sabato 6 novembre 2010

Letto e commentato: Il progetto Atreus, di Andrew James Hartley



L'Incipit
Germania 1945.
Andrew Mulligrew si calcò con più forza le cuffie della radio sulla testa. Doveva aver capito male, Considerato il frastuono prodotto dal motore dello Sherman, c'era da stupirsi che riuscisse a sentire qualcosa. Ripetere gridò. Colonna tedesca si dirige velocemente a sud, proprio davanti a noi ripeté il comandante. Autoblindo in testa, seguita da qualcosa di grosso. Uno Jagdpanther, forse. Mulligrew si sentì mancare. Era proprio quello che gli era parso di sentire. Persino con lo sferragliamento e lo stridio delle ruote del carro armato, avvertiva che non c'era alcuna interferenza nel segnale radio.

Cosa ne penso
L'incipit non è granché però devo dire che questo romanzo di Andrew James Hartley si legge molto bene e in fretta; è la perfetta lettura disimpegnata che consiglio a chi ama i thriller di argomento storico sul genere di Dan Brown, ma per carità non ci si aspetti un capolavoro che cambia la vita.

L’ho preso in una bancarella attirata dalla copertina che mostra la maschera mortuaria di Agamennone scoperta a Micene da Schliemann e da appassionata di mitologia non ho saputo resistere. In effetti questo romanzo mescola la mitologia classica all’archeologia vera e propria (si passa dai racconti omerici alla leggenda di Atreo, fratello di Tantalo, padre di Agamennone e Menelao, alle scoperte archeologiche fatte da Schliemann su Troia), ma poi ad un certo punto cambia completamente registro e inizia a parlare di nazismo.

La protagonista è Deborah Miller, direttrice del museo di Atlanta che inizia ad indagare sulla morte del suo amico e mentore Richard Dixon. Dopo aver ricevuto una strana telefonata, non solo scopre il cadavere dell’amico, ma anche un tesoro custodito gelosamente in una stanza segreta della sua abitazione.

Si tratta di reperti archeologici che non appartengono al museo e che presumibilmente hanno un inestimabile valore. Forse l’amico era implicato in un traffico illecito e forse è stato ucciso per una transazione andata male. Soltanto un indizio, la parola Atreus scritta su un foglietto, porta Deborah ad ipotizzare che l’amico sia stato ucciso per un oggetto di grosse dimensioni trafugato dopo l’omicidio. All’inizio tutto fa credere che si tratti del corpo mummificato di Agamennone, l’antico re di Micene, ma poi lentamente viene fuori che il corpo in questione è quello di Hitler e che gli assassini fanno parte di un gruppo di neonazisti che sperano di ridare vita al movimento attraverso la reliquia del Fuhrer.

Come dicevo, non un capolavoro, ma abbastanza gradevole ed avvincente: molto belle le parti più prettamente “archeologiche”, mentre quella sulla morte di Hitler è più inverosimile (e comunque c’è chi ancora crede che sia riuscito a mettersi in fuga e che il corpo ritrovato nel ’45 non fosse il suo, ma ovviamente si tratta solo di congetture). Invece quel pizzico di romanticismo che l’autore concede alla protagonista poteva essere francamente evitato perché davvero non aggiunge nulla alla trama.

Perle di saggezza
Quello che vedo mi annoia e quello che non vedo mi rende ansioso.

Chi distrugge una cosa per sapere cos'era ha smarrito la via della saggezza.

Odio il corteggiamento. O qualunque cosa il ventunesimo secolo abbia al posto del corteggiamento. Quell'attento avanzare e indietreggiare, i sorrisi affettati, le conversazioni per associazione di parole, i piccoli sotterfugi, la finta disinvoltura e l'uso delle tattiche. [...]. Il corteggiamento è come giocare a tennis per perdere, per ottenere un punteggio rispettabile in modo da non far sembrare sprecata la partita, ma pure sempre per perdere. E' come giocare a tennis con i tacchi e la veletta.

La Trama
Sono le tre del mattino, e tutto sembra tranquillo, nel museo di storia naturale di Atlanta. Nessuno potrebbe immaginare che nelle sue sale si è appena consumato un omicidio. E un furto da milioni e milioni di dollari. È Deborah Miller, curatrice del museo, a scoprire il corpo, avvertita da una misteriosa telefonata. Nella stanza segreta dietro la libreria giace, in una pozza di sangue, il cadavere di Richard Dixon, il fondatore del museo. Accanto a lui, una collezione di preziosi reperti archeologici risalenti all’antica Grecia. Ma il più importante di tutti – un’antica maschera funeraria – è stato rubato. Al suo posto un foglio, e una sola parola: Atreus. Dai pochi indizi a sua disposizione, Deborah capisce che la chiave di tutto è in quella maschera: solo ritrovandola potrà scoprire chi ha ucciso Richard, e perché. Presto, tuttavia, Deborah si renderà conto di non essere la sola a cercarla: qualcuno è disposto a tutto pur di impossessarsene. Qualcuno che sta tirando le fila di un complotto che viene dal passato. Qualcuno che ha già ucciso e che non esiterà a farlo ancora.

Titolo originale: The mask of Atreus, 2006
Editore: Piemme
Pagine: 377
ISBN: 978-88-384-7344-9

4 commenti:

  1. Sembra un libro carino, anche se i thriller di impronta storica non mi entusiasmano tanto, (non ho mai letto Dan Brown e spero di non doverlo leggere mai :) ) comunque è da tenere in considerazione :)

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  2. Credo che per te questo romanzo potrebbe essere davvero molto interessante, si parla moltissimo di archeologia e mitologia...solo alla fine c'è il riferimento al periodo nazista e a Hitler... non vorrei dire troppo e toglierti il gusto di leggerlo! Su Dan Brown ci sono opinioni discordanti: a me i suoi romanzi piacciono, con il Prof. Langdon ha creato davvero un bel personaggio

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  3. Seguirò il tuo consiglio.
    Beh su Dan Brown avrei molto da dire, molti pensano che quel libro sia frutto delle sue ricerche, ma non è così ci sono molti studiosi che hanno elaborato quei pensieri prima di lui. Forse la trama è interessante, scorrevole e apprezzata da molti ( così alcuni mi hanno riferito), però date a Cesare quel che è di Cesare :)

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  4. Immagino tu ti riferisca al Codice da vinci...in quel caso non solo non è tutta farina del suo sacco, ma è anche stato accusato di plagio...mi ricordo che all'epoca della pubblicazione ci fu una polemica senza fine. A mio modesto avviso scrive abbastanza bene e di argomenti interessanti, ma certo non è da Nobel per la letteratura!

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