martedì 26 ottobre 2010

Libri: Gridare amore dal centro del mondo, di Kyoichi Katayama

Titolo: Gridare amore dal centro del mondo
Titolo originale: Sekai no chusin de ai wo sakebu
Autore:  Kyoichi Katayama
Casa editrice: Mondadori
Codice ISBN: 978 88 462 1049 4
Anno di pubblicazione: 2001
L'incipit
Stamattina quando ho aperto gli occhi piangevo. Come al solito. Di tristezza, forse, non so. E' che i sentimenti non li ho più, li ho pianti insieme alle lacrime. Ero rannicchiato nel mio letto, perso nei miei pensieri, quando è arrivata mia madre <<E' ora che ti alzi>> ha detto. Non ha nevicato, ma la strada è ghiacciata, a tratti spruzzata di bianco, e metà delle macchine circola con le catene. Il padre di Aki si siede accanto a mio padre, di fianco al posto di guida. Sua madre e io ci infiliamo nei sedili posteriori, poi mio padre mette in moto e partiamo. Davanti, gli uomini non parlano d'altro che della neve: <<Ce la faremo ad arrivare all'aeroporto in tempo per l'imbarco?>>, <<L'aereo partirà in orario?>>. Noi due, dietro, restiamo in silenzio. Confuso, osservo il paesaggio che scivola via oltre il finestrino, i campi ai lati della strada, infinite pianure di neve. In lontananza le creste delle montagne brillano sotto i raggi del sole che filtrano attraverso le nuvole.

Cosa ne penso
Non è il primo autore giapponese che leggo, quindi non dovrebbe sorprendermi che il tema principale sia la morte, eppure continuo a chiedermi per quale ragione ne siano così ossessionati. Che sia suicidio o tragica fatalità, nei romanzi giapponesi c'è sempre qualcuno che muore. In questo romanzo a morire è la bella Aki, che si spegne nel giro di pochi mesi per una grave forma di leucemia. Ad assistere impotente al suo progressivo indebolimento c'è Sakutaro, il suo migliore amico fin dai tempi delle medie e ora suo fidanzato. Il romanzo comincia quando Aki è già morta e Sakutaro si appresta a partire per l'Australia con i genitori di lei. Aki nel corso della sua breve vita ha sognato di poter visitrare le terre degli aborigeni ed è proprio ad Ayers Rock ("il centro del mondo" di cui si parla nel titolo) che la sua famiglia e Sakutaro andranno a spargere le sue ceneri, tutto quello che rimane di lei. Nel corso del romanzo Sakutaro ripercorre la loro storia d'amore dal primo incontro a scuola, alla gita all'Isola dei Sogni dove trascorrono una romantica notte d'amore, fino al momento in cui le condizioni di Aki peggiorano ed è costretta a restare in ospedale. Sakutaro inizia a comprendere che Aki non guarirà e così decide, all'insaputa dei genitori e dei medici, di portarla in Australia visto che probabilmente quella sarà l'ultima occasione per realizzare il suo sogno. Purtroppo, prima che i due riescano a prendere l'aereo, Aki sviene e dopo qualche tempo muore. Sakutaro si ritrova a dover elaborare il lutto da solo, incapace di accettare la perdita di colei che ha amato, perchè il significato della sua assenza continua a sfuggirgli mentre tutto ciò che sa è che lei non è più con lui. Ci riuscirà solo dopo molti anni quando, ormai adulto, capirà che nonostante il passare del tempo il ricordo di lei è celato nel cuore e nei posti dove lei è stata. Solo allora riuscirà a spargere le sue ceneri che fino ad allora aveva gelosamente custodito.

Si tratta di una storia molto struggente e delicata, dove però non mancano alcuni aspetti macabri che forse trovo tali in quanto occidentale e cattolica mio malgrado: quando per esempio Sakutaro acconsente a trafugare le ceneri della donna amata da suo nonno in gioventù o ancora quando descrive la cremazione di Aki e il momento in cui il fumo prima nero poi bianco arriva  a confondersi con il cielo; comunque pur essendo una storia drammatica non ha toccato fino in fondole corde della mia emotività (visto che le mie lacrime sono abituata a versarle quando leggo Love Story). Dal punto di vista dello stile ci sono parecchi flashback e flashforward, ma non si corre mai il rischio di perdere il filo della narrazione; bellisime poi sono le descrizioni che l'autore fa dell'Isola dei Sogni, che ai due ragazzi (ed anche al lettore) appare quasi un luogo incantato, e dell'Australia e non mancano riflessioni più pronfonde sul senso della vita e sull'esistenza o meno dell'aldilà. In sintesi, non è certo un capolavoro, ma è un romanzo gradevole che si fa leggere in un paio d'ore.

Perle di saggezza
La tristezza non c'entra, è che per passare da un sogno così dolce alla realtà devo superare un abisso e ci vogliono le lacrime.

All'improvviso ebbi coscienza di una terribile verità: per quanto a lungo fossi vissuto, non avrei potuto desiderare una felicità più grande; non potevo fare altro che conservarla con grande cura. Quella felicità mi spaventava: se a ciascuno di noi ne fosse assegnata una dose, da usare a piacere nell'arco di una vita; forse in quell'istante mi sono trovato a un passo dal consumarla in un colpo solo.

Quando si è convinti di non avere un futuro, ci si scopre più forti, mentre se si ha tutta la vita davanti questa forza ci abbandona.

Che la vita abbia una fine mi fa una strana impressione. Anche se è una cosa ovvia. E' che di solito viviamo senza percepire come ovvio ciò che è avvio.

Ogni cosa nell'universo ha uno scopo, non esistono mutazioni improvvise o imprevisti. A noi sembrano imprevisti solo perché non li comprendiamo. In pratica, all'uomo manca l'intelligenza per concepirli.

Con la morte tutto finisce, e se non c'è un dopo allora non può essere che morire abbia un senso.

L'amore che provo per te è qualcosa che c'è qui e adeso, e continuerà a esserci anche dopo la morte.

Anche il tempo, per quanto splendido sia, come per capriccio, o per scherzo, finisce per fuggire troppo in fretta.

Per quanto mi riguarda, un mondo in cui non ci sei mi è del tutto sconosciuto, non saprei nemmeno dire se esiste o meno.

Avevo l'impressione che i ricordi preziosi che avevamo accumulato insieme scivolassero via, fuori dal finestrino, nell'indifferenza. Correvano verso il futuro, ma io non vi scorgevo nessuna speranza.

Io morivo e resuscitavo ogni giorno. la notte, prima di dormire, pregavo di non svegliarmi il giorno successivo. Almeno, di non svegliarmi in un mondo senza Aki. Invece, si faceva mattina e io aprivo gli occhi in questo mondo vuoto e freddo, in cui lei non c'era più.

Avevo perso la sensazione che qualcosa potesse proseguire, estendersi, evolversi. Vivere, cioé esistere attimo per attimo, significava solo che c'ero in quel momento. Nessun futuro, nessuna prospettiva ai apriva davanti a me. Nel passato si ammassavano ricordi che al solo sfiorarli sanguinavano. E io, con quelli, giocherellavo, versando sangue. Quel sangue alla fine forse si sarebbe rappreso in una crosta dura. A quel punto, i ricordi non avrebbero fatto più male.

Nella vita, ci sono cose che si realizzano e cose che non si realizzano. Le prime le dimentichiamo subito, le seconde le coltiviamo, gelosi, per sempre dentro di noi. I sogni o le aspirazioni non sono altro che questo. In un certo senso, la bellezza stessa della vita risiede proprio nell'amore verso ciò che non è stato.

Le cose perdute, dopo molto tempo, all'improvviso, le ritroviamo dove le avevamo lasciate. Belle come una volta. E rispetto a quando le avevamo perse, le vediamo ora con occhi nuovi. Proprio come se qualcuno che non conosciamo le avesse conservate per noi.

La trama
Sakutaro sta andando in Australia. Non è una semplice gita: porta con sé le ceneri di Aki, suo primo indimenticabile amore, morta a soli diciassette anni di leucemia. Quando Sakutaro e Aki si incontrano per la prima volta hanno dodici anni e frequentano la stessa classe. Si vedono tutti i giorni, tornano a casa insieme, ognuno è parte della vita quotidiana dell'altro. Finché un giorno, per la prima volta, Sakutaro vede Aki con altri occhi: non più semplice amica, ma giovane donna, bella e intensa, e si accorge che la loro quieta familiarità si è trasformata, ineluttabilmente e per sempre, in una passione purissima e assoluta. I due giovani vivono una felicità totale, che la malattia crudele di Aki recide d'un colpo, lasciando nell'anime di Sakutaro un silenzio assordante.

L'autore

Kyoichi Katayama è nato nel 1959 in Giappone. Il suo romanzo più famoso è Gridare amore dal centro del mondo, dal quale è stato tratto un film, un fumetto e una serie tv. Nel  2010 ha pubblicato E' come sabbia il mio amore

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