragazzo una vera e propria leggenda. Nel giro di poche ore quello che doveva essere il piacevole inizio di un anno di studio all'estero si tramuta per il ventenne sudamericano in una accanita lotta contro il tempo e contro il meccanismo di morte che l'assassino, con macabro perfezionismo, ha escogitato. Con questo giallo mirabilmente ideato che ha già conquistato i lettori di tutto il mondo vincendo numerosi premi, Guillermo Martínez, brillante matematico, ci consegna una piccola gemma, un gioco di prestigio capace di farci amare l'universo misterioso nascosto dietro i numeri.

Il Film
Oxford Murders - Teorema di un delitto (2008), di Álex De la Iglesia. Con Elijah Wood, John Hurt, Leonor Watling, Julie Cox, Anna Massey, Alex Cox, Dominique Pinon, Jim Carter, Burn Gorman, Alan David, Tim Wallers, James Weber-Brown, Ian East, Charlotte Asprey, Tom Frederic, Danny Sapani. Titolo originale The Oxford Murders.

http://www.youtube.com/watch?v=sYrumbyYd78

Strano ma vero, per una volta ho preferito il film al romanzo. De la Iglesia è stato bravissimo nel restare fedele alla storia,  riuscendo però ad alleggerirla da tutti quegli elementi che mi avevano annoiato a morte nel romanzo (in particolar modo, le discussioni  accademiche sulle varie teorie matematiche collegate agli omicidi). Rispetto al romanzo, il protagonista ha un nome (Martin, interpretato da Elijah Wood) e da argentino diventa americano. La principale sospettata del primo omicidio è la figlia della signora uccisa, mentre nel romanzo era la nipote. Nel romanzo la Beth in questione era un personaggio abbastanza insignificante, invece quella interpretata da Julie Cox è una stronza isterica e pure ninfomane che cerca di farsi Frodo, che invece le preferisce l'infermiera/tennista/lettrice di gialli tettona (Leonor Watling). Si tratta di piccoli dettagli che però hanno reso il film più interessante del romanzo; della regia di De la Iglesia ho anche apprezzato il fatto che all'inizio del film dissemini indizi utili alla comprensione del mistero (Seldom che getta il biglietto, l'orchestrale che tossisce) e la scena del del concerto.

5 commenti:

  1. Enigmatiche verità...
    un saluto

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  2. Non ho nè letto il libro nè visto il film, però m'intriga.

    Bacio

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  3. @kylie...il film non è male...o meglio a me è piaciuto.

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  4. @mark e kylie, il film è davvero carino, sicuramente meglio del libro, ma non sono un giudice imparziale perchè tutto quello che ha a che fare con la matematica mi suscita avversione...

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  5. ho visto solo il film
    mi è piaciuto, un thriller dall'ottima atmosfera e oxford è davvero una location efficace

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