giovedì 21 ottobre 2010

Letto e commentato: Dorian, di Will Self

L'Incipit.
A Chelsea, in casa di Henry e Victoria Wotton, era impossibile stabilire se fosse giorno o notte. A questa ambiguità fondamentale se ne sommava un'altra, poiché anche stagioni e anni erano concetti indefiniti. Era questo o quel secolo? Lei indossava questa gonna o quel tailleur? Lui aveva preso questa droga o quel drink? Lui preferiva questa passera o quel culo? La combinazione di stili, modi, pensieri e orifizi era recitata nella penombra delle camere polverose dei Wotton e nella luce vivida dei loro gabinetti sbavati, come se i manufatti, le idee e persino le anime non fossero altro che simboli disegnati sul rullo della slot-machine della Vita. Bastava abbassare la leva e quelli saltavano fuori: tre spade, tre banane, tre simboli della sterlina. In casa Wotton, tre di tutto era un buon compenso, nella moneta della malasorte. Tuttavia, tale era la corrispondenza peculiare tra l'anno in cui inizia la nostra storia, cioé, il 1981, e l'anno di costruzione della casa, il 1881, e tale era la singolare somiglianza tra le due epoche - un governo contemporaneamente conservatore e progressista, una monarchia impantanata nella sua immemorabile crisi di successione, una recessione economica al contempo repentina e implacabile - che a un osservatore esterno si sarebbe potuto perdonare di aver cercato una maggiore consistenza nella lunetta e nel lambris, nella carta da parati a righe e nello specchio con cornice dorata, nella copia del busto di Antinoo o nell'acquosissimo Turner, piuttosto che negli esseri umani che stavano concretamente in piedi nel raggio di luce polveroso che investiva  la passatoia.

Cosa ne penso
Questo romanzo dello scrittore inglese Will Self si presenta come una riscrittura in chiave moderna della celebre storia raccontata da Oscar Wilde ne Il ritratto di Dorian Gray, con la sostanziale differenza che la storia non è più ambientata alla fine dell'Ottocento, ma a cavallo tra gli anni '80 e '90 del secolo appena trascorso. I personaggi principali sono gli stessi: Dorian Gray è sempre un giovane bellissimo, affascinante e perverso che non accenna ad invecchiare, Henry Wotton è l'uomo di mondo che lo introduce negli ambienti bene della Londra thatcheriana, Basil Hallaward è un artista che ritrae Dorian in un'opera d'arte che sarà il suo capolavoro. Sono tutti omosessuali ed eroinomani  e vivono incuranti del fatto che lo spettro dell'Aids sta per abbattersi sulla comunità gay che ha appena iniziato a venire allo scoperto. La famosa opera d'arte che ritrae e fissa per sempre nel tempo la bellezza e la giovinezza di Dorian non è più il celebre ritratto ma un'installazione video, il Cathode Narcissus, esempio magistrale dell'arte concettuale che assieme alla pop-art di Andy Warhol domina la scena artistica degli anni '80. La Sybil Vane di cui inizialmente Dorian si innamora nel romanzo di Wilde è sostituita da un giovane tossicodipendente di nome Herman che si prostituisce per ottenere le sue dosi quotidiane e che finirà suicida dopo aver contagiato tutti di Hiv. Il Dorian di Self rispetto a quello di Wilde è ancora più sfuggente, misterioso e malvagio: usa droghe di ogni sorta, partecipa ed organizza orgie, corrompe il giovane Herman, violenta una ragazza di nome Octavia, tradisce e abbandona Basil ed infine lo uccide quando questi scoprirà il suo segreto: non solo Dorian non invecchia, ma è evidentemente immune al virus dell'Aids che ha colpito tutti gli altri e che lui si diverte a trasmettere alle sue vittime inconsapevoli. Quando Basil a distanza di dieci anni rivedrà per la prima volta la famosa installazione video che ritrae Dorian all'inizio della loro relazione si troverà davanti un uomo irriconoscibile, un mostro  orribilmente piagato dai sarcomi di Kaposi, laddove sul volto di Dorian non vi è la minima traccia della depravazione cui si è abbandonato per tutta la vita. A differenza del Dorian Gray di Wilde, qui Dorian non solo non si preoccupa di celare il male che c'è in lui, ma addirittura se ne farà un vanto e quando Basil scompare nel nulla non solo non cercherà di distogliere da sé i sospetti sulla sua sparizione, ma si dichiarerà colpevole della sua morte.

Se Il ritratto di Dorian Gray è passato alla storia per i motti di spirito e i celebri aforismi, il linguaggio usato in Dorian da Self non è da meno, se non addirittura meglio e l'epilogo poi è davvero geniale, di quelli che non ci si aspetta, un vero e proprio coup de theatre che stravolge completamente le aspettative del lettore. Altra curiosità di questo romanzo è il continuo riferimento a personaggi realmente esistiti che rende bene l'idea di quanto sia feroce la critica di Self nei confronti della comunità gay e in generale della società inglese degli anni '80-'90: oltre al già citato Andy Warhol, vengono menzionati Robert Mapplethorpe, Tony Blair, John Galliano, Alexander McQueen, Lady D e il nostro Gianni Versace. Sebbene per molti versi questo sia un romanzo molto crudo e a volte davvero difficile da digerire, è anche intelligente ed ironico; decisamente è stata una delle migliori letture fatte negli ultimi tempi, ma anche la più impegnativa, quindi se da una parte mi sento di consigliarlo, dall'altra lo sconsiglio a coloro che di certi "dettagli" proprio non ne vogliono sentir parlare.

Perle di saggezza
Va benissimo continuare per giorni di fila a fissare l'abisso. L'importante è farlo indossando due paia di Rayban.

Un corpo nudo, diversamente da un intelletto nudo, non richiede spiegazioni.

Certo che non c'è niente di buffo nei giovani. I giovani sono l'unica cosa cui vale la pena di avvinghiarsi.

Dovresti ricordare, mio giovane amico, che se non sai cosa vuoi fare almeno devi fare qualcosa senza saperlo. Non c'è nessun'altra cura per l'indecisione.

La puntualità è un rapinatore di tempo: ci sottrae secondi preziosi che avremmo potuto usare per eccitarci di più.

Helen, io mi masturbo, ma questo non significa che io sia innamorato della mia mano.

Le mie cattive abitudini sono così croniche che mi sveglio di notte con le mani strette al collo di qualcuno ed è il mio.

Essere poveri sarebbe un'assoluta tragedia. Così poveri da dover essere onesti. I poveri possono permettersi un biglietto economico di andata e ritorno per l'oblio, ma solo i ricchi possono permettersi di costuirci una villa.

Nessun uomo di cultura rifiuta mai una nuova sensazione, e nessun uomo che non sia di cultura è in grado di riconoscerne una.

La monogamia sta all'amore come l'ideologia sta al pensiero; entrambe traducono una mancanza di immaginazione.

Un uomo può essere felice con qualunque donna purché non la ami.

Non è forse vero che ciascuno è il prodotto della sua epoca molto più di quanto sappia coscientemente di essere?

Quando la gente dice che giovinezza è sprecata per i giovani, quello che intende davvero è che vorrebbe riavere la loro salute e il loro aspetto, in modo da poterli distruggere nella piena consapevolezza del loro carattere effimero.


La trama.
Il Dorian Gray di questo secolo, fresco di una laurea in arte a Oxford e fornito di cospicue sostanze famigliari, fa il suo début londinese nel 1981, poco prima che Lady Diana Spencer convoli a nozze reali. Lo scopre Basil Hallward, artista omosessuale che aveva bazzicato la factory di Warhol negli anni Settanta e primo innamorato di Dorian. A quello che considera il simbolo di una nuova generazione di gay liberati Basil Hallward dedica il Cathode Narcissus, un'installazione video che consegna la bellezza del giovane all'immortalità. Ed è quello che in effetti accade: come il ritratto nel romanzo di Wilde, i nove doppi di Dorian attraverseranno le mille tappe della depravazione del protagonista, riportandone le cicatrici e i sintomi, mentre il soggetto del ritratto rimarrà intatto nella sua surreale, intangibile bellezza. Attraverso Basil, che mai smetterà di amarlo, Dorian incontrerà Henry Wotton, aristocratico, ricco, sposato, snob, cinico, mai innamorato di Dorian e sempre interessato a possederlo, e a iniziarlo alla débauche attraverso ogni genere di esperienza estrema negli stessi anni in cui l'Aids e le sue maschere compaiono sulla scena gay e la contaminano con la grande paura della peste. Incurante di tutto e di tutti, Dorian intraprende con grande enrgia e baldanza la sua carriera di arrampicatore sociale, cacciatore di prede bisex e, infine, untore. Sono gli anni dello yuppismo e dell'edonismo reaganiano, e il nostro salta da una mansion nobiliare inglese a uno scantinato gay sado-maso di New York, sempre identico a sé stesso, sano come un pesce, bello come un angelo ed esaltato dalla sua stessa inviolabilità. Figura emblematica di quegli anni e di una generale - presunta più che effettiva - identità gay, Dorian Gray interpreta la cultura omosessuale narcisistica e aggressiva degli anni Ottonta con piglio cinico e amorale.

L'autore
 
Will Self nasce a Londra nel 1961, oltre ad essere uno dei più importanti scrittori contemporanei è anche un affermato giornalista.
Il suo sito: http://will-self.com/
Il suo blog: http://will-self.com/category/wills-blog/
 
Altre sue opere:
  • Grandi scimmie,
  • Cordiali saluti da un mondo insano
  • Misto maschio
  • London. Appunti da una metropoli
  • Dr. Mukti e altre sventure

2 commenti:

  1. Ho amato moltissimo il romanzo di Wilde e sono curiosa di leggere questa nuova versione.

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  2. @ivana un bel romanzo di quelli di sostanza che ti consiglio assolutamente, ma mi sento in dovere di dirti che è molto crudo...fammi sapere

    ps. se non lo trovi in libreria, di sicuro lo trovi in biblioteca :)

    RispondiElimina

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